Albori del fascismo e marcia su Roma

Tra la fine del 1920 e l'inizio del 1921 si rende evidente la crescita del movimento fascista. Benito Mussolini decide di accantonare l'originario programma radical-democratico e utilizzare le squadre d'azione come metodo migliore per attuare la lotta contro i socialisti, in modo particolare contro le organizzazioni radicate nella Valle Padana. Le elezioni politiche del 15 maggio 1921 danno una struttura definitiva a tutta l'azione fascista, mentre con la marcia su Roma (28 ottobre 1922) inizia ufficialmente il cammino di Mussolini verso il regime totalitario.


Il giornale socialista "La lotta" e "La fiamma", organo della Federazione circondariale imolese del Partito Nazionale Fascista", pubblicato dall'1 maggio 1922, seguono l'ascesa del partito fascista fino alla sua affermazione.
Ne "La lotta" dell'11 aprile e del 2 giugno 1921 è denunciato a Imola il crescente clima di violenza e le dimostrazioni di forza di gruppi fascisti, che provocano anche a un assalto al circolo socialista imolese, avvenuto la sera del 28 maggio, con il ferimento di sette simpatizzanti socialisti.
Nell'uscita del 22 ottobre 1922, il giornale socialista nell'articolo La marcia della salvezza dichiara l'apprensione e il timore per lo sviluppo fuori dal controllo dell'azione politica fascista e per contro la debolezza del governo Facta, e il 29 ottobre dà notizia della caduta del governo e l'ascesa al potere dei fascisti.
"La fiamma", con l'articolo La vittoria alata del 7 novembre, parla delle "... memorabili giornate di ottobre ..." della marcia su Roma e dell'incarico a Benito Mussolini di formare un nuovo governo, intesi come la vittoria della vita civile italiana, così come nel 1918 c'è stata la vittoria sul fronte militare, e dichiara che "... l'Italia è una grande nazione ..." dal sicuro avvenire sotto la guida del nuovo governo.