Gian Mauro Costa, indagini e misteri a Palermo

luglio 2018

Gian Mauro Costa giornalista, scrittore e regista italiano, è nato a Palermo e come giornalista ha lavorato per numerose testate italiane, tra le quali L’Ora di Palermo, occupandosi di cronaca nera e giudiziaria, di spettacoli e cultura. Dal 1992 ha lavorato in Rai, presso la sede di Palermo, come redattore e caposervizio, nonchè come conduttore del Giornale Radio regionale. Ha collaborato per anni alla rivista mensile Linus ed è stato corrispondente del quotidiano Il manifesto.

Come regista e sceneggiatore nel 1978 ha realizzato il lungometraggio cinematografico in super8 a soggetto Boris Vian che è stato proiettato nelle sale del circuito d'essai italiano. Nel 1985 è stato coautore e coregista con Diego Bonsangue di una delle puntate del film-inchiesta televisiva sul mondo giovanile Scarpe da tennis, trasmessa dalla terza rete nazionale della Rai. Nel 1987 e 1988 è stato premiato con il Sole blu al Festival Internazionale di Teatro-Televisione-Video di Riccione come coautore e coregista con Diego Bonsangue dei video Assassina (trasmesso da Rai Sicilia) e Zampe tratti da testi teatrali di Franco Scaldati. Nel 1991 ha diretto per Rai Sicilia il documentario Pantera-storia di un movimento. Nel 2010 ha realizzato per la Rai il documentario Gli invisibili sugli Stati Generali del Documentario che si sono svolti a Palermo in occasione dell'apertura della Sede siciliana del Centro Sperimentale di Cinematografia.

Come scrittore nel 2001 ha iniziato la sua collaborazione con la casa editrice Sellerio e ha pubblicato un suo primo romanzo, Yesterday, nella collana “La memoria” seguiti da diversi racconti in varie antologie fino al 2012. In quest’ultimo anno pubblica anche il romanzo Festa di piazza (finalista al Premio Scerbanenco) e un altro nel 2014, L'ultima scommessa. Il suo personaggio principale è l’eccentrico Enzo Baiamonte, che nasce nel romanzo “Il libro di legno” pubblicato nel 2010. Fin da subito suscita un sentimento di affetto, perché persona modesta e virtuosa ma molto sfortunata. E’ sui cinquant’anni, è celibe e ha una mediocre bottega da radiotecnico, deserta di clienti. Abita all’Olivuzza, l’ultimo quartiere della vera Palermo, per sbarcare il lunario collabora con un avvocato, raccoglie informazioni per piccole cause, cerca prove di adulteri ma a volte s’imbatte in qualcosa di più curioso. Inchiodato nel limbo della giovinezza dall’eterna attesa, costretto a un’esistenza nemmeno proletaria, Enzo rispecchia un ritratto sociale tipico e diffuso: la generazione di una micro borghesia dall’ascesa sociale bloccata, i traditi della scolarizzazione di massa. E nel suo personaggio di Marlowe palermitano, senza la scorza dura ma con disincantato candore e uguale senso di giustizia, risolve misteri e intrecci di carattere giallo.

All’inizio del 2018 Gian Mauro Costa esce con un nuovo romanzo, Stella o croce, che vede l’entrata in scena di un nuovo personaggio protagonista, Angela Mazzola, già apparsa nel racconto Il divo di Ballarò, all'interno dell'antologia Un anno in giallo del 2017, giovane poliziotta di Palermo, intuitiva, curiosa, caparbia, sicura di sé, alle prese con un territorio difficile ma che conosce bene.

 

Martedì 24 luglio 2018, alle ore 21, Gian Mauro Costa sarà ospite della rassegna BIMESTATE FRESCHI DI STAMPA 2018, presso la Biblioteca comunale di Imola, per presentare il suo ultimo romanzo Stella o Croce. Ne parlerà con Lidia Mastroianni.

 

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Yesterday, Palermo, Sellerio, 2001

Una serie di omicidi, uno dopo l'altro, nei luoghi di Palermo. Li collegano i versi dei Beatles accanto ai cadaveri. E qualcuno si firma come Marc Chapman, l'assassino di John Lennon. È una pista, un'illusione e/o un elusione? E quanto pesa il passato di un'antica amicizia? Pietro, il protagonista di questo racconto che sembra ritmato su diverse velocità, è un personaggio tipico di una certa generazione e di una certa condizione. Si muove pigro e a sua agio per Palermo, la sua città, con la quale ha un rapporto soprattutto sensuale: proprio di chi, nato e cresciuto in una città, vi si sposta non nello spazio, ma nel tempo; e la babele architettonica della grande città meridionale gli destina nicchie in cui il passato si è conservato particolarmente vivido e suadente. Ma chi sia veramente Pietro si svela, in un crescendo di «antipatia», attraverso degli episodi misteriosi. Delitti in cui casualmente continua a inciampare, che non sono tra loro collegati e non lo sono col protagonista, se non fosse per dei bigliettini che Pietro ritrova a ogni nuovo omicidio. Contengono, scopre presto, versi delle canzoni dei Beatles, e intendono essere messaggi precisi a lui diretti, a formare un’intima comunicazione. L'indagine che Pietro è indotto a fare, per un'autodifesa o per narcisismo, si articola per lui come un’autoanalisi, anche generazionale, alla fine della quale, assieme alla sorpresa della soluzione del giallo, viene la rivelazione di una città parallela, di una realtà parallela, di una rete di relazioni umane parallela, accanto alle quali, inconsapevole aveva da sempre convissuto. Ed è la crisi o la catarsi.

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Un Natale in giallo, Palermo, Sellerio, 2011

Gli investigatori di quest’antologia di racconti gialli sono personaggi di grande successo, protagonisti di storie poliziesche in cui l’elemento personale è fondamentale. In queste avventure, più che l’intreccio, è la persona di ciascuno di loro che costituisce il fulcro della narrazione. Sono certamente alle prese con intrighi e crimini: è nella loro natura. Ma la curiosità sta soprattutto nel vederli impegnati con se stessi, a sistemare la loro vita quotidiana, a fare i conti con i loro tic, le loro idiosincrasie, le loro paure, e soprattutto con l’ambiente in cui vivono. Come banco per questa dura prova s’è eletto il Natale. La ricorrenza più significativa e importante per tutti e anche per loro. I giorni in cui ci si sente molto soli o troppo in compagnia e, più che in tutti gli altri giorni, ognuno è portato a darsi pensiero di se stesso. Com’è il loro Natale? Gian Mauro Costa racconta il Natale di Enzo Baiamonte in “La mossa del geco”.

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Capodanno in giallo, Palermo, Sellerio, 2012

I racconti di quest’antologia hanno per protagonisti alcuni degli investigatori più popolari dei «gialli» Sellerio, tra i quali: l’elettrotecnico Enzo Baiamonte che risolve delitti di quartiere nella Palermo di Gian Mauro Costa. Il sogetto di questa raccolta è “un Capodanno dell’investigatore”. La sfida, o la scommessa è quella di provare la personalità dei protagonisti: quanto sono capaci, per così dire, di una vita autonoma in cui la realtà della loro esistenza non sia solo lo sfondo delle imprese criminologiche. Viceversa, in questi racconti, una giornata tipica, per quanto, come il Capodanno rivelatrice sul piano psicologico, diventa l’interesse primario della narrazione mentre un delitto accade e un’inchiesta si sviluppa.Gian Mauro Costa si presenta con “Il Capodanno del Cinghiale”.

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Festa di piazza, Palermo, Sellerio, 2012

Enzo Baiamonte, ha chiuso per sempre la saracinesca del laboratorio di elettrotecnico. La sarta Rosa, il suo tardivo amore, lo convince a richiedere il patentino d’investigatore privato. A che pro, pensa con la scarsa autostima di sempre, per cercare cagnolini scomparsi, per inseguire qualche adultero? Però, una piccola pensione l’ha, per la compagnia ci sono gli scoponi con i quattro amici e poi i lavoretti occasionali non gli mancheranno. Ed è proprio nel corso di uno di questi, che si fissa al solito su una di quelle piste che la fantasia gli fa scorgere. Ingaggiato per curare l’impianto elettrico per la festa della Madonna Addolorata del suo quartiere palermitano, Baiamonte entra in un certo giro, sente discorsi, apprende del cantante neomelodico che è stato anche a lungo uno «scappato» (un piccolo boss fuggito in America durante una guerra tra cosche), si interessa a un individuo di nessun conto ma silenzioso e impenetrabile come una pietra. La sua mente non riesce a star ferma e, contro la sua stessa volontà, comincia a mettere insieme elementi sparsi, che nessuno mai ha pensato di associare: una rapina con il morto innocente, un furgone ammaccato, la scomparsa di un carico d’oro, piccoli furti dalle tombe del cimitero; e legge segni: una foto, una smorfia, un’amicizia infantile, le cure esagerate di una megera, un colloquio cifrato. Segnali comprensibili a chi come lui conosce vita, morte e miracoli del quartiere e sa interpretare, come un codice segreto, i futili eventi che rotolano nella pigrizia dei vicoli. Così osa immaginare, incredulo lui per primo, un doppio crimine sottratto alla vista di tutti quanti. Quello di Gian Mauro Costa è un modo di costruire trame gialle diverse dall’usuale. Non c’è un delitto ma il mistero è indistinto dalla vita quotidiana e prende forma innanzitutto nella curiosità cocciuta e inverosimile del protagonista, per poi diventare realtà nel confuso andirivieni di famiglie allargate, piccoli commerci, cortili schiamazzanti, feste di borgo, faccende di vicinato. Quest’uomo sconfitto nello stesso modo di certi palermitani senza voce e senza lamento, ma con un’indomita insofferenza estetica verso gerarchie e conformismi, si muove in una Palermo minima, veramente popolare, ben lontana sia dalla condanna delle inchieste clamorose sia dall’esotismo da dépliant.

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Ferragosto in giallo, Palermo, Sellerio, 2013

Lontani dalle atmosfere alcoliche e un po’ deprimenti delle feste di fine anno, gli investigatori di casa Sellerio, professionisti o dilettanti che siano, a Ferragosto vanno (o non vanno?) in vacanza. Nel giorno che segna il culmine del caldo, il giorno d’estate per eccellenza, finalmente si rilassano. Ma è una illusione di breve durata, perché l’imprevisto è dietro l’angolo e non possono proprio fare a meno di occuparsi del caso che capita loro improvvisamente. In questa antologia di racconti gialli, gli investigatori degli autori presenti hanno poderose personalità, tanto da riempire ampiamente lo spazio dei loro casi, non meno di quanto lo facciano gli intrecci in cui capitano. Da questa osservazione nasce l’idea di misurarne, appunto, la personalità, impegnandoli alla prova di occasioni speciali, di feste comandate e di giornate in cui di solito tutti vorrebbero liberarsi dei ruoli ufficiali. Così, in questa collezione di racconti, gli investigatori della scuola poliziesca degli scrittori Sellerio cercano di trascorrere alla meglio il loro giorno di Ferragosto. Avventurandosi in indagini e inciampando in imbrogli che, oltre al mistero immancabile, tendono a mettere in risalto gli stili di vita e le concezioni del mondo. Gian Mauro Costa racconta il Ferragosto di Enzo Baiamonte in “Lupa di mare”.

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L'ultima scommessa, Palermo, Sellerio, 2014

Enzo Baiamonte, investigatore per caso del quartiere della Zisa di Palermo, ha fatto la sua scelta. Chiudere il laboratorio elettrotecnico che ormai non rende niente e dedicarsi professionalmente all’investigazione, anche perché il poliziotto cugino della sarta Rosa gli ha fatto ottenere il patentino. È morto con la gola tagliata un signor Vittorio Anselmo. Era il padre di una signora presso cui lavorava un’amica della aiutante di casa dell’investigatore. Suicidio, ha decretato la polizia. Ma la figlia non ci crede e, dopo qualche esitazione, Enzo si è fatto convincere. Sarà lui a condurre l’inchiesta alternativa. Il caso è molto grosso. Durante un sopralluogo nella casa del defunto, crede di aver trovato un segnale, scopre uno strano indizio. Una frase del tutto sibillina della vittima l’aiuta: «Per ora gioco coi diavoli». Quali diavoli? Forse i famosi diavoli della Zisa che cambiano numero ogni volta che vengono contati? Stavolta, i mezzi di Baiamonte sono decisamente al di sotto del caso criminale che affronta. Questo lo proietta nel giro pericoloso del gioco d’azzardo e lo pone di fronte a un doppio bluff con la morte. Dalla sua ha la fortuna, il naturale intuito, un pizzico di coraggio, soprattutto la capacità di ambientarsi nella fauna umana delle sue strade, di nuotare come un pesce, piccolo ma agile, nella sua acqua. Prototipo di un civismo, capace di riconoscere la comunità ma non uno Stato da sempre estraneo, l’elettrotecnico della Zisa batte il suo quartiere come se fosse una sterminata metropoli e altrettante facce e situazioni è capace di incrociare. Con tenace ingenuità, si avvicina al bandolo del delitto e all’identità più vera della sua città.

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Carnevale in giallo, Palermo, Sellerio, 2014

Tra rito di rigenerazione e desiderio di trasgressione il Carnevale è la festa che ogni anno sconvolge l’ordine delle cose, scompagina la gerarchia sociale, sospende ogni regola. Niente di più adatto perciò per la scena di un delitto: maschere dietro cui nascondersi, costumi per assumere un’altra identità sembrano, infatti, ingredienti perfetti per la scena di un «caso». Il buon Enzo Baiamonte dello scrittore Gian Mauro Costa conduce la sua inchiesta di periferia: il morto è dietro una maschera del Mastro di Campo, kermesse del borgo palermitano di Mezzojuso, nel racconto “Mastro di Campo”.

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La scuola in giallo, Palermo, Sellerio, 2014

L’autunno è scuola e quando le lezioni ricominciano basta sollevare un lembo del tessuto della normalità, per mezzo della finzione letteraria, per scoprire il mistero che nelle aule si nasconde. È quello che fanno gli autori di questi racconti gialli che amplificano appena appena in senso criminale quello che tutti i giorni vivono studenti e insegnanti. A rappresentarla in giallo la scuola appare un teatro naturale del realismo narrativo: lotta di classe, il disagio sociale, le offese del bigottismo e dell’ipocrisia. E insieme un luogo prediletto del romanticismo: amori disperati, ideali invincibili, vocazioni totali. Tra gli autori Gian Mauro Costa, in una Palermo odorosa e putrescente, inscena un racket di ladri di biciclette che racchiude come in un bocciolo un amore di adolescenti di un’epoca lontana in “Un colpo in canna”, con protagonista uno sbigottito Enzo Baiamonte.

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Il calcio in giallo, Palermo, Sellerio, 2016

Nel calcio sono le divisioni minori che conservano le più interessanti storie umane. Così i lampi criminali e rapidi intrecci polizieschi pubblicati in quest’antologia, con protagonisti alcuni dei più convincenti investigatori del nuovo giallo italiano, si svolgono tutti in quel mondo. Per scoprire che forse lì di sportivo non è rimasto più niente, tranne il ricordo di quando si giocava al campetto da bambini. Con questa, leggera, amarezza che diventa presto denuncia sociale e voglia di smascherare gli intrighi che soffocano lo sport più amato, i diversi detective si mettono alla prova, ciascuno con il carattere, con il metodo e le loro vite alle spalle, come li conoscono i lettori che li hanno seguiti nei romanzi maggiori. Gian Mauro Costa porta a investigare l’elettricista Enzo Baiamonte nei tinelli e nelle botteghe del suo quartiere popolare nel racconto “Il passo dell’anantra”.

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Un anno in giallo, Palermo, Sellerio, 2017

Un anno in giallo: dodici racconti inediti, uno per ognuno dei mesi dell’anno. Un libro che costituisce anche una sorta di bilancio e insieme una prospettiva di un nuovo modo di fare letteratura poliziesca. Un modo di narrare che mette al centro il protagonista, del quale si seguono, le stagioni della vita nel proprio ambiente, e che è fortemente orientato alla critica sociale e di costume. In questa raccolta esordisce Angela Mazzola, protagonista del racconto di Gian Mauro Costa, giovane poliziotta di Palermo, di origini modeste e riuscita a sottrarsi a un ambiente difficile; investiga dentro un mondo che non ama gli «sbirri» e che per molti versi era il suo, nel racconto “Il divo di Ballarò”.

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Stella o croce, Palermo, Sellerio, 2018

A Palermo, in una grande strada del centro, una signora gestisce una bottega di parruccaia. È una donna gentile, bravissima nella sua arte che le ha donato una notorietà cittadina, saldamente affermata in una clientela formata da artisti, donne sotto terapie invasive, travestiti. Ha spesso verso le sue clienti una tenerezza particolare che l’ha fatta considerare da alcune di loro quasi un angelo; nasconde alopecie con parrucche d’artista ma le sue cure sono talvolta un balsamo psicologico. Un giorno, questa signora senza un nemico al mondo, viene trovata uccisa, in modo feroce, nella sua bottega sulla via trafficata. La polizia avvia le indagini: i tanti clienti, possibili stranezze delle loro vite, il mondo del teatro, angoli oscuri nel lavoro... Ma la scarsezza dei risultati smorza l’ingegno investigativo. Per un caso, per una amicizia comune, se ne incuriosisce Angela Mazzola. È una ragazza di periferia. Fa la poliziotta. Semplice agente della Mobile, ma «già ne aveva fatta di strada dal suo quartiere di origine Borgo Nuovo». Da lì, figlia di un panettiere della zona, poteva uscire in molte maniere, ma improbabilmente come «sbirra». Bella, contenta di sé, solerte negli incarichi che le affidano (mediocri in effetti), non è un’inflessibile paladina della giustizia e nemmeno una palestrata supereroina: è solo assetata di tutto quello che la vita può avere in serbo per lei. È questo desiderio, questo istintivo entusiasmo, il motivo che la butta nel caso del «delitto della parruccaia». La sua è un’indagine privata, «approssimativa e clandestina», condotta nel tempo libero. Ma la colpisce una polvere d’indizi sfuggiti a inquirenti distratti. E sono segnali che la portano alla fine in un mondo dove gli interessi non dovrebbero entrare, e invece entrano e distruggono spietatamente. Gian Mauro Costa con “Stella o croce” ha costruito uno dei suoi tipici personaggi eroi di tutti i giorni, cui non si darebbe un soldo di credito ma poi si rivelano dotati di una loro intelligenza affilata da una vita difficile e da una grande umanità.

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