8 marzo 2017. Giornata internazionale della donna

marzo 2017

Istituita negli Stati Uniti nel 1909, in Italia nel 1922, la Festa della donna si celebra oggi in tutto il mondo l’8 marzo, secondo un’errata credenza a ricordo di una strage in cui avrebbero perso la vita in un incendio centinaia di operaie di una camiceria (tale Cottons) a New York nel 1908. In realtà l’idea di dedicare un giorno alla donna risale a prima, e prende le mosse già da tutta la questione legata al suffragio universale affrontata fin dal VII Congresso della II Internazionale Socialista (Stoccarda 18-24 agosto 1907). Tale ricorrenza vale dunque a memoria delle conquiste sociali, giuridiche ed economiche raggiunte dalle donne nel tempo, e come monito, per tutte le generazioni, a tener viva l’attenzione sul tema della parità tra i sessi, per infrangere, laddove sussistono, gli stereotipi di genere e ribadire la necessità di una cultura dell’uguaglianza tra uomini e donne in famiglia, nella scuola, sul posto di lavoro, nella società.

Ripercorrere anche a grandi linee le tappe delle conquiste ottenute nel ‘900 in Italia permette di constatare il livello di emancipazione raggiunto in un secolo dai movimenti femministi, ma anche di registrare quanto situazioni che oggi si danno per scontate siano relativamente recenti e il frutto di traguardi strappati a fatica. Basterà qui ricordare l’affermazione del diritto di voto esercitato dalle Italiane per la prima volta nel 1946; l’abolizione del reato di adulterio nel 1968, per il quale, fino ad allora, avevano pagato (col carcere) solo le donne; l’istituzione della legge per il divorzio nel 1970; la riforma del diritto di famiglia nel 1975 che consegnava pure alle madri la potestà sui figli; la depenalizzazione dell’aborto con la legge 194 nel 1978; la cancellazione del “delitto d’onore” nel 1981 (che aveva sempre coperto praticamente solo gli uomini); la trasformazione dello stupro da reato contro la morale a reato contro la persona nel 1996 (già, 1996!), tanto per citare le più clamorose che, poco per volta, hanno consentito alle donne di acquisire più libertà e autodeterminazione, cioè controllo sulla propria vita. E senza dimenticare certe rivoluzioni di stile e di costume, nel trucco e nell’abbigliamento, incisive pure quelle, che in Italia, dagli anni ’60 in poi, hanno costruito un’immagine diversa della donna di fronte all’opinione pubblica, più dinamica e disinibita, disancorata dai modelli castigati, in voga fino ad allora, atti a rappresentare sul piano estetico e comunicare su quello sociale un ruolo esclusivo di madre e casalinga. Aspetti tutt’altro che secondari, che hanno accompagnato un cambiamento in modo costante e coerente. Continuare a festeggiare la donna oggi significa dunque rendere omaggio ai passi compiuti fino ad ora nella lunga strada dell’emancipazione femminile.

Il percorso di lettura e visione presentato dalla Biblioteca comunale di Imola si inserisce nel solco di quel lavoro di testimonianza e costante vigilanza sulla condizione delle donne nel mondo, attraverso una selezionata produzione letteraria e cinematografica contemporanea e un'altrettanto recente saggistica che spazia dall’analisi della situazione lavorativa a quella affettiva e relazionale, con uno scandaglio attento a puntuale alle problematiche più attuali come a quelle di più antica tradizione e dura risoluzione.

Si ricorda che tutto il materiale suggerito è presente in biblioteca e disponibile per il prestito.

 


Romanzi

Di seguito romanzi che raccontano di donne, ritratte nei ruoli di single e mogli, madri, figlie e sorelle, amanti, amiche e rivali. La selezione effettuata ha guardato alle ultime pubblicazioni, oggetto di recensioni e presentazioni presso varie testate di giornali e riviste di settore. Spiccano, dunque, alcune novità come, La donna dai capelli rossi di Orhan Pamuk, Le donne di Neruda di Maria Fasce, La gemella sbagliata di Ann Morgan, La figlia femmina di Anna Giurickovic Dato, L’uomo che voleva uccidermi di Yoshida Shuichi, ma accanto ad essi anche alcuni titoli poco più datati, a firma di celebri autori, che hanno fatto registrare, nel corso di pochi mesi, grande successo di critica e apprezzamento di pubblico. Il rimando è quindi a La comparsa di Yeoshua, 17 ragazze di Vanessa Shneider, La notte dimenticata dagli angeli di Natsuo Kirino, La donna che scriveva racconti di Lucia Berlin, Cosa pensano le ragazze di Concita De Gregorio, che offrono, nel loro insieme, e ognuno nella propria peculiarità, rappresentanza di generi e intrecci dello scenario letterario contemporaneo.

 

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Chantel Acevedo, Meraviglie lontane, Edizioni E/O, 2014

Cuba, 1963. Maria Sirena, un tempo "lectora" nelle fabbriche di sigari, viene evacuata assieme ad altre donne anziane sotto la minaccia dell'uragano Flora. Per calmare le sue compagne e i propri stessi demoni, e per essere certa che la propria storia verrà tramandata, racconta l'incredibile vita di tre generazioni della propria famiglia. È un'ode all'arte del racconto. A un certo punto Maria Sirena confessa che, mentre fingeva di leggere un libro alle operaie della fabbrica di tabacco, in realtà raccontava storie della sua stessa vita.[…] Gli episodi raccontati da Maria Sirena seguono il corso della turbolenta storia cubana e sono pieni di avventure sensuali e sanguinarie, tragedie, gioie momentanee, battaglie, solidarietà, amore e crudeltà, spesso declinate al femminile. Storie avvincenti che si alternano al racconto dei rapporti tra le donne evacuate nel corso dell'uragano del 1963, poco dopo la rivoluzione castrista, quando la minaccia incombente del disastro ambientale accende tensioni, rivalità, alleanze, amicizie tra le stesse donne.

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Louisa May Alcott, I quattro libri delle piccole donne, Einaudi, 2006

Le quattro sorelle March - la giudiziosa Meg, l'impertinente Jo, la dolce Beth, la vanitosa Amy - si preparano alla vita vivendo sogni e speranze dell'adolescenza. Le piccole donne crescono e gli svaghi infantili vengono via via sostituiti dai legami del cuore e dai primi dolori che il destino riserva loro. È a questo punto che la storia di Jo balza in primo piano. Impulsiva, irrequieta e geniale la secondogenita incarna lo spirito progressista della Alcott educatrice: fonda la casa-scuola di Plumfield, aperta a studenti di età ed estrazione sociale diversa, protesa a un'educazione che stimoli la libertà, l'amore per la natura, la solidarietà, e dove i giovani ospiti diventano «piccoli uomini». Ormai adulti, i ragazzi di Jo ritorneranno dalle strade del mondo su cui si erano dispersi alla loro mai dimenticata scuola di vita.

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Auður Ava Ólafsdóttir, Il rosso vivo del rabarbaro, Einaudi, 2016

C'è un piccolo villaggio sul mare dove la vita scorre bislacca e tranquilla. Mentre gli uomini sono fuori a pescare, le donne seguono lezioni di cucito e si scambiano rossi barattoli di marmellata di rabarbaro. Proprio in un campo di rabarbaro, Ágústína è stata concepita. Ágústína è un'adolescente speciale, si muove con le stampelle ma scala le montagne. La sua è una mente singolare, nella sua testa i numeri sono a tre dimensioni, come pianeti nello spazio, e le parole si organizzano in cumuli appuntiti. Ágústína non è come gli altri ragazzi, lei sa che dietro una montagna - dietro ottocentoquarantaquattro metri di terra protesa verso il cielo - c'è ancora un'altra montagna da scalare.

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Lucia Berlin, La donna che scriveva racconti, Bollati Boringhieri, 2016

Una donna molto bella che ha avuto una vita difficile e la racconta in tanti piccoli quadri: protagonista la narratrice onnisciente o vari personaggi secondari, diversissimi tra loro: un vecchio indiano americano incontrato in una lavanderia; una ragazza giovanissima che scappa da una clinica messicana di aborti per ricche americane; la suora di una scuola cattolica; un'insegnante gay. Ma soprattutto, una domestica che ritrae, lapidaria ma benevola, le «signore» (e anche qualche «signore») per cui lavora: una storia indimenticabile, che dà il titolo all'edizione americana del libro, «Manuale per donne delle pulizie». «Indimenticabile» è l'aggettivo che definisce il valore di una storia breve. Tutti ricordano la signora con il cagnolino di Cechov, o la famiglia Glass di Salinger, o l'anziana donna malata di Alzheimer che si innamora di un compagno di sventura, di Alice Munro. Più difficile è ricordare uno qualunque dei protagonisti dei racconti di Raymond Carver, tutti molto simili: uomini che traslocano continuamente per sopravvivere a una crisi economica non solo individuale. O quelli di Charles Bukowski, l'eterno disadattato che ama l'alcol e le donne. Non che sia possibile ricordare tutti i personaggi di Berlin, diversissimi, variegati per sesso, razza, colore e censo, ma di certo il tratto pittorico dell'autrice contribuisce a fissarli nella mente; complice una scrittura ingannevolmente semplice, chiara, essenziale, imprevedibile come la musica jazz ma altrettanto ipnotica. Una vita più che difficile, quella di Lucia Berlin, tormentata dalla scoliosi e dalle sue conseguenze, da un primo matrimonio sfortunato, dalla povertà, e dai lavori tipici degli americani senza radici: ma le esperienze di centralinista, domestica, insegnante precaria o infermiera, e di madre single, forniscono all'autrice un materiale prezioso e vastissimo, che usa per raccontare se stessa con eccentrico, personalissimo talento.

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Stefania Bertola, Ragione & sentimento, Eianudi, 2017

La morte improvvisa di Gianandrea Cerrato, valente avvocato penalista, oltre a privare una moglie del marito e tre figlie del padre, ha delle conseguenze del tutto inaspettate. Da un giorno all'altro le quattro donne si trovano a dover riorganizzare la loro vita. Ed è Eleonora, la figlia maggiore, a cercare il modo di mandare avanti quella famiglia di femmine «variamente deragliate». Mentre la piccola Margherita vive in una dimensione parallela, Eleonora e Marianna sono divise da una visione opposta dell'esistenza e dell'amore: Marianna legge Shakespeare e crede nell'amore assoluto, Eleonora invece, impegnata com'è a sbarcare il lunario e ad arginare la follia collettiva, non è affatto sicura di sapere cosa sia, veramente, l'amore. Intorno a loro si muove il mondo, con le sorprese, l'allegria, l'inganno. La ragione e il sentimento. Perché quella è una delle grandi battaglie che ci tocca combattere nella vita. Non proprio a tutti, perché esistono esseri fortunati senza ragione, o senza sentimento
Ma la maggior parte di noi ne ha un po' dell'una e un po' dell'altro, e non sempre riesce a farli coesistere pacificamente. Quindi si lotta: si lotta da sempre e si lotterà per sempre, e per questo motivo tra tutti i romanzi di Jane Austen "Ragione e sentimento" è quello più adatto a essere periodicamente riscritto, scagliandolo dentro il tempo e i secoli che passano.

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Concita De Gregorio, Cosa pensano le ragazze, Einaudi, 2016

Una mappa per decifrare le ragazze del nostro tempo, un amuleto per non perdersi, un antidoto alla paura.
«Ho parlato per due anni con mille donne, da sei a novantasei anni. Soprattutto adolescenti, giovani donne. Ho posto a tutte le stesse domande: cosa sia importante nella vita, come ottenerlo, come fare quando quel che si aspetta non arriva. Nelle risposte il tema centrale è sempre l'amore. L'amore e il sesso, l'amore e il desiderio, il tradimento, la famiglia, l'impegno, il corpo, l'amore e i soldi. Una sinfonia di voci raccolte davvero, ascoltate davvero: occhi visti con gli occhi, risate e lacrime, confessioni e segreti. Un'orchestra di strumenti diversi, una sola musica. Da questo coro di parole sono nate le mie storie: prendono occasione dalla realtà ma si aprono alla libertà di immaginare, da un frammento di verità, vite e mondi». Concita De Gregorio

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Chitra Banarjee Divakaruni, La ragazza oleandro, Einaudi, 2015

Orfana di entrambi i genitori, Korobi è stata cresciuta dai nonni come si conviene a una ragazza indiana di buona famiglia. Seria e rispettosa, porta però nel nome, "oleandro" in bengalese, la forza ostinata delle piante che sua madre tanto amava. È proprio questa tenacia a sostenerla quando, travolta da una rivelazione scioccante, a un passo dal matrimonio decide di partire per gli Stati Uniti nella speranza di far luce sulle proprie origini. A sua disposizione ha un mese di tempo e l'aiuto di Desai, un investigatore privato con base a New York. Poi dovrà rientrare in India e sposarsi. Ben presto, però, messo alla prova da una combinazione esplosiva di pressioni e fraintendimenti, il rapporto con il fidanzato Rajat comincia a vacillare. Parallelamente cresce la complicità con Vic, lo scanzonato nipote e assistente di Desai, che la accompagna e sostiene nelle delicate fasi della ricerca. Alla fine di un viaggio pieno di insidie e verità scomode, Korobi, più matura e consapevole dei propri desideri, imboccherà la sua strada senza lasciarsi tentare dall'alternativa più semplice.

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Maria Fasce, Le donne di Neruda, Rizzoli, 2017

Elisa, dodicenne, e sua madre Raquel arrivano a Isla Negra, sulla costa cilena, nei primi anni Cinquanta. Vengono da Temuco, da una vita umile di solitudini e privazioni, e la casa che le accoglie, quella del poeta Pablo Neruda, appare, soprattutto agli occhi della giovanissima Elisa, una grotta marina carica di oggetti misteriosi, di libri e conchiglie da maneggiare con cura, di un silenzio e di una calma quasi irreali. Mentre sua madre lavora senza mai parlare, Elisa è ammaliata dai versi di Neruda e subisce il fascino di Delia, compagna del poeta, artista luminosa ed elegante. È però, suo malgrado, anche testimone silenziosa della relazione extraconiugale dello scrittore con Matilde.Gli anni passano, Elisa osserva, ascolta, legge, e nel farlo cresce, abbandona l’infanzia, scopre i segreti dell’amore e del desiderio, scopre il suo corpo, la propria femminilità. Diventa donna nel confronto con Delia, e, per contrasto, con Matilde e con la madre, ormai quasi un’estranea, una figura amorevole ma spenta, carica di non detti e di una insondabile tristezza. Fino alla maturità, al trasferimento a Parigi, al ritorno in quella casa e a quel passato che ora sembra avere acquisito un senso e un peso.In queste pagine María Fasce ci restituisce un Neruda impetuoso e geniale, crudele e infantile, seduttore ed egoista, capace di lasciare un segno indelebile sulla vita delle donne che lo circondano. Un romanzo sull’amore e sulla sensualità, ispirato a figure e personalità reali, che ci tocca nel profondo e ci commuove facendo leva sul potere inarrestabile della letteratura.

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Arno Geiger, Tutto su Sally, Bompiani, 2015

Una coppia della media borghesia viennese. Lui, Alfred, è un uomo che si sta perdendo sul sentiero che conduce alla vecchiaia, ma che sa conservare il suo amore incondizionato e poetico per la moglie Sally. È lei la figura emblematica di questa coppia: ironica, distaccata, anticonformista, non vuol rinunciare all'idea di una giovinezza che non c'è più ma che continua a lanciare stimoli. Quando, durante una vacanza estiva in Inghilterra, i ladri irrompono nella casa viennese della coppia, mettendo tutto a soqquadro e violando anche i preziosi diari su cui Alfred tiene nota del suo ménage famigliare, le cose cambiano all'improvviso. Rancori sopiti, segrete delusioni, rivendicazioni, ma anche desideri inconfessati emergono ed esondano dai fragili confini della convivenza. È tempo di scegliere cosa fare della propria vita. Una scelta che coinvolge entrambi i coniugi. Una scelta fra dovere e inclinazione, fra realtà e sogno. Fra consapevolezza e illusione...

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Anna Giurickovic Dato, La figlia femmina, Fazi, 2017

Sensuale come una versione moderna di Lolita, ambiguo come un romanzo di Moravia, La figlia femmina è il duro e sorprendente esordio di Anna Giurickovic Dato.
Ambientato tra Rabat e Roma, il libro racconta una perturbante storia familiare, in cui il rapporto tra Giorgio e sua figlia Maria nasconde un segreto inconfessabile. A narrare tutto in prima persona è però la moglie e madre Silvia, innamorata di Giorgio e incapace di riconoscere la malattia di cui l’uomo soffre. Mentre osserviamo Maria non prendere sonno la notte, rinunciare alla scuola e alle amicizie, rivoltarsi continuamente contro la madre, crescere dentro un’atmosfera di dolore e sospetto, scopriamo man mano la sottile trama psicologica della vicenda e comprendiamo la colpevole incapacità degli adulti di difendere le fragilità e le debolezze dei propri figli. Quando, dopo la morte misteriosa di Giorgio, madre e figlia si trasferiscono a Roma, Silvia si innamora di un altro uomo, Antonio. Il pranzo organizzato dalla donna per far conoscere il nuovo compagno a sua figlia risveglierà antichi drammi. Maria è davvero innocente, è veramente la vittima del rapporto con suo padre? Allora perché prova a sedurre per tutto il pomeriggio Antonio sotto gli occhi annichiliti della madre? E la stessa Silvia era davvero ignara di quello che Giorgio imponeva a sua figlia? La figlia femmina mette in discussione ogni nostra certezza: le vittime sono al contempo carnefici, gli innocenti sono pure colpevoli. È un romanzo forte, che tiene il lettore incollato alla pagina, proprio in virtù di quell’abilità psicologica che ci rivela un’autrice tanto giovane quanto perfettamente consapevole del suo talento letterario.

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Natsuo Kirino, La notte dimenticata dagli angeli, Neri Pozza, 2016

Una giovane donna viene brutalmente violentata da tre uomini nel suo appartamento di Tokyo, sotto gli occhi del detective privato Murano Miro. Fortunatamente è solo una scena di Ultraviolence, un film hardcore di grande successo tra gli appassionati del genere. Miro sta fissando lo schermo seduta nell’ufficio di Watanabe Fusae, proprietaria di una piccola casa editrice di orientamento femminista e presidente di un’associazione in difesa delle donne. È lei ad averla contattata: Isshiki Rina, l’attrice protagonista del film, è scomparsa da alcuni giorni e Fusae teme per la sua vita. Bisogna trovarla al più presto. Comincia così un’indagine all’interno della zona d’ombra della capitale, nei videonoleggi specializzati in film hard e nei locali notturni di Kabukichō, il quartiere a luci rosse di Tokyo. […]

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Ann Morgan, La gemella sbagliata, Piemme, 2017

Hai mai avuto paura di restare intrappolata nella vita di un'altra? Helen ed Ellie sono gemelle. Identiche. Almeno così le vedono gli altri. Ma le due bambine sanno che non è così: Helen è la leader, Ellie la spalla. Helen decide, Ellie obbedisce. Helen pretende, Ellie accetta. Helen inventa i giochi, Ellie partecipa. Finché Helen ne inventa uno un po' troppo pericoloso: scambiarsi le parti. Solo per un giorno. Dai vestiti alla pettinatura ai modi di fare. Ed ecco che Ellie, con la treccia di Helen, comincia a spadroneggiare, mentre Helen si finge la sottomessa e spaventata Ellie. È divertente, le due bambine ridono da matte. Ci cascano tutti, perfino la mamma. Ma, alla sera, quando il gioco dovrebbe essere finito, e Helen pretende di tornare a essere se stessa, Ellie per la prima volta dice di no. Ormai è lei la leader. E non tornerà indietro. Da questo momento, per la vera Helen comincia l'incubo...

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Orhan Pamuk, La donna dai capelli rossi, Einaudi, 2017

È bellissima, ha i capelli rossi come le fiamme e il fascino irresistibile dell'attrice che sul palco sa trasformarsi nell'eroina sensuale e perduta dei poemi. Cem è solo un umile apprendista quando la vede per la prima volta: non sa che da quel giorno anche la sua vita seguirà la traiettoria fatale e misteriosa delle tragedie cantate dai poeti. La donna dai capelli rossi è un romanzo d'amore e gelosia, sulle passioni dei padri e i tradimenti dei figli, il racconto febbrile di un'ossessione capace di cambiare il corso di un'intera esistenza. […]

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Maria Semple, Dove vai Bernadette?, Rizzoli, 2014

Bernadette Fox non è un tipo facile. Sarà forse a causa degli occhialoni da diva, dei modi scostanti o dell'abrasiva ironia con cui considera le cose del mondo. Sarà perché esce di rado, trascura la casa e non fa nulla per nascondere l'indifferenza nei confronti dei comitati scolastici e della piaga dei rovi infestanti. Quando la figlia Bee chiede un viaggio in Antartide come premio per la pagella perfetta, Bernadette si getta eroicamente nei preparativi. Consumata dallo sforzo di adattarsi a una vita che non le assomiglia affatto, è una donna sull'orlo di una crisi di nervi. Mentre gli intoppi e i disastri si susseguono uno dopo l'altro, all'improvviso Bernadette scompare, lasciando alla sua famiglia il compito di raccogliere i cocci. Il che è esattamente ciò che Bee decide di fare, ricostruendo con acume e pazienza la scia di mail, fatture, articoli di giornale e circolari scolastiche che la madre si è lasciata alle spalle, fino a svelare il clamoroso segreto che Bernadette nasconde da vent'anni.
Sorprendente ritratto femminile, "Dove vai Bernadette?" celebra l'istinto di fuga che cova dentro ognuno di noi. Perché nell'ingorgo assordante delle nostre vite è l'imperfezione l'unica ancora di salvezza.

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Vanessa Shneider, 17 ragazze, Barbes, 2012

Alla fine dell'anno scolastico 2008, nel liceo di Gloucester, nel Massachussets, diciassette ragazze erano contemporaneamente incinte, e nessuno sapeva chi fossero i padri. Le ragazze, tutte tra i quattordici e i sedici anni, confessarono di aver fatto un patto per tenersi i bambini e crescerli tutte insieme. Da questa storia vera, di cui si parlò in tutto il mondo, la scrittrice Vanessa Schneider, spostando l'azione nella provincia francese, ha tratto un romanzo, raccontato a più voci, che esplora con dolcezza e profondità gli abissi dell'adolescenza e della femminilità e mette in evidenza gli spietati meccanismi sociali di una piccola comunità. Ispirandosi alla stessa vicenda, le due giovani registe esordienti Delphine e Muriel Coulin hanno tratto il film "17 filles".

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Yoshida Shūichi, L'uomo che voleva uccidermi, Feltrinelli, 2017

In una fredda sera di dicembre, Ishibashi Yoshino saluta le amiche per andare a incontrare il suo ragazzo in un parco di Hakata, nella città di Fukuoka. Il mattino successivo, il cadavere della giovane viene rinvenuto nei pressi del valico di Mitsuse, un luogo impervio e inquietante: è stata strangolata. Chi ha ucciso Yoshino? Chi è l'uomo che doveva incontrare al parco? Perché la cronologia delle chiamate e dei messaggi del suo telefono cellulare racconta una storia diversa da quella che conoscono gli amici e i familiari? La morte violenta di una giovane innesca un intreccio di narrazioni accomunate dal senso di solitudine, dalla difficoltà di vivere in una società sempre più complessa, dalla desolazione dei paesaggi urbani, dall'incapacità di amare.

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Elizabeth Strout, Mi chiamo Lucy Barton, Einaudi, 2016

Da tre settimane costretta in ospedale per le complicazioni post-operatorie di una banale appendicite, proprio quando il senso di solitudine e isolamento si fanno insostenibili, una donna vede comparire al suo capezzale il viso tanto noto quanto inaspettato della madre, che non incontra da anni. Per arrivare da lei è partita dalla minuscola cittadina rurale di Amgash, nell'Illinois, e con il primo aereo della sua vita ha attraversato le mille miglia che la separano da New York. Alla donna basta sentire quel vezzeggiativo antico, "ciao, Bestiolina", perché ogni tensione le si sciolga in petto. […].
La donna è adulta ormai, ha un marito e due figlie sue. Ma fra quelle lenzuola, accudita da un medico dolente e gentile, accarezzata dalla voce della madre, può tornare a osservare il suo passato dalla prospettiva protetta di un letto d'ospedale. Lì la parola rassicura perché avvolge e nasconde. Ma è nel silenzio, nel fiume gelido del non detto, che scorre l'altra storia.

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Colm Tóibín, Nora Webster, Bompiani, 2016

Irlanda, fine degli anni sessanta. Nora Webster vive in una piccola cittadina, si occupa dei suoi quattro figli e cerca di ricostruirsi una vita dopo la morte del marito. Intelligente, a volte difficile e impaziente, a volte gentile e amorevole, è vittima delle circostanze e spera che qualcosa, qualsiasi cosa cambi e le permetta di andare via. Lentamente, grazie all’aiuto della musica e dell’amicizia, trova un barlume di speranza e una strada per ripartire. Con nuove dinamiche famigliari, la donna sembra sia violentemente padrona di sé sia una figura dalla morale ambigua, tanto da diventare una delle eroine più memorabili della narrativa contemporanea. Il ritratto che viene tratteggiato nell’arco degli anni è straziante, penetrante, sempre tenero e profondamente vero. Nora Webster è un romanzo che illumina le nostre vite come raramente accade in letteratura. La sua umanità, la sua compassione danno vita a un’esperienza indimenticabile per ogni lettore.

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Abraham B. Yehoshua, La comparsa, Einaudi, 2015

Noga è una musicista, le sue dita sapienti e affusolate sono abituate a sfiorare le corde dell'arpa e a farne melodia. Ma adesso è lontana dal suo amato strumento, è lontana dalla musica, è lontana dalla vita che si è costruita in Olanda: è dovuta tornare a Gerusalemme, dopo molti anni che l'aveva lasciata, per prendersi cura dell'appartamento dove è cresciuta. L'anziana madre, infatti, sta trascorrendo alcuni "giorni di prova" in una casa di riposo a Tel Aviv: per delle oscure clausole contrattuali l'appartamento non può restare disabitato, nemmeno per un breve periodo. Molte cose sono cambiate da quando Noga era giovane. […] Ma anche Noga è cambiata. Ad esempio non è più sposata dopo che il marito l'ha abbandonata perché lei si rifiutava di avere un figlio.
Per passare il tempo e guadagnare un po' di soldi Noga inizia a fare la comparsa nei film e negli sceneggiati che si girano in città. Ma quella inattività "forzata" fa nascere in lei un dubbio fastidioso e dolente: che Noga sia ormai una comparsa nella sua stessa vita...

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Winston Graham, Demelza: un romanzo della Cornovaglia, 1788-1790. La saga di Poldark, Sonzogno, 2017

Cornovaglia, 1788-1790. Le nozze tra Ross, gentiluomo, dal carattere forte, averso alle convenzioni sociali, e Demelza, bella, brillante ma figlia di un povero minatore, hanno scandalizzato l’alta società locale, che non approva un matrimonio di un nobile con una plebea. E così Demelza, pur facendo il possibile per assumere le maniere di una signora raffinata, fatica a conciliare il mondo da cui proviene con quello a cui ora appartiene, e si sente umiliata dai modi altezzosi di chi la circonda. Questo non le impedisce però di stare al fianco di Ross, che si trova ad affrontare la grave crisi economica in cui versa il distretto: l’industria del rame è infatti sull’orlo del collasso a causa di banchieri senza scrupoli, come lo spietato George Warleggan. Mentre dalla Francia soffiano i venti della rivoluzione e il malcontento dei minatori, ridotti alla fame, sembra pronto a esplodere, Ross decide di sfidare i potenti nel tentativo di riportare giustizia e prosperità nella terra che ama, nonostante il rischio di perdere tutto ciò che ha costruito. Tra sfarzosi eventi mondani, passioni maledette e amori ritrovati, tempeste di feroce bellezza e naufragi che sembrano benedizioni per la povera gente, Ross e Demelza tornano con il secondo episodio della saga di Poldark, vero e proprio classico tra i romanzi storici.

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Biografie di donne illustri

Nella sezione che segue si è scelto di dare spazio a testimonianze e biografie di donne illustri operanti in vari settori del sapere e delle attività umane, emergenti in una professione o in una specialità, perché un tratto distintivo dell’emancipazione femminile risiede proprio nello spazio guadagnato nel mondo del lavoro, e nell’autonomia ad esso connessa, nell’abbandono dei ruoli ricoperti in seno alla famiglia e nell’ingresso tenace e da protagoniste nella società: donne che con la loro storia hanno consegnato una duplice eredità per il progresso apportato nel loro specifico campo di intervento e per l’implicita e costante riaffermazione dell’ uguaglianza di genere come imprescindibile valore. I testi raccolti restituiscono pertanto ritratti di politiche, sindacaliste, giornaliste, insegnanti, scrittrici, attrici, artiste, sportive, scienziate e tanto altro ancora. Le ritroviamo qui un po’ avvolte nell’alone mitico delle eroine e delle campionesse perché la lunga lotta, l’impegno e il segno lasciati in ogni campo sono stati spesso leggendari e i loro nomi risuonano ancora come imprescindibili per la storia dell’umanità e dei suoi traguardi: Maria Callas, Natalia Ginzburg, Diane Arbus, Rita Levi Montalcini, Maria Montessori, Anna Magnani, Eleonora Duse, Suzanne Lenglen, Marie Curie, Marisa Ombra…

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Marina Abramović, Attraversare i muri: un'autobiografia, Bompiani Overlook, 2016

Nel 2010, in occasione della retrospettiva che il MoMa dedicò a Marina Abramovic, più di 750mila persone aspettarono in fila fuori dal museo per avere la possibilità di sedersi di fronte all’artista e di comunicare con lei senza dire una parola, in una performance senza precedenti durata più di settecento ore. Una celebrazione di quasi cinquant’anni di performance art rivoluzionaria. Figlia di genitori comunisti, eroi di guerra sotto il regime di Tito nelle Jugoslavia postbellica, Marina Abramovic fu cresciuta secondo una ferrea etica del lavoro. Agli esordi della sua carriera artistica internazionale viveva ancora con la madre e sotto il suo totale controllo, obbedendo a un rigido coprifuoco che la costringeva a rincasare entro le dieci di sera. Ma nulla poté placare la sua insaziabile curiosità, il suo desiderio di entrare in contatto con la gente e il suo senso dell’umorismo. Al cuore di “attraversare i muri” c’è la storia d’amore con il collega performance artist Ulay: una relazione sentimentale e professionale durata dodici anni, molti dei quali passati a bordo di un furgone viaggiando attraverso l’Europa, senza un soldo. Un legame che arrivò al drammatico epilogo sulla Grande Muraglia cinese. La storia di Marina Abramovic, commovente, epica e ironica, parla di un’incomparabile carriera artistica che spinge il corpo oltre i limiti della paura, del dolore, dello sfinimento e del pericolo, in una ricerca assoluta della trasformazione emotiva e spirituale. Esso stesso performance, “Attraversare i muri” è la rappresentazione vivida e potente di un’artista eccezionale.

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Diane Arbus: una monografia, aperture, Photology, 2008

La monografia composta di 80 fotografie fu pubblicata e curata dal pittore Marvin Israel, amico e collega di Diane Arbus, e da sua figlia Doon Arbus. Il loro obiettivo nella realizzazione di questo libro era di rimanere il più possibile fedeli agli standard con i quali Diane Arbus giudicava le sue opere ed al modo in cui lei si augurava le proprie opere venissero recepite.

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Roberto Caselli, Joan Baez, ER, 2005

Il testo presenta una monografia di Joan Baez fornendo notizie essenziali sulla sua vita, le sue opere discografiche e la sua eredità artistica.

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Gianni Clerici, Divina: Suzanne Lenglen, la più grande tennista del 20. secolo, Corbaccio, 2002

Affermatasi alla soglia della Prima guerra mondiale, la Lenglen era scomparsa alla vigilia della Seconda. Il suo ricordo era stato sommerso dalla tragedia collettiva. Campionessa imbattuta da 1919 al 1926. Nel periodo tra le due guerre, mentre il tennis cessava di essere un divertimento aristocratico di dilettanti ricchi, e spesso snob, un gioco che le dame affrontavano con le mani ricoperte di guanti bianchi e impacciate da lunghe gonne, Suzanne Lenglen fu la prima ad allenarsi come un uomo. A lei è stato di recente intitolato il nuovo Campo Centrale dello Stadio Roland Garros, sede degli Internazionali di Francia.

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Roberto Commentucci, Sara Errani: Excalibur: il mio tennis sul tetto del mondo, Mondadori, 2014

Sara e il suo coach Paolo hanno girato i quattro angoli del pianeta, prima dell’inferno degli ITF, i tornei minori, poi nel circuito WTA, un mondo tanto dorato quanto spietato. Hanno percorso insieme una lunga strada che ha portato la giovane tennista dal numero 500 alle prime 10 del mondo del ranking di singolare e numero uno al mondo nel doppio nel quale, insieme a Roberta Vinci, si è aggiudicata quattro prove del Grande Slam. Un risultato che pochi, specie in Italia, aveva creduto possibile. Il momento di svolta nella sua carriera evviena quando Sara scopre la sua nuova racchetta, la sua uova “arma”. Tra tutti gli sport, il tenni é forse quello che più da vicino ricorda i duelli cavallereschi. Non c’è il pareggio, nel tennis. Nei poemi epici, i guerrieri trovavano coraggio, affidandosi al loro equipaggiamento a cui davano un nome. Ecco allora che Sara Errani battezza la sua nuova arma Excalibur. Ne fa il suo talismano, il suo mantra, il segreto della sua forza. Partita dopo partita, impegno, dedizione e sacrificio, Sara raggiunge la vetta: dopo quel match vinto in capo al mondo, nella fresca sera neozelandese, sul piccolo campo centrale di Aukland, in Australia, ha imparato, ha capito che anche lei può comandare il gioco, che anche lei può tirare vincenti a ripetizione, anche lei può fare a pallate con le ipervitaminiche valchirie del tour femminile.

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Isabella Fabbri, Patrizia Zani, Anita e le altre: amore e politica ai tempi del Risorgimento, La Linea, 2011

Un saggio che ricostruisce le affascinanti e spericolate vite di donne del Risorgimento italiano alla scoperta dell’amore e della politica, due potenti passioni capaci di dare un senso profondo all’esistenza

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Marcello Fois e Ferdinando Vicentini Orgnani, Ilaria Alpi: il più crudele dei giorni, Frassinelli, 2003

Il volume contiene la sceneggiatura dell'omonimo film realizzato sulla tragedia di Ilaria Alpi, giornalista televisiva uccisa con l'operatore Miran Hrovatin in Somalia. Il film ha ottenuto l'approvazione della famiglia della giornalista.

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Nadia Fusini, Hannah e le altre, Einaudi, 2013

È questo un libro sulla differenza femminile. Simone, Rachel, Hannah sono tre donne, diversamente grandi, che con il loro sguardo hanno illuminato le tenebre del Novecento e hanno saputo leggere il mondo. Tutte e tre hanno vissuto gli stessi anni di guerre, totalitarismi e barbarie. Hanno affrontato le tempeste e i momenti più bui senza mai sottrarsi alla riflessione, all'impegno e alla ribellione. Simone e Rachel si sono sfiorate, Rachel e Hannah appena incontrate, eppure un forte quanto esile filo rosso ha intessuto la trama dei loro destini. Tutte e tre si sono confrontate con i grandi temi della violenza e del potere, ognuna secondo la propria indole e mettendo in campo la propria biografia. Simone, Rachel, Hannah hanno scritto e trattato i propri testi come se fossero sogni, scritture della mente e del cuore, personalissime elaborazioni dell'atto di vivere che tratteggiano una strada verso l'esistenza. E sono arrivate a toccare la materia pulsante della vita. Simone Weil, la più "strana" del gruppo, né brutta né bella, insolente e tenera, ardita e timida insieme. Fin da bambina si esercita al sacrificio, al digiuno e rifiuta i privilegi della sua classe. Non prende più lo zucchero quando sa che scarseggia per la povera gente, non porta le calze d'inverno, perché non tutti ce l'hanno. E intransigente e radicale, a costo di apparire ridicola. Ha una sincera aspirazione di giustizia. Ha bisogno di verità, un bisogno fanatico. Muore il 24 agosto del 1943, a soli trentaquattro anni...
Rachel Bespaloff è la piú misteriosa, la piú segreta, sfuggente e riservata. Non ha titoli accademici, è priva di riconoscimenti, se non all'interno di una cerchia di filosofi di cui si sente sorella e amica. Tutto in lei è obliquo. Rachel è straniera, nomade, autodidatta. È una donna di una bellezza patetica che suona benissimo il pianoforte, si nutre di libri e scrive continuamente, in controcanto. Perché di tutto quello che accade attorno a lei e di tutto ciò che legge si sente chiamata a rispondere. Muore suicida nell'aprile del 1949.
Hannah Arendt è la piú conosciuta delle tre. Forse la piú forte, certo la piú fortunata. Sfrontata e, a volte, arrogante in pubblico, in privato è gentile e attenta. Fedele e profonda nell'amicizia. Scrive e riflette sempre a voce e testa alta.
Delle voci di queste tre donne Nadia Fusini si fa cassa di risonanza, restituendocene, con intelligente vicinanza, le storie, il pensiero, la vita.

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Grazia Honegger Fresco, Maria Montessori, una storia attuale, L'ancora del Mediterraneo, 2007

"Durante tutta la mia vita ho proclamato la necessità della libertà di scelta, dell'indipendenza di pensiero e della dignità umana, tuttavia ritengo che la vera libertà, quella interiore, non possa essere donata. Non può nemmeno essere conquistata. Può solamente essere costruita dentro di sé, come parte della personalità e, se questo avviene, non potrà più essere perduta..."

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Tommaso Le Pera, Anna Testa, MagneticaMariangela, Manfredi, 2016

Il presente volume, con la prefazione del critico teatrale Rodolfo di Giammarco, presenta una raccolta fotografica degli scatti di Tommaso Le Pera, il più importante fotografo teatrale italiano con il più vasto archivio fotografico europeo sul teatro. Le Pera ha avuto il privilegio di immortalare gli spettacoli più significativi della grande attrice milanese dagli anni '70 al 2000, un documento unico un percorso teatrale che parte da Orestea di Ronconi del '73 fino a uno degli ultimi spettacoli Sola me ne vo, un one woman show in cui con grande ironia la Melato racconta i suoi esordi fino ai successi internazionali, un omaggio dovuto ad un'attrice unica nel panorama teatrale italiano talmente popolare, grazie ai memorabili film con la regia di Lina Wertmuller, da richiamare anche il pubblico meno aduso al teatro. Unitamente alla sezione fotografica che consta di 250 foto circa, una raccolta di omaggi e ricordi di registi, compagni di lavoro, amici, personaggi trasversali e insospettabili.
con i quali la grande attrice ha condiviso vita e palcoscenico completa il ritratto a cura della giornalista Anna Testa.

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Angela Marcheselli e Fabrizio Tampieri, Fiorella Baroncini, il pensiero rivolto al futuro: la forza di una donna, il coraggio, l’immaginazione, le grandi battaglie sociali e la difesa dei diritti dei più deboli attraverso gli scritti su Sabato sera, Bacchilega, c2016

Sul settimanale imolese “sabato sera”, tra il 1969 e i l1990, Fiorella Baroncini ha scritto oltre 170 articoli su temi che testimoniano la varietà dei suoi interessi , dalla condizione femminile all’importanza delle strutture sociali a sostegno delle categorie più deboli, dall’istruzione ai temi politici, visti sia nell’ottica di chi amministra una città, sia della donna attiva nel partito di cui fa parte, senza trascurare i temi dell’ambiente. Quel che importa di più, però, sono la sua visione lungimirante, l’attenzione per problemi ancora oggi da affrontare compiutamente che rendono attuali i sui scritti anche per il lettore contemporaneo.

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Marisa Ombra, Libere sempre: una ragazza della Resistenza a una ragazza di oggi, Einaudi, 2012

Come è potuto accadere che lo slogan femminista "il corpo è mio e lo gestisco io" si sia ribaltato in una forma di schiavitù volontaria? Una lettera appassionata e delicata sull'adolescenza, la scoperta del corpo, del sesso e della libertà. Senza moralismo, con rispetto e amore. Una donna di 87 anni, ex partigiana, scrive una lunga lettera a una ragazza di 14 anni incontrata in un parco. Una lettera sulla libertà, la bellezza e la dignità delle donne. L'autrice racconta la guerra partigiana, la propria anoressia, i rapporti tra ragazzi e ragazze in montagna, e il senso di pericolo e futuro da cui tutti si sentivano uniti. Il ricordo della lotta di liberazione delle donne si contrappone, così, al disagio di vedere che, oggi, per molte ragazze, libertà significa libertà di mettere all'incasso la propria bellezza.

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Matteo Persica, Anna Magnani: biografia di una donna, Odoya, 2016

La storia inizia il 26 settembre 1973 con la morte di Anna Magnani e la folla assiepata dinanzi alla clinica, pronta a buttare a terra il cancello pur di vederla un'ultima volta. I ricordi di chi l'ha conosciuta si susseguono, mentre ai suoi funerali tutta Roma si riversa per le strade del corteo, bloccando il centro della città. L'immagine è toccante: qualcuno piange, molti battono le mani, e c'è perfino chi invoca la sua beatificazione. Eppure veniva sempre descritta come una persona torva e con un caratteraccio da far tremare i polsi anche ai più coraggiosi. "Chi era Anna Magnani?" è una domanda che ci coglie impreparati. Così, con un salto nel tempo, torniamo all'ultima estate della sua vita rimettendo in ordine le sue parole e i suoi pensieri, cercando di far luce nella sua personalità, grazie a un dialogo con l'attrice. Si avrà la sensazione di assistere a un vero e proprio "incontro", ricostruito attenendosi a fatti e dichiarazioni documentati in ogni minimo particolare, frutto di una lunga ricerca.
Saranno le sue parole a introdurre ogni fase della sua vita e a darne, ove è possibile, dei giudizi. Dalla storia della sua famiglia materna all'infanzia; dai primi passi sul palcoscenico alle prime esperienze più significative; dal cinema al Premio Oscar; dall'amore per i suoi uomini al rapporto con il figlio. Al termine della lettura sapremo chi è stata Anna Magnani, grazie alle sue parole e a quelle di chi l'ha conosciuta da vicino.

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Maja Pflug, Natalia Ginzburg: una biografia, La Tartaruga, 2004

Una biografia di Natalia Ginzburg, scrittrice, giornalista, deputata alla Camera, figura di primo piano della cultura dal dopoguerra al 1991, scritta dalla traduttrice tedesca di molti suoi lavori. La conoscenza approfondita dei testi ha permesso all'autrice di scoprire da vicino le vicende letterarie ed umane della Ginzburg, una scrittrice la cui vita non presenta straordinarie avventure, ma vissuta intensamente attraverso i rapporti con la scrittura, il lavoro nella casa editrice Einaudi e i rapporti familiari. Un profilo biografico ricco di aneddoti, testimonianze, citazioni da lettere e testi inediti.

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Susan Quinn, Marie Curie: una vita, Bollati Boringhieri, 1998

Proprio un secolo fa, nel 1898, Marie Sklodowska Curie scopriva, con il marito Pierre, due nuovi elementi radioattivi, il polonio e il radio, spalancando così nuovi orizzonti alla conoscenza umana. Madame Curie può essere considerata una leggenda del suo tempo. Fu una delle prime donne a raggiungere notorietà mondiale in campo scientifico e si impose come uno dei più grandi scienziati di questo secolo. Fu la prima persona a ricevere due premi Nobel e fu anche la prima donna a varcare come docente le porte dell'Università della Sorbona a Parigi. Lavorando su materiali d'archivio inediti, compreso il diario della scienziata, Susan Quinn ripercorre la vita di Marie Curie senza dimenticare l'ambiente sociopolitico dell'epoca.

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Helen Sheehy, Eleonora Duse: la donna, le passioni, la leggenda, A. Mondadori, 2006

Ispirò Anton Cechov, rese popolare Henrik Ibsen, si servì delle teorie di Stanislavski per rivoluzionare la presenza dell'attore sulla scena e per affermarsi in una maniera unica nella memoria degli spettatori. Gabriele D'Annunzio, al quale fu legata da grande passione, la rese la protagonista del suo romanzo "Il fuoco". Eleonora Duse fu tra le più grandi dive di tutti i tempi. Con questa biografia Helen Sheehy offre un ritratto completo della grande Eleonora e descrive una donna forte e risoluta. Grazie alla scoperta di materiali inediti, l'autrice svela i segreti della sua inimitabile presenza scenica, ma anche tratti inediti della sua vita privata.

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Muriel Spark, Emily Brontë: la vita, Le lettere, 1999

Emily Bronte: realtà o leggenda? Tutto ciò che sappiamo di lei è dovuto unicamente alle testimonianze della sorella Charlotte e a pochi frammentari aneddoti tramandati dai contemporanei. La sua voce ci giunge solo attraverso il suo romanzo, le sue liriche e poche pagine di diario. Due sono le immagini che ne escono: quella della solitaria ragazza di campagna, innamorata della brughiera, efficiente, ottimista, piena di energia, e quella del genio leggendario cupo e taciturno che stoicamente va incontro al suo tragico destino incurante della sofferenza. Quale di queste due immagini è più vicina alla realtà?

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Giuseppina Tripodi, La clessidra della vita di Rita Levi-Montalcini, Baldini Castoldi Dalai, 2008

Questo libro si prefigge lo scopo di "avvicinare" il lettore a un personaggio che a cavallo di due secoli ha percorso un itinerario di vita emblematico: premio Nobel per la Medicina, senatrice a vita e promotrice di tante iniziative solidali di respiro internazionale. L'autrice, accanto a Rita Levi-Montalcini da circa quarant'anni, ha voluto ricostruire per temi il pensiero e il senso della vita della grande scienziata, riportando particolari inediti della sua esistenza e componendo come in un mosaico le opinioni più chiare sulle questioni a lei più care: il rapporto fra ricerca ed etica, il confronto con i giovani, il peso dell'intuizione nell'arte come nella scienza, e le grandi speranze per il futuro del mondo. Testimonianza ammirata della vita esemplare di una donna, definita la first lady della scienza, che sin da giovanissima si è consacrata alla ricerca scientifica e all'impegno nel progresso civile. Un impegno che "ha contagiato e continua a contagiare" le persone che l'avvicinano.
motivandole nelle loro scelte e attività, come testimonia il grande affetto che suscita la Montalcini tra i giovani. Come summa degli alti valori morali che hanno contrassegnato tutto il percorso di Rita Levi-Montalcini, la lucidità del suo pensiero, frutto anche della fiducia nelle potenzialità dell'uomo, questo libro si propone quindi come una sorta di viatico per quanti si sentono smarriti di fronte alle sfide, alla complessità e al caos di questo inizio di millennio.

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Simone Veil, Una vita, Fazi, 2010

Dal campo di sterminio di Auschwitz alla presidenza del Parlamento europeo: la vita di una figura femminile forte, di grande spessore, che ha lottato per riemergere dall'incubo e restare fedele a se stessa e ai propri ideali. In questa autobiografia Simone Veil si racconta affrontando i fantasmi del passato, ricostruendo la storia della propria famiglia mutilata dal furore nazista e ripercorrendo poi le tappe di una rinascita, di un percorso affrontato con volontà, coraggio e una dignità che l'ha condotta a giocare un ruolo di primo piano non solo nella vita politica del suo paese, ma anche e soprattutto nella costruzione di quel grande e ambizioso progetto che è l'Europa. In Francia Simone Veil è stata magistrato, poi ministro della Sanità e membro del Consiglio Costituzionale; si è battuta per la dignità dei detenuti nelle carceri e per la liberalizzazione dell'aborto. In qualità di presidente del Parlamento europeo, si è impegnata poi per difendere l'autorità delle nuove istituzioni e ha lavorato costantemente per custodire la memoria della Shoah, perché quanto era accaduto a lei e ad altri milioni di innocenti non accadesse mai più. Dall'elezione di De Gaulle a quella di Sarkozy, dal Maggio del '68 al crollo del Muro di Berlino, dai processi di Norimberga alla creazione dello Stato di Israele, Simone Veil è stata ed è, tuttora, uno dei protagonisti di maggior rilievo della storia europea.

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Ole Wivel, Karen Blixen: un conflitto irrisolto, Iperborea, 2002

Ole Wivel abitava a pochi chilometri da Rungstedlund, la casa danese di Karen Blixen, e per oltre vent'anni frequentò assiduamente la scrittrice. Al di là dei rapporti professionali, ne fu sincero amico e confidente. Wivel in questo saggio indaga e approfondisce l'influenza prodotta dagli avvenimenti della vita sul pensiero e sull'opera della Blixen. Cogliendo tra le pieghe dei racconti le profonde e contrastanti realtà psicologiche, Ole Wivel ne ricerca le cause ripercorrendo l'inquieta adolescenza, le disilluse emozioni sentimentali, le gioie violente ed effimere del periodo africano, i rapporti conflittuali con la famiglia, gli anni sfolgoranti del successo tormentati dalla malattia e dalle ansie senili.

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Film

Ancora storie di donne nei film di seguito segnalati, opere sì di fantasia ma con un valore anche documentaristico rispetto alle molteplici realtà geopolitiche raccontate che si pongono non semplicemente sullo sfondo delle vicende ma con un’evidenza di tutto rilievo rispetto ad esse, tali da motivare la vita, le azioni e i pensieri delle protagoniste. Ciò vale tanto per la Cina protorepubblicana di Zhang Yimou (Lanterne rosse) quanto per il cupo Giappone raccontato da Kitano (Dolls), tanto per l’Iran descritto da Farhadi (About Elly) e da Marjane Satrapi (Persepolis), quanto per il Libano di Nadine Labaki (Caramel, E ora dove andiamo?), e ancora per la Romania antiabortista del regime di Ceausescu descritta Mungiu (4 mesi, 3 settimane, 2 giorni), e la modernissima Francia di Ozon (Potiche), l’Inghilterra, ritratta con ironia e leggerezza nel pieno della lotta femminista e sindacalista del ’68, da Nigel Cole (We want sex)… e per tutte le altre situazioni in cui la narrazione specifica di ogni storia individuale si accompagna a quella più ampia del Paese in cui è ambientata, in un discorso che si può anche leggere in maniera unitaria, perché, alla fine, questa breve rassegna di film evidenzia l’ubiquità della sopraffazione e della violenza sulle donne nella storia e l’universalità dei problemi di repressione, emarginazione e sfiducia verso l’universo femminile nella sfera privata e pubblica, a volte fortunatamente superati, spesso purtroppo ancora in atto. E denuncia, in ultimo, la correlazione stretta tra disparità di generi e scarsa o assente democrazia.

 

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About Elly, scritto e diretto da Asghar Farhadi, Iran, 2009

L'iraniano Ahmad, che vive in Germania ed è stato sposato ad una donna tedesca, per le vacanze decide di tornare nel suo paese dopo tanti anni di assenza. I suoi amici organizzano per lui una gita sul Mar Caspio e nell'occasione invitano anche Elly, una giovane insegnante d'asilo nubile, che potrebbe interessare ad Ahmad desideroso di rifarsi una vita con una donna iraniana. Tutto sembra andare bene e la compagnia passa dei giorni spensierati in allegria finché, all'improvviso, Elly scompare misteriosamente...

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Caramel, Nadine Labaki, Francia, Libano 2007

Beirut, alcune donne lavorano in un istituto di bellezza: Layale (Nadine Labaki), innamorata di un uomo sposato, Nisrine (Yasmine Al Masri), che sta per sposarsi e non sa come dire al futuro sposo che ha già perduto la verginità, Rima (Joanna Moukarzel), che non riesce ad accettare di essere attratta dalle donne, Jamale (Gisèle Aouad), ossessionata dall'età e dal fisico, e infine Rose (Siham Haddad), che ha sacrificato i suoi anni migliori e la sua felicità per occuparsi della sorella Lili (Aziza Semaan). Nel salone, tra colpi di spazzola e cerette al caramello, si parla di sesso e maternità, con la libertà e l'intimità propria delle donne.
Nadine Labaki, insieme protagonista e regista del film, ci propone un affresco sulle donne, che non mancherà di andare dritto al cuore delle spettatrici, ma non solo. Un acquerello a tinte delicate, mai volgari, che tratta però temi di scottante attualità: la guerra, la convivenza tra cristiani e musulmani, il mischiarsi di abitudini ed etnie differenti. Stupiti, contempliamo come i problemi del mondo femminile siano sempre gli stessi, anche se il progresso sembra essersi fermato agli anni '80. Le donne fanno scudo, insieme, per affrontare le difficili realtà da cui sono circondate ed assalite.
Con colori e fotografia degni dei pittori fiamminghi, Labaki poggia lo sguardo sulle dolci malinconie quotidiane, senza cadere nello scontato o nello stucchevole, e riuscendo a raccontare ben sei storie in una sola, senza che nessuna prenda il sopravvento. Narra attraverso gli occhi, i suoni, gli odori, in modo così pregnante da convincerci di poter toccare e assaporare, come se fossimo realmente immersi nell'atmosfera della ben bilanciata sceneggiatura.
Una parola a parte va indubbiamente spesa per la colonna sonora, dosata con saggezza, sempre presente e non stancante, che non mancherà di far ricordare il suo autore, Khaled Mouzanar. (mymovies.it)

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Dolls, sceneggiatura e montaggio di Takeshi Kitano, Giappone, 2002

Tre storie d'amore: Matsumoto e Sawako sono una coppia felice, ma l'invadenza dei genitori e l'ambizione spingono il ragazzo a compiere una tragica scelta; Hiro è un vecchio boss della Yakuza che si trova nuovamente al parco dove trent'anni prima, quando era solo un povero operaio, incontrava la sua amata, abbandonata per inseguire il successo; Haruna è una famosissima pop star, ma ora passa il tempo a guardare il mare, con il viso coperto da bende a causa di un tragico incidente stradale e Nukui, il suo fan più devoto, vuole dimostrarle tutto il suo affetto... (cinematografo.it)

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E ora dove andiamo?, Nadine Labaki, Francia, Libano, Egitto, Italia, 2011

Sul bordo di una strada dissestata, un corteo di donne avanza in processione verso il cimitero del villaggio. Takla, Amale, Yvonne, Afaf e Saydeh affrontano stoicamente il caldo soffocante di mezzogiorno, reggendo le fotografie dei loro amati uomini, perduti in una guerra futile, lunga e lontana. Alcune di loro portano un velo, altre indossano croci di legno, ma tutte sono vestite di nero, unite da una sofferenza condivisa. Giunta alle porte del cimitero, la processione si divide in due congregazioni: musulmani da una parte e cristiani dall’altra. Unite da una causa comune, l’impensabile amicizia tra queste donne supera, contro ogni aspettativa, tutti i punti di contrasto religiosi che creano scompiglio nella loro società e, insieme, grazie alla loro straordinaria inventiva, mettono in atto dei piani esilaranti cercando di distrarre gli uomini del villaggio, in modo da allentare la tensione interreligiosa.
(trovacinema.repubblica.it)

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Gorilla nella nebbia: l'avventura di Dian Fossey, Michael Apted, USA, 1988

Nel 1967 Dian Fossey va in Africa a studiare i gorilla (e a difenderli dallo sterminio sistematico dei cacciatori). Rimane in Kenya per 18 anni finché non viene uccisa da un umano ancor oggi sconosciuto. Una biografia tipo "persona che non dimenticherò mai" elevata a un notevole livello di spettacolo grazie alla bravura della Weaver, all'abilità di Apted e alla sceneggiatura che riesce a dribblare elegantemente i passaggi più sgradevoli (come la follia che s'impossessò negli ultimi anni di Dian). (mymovies.it)

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Lanterne rosse, Zhang Yimou, Hong Kong/Cina 1991

Zhang Yimou ci introduce con passi felpati attraverso le gelide stanze di un palazzo nobiliare del 1920, in Cina. Gli interni sono ampi, eleganti, dalle linee pulite. Silenziosi. Il destino di Songlian, a cui una giovane e già strepitosa Gong Li dona la sua pelle diafana e i suoi penetranti occhi neri, si compie interamente in questo luogo. Songlian cerca di sottrarsi alla matrigna, al rapporto contrastato con questa e lascia l'università, sposando il nobile Chen Zuoquin. Un'istruzione universitaria era cosa assai rara in quegli anni in Cina, per una donna. Da un percorso di ipotetica ed illuminata libertà, poter leggere e scrivere è l'ovocita dell' emancipazione, Songlian sceglie invece un percorso arcaico e per noi paradossale, ovvero un matrimonio combinato, per sfuggire alla miseria. Dunque, un atto di ribellione o un atto di rassegnata, premonitrice consapevolezza?
Zhang Yimou ci presenta così la sua tragica eroina, con questo incipit controverso e pungente, che man mano nel film assume i caratteri più definiti di un'amara condizione universale. Il regista affresca in rosso la sottomissione femminile al potere patriarcale, alla legge maschile e la condizione di schiavitù delle donne diventa l' impietosa e terribile metafora di tutte le oppressioni, diventa l'urlo spezzato dei più deboli dagli ingranaggi implacabili del potere.
(ondacinema.it)

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Persepolis, Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud, Francia, 2007

Persepolis è un film d'animazione del 2007, candidato all'Oscar, basato sull'omonima graphic novel autobiografica. Il film è stato scritto e diretto da Marjane Satrapi, l'autrice delle memorie, e da Vincent Paronnaud. Il titolo è un riferimento all'antica città storica di Persepoli. La storia, un romanzo di formazione, inizia poco prima della Rivoluzione iraniana, mostrando attraverso gli occhi di Marjane, che inizialmente ha nove anni, come le speranze di cambiamento della gente furono infrante lentamente quando presero il potere i fondamentalisti islamici, obbligando le donne a coprirsi la testa, riducendo ulteriormente le libertà della popolazione e imprigionando migliaia di persone. La storia si conclude con Marjane, ormai ventiduenne, che espatria. Il film ha vinto il Premio della giuria al Festival di Cannes 2007[1] ed è stato distribuito in Francia ed in Belgio il 27 giugno 2007, mentre in Italia è uscito nelle sale il 29 febbraio 2008. (wikipedia.org)

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Potiche: la bella statuina, Francois Ozon, Francia, 2010

Suzanne è la moglie borghese e casalinga di un facoltoso industriale, sgradevole in famiglia e impopolare presso i suoi operai. Sequestrato durante uno sciopero dai suoi esacerbati dipendenti, Robert Pujol viene rilasciato grazie all'intercessione della moglie e all'intervento di Babin, deputato comunista e vecchio amante di Suzanne. Liberato ma infartato, Robert è costretto al ricovero e ad affidare l'azienda e la responsabilità di negoziare coi sindacati alla sua svagata consorte. Dietro la scrivania e con sorpresa di tutti, Suzanne si rivela capace di corrispondere le rivendicazioni operaie e di rilanciare l'attività aziendale. Le fanno corona i due figli e Babin, che riprende a corteggiarla. Il rientro di Robert complicherà la vita ritrovata di Suzanne, decisa a non cedere il passo e a procedere oltre. (mymovies.it)

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4 mesi 3 settimane 2 giorni, un film di Cristian Mungiu, Lucky Red home video, 2008

Otilia e Gabjta sono due studentesse universitarie che alloggiano nel dormitorio di una città romena. Siamo negli anni che precedono la caduta del regime di Ceausescu e Gabjta affitta una stanza d'albergo in un hotel di bassa categoria. Ha un motivo preciso: con l'assistenza dell'amica ha deciso di abortire grazie anche all'intervento di un medico che però rischia l'arresto, essendo l'interruzione procurata della gravidanza un reato. Otilia resta a fianco dell'amica soffrendo intimamente per quanto sta accadendo e scoprendo progressivamente la fragilità della sua condizione umana.
[…]

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Il segreto di Vera Drake, Mike Leigh, Gran Bretagna, 2004

Nell'Inghilterra anni '50, Vera Drake (Imelda Staunton) si prodiga per la famiglia, l'anziana madre e persino un vicino di casa malato. Quello che nessuno sa è che Vera aiuta ragazze ad abortire: una pratica illegale, che la donna compie per altruismo, senza preoccuparsi delle conseguenze. La sua vita cadrà in disgrazia quando viene scoperta dalla polizia. Mike Leigh continua ad esplorare l'universo che a lui è più congeniale: quello dei vinti, degli sconfitti dalla vita. Vera Drake, anche lei 'vinta', si dà da fare per alleviare le sofferenze altrui. E' una donna profondamente buona che finirà in carcere. Leigh dice di voler affrontare la tematica dell'aborto avvalendosi della distanza nel tempo che dovrebbe evitare la polemica. In realtà questo è un film su un mondo che trascina tristemente la propria esistenza ed in cui, forse per la prima volta, non c'è differenza tra ricchi e poveri. Il disagio esistenziale è di tutti. La differenza la fa, come al solito, il denaro. Che però per Vera non conta. Perché lei è un'anima pura.

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La sposa turca, Fathi Akim, Germania, Turchia, 2004

Sibel – giovane, bella e come Cahit, turco-tedesca, ama troppo la vita per essere una brava ragazza musulmana. Per sfuggire alla prigionia impostale dalla sua famiglia, chiede a Cahit di sposarla. Riluttante, questi alla fine accetta. Forse per salvarla, o forse solo per fare una cosa che abbia senso nella sua vita. I due giovani iniziano a vivere insieme, sotto lo stesso tetto, ma a parte questo, c’è poco che li unisca. (trovacinema.repubblica.it)

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Le stelle inquiete, Emanuela Piovano, Italia, 2010

Un magico interludio estivo, come un dono segreto, si offre ad una giovane donna di fama in un momento triste della Storia quando lei accetta con riluttanza l'invito di una coppia di piccoli proprietari terrieri. Ispirato ad un vero episodio della breve vita della filosofa francese Simone Weil(1909 – 1943), questa è la magica storia del suo incontro con il suo ospite, Gustave, il filosofo contadino, che più tardi pubblicherà uno dei suoi più famosi manoscritti. Grazie all'incanto di questa terra "di fate" sotto il sole della campagna coltivata a vite, Simone, Gustave e sua moglie Yvette vivono un'intimità unica e preziosa. E così l'attrazione, la complicità, e la gelosia, lasciano posto all'amore e alle risa, e il potere della pura gioia sembra per un attimo fermare il tempo in uno dei periodi più bui della storia.

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We want sex: equality, lo sciopero che cambiò la storia, diretto da Nigel Cole, Gran Bretagna 2010

Danegham, Essex, 1968. La fabbrica della Ford dà lavoro a 35 mila operai. Tra loro 187 donne che, in un’ala costruita nel 1920 sta cadendo a pezzi, sono addette alla cucitura dei sedili. Le condizioni di lavoro per loro peggiorano di giorno in giorno. Quando vengono riclassificate come “operaie non qualificate”, si scatena la protesta. Si faranno sentire nell’intera Inghilterra, fino a ottenere la legge sulla parità di retribuzione. Il produttore Stephen Wooley si appassiona alla vicenda delle operaie della Ford e, con Elisabeth Karlse della Number 9 Films, va a incontrarle. Decidono di non farne un documentario, ma una fiction, creando il personaggio di Rita, capo carismatico del gruppo. Ne è uscito un film intelligente, spiritoso, che descrive un ambiente con acuta ironia, racconta un episodio di lotta operaia con leggera profondità. La galleria di personaggi –tutti bravissimi gli interpreti- dà un contributo non indifferente. (Il Morandini, 2016)

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Sulla condizione delle donne oggi

La presente sezione raccoglie una serie di saggi che raccontano il mondo delle donne attraverso ritratti onesti e disincantati dell’universo variegato che le comprende, analizzandone condizioni sociali, politiche, economiche, giuridiche. Nei libri di seguito suggeriti vengono dunque presi in esame, in varie forme (intervista, diario, sondaggio, ricerca e studi di casi) il livello di emancipazione e di partecipazione alla vita sociale, l’accesso all’istruzione e la libertà di affermazione professionale, la dimensione affettiva e sentimentale. C’è spazio, dunque, fuori dalla retorica della femminilità, per le questioni più urgenti quali le antiche e le nuove disuguaglianze, il gender-gap e le lotte per la parità di genere, la violenza domestica e il femminicidio, l’educazione all’affettività e il lavoro necessario all’attecchire di una vera cultura di rispetto tra uomini e donne, ma anche a temi più “leggeri” sui talenti e i desideri delle donne a tutte le età, e sui condizionamenti sociali nelle scelte di vita individuali.

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Simonetta Agnello Hornby, Il male che si deve raccontare: per cancellare la violenza domestica, Feltrinelli, 2013

Con un programma semplice ed efficace, che ha coinvolto le donne potenzialmente esposte a violenza e le aziende in cui lavorano, la Global Foundation for the Elimination of Domestic Violence (Edv) creata da Patricia Scotland ha contribuito a contenere sensibilmente il fenomeno della violenza domestica in Inghilterra. Questo piccolo libro ha lo specifico obiettivo di creare una Edv italiana per applicarne il metodo nel nostro paese. Simonetta Agnello Hornby ha scritto racconti che, attraverso vicende affioranti dalla sua memoria e ancor più attraverso casi affrontati in veste di avvocato, danno una vividissima e articolata rappresentazione del segreto che a volte si nasconde dentro le pareti domestiche. Con la sapienza narrativa che le è propria, evoca l'esibizione del teatro della violenza in Sicilia, i silenzi comprati da un marito abusante, il dolore dei figli abusati, la complicità fra vittima e carnefice. Marina Calloni, docente alla Bicocca, traduce la consapevolezza secondo la quale viviamo in città in cui "si uccidono le donne" in una visione sintetica e in una stringente serie di dati. Il male che si deve raccontare è insieme un atto di denuncia e uno strumento a disposizione delle associazioni che, anche in Italia, lottano da tempo contro questa violenza, offrendo aiuto, mezzi e protezione alle vittime. I proventi di questo libro contribuiscono alla creazione della sezione italiana di Edv.

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Jennifer Barker Woolger, Roger J. Woolger, La dea sulla terra: le divinità che animano la vita delle donne, Castelvecchi, 2014

Progressivamente ridimensionate dalla società patriarcale e dal cristianesimo, le divinità femminili hanno rivestito un ruolo fondamentale nella mitologia classica e in molti culti pagani, come sintesi di ciò che doveva essere nelle donne in carne e ossa, come forme archetipiche di realtà naturali, tessiture primigenie che oggi giacciono, sopite o soppresse dall'attualità sociale e culturale, nello spirito di ogni donna. Questo libro è una rilettura in chiave junghiana delle qualità divine che appartengono ad ogni donna. Ciascuna ha la sua dea, ciascuna ha di fronte a sé il percorso per scoprire la divinità d'appartenenza: Atena, figlia di Zeus, dea della saggezza, della sapienza, della lotta; Afrodite, dea dell'amore, della bellezza, della sensualità; Era, sovrana dell'Olimpo, dea del matrimonio e del parto; Demetra, sorella di Zeus, dea nutrice del grano e della gioventù; Artemide, divinità lunare, dea della caccia; Persefone, sposa di Ade, dea degli inferi e regina dell'oltretomba. Sulla base di dieci anni di studi nel campo della psicoanalisi, "La dea sulla terra" delinea la strada per la conoscenza di sé, per evitare aspettative inadeguate, per affrontare i punti di svolta della vita imparando a riconoscere la divinità verso cui si è maggiormente inclini, senza però trascurare il bisogno di dialogo tra le dee, perché permettere a una di loro di dominare la propria personalità significa rendere impossibile la polifonica ricchezza che un equilibrio "divino" ci può dare.

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Emanuela Bruni, Piccolo Dizionario delle italiane: da A come aborto a Z come zitella, Mursia, 2012

Un piccolo dizionario di vocaboli che descrivono il ruolo femminile nella costruzione dell'identità nazionale del nostro Paese: mogli, amanti e madri, operaie e impiegate, lavoratrici a casa e in fabbrica, colte e analfabete, escluse dal voto e dal Parlamento, confinate in casa o in convento, ma sempre pronte a combattere e a tirarsi su le maniche nei campi e sui torni, in pace e in guerra. Da Sibilla Aleramo a Oriana Fallaci, da Matilde Serao a Grazia Deledda, da Eleonora Duse a Gina Lollobrigida, da Rita Levi Montalcini a Margherita Hack, da Angela Guidi Cingolani a Nilde Iotti: non c'è ambito, sfera o settore della nostra storia nazionale che non conosca l'impegno femminile, troppo spesso tralasciato dalla storiografia ufficiale. Ricordare le donne e il loro percorso porta a tracciare un racconto costellato di grandi e piccole, ma sempre intense battaglie, indispensabili all'abbattimento di disuguaglianze sia nella sfera privata sia in quella pubblica.

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Aldo Cazzullo, Le donne erediteranno la terra: il nostro sarà il secolo del sorpasso, Mondadori, 2016

"Voi donne siete meglio di noi. Non pensiate che gli uomini non lo sappiano; lo sappiamo benissimo, e sono millenni che ci organizziamo per sottomettervi, spesso con il vostro aiuto. Ma quel tempo sta finendo. È finito. Comincia il tempo in cui le donne prenderanno il potere." Aldo Cazzullo racconta perché il nostro sarà il secolo del sorpasso della donna sull'uomo. I segni sono evidenti: a Berlino e a Londra governano due donne, una donna si affaccia per la prima volta sulla soglia della Casa Bianca. L'Italia resta un Paese maschilista; eppure sono donne la sindaca della capitale, la presidente della Camera, le direttrici delle principali carceri, l'astronauta più nota, la scienziata più importante. Ed è solo l'inizio. Le donne erediteranno la terra perché sono più dotate per affrontare l'epoca grandiosa e terribile che ci è data in sorte. Perché sanno sacrificarsi, guardare lontano, prendersi cura; ed è il momento di prendersi cura della terra e dell'uomo, che non sono immortali. L'autore evoca il genio femminile, attraverso figure del passato e del presente, storie di grandi artiste e di figlie che salvano i padri o ne custodiscono la memoria. Racconta le battaglie che le donne conducono nel mondo e in Italia contro le ingiustizie che ancora le penalizzano, contro il masochismo che ancora le mette l'una contro l'altra o le induce a innamorarsi della persona sbagliata.

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Luisella Costamagna, Cosa pensano di noi: gli uomini raccontano il sesso e le donne, Mondadori, 2014

Cosa pensano gli uomini delle donne, quando fanno sesso? Cosa li sconvolge, li affascina, li conquista? Che cosa immaginano? E cosa invece li spaventa, o anche soltanto li preoccupa? Questo libro è un viaggio in un mondo - quello della sessualità maschile - che per le donne (nonostante se ne parli in abbondanza) resta in gran parte misterioso. Anche perché, spesso, si omette di interpellare proprio loro, i diretti interessati. Un viaggio in cui gli intervistati, uomini di tutte le età e professioni, mettono a nudo - in modo diretto, esplicito, talvolta anche crudo (ma mai privo di irresistibili lampi di ironia) - le loro esperienze sessuali più entusiasmanti o deludenti, le loro fantasie erotiche, le ossessioni, le perversioni, le fissazioni, le tenerezze, le debolezze, le défaillaces. Un incalzare di domande frontali e provocatorie - meglio la donna rifatta o quella nature? la ventenne o la matura? scegli tu o sceglie lei? a due o a tre? e i trans? le chat bollenti? il bondage? - e di risposte spiazzanti che sfatano molti dei luoghi comuni sul "maschio", cacciatore, istintivo, dominante. Ma anche, e soprattutto, che tracciano in controluce un inatteso affresco dell'universo femminile visto da un osservatorio davvero particolare: il letto e i suoi dintorni. Senza giri di parole. Proprio come ne parlano gli uomini fra loro, al bar o nello spogliatoio del calcetto. Lontano anni luce dal bon ton e dal politically correct.

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Luisella Costamagna, Noi che costruiamo gli uomini: storie di donne che sono riuscite a credere in se stesse, Mondadori, 2012

Rassegnate, prive di autostima, incapaci di affrancarsi dai tradizionali ruoli che la società ha sempre loro riservato: ecco l'autoritratto delle italiane emerso da un'indagine Nielsen, a pochi mesi dalla riuscitissima manifestazione "Se non ora quando" che aveva infuso nuova linfa e nuove speranze nel mondo femminile. Tra le interpellate, una su due afferma che le donne sono più inclini a occuparsi dei figli che a svolgere qualunque altro compito, una su tre è convinta che partecipare alla politica sia roba da uomini, una su quattro ritiene giusto che siano gli uomini a comandare e una su tre non ha nulla da obiettare sul fatto che guadagnino di più. È possibile cambiare questa mentalità, che non solo influisce negativamente sulle prospettive professionali, ma può rendere le donne più vulnerabili di fronte a maltrattamenti e soprusi? Luisella Costamagna ne è convinta e risponde raccontando le storie di dieci donne che ce l'hanno fatta, che hanno vinto le piccole o grandi sfide della loro vita e ora sono soddisfatte di se stesse. Prima ancora degli impedimenti esterni, le protagoniste di queste vicende hanno dovuto superare una ben più insidiosa e subdola barriera interiore, "la barriera del questo non posso farlo, o del questo non riuscirò mai a farlo". La loro carta vincente è stata acquisire passo dopo passo, fra mille ostacoli, consapevolezza del proprio valore e della propria dignità.

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Luciano Di Gregorio, L'ho uccisa io: psicologia della violenza maschile e analisi del femminicidio, Primamedia, 2014

Non passa settimana senza che le cronache non raccontino atti di violenza commessi da uomini verso le proprie mogli, amanti, compagne, perfino figlie. Di recente è stato introdotto il termine femminicidio per indicare crimini fisici e morali come forma di esercizio di potere e di annientamento della donna in quanto donna, che si manifestano in modo particolare quando essa esercita liberamente una sua volontà. E il Parlamento italiano ha dovuto approvare una legge. Ma chi è l'uomo che commette questi delitti, che maltratta, violenta, uccide? Luciano Di Gregorio, partendo da un'analisi approfondita dei crimini e utilizzando concetti freudiani come la pulsione di crudeltà e quelli di oggetto d'uso che derivano dalla moderna psicoanalisi, traccia alcuni profili psicologici del maschio di oggi e individua molti dei fattori scatenanti che ne determinano le esplosioni violente, a volte estreme. Uomini comuni, con vite regolari, anche colti e benestanti, soggetti differenti per storie sociali e personali che, nel rapporto di coppia, hanno saputo anche mostrarsi amanti affettuosi, padri esemplari, compagni di vita spesso gratificanti. Anche loro possono essere attori di un dramma che da tempo scuote le coscienze di una società che ci ostiniamo a chiamare moderna. Anche loro possono un giorno dire: "L'ho uccisa io".

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Eduardo Galeano, Donne, Sperling & Kupfer, 2017

Nel suo ultimo libro Eduardo Galeano ha voluto raccontare le donne: donne da ricordare per il loro talento, per il coraggio con cui si sono addossate il peso di una causa, per la fierezza delle loro risposte al potere. […]
In questa galleria di ritratti, fugaci e intensi, compaiono centocinquanta figure femminili: Frida Kahlo, Emily Dickinson, Marie Curie, Rosa Luxemburg e Rigoberta Menchù, ma anche guerrigliere, streghe, e sante il cui nome è stato dimenticato. E anche le prostitute che nella Patagonia argentina, si negarono ai militari che avevano represso uno sciopero di braccianti. Mescolando sulla pagina brevi racconti, frammenti di biografie, memorie, riflessioni e poesia, Galeano ricostruisce le loro battaglie alla conquista di nuovo spazi di libertà. E con la sua maestria di cantastorie e di artigiano del linguaggio compone un racconto che attraversa epoche e paesi e celebra la bellezza di esseri umani che hanno infranto le regole, superato la segregazione, violato le frontiere per difendere una dignità sempre precaria.

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Kooshyar Karimi, Il segreto di Leila: un medico coraggioso sfida i tabù nell'Iran del fondamentalismo, Giunti, 2016

Leila si presenta al dottor Karimi nel suo ambulatorio di Quchan, una città della provincia iraniana, quando nascondersi non le è più possibile. A lui basta uno sguardo per capire che la ragazza è già all'ottavo mese di gravidanza e che esiste un solo modo per salvarla.
Non è la prima volta che il dottore aiuta una donna che rischia la lapidazione. Lo fa da anni mettendo in pericolo se stesso e la propria famiglia, lo fa perché antepone la vita all'onore e perché ha imparato, dalla strada che lo ha cresciuto, a occuparsi degli ultimi.
Con ferrea volontà è diventato medico, ha scoperto i libri e ha imparato ad amarli. Proprio come Leila, che ha cominciato da autodidatta e in completa clandestinità a conoscere la letteratura. Sognava l'università, per non arrendersi al destino, già scritto per lei, di moglie senza amore. Ora chiede disperatamente aiuto: in pericolo non ci sono le sue aspirazioni, ma la sua vita e quella del bambino che porta in grembo. Nell'incontro, in quelle drammatiche circostanze, il dottore e la ragazza scoprono un'affinità, stringono un legame profondo, che li renderà indimenticabili l'uno per l'altra

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Michela Marzano, Sii bella e stai zitta : perché l'Italia di oggi offende le donne, Mondadori, 2010

Questo libro è un atto di resistenza. Di fronte alle offese e alle umiliazioni che subiscono oggi le donne in Italia, in quanto filosofa, ho sentito il dovere di abbandonare la torre d’avorio in cui si trincerano spesso gli intellettuali per spiegare le dinamiche di oppressione che imprigionano la donna in Italia. Lo scopo è semplice: si tratta di dare a tutte coloro che lo desiderano gli strumenti critici necessari per rifiutare la sudditanza al potere maschile. Perché le donne continuano a cedere alla tentazione dei sensi di colpa e, per paura di essere considerate “madri indegne”, abbandonano ogni aspirazione professionale? Perché tante donne vengono considerate “fallite” o “incomplete” quando non hanno figli? Perché molte adolescenti pensano che l’unico modo per avere successo nella vita sia “essere belle e tacere”? Perché il corpo della donna continua ad essere mercificato? Perché stiamo assistendo al ritorno di un’ideologia retrograda che vorrebbe spostare l’orologio indietro e rimettere in discussione le conquiste femminili degli anni Sessanta e Settanta? La filosofia è un’arma efficace e potente, l’unico strumento capace di aiutare le donnea riappropriarsi della propria vita e non permettere più a nessuno di umiliarle o zittirle” (Michela Marzano)

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Nujeen Mustafa con Christina Lamb, Lo straordinario viaggio di Nujeen, HarperCollins Italia, 2016

Nujeen Mustafa ha sedici anni e soffre fin dalla nascita di una grave forma di paralisi cerebrale che l’ha costretta su una sedia a rotelle e le ha impedito di frequentare la scuola pubblica. Ma questo non l’ha fermata: ha imparato l’inglese guardando le soap opera americane trasmesse dalla tv del suo paese e nello stesso modo ha studiato storia, letteratura, scienze. Dimostrando di avere un coraggio da leone, quest’adolescente che sogna di incontrare la Regina d’Inghilterra e di diventare astronauta, si è messa in viaggio nel 2014, partendo da Kobane, la città in cui è nata, insieme alle sorelle e ha seguito la rotta dei migranti, oltre 6000 chilometri dalla Siria, attraverso la Turchia e l’Europa, fino al confine con l’Ungheria e poi in Germania.
Nujeen racconta cosa significa crescere in un paese in guerra e cosa vuol dire essere disabili e dover dipendere dagli altri per ogni cosa; spiega come la guerra civile abbia distrutto una nazione orgogliosa e abbia smembrato intere famiglie; parla delle difficoltà incontrate durante il viaggio e del ruolo fondamentale della tecnologia per affrontarle e soprattutto ci fa capire quanto coraggio occorra per continuare a sorridere e sperare nonostante tutto.

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Associazione Nondasola [a cura di], Cosa c'entra l'amore?: ragazzi, ragazze e la prevenzione della violenza sulle donne, Carocci, 2014

Che cosa è l'amore oggi per ragazzi e ragazze? Cosa c'entra l'amore con la violenza maschile sulle donne? Come questi due temi incrociano l'identità di genere? Questi interrogativi hanno guidato una indagine condotta per tre anni su un campione significativo di ragazzi e ragazze. Il progetto di ricerca e i suoi risultati esposti in questo libro esplorano la percezione che gli/le adolescenti, a partire dai loro vissuti, hanno della violenza nelle relazioni d'amore e della propria identità/differenza di genere assunta quale categoria interpretativa fondante rispetto al fenomeno della violenza. L'obiettivo, in un'ottica di prevenzione, è quello di far luce e interrogare il nesso tra la violenza e i campanelli d'allarme che la precedono, da un lato, e narrazioni e pratiche legate al genere, dall'altro. Come questo intreccio attraversa la vita degli/delle adolescenti, il loro confrontarsi con l'amore, la gelosia, la paura della solitudine, l'insicurezza e quali domande pone al mondo di noi adulti sono i temi oggetto di questo volume.

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Adele Nunziante Cesàro, Identità di genere e cura: generatività e genealogia del femminile, Franco Angeli, 2017

Lo “spazio cavo” del corpo della donna e le sue vicissitudini fantasmatiche sono il punto di partenza del volume per ripercorrere un iter teorico che restituisce valore alla peculiarità dell’universo femminile. Infatti, la capacità dell’accoglienza e della separazione incarnata nel corpo femminile costituisce il sapere della cura e la competenza nel tessere e mantenere le relazioni. Il testo è un percorso attraverso gli scritti più significativi che caratterizzano il lavoro di Adele Nunziante Cesàro, l’autrice che ha approfondito quanto le differenze psicosessuali contribuiscono a formare l’identità di genere dell’uomo e della donna dalle prime fasi della vita. Nell’ambito della teoria psicanalitica, a partire da Freud ma in un puntuale dialogo con le prospettive contemporanee, il testo si interroga infatti sugli aspetti che colorano di specificità l’essere donna. È davvero un libero desiderio quello della maternità? Ancora, nella società contemporanea in che modo si declinano le relazioni fra maschile e femminile nei fenomeni che riguardano il mondo virtuale, la violenza coniugale e la mercificazione del corpo? Nel rispondere a tali interrogativi i saggi raccolti offrono l’opportunità di seguire l’evoluzione del pensiero dell’autrice.

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Willy Pasini, Libere e a volte sfrontate: tutte le sfumature della sessualità femminile, Mondadori, 2014

Come vivono il desiderio sessuale e la sessualità le donne nell'era digitale? Più libere e disinibite, talvolta persino sfrontate e "spericolate", le italiane - giovani e meno giovani - degli anni duemila rivendicano davvero il diritto, finora solo maschile, al piacere sessuale e non si vergognano di raccontare i loro segreti e le fantasie più audaci sul sesso, anche quello estremo. Esigono il benessere sessuale proprio come in passato hanno fatto con il benessere economico. Willy Pasini, attento osservatore della sessualità, a oltre vent'anni dai suoi successi sull'intimità e la qualità dei sentimenti analizza, grazie a casi clinici ma anche traendo spunto da fatti di attualità, la sfera sessuale femminile, nulla di più lontano, oggi, dalla procreazione: dalle molte sfumature del desiderio ai vari tipi di orgasmo, dalla masturbazione alle trasgressioni erotiche (sadomasochismo o sesso a pagamento), dagli amori omosessuali a quelli della terza età, dai sex toys ai sex boys. Completa il saggio un interessante sondaggio svolto su un campione rappresentativo di donne di ogni età ed estrazione sociale.

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Lucia Picchio, Siamo così, Giunti, 2017

Un vocabolario del cuore che cerca di interpretare il cambiamento “dopo i quaranta” dando a esperienze ed emozioni nuovi nomi: un intrigante viaggio attraverso 200 parole per definire l’universo femminile delle quarantenni e oltre. Tra esperienze di vita vissuta, letture, riflessioni e curiosità, l’autrice traccia un ritratto complice, emozionante ma anche divertente delle donne, non “donne mature”, ma “donne e basta”, in tutte le loro sfaccettature. Donne che cercano, e ritrovano, se stesse, che scoprono la complicità con le amiche; che finalmente assaporano il gusto della vita affrontandone tutti i rischi senza lasciare spazio ai rimpianti; che si divertono col sogno di un maschio alfa ma non smettono di credere nell’amore, e soprattutto si dedicano con entusiasmo e coraggio alle loro passioni, ai sogni, al loro essere donne, così come sono, riscoprendo in questa nuova epoca della loro vita il meglio di sé.

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P. Romito, M. Melato, La violenza sulle donne e sui minori. Una guida per chi lavora sul campo, Carocci, 2013

La violenza contro le donne e i minori, oltre a quella presente in altre relazioni interpersonali, è frequente, ha effetti devastanti sulle vittime e su tutta la comunità, ma rimane spesso invisibile. Dobbiamo constatare che ancora oggi le risposte sociali in proposito sono a volte frammentate o insufficienti. Questo testo si rivolge a tutti coloro che, nel loro lavoro, incontrano vittime di violenza e vogliono aiutarle. Per capire il fenomeno e intervenire correttamente, è essenziale un approccio di rete. Per questo l volume ha un taglio multidisciplinare: hanno collaborato, infatti, esperti di vari ambiti –servizi sociosanitari, magistratura, forze dell’ordine, scuola, associazioni femminili, università- vincendo la sfida di realizzare un testo coerente, pur nella diversità di punti di vista e di linguaggio. Il libro, chiaro, preciso, aggiornato e ricco di indicazioni pratiche, è uno strumento indispensabile per la formazione sul tema e per tutti coloro che sono impegnati a contrastare la violenza e a sostenere le vittime.

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Joan W. Scott; a cura di Ida Fazio, Genere, politica, storia, Viella, 2013

Il saggio di Joan W. Scott che apre il volume (Il "genere": un'utile categoria di analisi storica) è uno degli scritti più influenti e citati della letteratura storica contemporanea, e un cardine degli studi femministi. Il suo contributo critico ha inciso profondamente sulla storia delle donne e più in generale sulla nostra comprensione del passato, sulle scienze sociali, sugli studi culturali, sulla teoria femminista, ispirando ricerche innovative nel nuovo campo della storia di genere. Oltre a questo, si pubblicano qui alcuni dei testi più significativi e attuali di Scott sul rapporto tra genere, politica e storia. Li accompagnano i saggi di sei storiche di diverse aree geografiche e di diverse specializzazioni cronologiche, che sulla "American Historical Review" hanno recentemente fatto il punto sull'impatto della categoria di genere nei diversi campi della ricerca storica delle donne. Con interventi di Maria Bucur, Dyan Elliott, Gail Hershatter, Joanne Meyerowitz, Heidi Tinsman, Wang Zheng. Postfazione di Paola Di Cori.

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Anna Simone, I talenti delle donne: l'intelligenza femminile al lavoro, Einaudi, 2014

Questo libro prende le mosse da un desiderio e da una necessità. Il desiderio è quello di intersecare più voci di donne piene di talento e di passione per quel che fanno - donne spesso assai diverse tra loro - con una narrazione che cerca di leggere le trasformazioni del presente evitando il più possibile la retorica della vittimizzazione o, al contrario, l'esaltazione di un femminile da cui estrarre solo plusvalore economico. Tra storie di vita e pensieri, ventuno donne autorevoli raccontano il proprio percorso, per dimostrare quanto le loro singole biografie, le loro esperienze e le loro scelte siano irriducibili alle narrazioni di superficie che, per fortuna o per sfortuna, a seconda delle circostanze, toccano l'universo femminile. Uno sforzo necessario, si diceva, un mosaico di testimonianze, casi esemplari e riflessioni di ampio respiro - dai rapporti di potere al mondo del lavoro, dal "gender gap" alla leadership - per dimostrare come possa essere possibile, nonostante tutto, per passione e per talento, riuscire a fare ciò che si desidera anche se si è donne.

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Silvia, Tassarotti, I talenti delle donne: i segreti della leadership al femminile, Mondadori Electa, 2016

Per tutte le donne che vogliono capire come esprimere i propri talenti e realizzare i propri sogni. Per le manager che vogliono imperare a realizzarsi nel mondo del lavoro. Per gli uomini e le donne, per costruire insieme un mondo migliore.
Come possono le donne valorizzare i loro talenti in modo da vedere riconosciuta la loro leadership nel mondo del lavoro? Il libro prova a dare una risposta a questa domanda. Ripercorrendo la storia esemplare della giovane manager Francesca, la coach Silvia Tassarotti prende in esame tutti gli ostacoli che, di volta in volta, una donna si trova ad affrontare sul lavoro, suggerisce gli strumenti più adatti per superarli con successo, dispensa consigli pratici e propone veri e propri esercizi per arrivare a quello che per lei è il modello di leadership più virtuoso: il giusto equilibrio tra hard e soft power attraverso il quale le donne possono dare il contributo migliore sia sul lavoro sia nella società in senso più ampio.

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Umberto Veronesi, Mario Pappagallo, L'eredità di Eva, Sperling & Kupfer, 2014

Quanti conoscono realmente le Sacre Scritture? Quanti hanno letto il romanzo biblico in chiave disincantata, rifiutando i dogmi ma cogliendo quella verità storica che trapela dai coloriti racconti? Ed ecco che fin dall'attimo in cui Adamo trova collocazione come primo uomo, traspare quell'etica maschilista arrivata fino a oggi. Ma anche una lunga catena di eredi di Eva, trattate da oggetti, vendute e comprate, violentate e rinnegate... Eppure vive, pensanti, a volte saggiamente intelligenti, a volte cinicamente consapevoli delle armi innate della seduzione e della bellezza. L'idea di andare a cercare nell'Antico e nel Nuovo Testamento esempi di conoscenze mediche antesignane e divinamente ispirate ha in realtà portato i due autori a soffermarsi sul lato femminile della creazione, del peccato originale, dell'incubo della sterilità, della paura di non riuscire a riprodursi e moltiplicarsi. E a riflettere su episodi crudeli e perversi, esaltati se compiuti da alcuni, condannati se compiuti da altri. Soprattutto nell'Antico Testamento. Alla fine, poca medicina ma un elogio a Eva e alle sue discendenti... ancor oggi discriminate seppur sempre più vincenti. Il Terzo millennio è, infatti, da molti considerato l'avvio dell'era della donna. Di cambiamenti radicali ma non violenti, non tinti di rosso ma luminosamente rosa.

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