Andrea Costa primo deputato socialista

Andrea Costa (Imola, 1851-1910) fin da giovane si avvicina all'Internazione anarchica di orientamento bakuniano. La conoscenza in Svizzera e in Francia di altri ambienti e pensatori matura in lui il passaggio ai socialisti e lo porta a elaborare un pensiero "populista", cioè che la lotta per il miglioramento delle condizioni politiche ed economiche dei lavoratori sia l'unica possibile azione politica. Sostenuto dai socialisti romagnoli, il 28 ottobre 1882 viene eletto nel collegio elettorale di Ravenna primo deputato socialista al Parlamento italiano.


"Avanti!..." e "Il moto" seguono con attenzione la campagna elettorale socialista delle elezioni politiche del 1882. Sostengono che il movimento socialista nel panorama politico italiano sta prendendo piede, e se la probabilità che vengano eletti candidati socialisti è scarsa - e infatti solo Costa, candidato nel collegio di Bologna e di Ravenna, uscirà eletto nel collegio di Ravenna - ciò nondimeno sarà una vittoria morale delle forze democratiche italiane; è quindi un dovere partecipare alle elezioni politiche, una delle forme della lotta sociale per il riscatto della classe lavoratrice.
In particolare nel numero de "Il moto" del 28-29 ottobre 1882 sono sostenuti i candidati del collegio elettorale bolognese: Quirico Filopanti (alias Giuseppe Barilli, 1812-1894), Aristide Venturini (1843-1924), e Andrea Costa, indicato come "il giovine senza macchia e senza paura". "Il moto" conclude: "... Tanto si può dire che la candidatura di Andrea Costa si impone a tutte le coscienze oneste, ed assume un carattere di giustizia che la pone al di sopra di ogni partito".
Nell'uscita successiva, datata 5 novembre, l'articolo Dopo le urne riporta la vittoria di Andrea Costa: "... Qui a Imola, infatti, tutta la lista radicale batteva completamente la lista monarchica, e l'ammonito, l'ozioso, il vagabondo Andrea Costa aveva una maggioranza trionfale sul Conte Commendatore Giovanni Codronchi. ... In Imola, dove si poteva vincere, vincemmo".