Affermazione del fascismo

Il 24 marzo 1929 si svolgono le uniche consultazioni elettorali del regime fascista. Hanno diritto al voto i cittadini maschi iscritti a un sindacato o a un'associazione di categoria, in servizio permanente nei corpi armati dello Stato, oltre ai religiosi. La votazione si svolge in forma plebiscitaria: gli elettori possono votare SÌ o NO per approvare la lista dei deputati designati dal Gran Consiglio del Fascismo. L'affluenza è quasi del 90%, altissima per l'epoca: i sì sono 8.506.576 su 8.642.774 voti. Il Fascismo è ormai saldamente insediato alla guida dell'Italia.


Il bollettino elettorale "Il plebiscito" e il giornalino scolastico "E' val" registrano in ambito imolese la consultazione elettorale e il suo successo.
"Il plebiscito" documenta una campagna elettorale martellante e capillare anche nelle più piccole frazioni con comizi e discorsi, presentazioni di personalità del partito e appelli alla necessità del voto come dovere morale verso la Nazione. I testi sono arricchiti da frasi e da ritratti fotografici del Duce. Nell'ultima uscita, il 24 marzo giorno della consultazione elettorale, viene presentato un facsimile della scheda per agevolare ulteriormente gli elettori.
"E' val", nato nel 1924/1925 come giornalino scolastico della scuola elementare di Cotignola, e ben presto diventato giornale delle scuole elementari di tutta la Romagna, nell'uscita di aprile 1929 presenta i risultati del plebiscito agli scolari sotto il titolo Perché ricordiate!, nel quale è ribadita anche la ricorrenza del 21 aprile, giorno natale di Roma, una delle date cardini del regime fascista. Il giornalino inoltre pubblica una raccolta di pensierini sul Duce scritti dai bimbi, risultato di una gara indetta all'inizio del 1929 nelle scuole elementari romagnole.