Film

Ancora storie di donne nei film di seguito segnalati, opere sì di fantasia ma con un valore anche documentaristico rispetto alle molteplici realtà geopolitiche raccontate che si pongono non semplicemente sullo sfondo delle vicende ma con un’evidenza di tutto rilievo rispetto ad esse, tali da motivare la vita, le azioni e i pensieri delle protagoniste. Ciò vale tanto per la Cina protorepubblicana di Zhang Yimou (Lanterne rosse) quanto per il cupo Giappone raccontato da Kitano (Dolls), tanto per l’Iran descritto da Farhadi (About Elly) e da Marjane Satrapi (Persepolis), quanto per il Libano di Nadine Labaki (Caramel, E ora dove andiamo?), e ancora per la Romania antiabortista del regime di Ceausescu descritta Mungiu (4 mesi, 3 settimane, 2 giorni), e la modernissima Francia di Ozon (Potiche), l’Inghilterra, ritratta con ironia e leggerezza nel pieno della lotta femminista e sindacalista del ’68, da Nigel Cole (We want sex)… e per tutte le altre situazioni in cui la narrazione specifica di ogni storia individuale si accompagna a quella più ampia del Paese in cui è ambientata, in un discorso che si può anche leggere in maniera unitaria, perché, alla fine, questa breve rassegna di film evidenzia l’ubiquità della sopraffazione e della violenza sulle donne nella storia e l’universalità dei problemi di repressione, emarginazione e sfiducia verso l’universo femminile nella sfera privata e pubblica, a volte fortunatamente superati, spesso purtroppo ancora in atto. E denuncia, in ultimo, la correlazione stretta tra disparità di generi e scarsa o assente democrazia.

 

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About Elly, scritto e diretto da Asghar Farhadi, Iran, 2009

L'iraniano Ahmad, che vive in Germania ed è stato sposato ad una donna tedesca, per le vacanze decide di tornare nel suo paese dopo tanti anni di assenza. I suoi amici organizzano per lui una gita sul Mar Caspio e nell'occasione invitano anche Elly, una giovane insegnante d'asilo nubile, che potrebbe interessare ad Ahmad desideroso di rifarsi una vita con una donna iraniana. Tutto sembra andare bene e la compagnia passa dei giorni spensierati in allegria finché, all'improvviso, Elly scompare misteriosamente...

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Caramel, Nadine Labaki, Francia, Libano 2007

Beirut, alcune donne lavorano in un istituto di bellezza: Layale (Nadine Labaki), innamorata di un uomo sposato, Nisrine (Yasmine Al Masri), che sta per sposarsi e non sa come dire al futuro sposo che ha già perduto la verginità, Rima (Joanna Moukarzel), che non riesce ad accettare di essere attratta dalle donne, Jamale (Gisèle Aouad), ossessionata dall'età e dal fisico, e infine Rose (Siham Haddad), che ha sacrificato i suoi anni migliori e la sua felicità per occuparsi della sorella Lili (Aziza Semaan). Nel salone, tra colpi di spazzola e cerette al caramello, si parla di sesso e maternità, con la libertà e l'intimità propria delle donne.
Nadine Labaki, insieme protagonista e regista del film, ci propone un affresco sulle donne, che non mancherà di andare dritto al cuore delle spettatrici, ma non solo. Un acquerello a tinte delicate, mai volgari, che tratta però temi di scottante attualità: la guerra, la convivenza tra cristiani e musulmani, il mischiarsi di abitudini ed etnie differenti. Stupiti, contempliamo come i problemi del mondo femminile siano sempre gli stessi, anche se il progresso sembra essersi fermato agli anni '80. Le donne fanno scudo, insieme, per affrontare le difficili realtà da cui sono circondate ed assalite.
Con colori e fotografia degni dei pittori fiamminghi, Labaki poggia lo sguardo sulle dolci malinconie quotidiane, senza cadere nello scontato o nello stucchevole, e riuscendo a raccontare ben sei storie in una sola, senza che nessuna prenda il sopravvento. Narra attraverso gli occhi, i suoni, gli odori, in modo così pregnante da convincerci di poter toccare e assaporare, come se fossimo realmente immersi nell'atmosfera della ben bilanciata sceneggiatura.
Una parola a parte va indubbiamente spesa per la colonna sonora, dosata con saggezza, sempre presente e non stancante, che non mancherà di far ricordare il suo autore, Khaled Mouzanar. (mymovies.it)

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Dolls, sceneggiatura e montaggio di Takeshi Kitano, Giappone, 2002

Tre storie d'amore: Matsumoto e Sawako sono una coppia felice, ma l'invadenza dei genitori e l'ambizione spingono il ragazzo a compiere una tragica scelta; Hiro è un vecchio boss della Yakuza che si trova nuovamente al parco dove trent'anni prima, quando era solo un povero operaio, incontrava la sua amata, abbandonata per inseguire il successo; Haruna è una famosissima pop star, ma ora passa il tempo a guardare il mare, con il viso coperto da bende a causa di un tragico incidente stradale e Nukui, il suo fan più devoto, vuole dimostrarle tutto il suo affetto... (cinematografo.it)

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E ora dove andiamo?, Nadine Labaki, Francia, Libano, Egitto, Italia, 2011

Sul bordo di una strada dissestata, un corteo di donne avanza in processione verso il cimitero del villaggio. Takla, Amale, Yvonne, Afaf e Saydeh affrontano stoicamente il caldo soffocante di mezzogiorno, reggendo le fotografie dei loro amati uomini, perduti in una guerra futile, lunga e lontana. Alcune di loro portano un velo, altre indossano croci di legno, ma tutte sono vestite di nero, unite da una sofferenza condivisa. Giunta alle porte del cimitero, la processione si divide in due congregazioni: musulmani da una parte e cristiani dall’altra. Unite da una causa comune, l’impensabile amicizia tra queste donne supera, contro ogni aspettativa, tutti i punti di contrasto religiosi che creano scompiglio nella loro società e, insieme, grazie alla loro straordinaria inventiva, mettono in atto dei piani esilaranti cercando di distrarre gli uomini del villaggio, in modo da allentare la tensione interreligiosa.
(trovacinema.repubblica.it)

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Gorilla nella nebbia: l'avventura di Dian Fossey, Michael Apted, USA, 1988

Nel 1967 Dian Fossey va in Africa a studiare i gorilla (e a difenderli dallo sterminio sistematico dei cacciatori). Rimane in Kenya per 18 anni finché non viene uccisa da un umano ancor oggi sconosciuto. Una biografia tipo "persona che non dimenticherò mai" elevata a un notevole livello di spettacolo grazie alla bravura della Weaver, all'abilità di Apted e alla sceneggiatura che riesce a dribblare elegantemente i passaggi più sgradevoli (come la follia che s'impossessò negli ultimi anni di Dian). (mymovies.it)

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Lanterne rosse, Zhang Yimou, Hong Kong/Cina 1991

Zhang Yimou ci introduce con passi felpati attraverso le gelide stanze di un palazzo nobiliare del 1920, in Cina. Gli interni sono ampi, eleganti, dalle linee pulite. Silenziosi. Il destino di Songlian, a cui una giovane e già strepitosa Gong Li dona la sua pelle diafana e i suoi penetranti occhi neri, si compie interamente in questo luogo. Songlian cerca di sottrarsi alla matrigna, al rapporto contrastato con questa e lascia l'università, sposando il nobile Chen Zuoquin. Un'istruzione universitaria era cosa assai rara in quegli anni in Cina, per una donna. Da un percorso di ipotetica ed illuminata libertà, poter leggere e scrivere è l'ovocita dell' emancipazione, Songlian sceglie invece un percorso arcaico e per noi paradossale, ovvero un matrimonio combinato, per sfuggire alla miseria. Dunque, un atto di ribellione o un atto di rassegnata, premonitrice consapevolezza?
Zhang Yimou ci presenta così la sua tragica eroina, con questo incipit controverso e pungente, che man mano nel film assume i caratteri più definiti di un'amara condizione universale. Il regista affresca in rosso la sottomissione femminile al potere patriarcale, alla legge maschile e la condizione di schiavitù delle donne diventa l' impietosa e terribile metafora di tutte le oppressioni, diventa l'urlo spezzato dei più deboli dagli ingranaggi implacabili del potere.
(ondacinema.it)

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Persepolis, Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud, Francia, 2007

Persepolis è un film d'animazione del 2007, candidato all'Oscar, basato sull'omonima graphic novel autobiografica. Il film è stato scritto e diretto da Marjane Satrapi, l'autrice delle memorie, e da Vincent Paronnaud. Il titolo è un riferimento all'antica città storica di Persepoli. La storia, un romanzo di formazione, inizia poco prima della Rivoluzione iraniana, mostrando attraverso gli occhi di Marjane, che inizialmente ha nove anni, come le speranze di cambiamento della gente furono infrante lentamente quando presero il potere i fondamentalisti islamici, obbligando le donne a coprirsi la testa, riducendo ulteriormente le libertà della popolazione e imprigionando migliaia di persone. La storia si conclude con Marjane, ormai ventiduenne, che espatria. Il film ha vinto il Premio della giuria al Festival di Cannes 2007[1] ed è stato distribuito in Francia ed in Belgio il 27 giugno 2007, mentre in Italia è uscito nelle sale il 29 febbraio 2008. (wikipedia.org)

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Potiche: la bella statuina, Francois Ozon, Francia, 2010

Suzanne è la moglie borghese e casalinga di un facoltoso industriale, sgradevole in famiglia e impopolare presso i suoi operai. Sequestrato durante uno sciopero dai suoi esacerbati dipendenti, Robert Pujol viene rilasciato grazie all'intercessione della moglie e all'intervento di Babin, deputato comunista e vecchio amante di Suzanne. Liberato ma infartato, Robert è costretto al ricovero e ad affidare l'azienda e la responsabilità di negoziare coi sindacati alla sua svagata consorte. Dietro la scrivania e con sorpresa di tutti, Suzanne si rivela capace di corrispondere le rivendicazioni operaie e di rilanciare l'attività aziendale. Le fanno corona i due figli e Babin, che riprende a corteggiarla. Il rientro di Robert complicherà la vita ritrovata di Suzanne, decisa a non cedere il passo e a procedere oltre. (mymovies.it)

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4 mesi 3 settimane 2 giorni, un film di Cristian Mungiu, Lucky Red home video, 2008

Otilia e Gabjta sono due studentesse universitarie che alloggiano nel dormitorio di una città romena. Siamo negli anni che precedono la caduta del regime di Ceausescu e Gabjta affitta una stanza d'albergo in un hotel di bassa categoria. Ha un motivo preciso: con l'assistenza dell'amica ha deciso di abortire grazie anche all'intervento di un medico che però rischia l'arresto, essendo l'interruzione procurata della gravidanza un reato. Otilia resta a fianco dell'amica soffrendo intimamente per quanto sta accadendo e scoprendo progressivamente la fragilità della sua condizione umana.
[…]

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Il segreto di Vera Drake, Mike Leigh, Gran Bretagna, 2004

Nell'Inghilterra anni '50, Vera Drake (Imelda Staunton) si prodiga per la famiglia, l'anziana madre e persino un vicino di casa malato. Quello che nessuno sa è che Vera aiuta ragazze ad abortire: una pratica illegale, che la donna compie per altruismo, senza preoccuparsi delle conseguenze. La sua vita cadrà in disgrazia quando viene scoperta dalla polizia. Mike Leigh continua ad esplorare l'universo che a lui è più congeniale: quello dei vinti, degli sconfitti dalla vita. Vera Drake, anche lei 'vinta', si dà da fare per alleviare le sofferenze altrui. E' una donna profondamente buona che finirà in carcere. Leigh dice di voler affrontare la tematica dell'aborto avvalendosi della distanza nel tempo che dovrebbe evitare la polemica. In realtà questo è un film su un mondo che trascina tristemente la propria esistenza ed in cui, forse per la prima volta, non c'è differenza tra ricchi e poveri. Il disagio esistenziale è di tutti. La differenza la fa, come al solito, il denaro. Che però per Vera non conta. Perché lei è un'anima pura.

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La sposa turca, Fathi Akim, Germania, Turchia, 2004

Sibel – giovane, bella e come Cahit, turco-tedesca, ama troppo la vita per essere una brava ragazza musulmana. Per sfuggire alla prigionia impostale dalla sua famiglia, chiede a Cahit di sposarla. Riluttante, questi alla fine accetta. Forse per salvarla, o forse solo per fare una cosa che abbia senso nella sua vita. I due giovani iniziano a vivere insieme, sotto lo stesso tetto, ma a parte questo, c’è poco che li unisca. (trovacinema.repubblica.it)

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Le stelle inquiete, Emanuela Piovano, Italia, 2010

Un magico interludio estivo, come un dono segreto, si offre ad una giovane donna di fama in un momento triste della Storia quando lei accetta con riluttanza l'invito di una coppia di piccoli proprietari terrieri. Ispirato ad un vero episodio della breve vita della filosofa francese Simone Weil(1909 – 1943), questa è la magica storia del suo incontro con il suo ospite, Gustave, il filosofo contadino, che più tardi pubblicherà uno dei suoi più famosi manoscritti. Grazie all'incanto di questa terra "di fate" sotto il sole della campagna coltivata a vite, Simone, Gustave e sua moglie Yvette vivono un'intimità unica e preziosa. E così l'attrazione, la complicità, e la gelosia, lasciano posto all'amore e alle risa, e il potere della pura gioia sembra per un attimo fermare il tempo in uno dei periodi più bui della storia.

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We want sex: equality, lo sciopero che cambiò la storia, diretto da Nigel Cole, Gran Bretagna 2010

Danegham, Essex, 1968. La fabbrica della Ford dà lavoro a 35 mila operai. Tra loro 187 donne che, in un’ala costruita nel 1920 sta cadendo a pezzi, sono addette alla cucitura dei sedili. Le condizioni di lavoro per loro peggiorano di giorno in giorno. Quando vengono riclassificate come “operaie non qualificate”, si scatena la protesta. Si faranno sentire nell’intera Inghilterra, fino a ottenere la legge sulla parità di retribuzione. Il produttore Stephen Wooley si appassiona alla vicenda delle operaie della Ford e, con Elisabeth Karlse della Number 9 Films, va a incontrarle. Decidono di non farne un documentario, ma una fiction, creando il personaggio di Rita, capo carismatico del gruppo. Ne è uscito un film intelligente, spiritoso, che descrive un ambiente con acuta ironia, racconta un episodio di lotta operaia con leggera profondità. La galleria di personaggi –tutti bravissimi gli interpreti- dà un contributo non indifferente. (Il Morandini, 2016)

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