Il Referendum e le elezioni per la Costituente

Il 16 marzo 1946 il principe Umberto, figlio del re Vittorio Emanuele III, sancisce che la forma istituzionale dello Stato deve essere decisa mediante referendum da indirsi contemporaneamente alle elezioni per l'Assemblea Costituente. Nella giornata del 2 giugno e la mattina del 3 giugno 1946 ha luogo il referendum per scegliere fra monarchia o repubblica che si risolve, sia pure di misura, in favore della soluzione repubblicana: 12.717.923 contro 10.719.284. L'Italia diventa Repubblica e l'Assemblea costituente intraprende la stesura della Costituzione, che entra in vigore l'1 gennaio 1948.


I settimanali "Il nuovo diario" e "Il momento" animano a Imola la campagna elettorale che porta al referendum e alle elezioni dell'Assemblea Costituente il 2 giugno 1946. Entrambi annunciano il risultato del referendum che registra la vittoria schiacciante della Repubblica mettendola in grande evidenza sulla prima pagina. "Il momento" sottolinea con l'articolo Il popolo ha vinto, firmato da Palmiro Togliatti, la trasformazione istituzionale, "... il primo atto con il quale le forze del lavoro, e in prima linea la classe operaia, esplicano sul terreno democratico la nuova funzione dirigente, per cui spetta loro la direzione della vita del paese ...".
Le elezioni per l'Assemblea Costituente rappresentano una prova importante a livello nazionale per i partiti politici ricostituiti dopo la fine della guerra. Nel manifesto del collegio elettorale di Bologna, a cui Imola fa capo, presenta sette liste con i relativi candidati, tra cui quelli imolesi: Anselmo Marabini e Antonio Graziadei per il Partito Comunista, Vito Baroncini per il Partito Repubblicano, Silvio Alvisi per il Partito Socialista, Giacomo Casoni per la Democrazia Cristiana.
"Il nuovo diario" con l'articolo Il popolo si è pronunciato dichiara "... l'imponente affermazione della Democrazia Cristiana che ha raccolto sotto le sue insegne oltre un terzo di tutti gli elettori ...".