Tra scuola e famiglia

settembre 2018

In occasione della riapertura della scuole attesa per il 17 settembre, Bim quest’anno suggerisce alcune letture dedicate al rapporto scuola-famiglia, aggiornate alle più recenti problematiche e dinamiche sociali. I testi segnalati sollevano alcune questioni come l’utilizzo dei media attuali da parte dei bambini e dei ragazzi, le relazioni all’interno della classe, il ruolo e la considerazione della figura del maestro e dell’insegnante in seno alla società, il rapporto genitori-docenti al fine di individuare eventuali collaborazioni nel rispetto delle differenti funzioni e sfere d’intervento.

Il presente percorso di lettura attinge dal campo dell’educazione e della psicologia con una selezione di contributi tra i più recenti tra quelli posseduti dalla biblioteca. Come sempre il materiale segnalato è disponibile per il prestito esterno.

apri

}

Luca Bernardo e Francesca Maisano, L'età dei bulli: come aiutare i nostri figli, con Lucia Cordero, Milano, Sperling & Kupfer, 2018

Più del 50 per cento degli adolescenti ha subito comportamenti offensivi o violenti da parte dei coetanei, e il dato è ancora più allarmante fra le ragazze e i più giovani. Il bullismo esiste da sempre, ma solo ora è diventato dilagante, coinvolgendo persino i bambini, in ogni classe sociale. Le nuove tecnologie lo hanno reso ancora più preoccupante: online non ci sono filtri, un abuso - come i video e le foto intime pubblicate senza consenso - si diffonde ovunque. Se non si interviene per tempo, i ragazzi potrebbero sviluppare da adulti crisi di ansia, di autostima, depressione o comportamenti antisociali. Nel 2008 il professor Luca Bernardo ha fondato il primo Centro nazionale antibullismo, divenuto un punto di riferimento in tutta Italia nella prevenzione e nella lotta. Con l'aiuto di psicologi, come Francesca Maisano, ha messo a punto strategie per individuare i casi, combatterli tempestivamente, e restituire i ragazzi a una vita sana ed equilibrata. Intervenendo sia sulla vittima sia sul bullo perché sono entrambi espressioni, uguali ma opposte, di un profondo disagio affettivo e relazionale. In questo libro, attraverso i casi incontrati in dieci anni di attività, i due autori guidano genitori e insegnanti a cogliere i segnali impliciti dei ragazzi, comprendere le origini del fenomeno e spiegano passo a passo come intervenire. Perché, questo è il loro messaggio fondamentale, il bullismo è un problema, ma le soluzioni sono tante ed efficaci.

trovalo in biblioteca

apri

}

Matteo Bussola, Sono puri i loro sogni: lettera a noi genitori sulla scuola, Torino, Einaudi, 2017

Quando abbiamo smesso di fidarci degli insegnanti, e abbiamo iniziato a vivere al posto dei nostri figli? Essere genitori, a volte, significa fare un passo indietro. Matteo Bussola ha tre figlie, le accompagna a scuola, le segue nei compiti, parla con gli altri genitori e partecipa pure alle chat di classe su WhatsApp. Insomma, sulla scuola ha un osservatorio privilegiato. E quindi può testimoniare che, davanti a un brutto voto, spesso i genitori si sentono messi in discussione, e per tutta risposta negano l'autorità degli insegnanti. Cosí decide di scrivere a sé stesso, e agli altri genitori, per provare a riflettere sui sensi di colpa e le paure che si nascondono dietro la mancanza di fiducia nella scuola. Un libro di storie – le sue, ma anche quelle delle madri e dei padri che frequenta, di sua mamma ex insegnante, degli amici docenti – che parla del nostro tempo, e dei nostri figli. Di come spesso, senza accorgercene, ci sovrapponiamo a loro per evitare che inciampino. Ma non c'è crescita senza crisi, e solo facendoci da parte, pur pronti a raccoglierli se cadono, possiamo aiutarli a diventare adulti. Dal primo giorno di scuola, in cui mamme, papà, nonni e fratelli accompagnano in massa i bambini fino in classe scattando foto a raffica, neanche fossero a un concerto degli Stones, alle raccomandazioni per la mensa, ché la stagionatura del Parmigiano, si sa, dev'essere almeno 38 mesi; dai pidocchi, che ogni anno proliferano sulle teste degli alunni generando ansie e sospetti, al kit di sopravvivenza per la gita, che prevede praticamente tutto tranne un gps satellitare. Matteo Bussola fa un ritratto divertito e serissimo della scuola di oggi, confrontandola con quella di quand'era piccolo lui. E si domanda perché abbiamo smesso di considerarla un luogo in cui imparare il rispetto per noi stessi e per gli altri. Con il tono caldo e intimo che è ormai la sua inconfondibile cifra, lo sguardo attento a ogni storia che incontra, parte dalla sua esperienza per scrivere una lettera a tutti noi, arrivando al cuore della nostra paura. Quella di «lasciar andare i nostri figli nel mondo, permettere che compiano i loro passi senza di noi».

trovalo in biblioteca

apri

}

Maria Calabretta, Sempre connessi: per non perdere le tracce dei propri ragazzi tra facebook e social network. Una guida per genitori ed insegnanti, Milano, Angeli, 2013

Un tempo esisteva il "diario segreto", oggi c'è la tendenza a divulgare qualsiasi cosa su facebook - pensieri, desideri, rabbie, solitudini... sperando che qualcuno ascolti e risponda. Ma... Quanto può essere sincero o solido un legame virtuale rispetto a quello virtuale? Perché raccontare in rete ogni frammento della propria giornata, condividendo emozioni, nell'attesa che vengano commentate? L'impulso a controllare se gli "amici" hanno risposto sulla bacheca personale, denuncia un'ossessione collettiva oppure si tratta soltanto di un nuovo e sano modo di comunicare? La rete è una grande risorsa per condividere emozioni e opinioni, ma il suo uso illimitato rischia di sfociare in dipendenza e a dare luogo a forme di disagio che possono compromettere i rapporti umani e condurre ad una visione distorta della realtà. Genitori, educatori ed insegnanti osservano un po' increduli e un po' spaventati i giovani. Facebook li sta portando via... Ma dove? E come reagire? Come controllarli senza essere invadenti? Come e quando aiutarli? Un testo ricco di spunti, riflessioni e test per riflettere su come i ragazzi intendano e vivano i loro spazi ma anche per non sottovalutare i rischi che un'esposizione mediatica comporta quando si gioca con la propria identità.

trovalo in biblioteca

apri

}

Gianluca Daffi, Genitori in classe: come coinvolgere la famiglia nella scuola primaria, Molfetta, La meridiana, 2006

"Coinvolgere" è la parola d'ordine che impregna gran parte del dibattito scolastico degli ultimi anni. Eppure è difficile stabilire una reale collaborazione tra docenti e famiglie. Questo libro, un passo alla volta, suggerisce un percorso per generare un reale coinvolgimento della famiglia. Partendo da un'iniziale curiosità, con passaggi intermedi, si può attirare la preda (i genitori) nella tana del lupo (gli insegnanti), ma solo se la consapevolezza è chiara: in un'alleanza educativa armonica tra le figure adulte, i bambini possono crescere meglio.

trovalo in biblioteca

apri

}

Susanna Mantovani, Paolo Ferri (a cura di), Digital kids: come i bambini usano il computer e come potrebbero usarlo genitori e insegnanti, Milano, ETAS, 2008

Computer sì o computer no? Le nuove tecnologie sono dannose per i bambini? Devono essere introdotte e utilizzate già nella scuola dell'infanzia o è meglio aspettare? Possono influire sullo stile di apprendimento e sull'acquisizione delle conoscenze? E lo fanno in senso positivo o negativo? Si tratta di domande che oggi sono state superate dalla realtà. I computer e la rete ci sono ed è a partire da questo che deve muovere ogni ragionamento sull'utilizzo delle tecnologie dei bambini e con i bambini. Non ci si chiede certo se possa "far male" imparare a leggere troppo presto o apprendere precocemente una lingua straniera come l'inglese: si tratta ormai di dati acquisiti, ma è anche vero che le nuove tecnologie - e in particolare il computer e la rete - sono molto più pervasive di una lingua oggi dominante come l'inglese. Costituiscono la nuova struttura del mondo percepito, della quotidianità vissuta. Digital kids inizia da tale presupposto e si propone di indagare questa straordinaria novità a partire dal modo attraverso il quale i bambini si appropriano della tecnologia, per riflettere, osservare e ascoltare le loro esperienze, aiutandoli ad attrezzarsi per evitare il più possibile i rischi. L'intento è inoltre quello di fornire ai maestri e ai genitori elementi di conoscenza, percorsi formativi e buone pratiche che permettano loro di non parlare, quando educano, una lingua differente da quella dei "nativi digitali".

trovalo in biblioteca

apri

}

Antonia Fantini, (Anche) i genitori vanno a scuola: per-corsi da progettare, Saronno, Monti, 2005

Questo testo analizza le problematiche generali comuni ai genitori di figli adolescenti che frequentano la scuola dell'obbligo, allo scopo di aumentare il loro livello di consapevolezza, nonché di consentire una partecipazione più attiva alla vita scolastica.

trovalo in biblioteca

apri

}

Jessica Lahey, Lasciamoli sbagliare, Milano, Vallardi, 2017

Genitori: potreste giurare di non essere mai intervenuti per risparmiare ai vostri figli un fallimento? Vi è mai capitato di correre a scuola la mattina per consegnare un compito dimenticato? Avete mai contestato un insegnante «colpevole» di avere assegnato un brutto voto? La risposta è quasi sicuramente sì. Non perché siete cattivi genitori, ma perché l'amore per i figli, a volte, ci rende iperprotettivi. Ci crediamo genitori responsabili, ma in realtà togliamo ai nostri figli la preziosa opportunità di fallire, o quanto meno di provare a cavarsela da soli. Jessica Lahey, forte della propria esperienza di madre e insegnante, spiega come siamo passati dal parenting all'overparenting, e ci ricorda che i figli, per diventare adulti maturi, devono imparare a essere autonomi e che devono essere felici, non farci felici. Togliere ogni ostacolo dal cammino dei nostri ragazzi non rafforza la loro autostima ma la nostra, secondo la rassicurante e deleteria equazione «figlio di successo = genitore di successo». Un libro pratico per genitori e insegnanti, e per tutti coloro che vogliono che i ragazzi di oggi diventino, domani, adulti capaci di affrontare la vita e di trovare il proprio posto nel mondo.

trovalo in biblioteca

apri

}

Matteo Lancini, Abbiamo bisogno di genitori autorevoli: aiutare gli adolescenti a diventare adulti, Milano, Mondadori, 2017

L'adolescenza è un periodo di sconvolgimenti fisici e di profonde rivoluzioni psichiche (a partire dal bisogno di sviluppare la propria identità) che finisce per stravolgere gli equilibri di tutta la famiglia. Una trasformazione che implica la ridefinizione, talvolta traumatica, dei ruoli non solo del ragazzo, ma anche dei suoi genitori. Gli adolescenti di oggi sono nati e cresciuti in un ambiente molto differente da quello dei loro padri e delle loro madri. È mutato lo scenario sociale in cui viviamo, ma è cambiato anche lo scenario privato: dalla famiglia delle regole si è passati a quella che promuove la creatività e la capacità relazionale dei figli, favorendo talvolta in loro il narcisismo e un'intrinseca fragilità, pur sotto i modi apparentemente spavaldi, sprezzanti e spregiudicati, e innescando una crisi adolescenziale di difficile soluzione. Ecco allora che i genitori spesso tentano di stabilire un tardivo «governo del no», rieditando modelli educativi che non condividono veramente. Se le punizioni, le botte, perfino le urla sono state bandite dal «galateo educativo» della nuova famiglia, non ha senso imporre i famosi «no che aiutano a crescere» proprio in questa delicata fase della vita. I divieti degli adulti vengono infatti vissuti dagli adolescenti come gesti sadici, ispirati dalla volontà di negare lo sviluppo, l'affermazione di sé e la capacità di decidere in autonomia. Il percorso di crescita si carica allora di tensioni nei ragazzi e di senso di delusione e di impotenza nei genitori, preoccupati da alcuni comportamenti, apparentemente ingiustificati: dall'insuccesso scolastico alla chiusura in se stessi, dall'uso di sostanze ai disturbi alimentari, dall'isolamento fisico nella propria stanza, come nei sempre più diffusi casi di ritiro sociale, all'ossessivo utilizzo di internet, blog o social network, fino ai gesti autolesivi. Forte della sua lunga esperienza a contatto con i ragazzi, Matteo Lancini traccia un quadro dei problemi legati alle crisi adolescenziali e, grazie anche al racconto di casi esemplari, suggerisce a genitori, insegnanti e educatori come prestare ascolto alle esigenze e ai pensieri dei ragazzi senza pregiudizio, come favorire la loro autonomia e la loro responsabilità senza mai lasciarli soli davanti ai problemi, come intervenire in modo adeguato nelle situazioni più critiche. Perché se c'è qualcosa di cui gli adolescenti in crisi hanno davvero bisogno sono adulti autorevoli, insieme ai quali definire il loro progetto futuro.

trovalo in biblioteca

apri

}

Susanna Mantovani, Paolo Ferri (a cura di), Bambini e computer: alla scoperta delle nuove tecnologie a scuola e in famiglia, Milano, Etas, 2006

I nostri bambini sono immersi in un mondo pieno di nuove presenze e nuovi linguaggi, e il computer è divenuto parte integrante degli ambienti quotidiani e di apprendimento. Ma quali sono le idee dei bambini sul computer? In quali modi lo utilizzano e si mettono in relazione con le tecnologie digitali? Il volume nasce da un progetto volto a studiare il rapporto dei bambini con il computer in contesti scolastici e familiari e comprende i contributi di alcuni tra i maggiori studiosi italiani e stranieri sul tema delle nuove tecnologie e dell'infanzia.

trovalo in biblioteca

apri

}

Rocco Quaglia e Claudio Longobardi, Il colloquio didattico: comunicazione e relazione efficace con le famiglie degli alunni, Trento, Erickson, 2011

Il colloquio con i genitori è parte integrante della professione dell'insegnante; non si tratta solamente di una conversazione sul rendimento scolastico degli allievi, bensì di una preziosa possibilità di avere accesso a una visione più completa dello studente, che permette all'insegnante di elaborare una valutazione più ragionata e consapevole. Il libro esamina nel dettaglio tutti gli aspetti del colloquio didattico - le caratteristiche, gli interlocutori, gli aspetti distintivi, le fasi dello svolgimento - suggerendo a insegnanti, educatori e psicologi il modo migliore per condurre questi incontri.

trovalo in biblioteca

apri

}

Manuela Rosci, Scuola: istruzioni per l'uso: risolvere e affrontare con serenità i piccoli problemi di ogni giorno, Firenze, Milano, Giunti Demetra, 2010

Dedicata a genitori e figli, una guida ai problemi che possono insorgere nella scuola di oggi. Punti di riflessione per fare chiarezza sul rapporto genitori docenti e suggerimenti e indicazioni per evitare errori banali o sostanziali e cercare soluzioni per collaborazioni durature, nel reciproco rispetto e nella differenziazione delle competenze, complementari e diverse.

trovalo in biblioteca

apri

}

Marco Sanavio e Luce Maria Busetto, Generazioni digitali: consigli per genitori e formatori, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2017

Il fenomeno del cyberbullismo è in costante aumento, ma la causa di questo tipo di azioni scorrette e nocive va spesso ricercata all'esterno del cyberspazio, attraverso un paziente lavoro di ascolto del singolo e di attenzione all'ambiente circostante. Adolescenti digitali non si limita a fornire una semplice casistica o delle regolette buone per ogni occasione, ma traccia invece un percorso che offre al formatore o al genitore una griglia per modulare in maniera più consapevole i propri interventi formativi. Tale percorso si snoda attraverso quattro fasi: ascolto, simbolizzazione, riappropriazione e fase autonormante. L'obiettivo è fornire a genitori e formatori gli strumenti adatti a intervenire in prima persona, senza - ove possibile - l'aiuto di figure esterne, e permettere loro di condurre i ragazzi a individuare autonomamente delle strategie d'uscita.

trovalo in biblioteca

apri

}

Maria Teresa Serafini, Perché devo dare ragione agli insegnanti di mio figlio, Milano, La nave di Teseo, 2018

Negli ultimi anni si percepisce un disagio, una tensione nei rapporti tra la scuola e la famiglia. In passato i genitori affidavano i figli ai loro insegnanti con fiducia, perché "l'insegnante ha sempre ragione": non c'era discussione, in caso di divergenze non c'erano dubbi su chi dovesse guidare le scelte e i comportamenti dei ragazzi. Ora sembra essere girato il vento: l'insegnante ha perso molte certezze, la sua carriera è spesso una corsa a ostacoli e, in mancanza di stima per il ruolo, cala la fiducia e si misurano e valutano tutti i suoi comportamenti. Tra famiglia e scuola ci sono così continui conflitti, riportati dalle cronache dei giornali. Questo libro è dedicato al rapporto tra genitori e insegnanti: di fronte al disordine della scuola e alla confusione dei valori della nostra società, le due parti devono imparare a collaborare e a interrogarsi sui temi che davvero riguardano il futuro dei ragazzi. Il successo personale è ciò che conta più di tutto? I giovani devono essere guidati passo passo o vanno anche lasciati liberi di sbagliare? Far fatica a scuola è davvero inutile oppure è un modo per imparare a gestire i problemi che si incontreranno nella vita? Occorre soprattutto tornare a credere che "l'insegnante ha sempre ragione": magari quasi sempre, ma quando un insegnante sente il consenso della famiglia può svolgere in modo più autorevole il suo ruolo all'interno della classe, ottenendo così migliori risultati. Attraverso test di autovalutazione, storie vere, illustrazioni e analisi, questo libro dà ai genitori tanti motivi per tornare a credere negli insegnanti, e ai docenti qualche spunto di riflessione su come impostare i rapporti con le famiglie, ed è uno strumento per crescere tutti: genitori, insegnanti e studenti.

trovalo in biblioteca

apri

}

Giacomo Stella, Marina Zoppello, Nessuno è somaro: storie di scolari, genitori e insegnanti, Bologna, Il mulino, 2018

Anche se per parlare di loro si fa ricorso a tante sigle (a indicare dislessia, discalculia, disturbo di attenzione), i ragazzi con disturbi di apprendimento sono considerati nel giudizio comune dei «somari», cioè - stando al dizionario - alunni «di scarsa intelligenza e capacità che non traggono profitto dagli studi». Una visione ottusa e improduttiva. Il libro parte da storie toccanti, vissute e raccontate da mamme, padri, nonni, oppure dagli stessi studenti diventati adulti, o ancora dagli insegnanti che non hanno allontanato il problema, ma lo hanno affrontato seriamente. Su questo terreno, fatto di esperienze di disagio, di incomprensioni, ma anche di vicende a lieto fine, gli autori hanno fondato il loro progetto appassionante e coraggioso: pensare la scuola come un luogo in cui nessuno resti indietro, una istituzione rinnovata che, grazie a più aggiornati e flessibili modelli didattici e pedagogici, faccia crescere davvero tutti, diventando anzi il posto migliore in cui crescere.

trovalo in biblioteca