Biografie di donne illustri

Nella sezione che segue si è scelto di dare spazio a testimonianze e biografie di donne illustri operanti in vari settori del sapere e delle attività umane, emergenti in una professione o in una specialità, perché un tratto distintivo dell’emancipazione femminile risiede proprio nello spazio guadagnato nel mondo del lavoro, e nell’autonomia ad esso connessa, nell’abbandono dei ruoli ricoperti in seno alla famiglia e nell’ingresso tenace e da protagoniste nella società: donne che con la loro storia hanno consegnato una duplice eredità per il progresso apportato nel loro specifico campo di intervento e per l’implicita e costante riaffermazione dell’ uguaglianza di genere come imprescindibile valore. I testi raccolti restituiscono pertanto ritratti di politiche, sindacaliste, giornaliste, insegnanti, scrittrici, attrici, artiste, sportive, scienziate e tanto altro ancora. Le ritroviamo qui un po’ avvolte nell’alone mitico delle eroine e delle campionesse perché la lunga lotta, l’impegno e il segno lasciati in ogni campo sono stati spesso leggendari e i loro nomi risuonano ancora come imprescindibili per la storia dell’umanità e dei suoi traguardi: Maria Callas, Natalia Ginzburg, Diane Arbus, Rita Levi Montalcini, Maria Montessori, Anna Magnani, Eleonora Duse, Suzanne Lenglen, Marie Curie, Marisa Ombra…

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Marina Abramović, Attraversare i muri: un'autobiografia, Bompiani Overlook, 2016

Nel 2010, in occasione della retrospettiva che il MoMa dedicò a Marina Abramovic, più di 750mila persone aspettarono in fila fuori dal museo per avere la possibilità di sedersi di fronte all’artista e di comunicare con lei senza dire una parola, in una performance senza precedenti durata più di settecento ore. Una celebrazione di quasi cinquant’anni di performance art rivoluzionaria. Figlia di genitori comunisti, eroi di guerra sotto il regime di Tito nelle Jugoslavia postbellica, Marina Abramovic fu cresciuta secondo una ferrea etica del lavoro. Agli esordi della sua carriera artistica internazionale viveva ancora con la madre e sotto il suo totale controllo, obbedendo a un rigido coprifuoco che la costringeva a rincasare entro le dieci di sera. Ma nulla poté placare la sua insaziabile curiosità, il suo desiderio di entrare in contatto con la gente e il suo senso dell’umorismo. Al cuore di “attraversare i muri” c’è la storia d’amore con il collega performance artist Ulay: una relazione sentimentale e professionale durata dodici anni, molti dei quali passati a bordo di un furgone viaggiando attraverso l’Europa, senza un soldo. Un legame che arrivò al drammatico epilogo sulla Grande Muraglia cinese. La storia di Marina Abramovic, commovente, epica e ironica, parla di un’incomparabile carriera artistica che spinge il corpo oltre i limiti della paura, del dolore, dello sfinimento e del pericolo, in una ricerca assoluta della trasformazione emotiva e spirituale. Esso stesso performance, “Attraversare i muri” è la rappresentazione vivida e potente di un’artista eccezionale.

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Diane Arbus: una monografia, aperture, Photology, 2008

La monografia composta di 80 fotografie fu pubblicata e curata dal pittore Marvin Israel, amico e collega di Diane Arbus, e da sua figlia Doon Arbus. Il loro obiettivo nella realizzazione di questo libro era di rimanere il più possibile fedeli agli standard con i quali Diane Arbus giudicava le sue opere ed al modo in cui lei si augurava le proprie opere venissero recepite.

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Roberto Caselli, Joan Baez, ER, 2005

Il testo presenta una monografia di Joan Baez fornendo notizie essenziali sulla sua vita, le sue opere discografiche e la sua eredità artistica.

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Gianni Clerici, Divina: Suzanne Lenglen, la più grande tennista del 20. secolo, Corbaccio, 2002

Affermatasi alla soglia della Prima guerra mondiale, la Lenglen era scomparsa alla vigilia della Seconda. Il suo ricordo era stato sommerso dalla tragedia collettiva. Campionessa imbattuta da 1919 al 1926. Nel periodo tra le due guerre, mentre il tennis cessava di essere un divertimento aristocratico di dilettanti ricchi, e spesso snob, un gioco che le dame affrontavano con le mani ricoperte di guanti bianchi e impacciate da lunghe gonne, Suzanne Lenglen fu la prima ad allenarsi come un uomo. A lei è stato di recente intitolato il nuovo Campo Centrale dello Stadio Roland Garros, sede degli Internazionali di Francia.

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Roberto Commentucci, Sara Errani: Excalibur: il mio tennis sul tetto del mondo, Mondadori, 2014

Sara e il suo coach Paolo hanno girato i quattro angoli del pianeta, prima dell’inferno degli ITF, i tornei minori, poi nel circuito WTA, un mondo tanto dorato quanto spietato. Hanno percorso insieme una lunga strada che ha portato la giovane tennista dal numero 500 alle prime 10 del mondo del ranking di singolare e numero uno al mondo nel doppio nel quale, insieme a Roberta Vinci, si è aggiudicata quattro prove del Grande Slam. Un risultato che pochi, specie in Italia, aveva creduto possibile. Il momento di svolta nella sua carriera evviena quando Sara scopre la sua nuova racchetta, la sua uova “arma”. Tra tutti gli sport, il tenni é forse quello che più da vicino ricorda i duelli cavallereschi. Non c’è il pareggio, nel tennis. Nei poemi epici, i guerrieri trovavano coraggio, affidandosi al loro equipaggiamento a cui davano un nome. Ecco allora che Sara Errani battezza la sua nuova arma Excalibur. Ne fa il suo talismano, il suo mantra, il segreto della sua forza. Partita dopo partita, impegno, dedizione e sacrificio, Sara raggiunge la vetta: dopo quel match vinto in capo al mondo, nella fresca sera neozelandese, sul piccolo campo centrale di Aukland, in Australia, ha imparato, ha capito che anche lei può comandare il gioco, che anche lei può tirare vincenti a ripetizione, anche lei può fare a pallate con le ipervitaminiche valchirie del tour femminile.

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Isabella Fabbri, Patrizia Zani, Anita e le altre: amore e politica ai tempi del Risorgimento, La Linea, 2011

Un saggio che ricostruisce le affascinanti e spericolate vite di donne del Risorgimento italiano alla scoperta dell’amore e della politica, due potenti passioni capaci di dare un senso profondo all’esistenza

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Marcello Fois e Ferdinando Vicentini Orgnani, Ilaria Alpi: il più crudele dei giorni, Frassinelli, 2003

Il volume contiene la sceneggiatura dell'omonimo film realizzato sulla tragedia di Ilaria Alpi, giornalista televisiva uccisa con l'operatore Miran Hrovatin in Somalia. Il film ha ottenuto l'approvazione della famiglia della giornalista.

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Nadia Fusini, Hannah e le altre, Einaudi, 2013

È questo un libro sulla differenza femminile. Simone, Rachel, Hannah sono tre donne, diversamente grandi, che con il loro sguardo hanno illuminato le tenebre del Novecento e hanno saputo leggere il mondo. Tutte e tre hanno vissuto gli stessi anni di guerre, totalitarismi e barbarie. Hanno affrontato le tempeste e i momenti più bui senza mai sottrarsi alla riflessione, all'impegno e alla ribellione. Simone e Rachel si sono sfiorate, Rachel e Hannah appena incontrate, eppure un forte quanto esile filo rosso ha intessuto la trama dei loro destini. Tutte e tre si sono confrontate con i grandi temi della violenza e del potere, ognuna secondo la propria indole e mettendo in campo la propria biografia. Simone, Rachel, Hannah hanno scritto e trattato i propri testi come se fossero sogni, scritture della mente e del cuore, personalissime elaborazioni dell'atto di vivere che tratteggiano una strada verso l'esistenza. E sono arrivate a toccare la materia pulsante della vita. Simone Weil, la più "strana" del gruppo, né brutta né bella, insolente e tenera, ardita e timida insieme. Fin da bambina si esercita al sacrificio, al digiuno e rifiuta i privilegi della sua classe. Non prende più lo zucchero quando sa che scarseggia per la povera gente, non porta le calze d'inverno, perché non tutti ce l'hanno. E intransigente e radicale, a costo di apparire ridicola. Ha una sincera aspirazione di giustizia. Ha bisogno di verità, un bisogno fanatico. Muore il 24 agosto del 1943, a soli trentaquattro anni...
Rachel Bespaloff è la piú misteriosa, la piú segreta, sfuggente e riservata. Non ha titoli accademici, è priva di riconoscimenti, se non all'interno di una cerchia di filosofi di cui si sente sorella e amica. Tutto in lei è obliquo. Rachel è straniera, nomade, autodidatta. È una donna di una bellezza patetica che suona benissimo il pianoforte, si nutre di libri e scrive continuamente, in controcanto. Perché di tutto quello che accade attorno a lei e di tutto ciò che legge si sente chiamata a rispondere. Muore suicida nell'aprile del 1949.
Hannah Arendt è la piú conosciuta delle tre. Forse la piú forte, certo la piú fortunata. Sfrontata e, a volte, arrogante in pubblico, in privato è gentile e attenta. Fedele e profonda nell'amicizia. Scrive e riflette sempre a voce e testa alta.
Delle voci di queste tre donne Nadia Fusini si fa cassa di risonanza, restituendocene, con intelligente vicinanza, le storie, il pensiero, la vita.

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Grazia Honegger Fresco, Maria Montessori, una storia attuale, L'ancora del Mediterraneo, 2007

"Durante tutta la mia vita ho proclamato la necessità della libertà di scelta, dell'indipendenza di pensiero e della dignità umana, tuttavia ritengo che la vera libertà, quella interiore, non possa essere donata. Non può nemmeno essere conquistata. Può solamente essere costruita dentro di sé, come parte della personalità e, se questo avviene, non potrà più essere perduta..."

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Tommaso Le Pera, Anna Testa, MagneticaMariangela, Manfredi, 2016

Il presente volume, con la prefazione del critico teatrale Rodolfo di Giammarco, presenta una raccolta fotografica degli scatti di Tommaso Le Pera, il più importante fotografo teatrale italiano con il più vasto archivio fotografico europeo sul teatro. Le Pera ha avuto il privilegio di immortalare gli spettacoli più significativi della grande attrice milanese dagli anni '70 al 2000, un documento unico un percorso teatrale che parte da Orestea di Ronconi del '73 fino a uno degli ultimi spettacoli Sola me ne vo, un one woman show in cui con grande ironia la Melato racconta i suoi esordi fino ai successi internazionali, un omaggio dovuto ad un'attrice unica nel panorama teatrale italiano talmente popolare, grazie ai memorabili film con la regia di Lina Wertmuller, da richiamare anche il pubblico meno aduso al teatro. Unitamente alla sezione fotografica che consta di 250 foto circa, una raccolta di omaggi e ricordi di registi, compagni di lavoro, amici, personaggi trasversali e insospettabili.
con i quali la grande attrice ha condiviso vita e palcoscenico completa il ritratto a cura della giornalista Anna Testa.

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Angela Marcheselli e Fabrizio Tampieri, Fiorella Baroncini, il pensiero rivolto al futuro: la forza di una donna, il coraggio, l’immaginazione, le grandi battaglie sociali e la difesa dei diritti dei più deboli attraverso gli scritti su Sabato sera, Bacchilega, c2016

Sul settimanale imolese “sabato sera”, tra il 1969 e i l1990, Fiorella Baroncini ha scritto oltre 170 articoli su temi che testimoniano la varietà dei suoi interessi , dalla condizione femminile all’importanza delle strutture sociali a sostegno delle categorie più deboli, dall’istruzione ai temi politici, visti sia nell’ottica di chi amministra una città, sia della donna attiva nel partito di cui fa parte, senza trascurare i temi dell’ambiente. Quel che importa di più, però, sono la sua visione lungimirante, l’attenzione per problemi ancora oggi da affrontare compiutamente che rendono attuali i sui scritti anche per il lettore contemporaneo.

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Marisa Ombra, Libere sempre: una ragazza della Resistenza a una ragazza di oggi, Einaudi, 2012

Come è potuto accadere che lo slogan femminista "il corpo è mio e lo gestisco io" si sia ribaltato in una forma di schiavitù volontaria? Una lettera appassionata e delicata sull'adolescenza, la scoperta del corpo, del sesso e della libertà. Senza moralismo, con rispetto e amore. Una donna di 87 anni, ex partigiana, scrive una lunga lettera a una ragazza di 14 anni incontrata in un parco. Una lettera sulla libertà, la bellezza e la dignità delle donne. L'autrice racconta la guerra partigiana, la propria anoressia, i rapporti tra ragazzi e ragazze in montagna, e il senso di pericolo e futuro da cui tutti si sentivano uniti. Il ricordo della lotta di liberazione delle donne si contrappone, così, al disagio di vedere che, oggi, per molte ragazze, libertà significa libertà di mettere all'incasso la propria bellezza.

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Matteo Persica, Anna Magnani: biografia di una donna, Odoya, 2016

La storia inizia il 26 settembre 1973 con la morte di Anna Magnani e la folla assiepata dinanzi alla clinica, pronta a buttare a terra il cancello pur di vederla un'ultima volta. I ricordi di chi l'ha conosciuta si susseguono, mentre ai suoi funerali tutta Roma si riversa per le strade del corteo, bloccando il centro della città. L'immagine è toccante: qualcuno piange, molti battono le mani, e c'è perfino chi invoca la sua beatificazione. Eppure veniva sempre descritta come una persona torva e con un caratteraccio da far tremare i polsi anche ai più coraggiosi. "Chi era Anna Magnani?" è una domanda che ci coglie impreparati. Così, con un salto nel tempo, torniamo all'ultima estate della sua vita rimettendo in ordine le sue parole e i suoi pensieri, cercando di far luce nella sua personalità, grazie a un dialogo con l'attrice. Si avrà la sensazione di assistere a un vero e proprio "incontro", ricostruito attenendosi a fatti e dichiarazioni documentati in ogni minimo particolare, frutto di una lunga ricerca.
Saranno le sue parole a introdurre ogni fase della sua vita e a darne, ove è possibile, dei giudizi. Dalla storia della sua famiglia materna all'infanzia; dai primi passi sul palcoscenico alle prime esperienze più significative; dal cinema al Premio Oscar; dall'amore per i suoi uomini al rapporto con il figlio. Al termine della lettura sapremo chi è stata Anna Magnani, grazie alle sue parole e a quelle di chi l'ha conosciuta da vicino.

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Maja Pflug, Natalia Ginzburg: una biografia, La Tartaruga, 2004

Una biografia di Natalia Ginzburg, scrittrice, giornalista, deputata alla Camera, figura di primo piano della cultura dal dopoguerra al 1991, scritta dalla traduttrice tedesca di molti suoi lavori. La conoscenza approfondita dei testi ha permesso all'autrice di scoprire da vicino le vicende letterarie ed umane della Ginzburg, una scrittrice la cui vita non presenta straordinarie avventure, ma vissuta intensamente attraverso i rapporti con la scrittura, il lavoro nella casa editrice Einaudi e i rapporti familiari. Un profilo biografico ricco di aneddoti, testimonianze, citazioni da lettere e testi inediti.

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Susan Quinn, Marie Curie: una vita, Bollati Boringhieri, 1998

Proprio un secolo fa, nel 1898, Marie Sklodowska Curie scopriva, con il marito Pierre, due nuovi elementi radioattivi, il polonio e il radio, spalancando così nuovi orizzonti alla conoscenza umana. Madame Curie può essere considerata una leggenda del suo tempo. Fu una delle prime donne a raggiungere notorietà mondiale in campo scientifico e si impose come uno dei più grandi scienziati di questo secolo. Fu la prima persona a ricevere due premi Nobel e fu anche la prima donna a varcare come docente le porte dell'Università della Sorbona a Parigi. Lavorando su materiali d'archivio inediti, compreso il diario della scienziata, Susan Quinn ripercorre la vita di Marie Curie senza dimenticare l'ambiente sociopolitico dell'epoca.

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Helen Sheehy, Eleonora Duse: la donna, le passioni, la leggenda, A. Mondadori, 2006

Ispirò Anton Cechov, rese popolare Henrik Ibsen, si servì delle teorie di Stanislavski per rivoluzionare la presenza dell'attore sulla scena e per affermarsi in una maniera unica nella memoria degli spettatori. Gabriele D'Annunzio, al quale fu legata da grande passione, la rese la protagonista del suo romanzo "Il fuoco". Eleonora Duse fu tra le più grandi dive di tutti i tempi. Con questa biografia Helen Sheehy offre un ritratto completo della grande Eleonora e descrive una donna forte e risoluta. Grazie alla scoperta di materiali inediti, l'autrice svela i segreti della sua inimitabile presenza scenica, ma anche tratti inediti della sua vita privata.

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Muriel Spark, Emily Brontë: la vita, Le lettere, 1999

Emily Bronte: realtà o leggenda? Tutto ciò che sappiamo di lei è dovuto unicamente alle testimonianze della sorella Charlotte e a pochi frammentari aneddoti tramandati dai contemporanei. La sua voce ci giunge solo attraverso il suo romanzo, le sue liriche e poche pagine di diario. Due sono le immagini che ne escono: quella della solitaria ragazza di campagna, innamorata della brughiera, efficiente, ottimista, piena di energia, e quella del genio leggendario cupo e taciturno che stoicamente va incontro al suo tragico destino incurante della sofferenza. Quale di queste due immagini è più vicina alla realtà?

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Giuseppina Tripodi, La clessidra della vita di Rita Levi-Montalcini, Baldini Castoldi Dalai, 2008

Questo libro si prefigge lo scopo di "avvicinare" il lettore a un personaggio che a cavallo di due secoli ha percorso un itinerario di vita emblematico: premio Nobel per la Medicina, senatrice a vita e promotrice di tante iniziative solidali di respiro internazionale. L'autrice, accanto a Rita Levi-Montalcini da circa quarant'anni, ha voluto ricostruire per temi il pensiero e il senso della vita della grande scienziata, riportando particolari inediti della sua esistenza e componendo come in un mosaico le opinioni più chiare sulle questioni a lei più care: il rapporto fra ricerca ed etica, il confronto con i giovani, il peso dell'intuizione nell'arte come nella scienza, e le grandi speranze per il futuro del mondo. Testimonianza ammirata della vita esemplare di una donna, definita la first lady della scienza, che sin da giovanissima si è consacrata alla ricerca scientifica e all'impegno nel progresso civile. Un impegno che "ha contagiato e continua a contagiare" le persone che l'avvicinano.
motivandole nelle loro scelte e attività, come testimonia il grande affetto che suscita la Montalcini tra i giovani. Come summa degli alti valori morali che hanno contrassegnato tutto il percorso di Rita Levi-Montalcini, la lucidità del suo pensiero, frutto anche della fiducia nelle potenzialità dell'uomo, questo libro si propone quindi come una sorta di viatico per quanti si sentono smarriti di fronte alle sfide, alla complessità e al caos di questo inizio di millennio.

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Simone Veil, Una vita, Fazi, 2010

Dal campo di sterminio di Auschwitz alla presidenza del Parlamento europeo: la vita di una figura femminile forte, di grande spessore, che ha lottato per riemergere dall'incubo e restare fedele a se stessa e ai propri ideali. In questa autobiografia Simone Veil si racconta affrontando i fantasmi del passato, ricostruendo la storia della propria famiglia mutilata dal furore nazista e ripercorrendo poi le tappe di una rinascita, di un percorso affrontato con volontà, coraggio e una dignità che l'ha condotta a giocare un ruolo di primo piano non solo nella vita politica del suo paese, ma anche e soprattutto nella costruzione di quel grande e ambizioso progetto che è l'Europa. In Francia Simone Veil è stata magistrato, poi ministro della Sanità e membro del Consiglio Costituzionale; si è battuta per la dignità dei detenuti nelle carceri e per la liberalizzazione dell'aborto. In qualità di presidente del Parlamento europeo, si è impegnata poi per difendere l'autorità delle nuove istituzioni e ha lavorato costantemente per custodire la memoria della Shoah, perché quanto era accaduto a lei e ad altri milioni di innocenti non accadesse mai più. Dall'elezione di De Gaulle a quella di Sarkozy, dal Maggio del '68 al crollo del Muro di Berlino, dai processi di Norimberga alla creazione dello Stato di Israele, Simone Veil è stata ed è, tuttora, uno dei protagonisti di maggior rilievo della storia europea.

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Ole Wivel, Karen Blixen: un conflitto irrisolto, Iperborea, 2002

Ole Wivel abitava a pochi chilometri da Rungstedlund, la casa danese di Karen Blixen, e per oltre vent'anni frequentò assiduamente la scrittrice. Al di là dei rapporti professionali, ne fu sincero amico e confidente. Wivel in questo saggio indaga e approfondisce l'influenza prodotta dagli avvenimenti della vita sul pensiero e sull'opera della Blixen. Cogliendo tra le pieghe dei racconti le profonde e contrastanti realtà psicologiche, Ole Wivel ne ricerca le cause ripercorrendo l'inquieta adolescenza, le disilluse emozioni sentimentali, le gioie violente ed effimere del periodo africano, i rapporti conflittuali con la famiglia, gli anni sfolgoranti del successo tormentati dalla malattia e dalle ansie senili.

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