Dichiarazione e primi mesi di guerra

Dopo una non belligeranza durata nove mesi, il 10 giugno 1940 l'Italia entra nella seconda guerra mondiale a fianco della Germania, contro la Francia e la Gran Bretagna. L'annuncio è dato da Benito Mussolini con il famoso discorso tenuto dal balcone di palazzo Venezia. Pochi giorni dopo le forze armate italiane sferrano un'offensiva militare al confine contro la Francia. Nei mesi successivi le truppe italiane sono contemporaneamente impegnate anche in Africa e in Grecia, ove subiscono pesanti sconfitte.


"Il diario", unico notiziario imolese ad avere mantenuto continuità di pubblicazione durante il regime fascista, sulla prima pagina del numero del 15 giugno 1940 riporta il discorso di dichiarazione di guerra sotto il titolo Armi e cuori verso la meta: Conquistare la vittoria. Di seguito, nell'articolo di commento Disciplinati! si legge: "L'Italia è in guerra. I cittadini debbono essere disciplinati e fermi per cooperare col nostro Esercito alla vittoria finale. Tutti abbiamo una missione da compiere, un posto da coprire: l'opera anche la più modesta è sempre valida al grande scopo ...".
"Il piccolo risparmiatore", promosso della Federazione delle Casse di Risparmio dell'Emilia per diffondere l'abitudine al risparmio nei bambini, dedica il 31 ottobre 1940 la giornata del risparmio alla guerra con il titolo Il contributo dei fanciulli italiani alla vittoria. Nell'uscita di dicembre 1940, accanto all'immagine sacra e festosa del presepe un gruppo di bimbi circonda un salvadanaio per riempirlo di monete pensando al soldato sul fronte africano, e il titolo Per il ritorno del babbo associa nella mente degli scolari i soldati ai numerosi babbi che sono lontani da casa, impegnati nella guerra.