L’Italia entra in guerra

Il 23 maggio del 1915 l'Italia entra nel conflitto mondiale dichiarando guerra all'Austria-Ungheria e, poco più di un anno dopo, anche alla Germania. Il primo atto dell'Italia in guerra, le cui forze armate sono affidate al generale Luigi Cadorna, è il bombardamento delle postazioni austro-ungariche asserragliate a Cervignano del Friuli, prima città ad essere liberata già il 24 maggio. Obiettivo dell'offensiva italiana nelle Valli Isontine è quello di sfondare velocemente le linee austriache, ma lo scontro si trasforma in una lunga e logorante guerra di trincea.


"Il diario" e "La lotta", usciti il 30 maggio 1915, danno notizia dell'entrata dell'Italia nel conflitto europeo.
"Il diario" fornisce sulla prima pagina il resoconto dei primi giorni di attività militare con l'occupazione di numerosi paesi e posizioni nelle regioni trentine, friulane e carnica. In questo momento, considerato dal Codice civile "caso di forza maggiore", il giornale avverte un severo cambiamento sotto l'aspetto del controllo della censura preventiva a cui sono sottoposti i giornali, ma dichiara la volontà di continuare a uscire "...per portare la sua parola utile e sana ... alle famiglie, ai soldati, a tutta la popolazione ...".
"La lotta" del 30 maggio subisce una pesante censura preventiva, segnalata da spazi bianchi sui quali è indicato "soppresso dalla censura": l'articolo Né discordia, né rinunzia ribadisce il totale dissenso alla guerra, e la completa neutralità dell'Italia al conflitto, la quale si traduce nel proposito "di cooperare moralmente e materialmente al miglior esito della guerra che i nostri compagni, i nostri lavoratori sono costretti a combattere".
Entrambi i giornali riducono drasticamente il formato per adeguarsi al nuovo stato di necessità.