8 marzo 2017. Giornata internazionale della donna

marzo 2017

Istituita negli Stati Uniti nel 1909, in Italia nel 1922, la Festa della donna si celebra oggi in tutto il mondo l’8 marzo, secondo un’errata credenza a ricordo di una strage in cui avrebbero perso la vita in un incendio centinaia di operaie di una camiceria (tale Cottons) a New York nel 1908. In realtà l’idea di dedicare un giorno alla donna risale a prima, e prende le mosse già da tutta la questione legata al suffragio universale affrontata fin dal VII Congresso della II Internazionale Socialista (Stoccarda 18-24 agosto 1907). Tale ricorrenza vale dunque a memoria delle conquiste sociali, giuridiche ed economiche raggiunte dalle donne nel tempo, e come monito, per tutte le generazioni, a tener viva l’attenzione sul tema della parità tra i sessi, per infrangere, laddove sussistono, gli stereotipi di genere e ribadire la necessità di una cultura dell’uguaglianza tra uomini e donne in famiglia, nella scuola, sul posto di lavoro, nella società.

Ripercorrere anche a grandi linee le tappe delle conquiste ottenute nel ‘900 in Italia permette di constatare il livello di emancipazione raggiunto in un secolo dai movimenti femministi, ma anche di registrare quanto situazioni che oggi si danno per scontate siano relativamente recenti e il frutto di traguardi strappati a fatica. Basterà qui ricordare l’affermazione del diritto di voto esercitato dalle Italiane per la prima volta nel 1946; l’abolizione del reato di adulterio nel 1968, per il quale, fino ad allora, avevano pagato (col carcere) solo le donne; l’istituzione della legge per il divorzio nel 1970; la riforma del diritto di famiglia nel 1975 che consegnava pure alle madri la potestà sui figli; la depenalizzazione dell’aborto con la legge 194 nel 1978; la cancellazione del “delitto d’onore” nel 1981 (che aveva sempre coperto praticamente solo gli uomini); la trasformazione dello stupro da reato contro la morale a reato contro la persona nel 1996 (già, 1996!), tanto per citare le più clamorose che, poco per volta, hanno consentito alle donne di acquisire più libertà e autodeterminazione, cioè controllo sulla propria vita. E senza dimenticare certe rivoluzioni di stile e di costume, nel trucco e nell’abbigliamento, incisive pure quelle, che in Italia, dagli anni ’60 in poi, hanno costruito un’immagine diversa della donna di fronte all’opinione pubblica, più dinamica e disinibita, disancorata dai modelli castigati, in voga fino ad allora, atti a rappresentare sul piano estetico e comunicare su quello sociale un ruolo esclusivo di madre e casalinga. Aspetti tutt’altro che secondari, che hanno accompagnato un cambiamento in modo costante e coerente. Continuare a festeggiare la donna oggi significa dunque rendere omaggio ai passi compiuti fino ad ora nella lunga strada dell’emancipazione femminile.

Il percorso di lettura e visione presentato dalla Biblioteca comunale di Imola si inserisce nel solco di quel lavoro di testimonianza e costante vigilanza sulla condizione delle donne nel mondo, attraverso una selezionata produzione letteraria e cinematografica contemporanea e un'altrettanto recente saggistica che spazia dall’analisi della situazione lavorativa a quella affettiva e relazionale, con uno scandaglio attento a puntuale alle problematiche più attuali come a quelle di più antica tradizione e dura risoluzione.

Si ricorda che tutto il materiale suggerito è presente in biblioteca e disponibile per il prestito.