1968 – 2018. Cosa rimane del ’68 cinquant’anni dopo

ottobre 2018

Il Sessantotto è stato quel fenomeno socio-culturale che coinvolse, in quasi tutti i Paesi del mondo, grandi movimenti di massa socialmente eterogenei (operai, studenti, e gruppi etnici minoritari) che si unirono quasi spontaneamente, per contestare contro i pregiudizi socio-politici dell’epoca. Il movimento nacque originariamente a metà degli anni Sessanta negli Stati Uniti e raggiunse la sua massima espansione nel 1968 in Europa occidentale, col suo apice nel Maggio francese.

“Lo svolgersi di questi eventi, in un tempo relativamente ristretto, contribuì a identificare il movimento col nome dell'anno in cui essi si manifestarono in modo più attivo: il Sessantotto.

Quello che resta dopo cinquant’anni ? Il '68 ha reso possibile il femminismo, una rivoluzione che non è ancora finita. Le ragazze sono uscite di casa e hanno visto e vissuto sulla loro pelle che la discriminazione continuava. Tra le cose positive lo svecchiamento dei costumi del nostro Paese, il divorzio, l'aborto, lo stato di famiglia che è cambiato. Adesso però viviamo nella società dell'individualismo. Allora ci si incontrava per immaginare un mondo migliore, fiduciosi che le cose potessero cambiare. La tecnologia si muove molto velocemente ma manca il confronto tra gli opposti. Per i ragazzi di oggi la vita è diventata dura e hanno meno occasioni di quante ne avevano i sessantottini e hanno avuto in sorte genitori a cui è difficile ribellarsi: hanno passato decenni a discutere, è difficile metterli in scacco" (tratto da 31 gennaio 2018,Lidia Ravera, http://ansa.it).

Nel percorso di lettura preparato per ricordare il fenomeno 68, la Biblioteca comunale di Imola ha suddiviso i titoli selezionati in tre parti. La prima riguarda prevalentemente le caratteristiche generali del periodo a livello globale. Segue una seconda parte dedicata agli aspetti socio culturali in Italia e a livello mondiale (Controcultura, Donne, Giovani). La terza parte individua alcuni romanzi pubblicati dalla fine degli anni Sessanta e che rappresentano o narrano il fenomeno Sessantotto, raccontato di chi l’ha vissuto o da chi se l’è fatto raccontare.

Il percorso di lettura affianca la presentazione della tesi di laurea di Filippo Servadei, Imola dal ’68 al ’77. Movimenti e gruppi extraparlamentari di sinistra, che avrà luogo in Bim il 23 ottobre 2018, ore 20,30. L’autore ne parlerà con Massimo Ortalli, del Circolo studi sociali Errico Malatesta, dell’Archivio della Federazione Anarchica Italiana.


1968. In generale

ottobre 1968

I titoli sono in ordine temporale.

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Lucio Libertini, La generazione del '68, Roma, Editori riuniti, 1979

Un’ondata critica, che proviene dai luoghi più disparati, investe in questa fase l'esperienza di contestazione e di lotta che si usa chiamare il «sessantotto»; e cioè quel complesso movimento che tra il 1968 e il 1972 ma con radici profonde negli anni precedenti e con conseguenze molteplici negli anni successivi coinvolse operai e studenti e sembrò scuotere nel profondo la società italiana, partendo dalla scuola e dalla fabbrica, alimentandosi via via con le notizie e le suggestioni che venivano dalle esperienze vicine di altri paesi, dagli Stati Uniti alla Francia, alla Germania.

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Mario Capanna, Formidabili quegli anni, Milano, Rizzoli, 1988

"Con il '68 il mondo è andato avanti nella conquista dei diritti civili: perciò è utile riscoprirne i valori alle soglie del terzo millennio." Questa è l'opinione di Mario Capanna, leader del Movimento studentesco di allora, impegnato in prima persona in una delle grandi battaglie d’idee dell'Italia del dopoguerra. L'autore propone la storia di chi ha vissuto in prima persona quegli avvenimenti, occupazioni, manifestazioni di piazza, per capire il nuovo di oggi. Prefazione di Camilla Cederna. (Ibs)

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Aldo Cazzullo, I ragazzi che volevano fare la rivoluzione: 1968-1978. Storia di Lotta continua, Milano, Mondadori, 1998

Attraverso giornali, volantini, documenti interni al movimento, rapporti di polizia e sessanta testimonianze inedite, l’autore ricostruisce la storia del gruppo della nuova sinistra italiana, dalla scintilla del ’68 alla condanna del delitto Moro fino al congresso di auto scioglimento di Rimini del ’76. “I ragazzi che volevano fare la rivoluzione” è anche il racconto della formazione di giornalisti, scrittori e intellettuali usciti dall’esperienza di “Lotta continua”, della infelice fine di Mauro Rostagno e ALEX Laner, delle illusioni svanite nel terrorismo o nella droga, o dell’avventura di una generazione che ha affidato la vita e la ricerca della felicità alla politica. (Mondadori)

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Erri De Luca e Angelo Bolaffi, Come noi coi fantasmi lettere sull'anno sessantottesimo del secolo tra due che erano giovani in tempo, Milano, Bompiani, 1998

“Oggi i ragazzi guardano a noi di allora, ai loro coetanei di trent’anni fa, a quelle storie come noi facevamo coi fantasmi”. Erri e Angelo ricordano i comuni anni di militanza a “Lotta Continua” e le idee e le difficoltà che li hanno portati poi a intraprendere percorsi diversi: due successivi modi di essere, pur scaturiti da una stessa radice.

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Marcello Flores e Alberto De Bernardi, Il Sessantotto, Bologna, Il mulino, 1998

Il 1968 è l'anno più esplosivo del dopoguerra: in tutto il mondo i giovani si rivoltano contro le istituzioni, a partire dalle università. Una generazione irrompe nella storia mentre la guerra del Vietnam giunge a un punto di svolta, i carri armati sovietici soffocano la Primavera di Praga, e negli Stati Uniti cadono assassinati Martin Luther King e Robert Kennedy. Cos'è stato davvero "il Sessantotto", dove è iniziato, perché è scoppiato, quali caratteri ha avuto? Questo libro cerca di rispondere agli interrogativi che ancora si raccolgono attorno a quell'anno, analizzandone il contesto storico, percorrendone gli avvenimenti, valutando le interpretazioni che se ne sono date. (Il Mulino)

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Lavabre e H. Rey, Il '68, una generazione in rivolta, M. C. Firenze, Giunti, 1998

Berkeley, Berlino, Nanterre, Tokyo, Londra, Milano… Iniziata nei campus universitari americani con il movimento contro la segregazione razziale e la guerra del Vietnam, l’agitazione studentesca esplode in Europa e in Giappone e si trasforma in una protesta contro l’ordine sociale, la guerra, la famiglia, i valori della società borghese. Spontanea, gioiosa, libertaria e creativa ma anche violenta, rivendica “l’immaginazione al potere” e consacra la nascita di una controcultura. Tuttavia, né negli Stati Uniti, né in Germania Ovest, in Giappone e in Italia, le mobilitazioni studentesche riusciranno a travolgere il potere statale. Solo in Francia, la protesta universitaria si trasforma in una crisi politica che, un anno dopo, conduce alle dimissioni del generale De Gaulle.

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Peppino Ortoleva, I movimenti del '68 in Europa e in America, Roma, Editori riuniti, 1998

Quando questo saggio fu pubblicato per la prima volta nel 1988, fu accolto come una delle interpretazioni più ricche e comprensive del ’68 internazionale. In questa edizione l’autore ricostruisce tratti comuni della protesta studentesca a livello mondiale, riflettendo sulla natura planetaria del movimento ma anche sulle sue varianti nazionali e locali, sul suo rapporto con i media e con le istituzioni, sui suoi miti, sugli esiti politici e compartimentali, su una cultura che utilizzava gli apporti più diversi, dai classici del marxismo alla musica pop. (Editori riuniti)

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Mark Kurlansky, 1968: l'anno che ha fatto saltare il mondo, Milano, Mondadori, 2004

Il 1968 ha rappresentato per la storia del mondo un punto di non ritorno. E' stato l'anno della Primavera di Praga, delle rivolte studentesche di Parigi e Roma, della dura opposizione alla guerra in Vietnam, dell'omicidio di Martin Luther King. E ancora, è stato l'anno in cui ha avuto inizio l'irreversibile declino dell'Unione Sovietica; in cui è nato il movimento femminista; in cui il conflitto fra la generazione dei padri, nati prima della guerra, e quella dei figli, nati alla fine degli anni Quaranta, non è mai stato così profondo. Questo libro è una storia mondiale del '68 in cui l'autore si sposta da un paese all'altro, da una rivolta all'altra, descrivendo il primo movimento collettivo globale in cui si riconobbe un'intera generazione.

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Paul Berman, Sessantotto: la generazione delle due utopie, Torino, Einaudi, 2006

Quella del 1968 fu una storia di creatività e di ribellione ma soprattutto una grande storia di libertà, i cui semi sarebbero germogliati per tutti i decenni successivi. In questo libro Paul Berman conduce il lettore in uno straordinario viaggio d’idee da Washington a Roma, da Praga a Parigi, dagli anni Sessanta all'inizio di questo nuovo secolo. E muovendosi tra le “Pantere Nere” e i “Quaderni Rossi”, tra Frank Zappa e Václav Havel, restituisce le atmosfere di una stagione irripetibile e i molti fili che ancora la legano al nostro presente. (Einaudi)

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Elfo, Tutta colpa del '68: cronache degli anni ribelli, Milano, Garzanti, 2008

Raccontato in 140 tavole la storia, da uno che nel Sessantotto era un ragazzo, di un anno indimenticabile per chi l’ha vissuto e che continua a incuriosire e far discutere. “Tutta colpa del ‘68” parla delle occupazioni nelle università, dell’esplosione del rock, degli scontri con la polizia, della liberazione sessuale, della strage di piazza Fontana, dell’amore per la libertà… Immagini e parole restituiscono il sentimento di una stagione che ha cambiato nel profondo: di fronte a queste tavole emozionanti i più giovani capiranno che cosa significa dire «Ho fatto il ’68». (Garzanti)

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Enciclopedia del '68, a cura di Marco Bascetta e altri, Roma, Manifestolibri, 2008

Pubblicato a quarant’anni di distanza, in 491 voci, questo dizionario restituisce l’immagine dei movimenti del ’68 come una straordinaria rete, con la sua diffusione, la stretta interconnessione di quell’insieme di eventi, d’idee, di comportamenti collettivi e individuali che hanno cambiato in profondità il mondo in cui viviamo.

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Diego Giachetti, Un Sessantotto e tre conflitti: generazione, genere, classe, Pisa, BFS, 2008

Nelle società industriali degli anni Sessanta e Settanta del Novecento si verificarono in contemporanea tre tipologie di conflitto: generazionale, di genere e di classe. Protagonisti di questi conflitti furono i giovani. La ribellione giovanile fu inizialmente una rivolta individuale nei confronti dell'autorità familiare e di una società avvertita come opprimente e in seguito, unitamente alla ripresa della lotta operaia e alle rivendicazioni del neofemminismo, si costruirono in generazione politica. Una nuova generazione sviluppò quindi la consapevolezza che non era sufficiente sostituire gli adulti nella direzione della società ma che occorreva ristrutturare i ruoli e la posizione delle classi per trasformarla in modo radicale e collettivo. (Ibs)

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'68, un anno di confine. I fotografi italiani raccontano, a cura di Uliano Lucas, Milano, Rizzoli, 2008

In questo volume a cura di Uliano Lucas il '68 nelle fotografie di: Paola Agosti, Valentino Bassanini, Sandro Becchetti, Gianni Berengo Gardin, Giorgio Bergami, Maurizio Bizziccari, Giovanna Borgese, Gianni Capaldi, Riccardo Carbone, Lisetta Carmi, Mimmo Carulli, Carla Cerati, Cesare Colombo, Giuseppe Colombo, Tonino Conti, Luciano D'Alessandro, ecc.

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Oriana Fallaci, 1968: dal Vietnam al Messico: diario di un anno cruciale, Milano, Rizzoli, 2017

Ecco il 1968 di Oriana Fallaci, un momento cruciale della sua carriera in cui, secondo un ritratto che le dedicò “Time” consacrandola “la più importante giornalista italiana, e in seguito anche in molti altri Paesi”. All’inizio della guerra in Vietnam, Oriana, racconta in presa diretta di un piccolo popolo contro la superpotenza USA. Più tardi, nell’America delle lotte razziali e per i diritti civili, traccia i ritratti dei protagonisti dell’epoca, da Bob Kennedy a Martin Luther King, fino a Nixon. Quindi, instancabile, racconta la Cina maoista, le filosofie orientali, i santoni indiani, la miseria in Perù. Fino ad arrivare in Messico, prima delle Olimpiadi, dove rimane ferita nel corso di una protesta studentesca… (Ibs)

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Guido Crainz, Il sessantotto sequestrato: Cecoslovacchia, Polonia, Jugoslavia e dintorni, Roma, Donzelli, 2018

A distanza di cinquant’anni dal manifestarsi dei movimenti di contestazione del ’68 in tante parti del Vecchio continente, si inizia forse a comprendere, che per la sua storia successiva sono rilevanti soprattutto i rivolgimenti, i traumi e i processi che segnarono la Cecoslovacchia, la Polonia e altre aree dell’Europa «sequestrata» dall’impero sovietico. I processi che attraversarono allora quest’area furono solo apparentemente stroncati a Praga dai carri armati del Patto di Varsavia e in Polonia da una brutale offensiva di regime, provocando l’esodo di una ricca comunità intellettuale e di una parte significativa degli ebrei rimasti nel paese dopo la Shoah. Eppure, in quel fatidico ’68, i giovani, gli intellettuali e i rinnovatori di quei paesi, i sostenitori di un «socialismo dal volto umano», non trovarono nei movimenti studenteschi dell’Occidente quel solidale sostegno che sarebbe stato necessario. Né lo ebbero dai partiti comunisti europei. Perché? (Donzelli)

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Jacopo Fo e Sergio Parini, C'era una volta la rivoluzione, Milano, Chiarelettere, 2018

"Perché milioni di giovani perbene si trasformarono in un'orda di assatanati dediti a sesso, droga e rock & roll? Cosa li spinse a costruire barricate, viaggiare in autostop e danzare nudi? Poligamia, marijuana, femminismo; magia, yoga, ideologie totalitarie contaminarono i loro cervelli. Erano disperati? Erano peccatori? Erano figli di papà debosciati? Finalmente tutta la verità senza pellicce sulla lingua." (Jacopo Fo, Sergio Parini)

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Sessantotto: passato e presente dell'anno ribelle, a cura di Donatella Della Porta, Milano, Feltrinelli, 2018

A partire dal 1968, ogni anniversario ha prodotto idee, visioni e opinioni su quello che è stato definito un "anno magico". E così il racconto e il ricordo del '68 hanno sviluppato una vita propria, che di volta in volta si è adattata alle esigenze del periodo storico nel quale era evocata. Da allora il mondo è cambiato. Di quelle vicende che cosa si ricorda? Ma soprattutto, che cosa si è rimosso? Per la prima volta intellettuali e politici, da Colin Crouch a Bernie Sanders e a Pablo Iglesias, dialogano sulla debolezza globale della sinistra, sulla base sociale necessaria a costruire un discorso politico inclusivo e sulla ricerca necessaria di identità collettive. (Ibs)

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1968. Aspetti socio-culturali

ottobre 2018

I titoli sono in ordine temporale.

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Hannah Arendt, Sulla violenza, Milano, A. Mondadori, 1971

La violenza ha sempre svolto un ruolo importante negli affari umani. In questo breve saggio la Arendt dà ragione della sua affermazione ripercorrendo i fatti della nostra storia recente: dal Black Power americano alle manifestazioni studentesche degli anni Sessanta. Il rapporto fra violenza, potere, forza e autorità; i limiti della violenza; la differenza tra violenza collettiva e individuale; le sue cause e le sue origini. Questi sono solo alcuni degli argomenti trattati. Una radiografia del fenomeno in tutte le sue espressioni, variazioni e implicazioni, alla quale non mancano il tono di una passione politica e morale. (Ibs)

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Giovanni Berlinguer, Dieci anni dopo: cronache culturali, 1968-1978, Bari, De Donato, 1978

Serie di saggi e articoli prodotti da Giovanni Berlinguer nel corso degli anni della Contestazione studentesca e operaia. Il testo prevede una lunga introduzione dello stesso Berlinguer che a distanza di 10 anni dall'evento presenta le sensazioni e i fatti principali che hanno caratterizzato il Sessantotto italiano.

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Alfredo Gigliobianco e Michele Salvati, Il maggio francese e l'autunno caldo italiano: la risposta di due borghesie, Bologna, Il Mulino, 1980

Fra il 1968 e il 1969 la Francia e l’Italia furono scosse da ondate di protesta sociale senza precedenti in questo dopoguerra. Le classi dirigenti dei due paesi reagirono in modo profondamente diverso e molto diverso fu il successivo evolversi della situazione economica. Come mai? I due saggi contenuti nel presente volume cercano di rispondere a questa domanda. Per rispondere si è esaminata accuratamente la politica economica perseguita nei due paesi; ma la risposta sta largamente fuori dall’economia…

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Pier Paolo Pasolini, Il caos, Roma, L'unità, Editori riuniti, 1991

Nell’agosto del cruciale e traumatico 1968, Pier Paolo Pasolini inaugura una rubrica sul settimanale «Tempo» e la intitola “Il caos”: è l’anno delle contestazioni, delle proteste studentesche, della lotta per i diritti civili. Sullo sfondo di un Paese che sta rapidamente cambiando, Pasolini interviene con forza polemica sui temi dominanti di quei giorni, dando inizio a riflessioni, qui riunite per la prima volta in volume, che risulteranno fondamentali per la sua stagione corsara. Dal 16 agosto 1968 al 24 gennaio 1970, “Il caos” affronta così l’attualità politica e le novità culturali, la cronaca pubblica e la vita privata dell’autore. Rileggerlo a quarant’anni dalla sua morte si comprendere fino in fondo un periodo decisivo della nostra storia.

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L'altra America negli anni Sessanta, a cura di Fernanda Pivano, Milano, Arcana, 1993

Antologia in due volumi di opere d’autori statunitensi che contiene esperienze culturali o politiche degli anni Sessanta attraverso documenti non soltanto giornalistici o saggistici ma anche poetici e autobiografici arricchiti da immagini fotografiche e da testi di canzoni. Sono disposti non secondo i generi ma secondo i processi di pensiero e di comportamento che li hanno suscitati.

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Beat generation, a cura di Franco Minganti, Cesena, Comune, 1994

La Beat generation nasce da un gruppo di scrittori americani e viene alla ribalta nel 1950, così come i fenomeni culturali da esso ispirati. Gli elementi centrali della cultura "Beat" sono il rifiuto di norme imposte, le innovazioni nello stile, la sperimentazione delle droghe, la sessualità alternativa, l'interesse per la religione orientale, un rifiuto del materialismo, e rappresentazioni esplicite e crude della condizione umana. Della Beat Generation fanno parte inoltre i movimenti culturali del maggio 1968: l'opposizione alla guerra del Vietnam, gli Hippy di Berkeley e Woodstock. Tra gli autori di riferimento: Jack Kerouac, Lucien Carr, Allen Ginsberg, William Burroughs, Gregory Corso, Neal Cassady, Gary Snyder, Lawrence Ferlinghetti, Norman Mailer.

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Roberto Beretta, Il lungo autunno: controstoria del Sessantotto cattolico, Milano, Rizzoli, 1998

Questo libro porta alla luce un aspetto trascurato nella letteratura della contestazione del Sessantotto: il ruolo di primo piano in essa sostenuto dai cattolici. Integrando i testimoni e le fonti dell’epoca, Roberto Berretta ricostruisce una stagione che ha inciso profondamente nella storia del cattolicesimo, italiano e non solo, tentando di rispondere a domande ancora attuali. (Rizzoli)

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Antonio Longo e Giommaria Monti, Dizionario del '68: i luoghi, i fatti, i protagonisti, le parole e le idee, Roma, Editori riuniti, 1998

Questo dizionario si propone di offrire un mosaico complessivo di un’epoca contraddittoria e affascinante. Organizzato in quattro sezioni e fondato su un’ampia e rigorosa documentazione, il libro non si limita a presentare gli eventi e i protagonisti della contestazione ma ne ricostruisce lo sfondo e la cultura attraverso voci dedicate alla musica, al cinema, agli slogan, ai simboli che segnarono quella generazione.

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Riccardo Bertoncelli e Franco Zanetti, Avant pop '68, canzoni indimenticabili di un anno che non è mai finito, Franco Zanetti, Milano, BUR, 2008

Dal punto di vista della musica il Sessantotto non è un anno di contestazione e di protesta. Non sulla scena internazionale, dove il rock ha superato la fase psichedelica-hippy, dove il pop sta scoprendo le sonorità orchestrale e dove i cantautori prediligono tematiche intimistiche. Tanto meno sulla scena italiana, dove le classifiche furono dominate dalla musica leggera e dove i dischi impegnati difficilmente ottennero risultati di vendita significativi. “Avant Pop ‘68” compie un’esplorazione musicale di quell’anno dove gli autori raccontano la storia dei dischi pubblicati in quei dodici mesi. Al libro è allegato un cd contenente dieci esempi dell’altra canzone di quel periodo, quella dei cortei, delle manifestazioni, della ribellione giovanile.

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Franco Piperno, 68. L’anno che ritorna, Milano, Rizzoli, 2008

Roma, 1 marzo 1968: a Valle Giulia la polizia carica gli studenti che occupano la facoltà di Architettura. È questa l'icona del '68 italiano. A quarant'anni da quegli avvenimenti, Franco Piperno fa un bilancio politico, culturale e sociale di una stagione vissuta da protagonista,prima all'interno del movimento studentesco, poi come leader fondatore di “Potere Operaio”, insieme a Toni Negri e Oreste Scalzone. In queste pagine si ritrova la genesi dei comitati studenteschi che hanno dato vita al movimento, i testi di Marx e le suggestioni della Scuola di Francoforte, le ballate di Fabrizio De Andre e Bob Dylan, le parole di don Milani e quelle altrettanto sofferte di Celine, l'eco dei dibattiti e degli scontri di piazza.

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Marcello Veneziani, Rovesciare il 68: pensieri contromano su quarant'anni di conformismo di massa, Milano, Mondadori, 2008

Quarant'anni dopo al ‘68, nel 2008, i sessantottini cominciano a farsi sessantottenni, ed è forse giunto il momento di fare i conti con la loro opera e la loro eredità. Questo viaggio nella "piccola preistoria" degli attuali pregiudizi è compiuto con spirito omeopatico: un veloce insieme di schizzi e frammenti, di flash e immagini, foto di gruppo e istantanee di pensiero. Uno zapping lampeggiante animato da un triplice progetto: descrivere in breve cosa fu il '68, narrare cosa resta e quali sono le sue rovine oggi ingombranti e, infine, capovolgere il '68 attraverso l'uso creativo e trasgressivo della tradizione.

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Riccardo Bertoncelli, 1968, soul e rivoluzione, Firenze, Milano, Giunti, 2018

Questo libro parla della musica (delle musiche) del 1968 vero, cronologico, così diverso dal Sessantotto mitico che nel corso del tempo è stato riempito di storie, favole, luoghi comuni di ogni epoca e fatta. Un anno che oggi appare come un groviglio complicato e anche discutibile, un anno incerto, sospeso, un tempo di transizione, tra la bellezza pura del '65-'67, il Big Bang e le avvincenti dolorose contraddizioni che seguiranno.

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Toni Capuozzo, Andare per i luoghi del '68, Bologna, Il mulino, 2018

Il ’68 è stato anche luoghi, alcuni mitizzati: la Trieste di Basaglia, Venezia e Porto Marghera, Trento e Sociologia, Milano e la Zanzara, Firenze, con l’Isolotto e Barbiana, Torino e la Fiat, Pisa e la Normale, Roma e Valle Giulia, la Sicilia di Mauro Rostagno e di Danilo Dolci. Questa guida conduce come un pellegrinaggio questi luoghi.(Il Mulino)

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Donne nel Sessantotto, Paola Cioni e altri, Bologna, Il mulino, 2018

Il libro tratteggia sedici ritratti biografici di donne che hanno partecipato, anche senza essere militanti, a quel grande passaggio d’epoca che va sotto il nome di Sessantotto. Così Franca Viola che si ribellò agli arcaici costumi siciliani e rifiutò il matrimonio riparatore, così Mara Cagol che pagò con la vita la scelta del terrorismo brigatista. Due ribellioni diverse, una pacifica e una violenta, emblematiche di quegli anni. E in mezzo ci sono le altre, Amelia Rosselli, Carla Accardi, Patty Pravo, Giovanna Marini, Perla Peragallo, Krizia, Emma Bonino, Rossana Rossanda, Carla Lonzi, Letizia Battaglia, Annabella Miscuglio, Mira Furlani, Elena Gianini Belotti, Tina Lagostena Bassi. (Il Mulino)

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Paolo Pombeni, Che cosa resta del sessantotto, Bologna, Il mulino, 2018

Il sistema scolastico, il lavoro, la cultura capitalista, la Chiesa, il ruolo della donna, la politica: come movimento di massa il Sessantotto intercettò i problemi innescati da un mondo che stava cambiando, e con la sua forte carica contestataria mise in discussione ogni singolo ambito della vita sociale. Se le risposte che diede furono spesso velleitarie o sbagliate, esso tuttavia registrò e accompagnò quella transizione di civiltà di dimensioni epocali che si sarebbe manifestata appieno più tardi e che oggi ci sfida prepotentemente. (Il Mulino)

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Il 68 delle donne, a cura di Norma Rangeri, Roma, Il manifesto, 2018

Un fascicolo speciale de’ “Il manifesto” di 48 pagine, pubblicato il primo Aprile 2018, raccoglie le storie e le testimonianze di donne che nel 1968 e negli anni Settanta hanno incontrato la politica e il femminismo. Vicende tra le tre storiche battaglie del divorzio, dell’aborto e della violenza sessuale.

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1968. Romanzi

ottobre 2018

I titoli sono in ordine alfabetico.

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Bruno Arpaia, Il passato davanti a noi, Parma, Guanda, 2006

In un paese alla periferia di Napoli, negli anni '70, un gruppo di ragazzi vive l'ultima grande stagione degli ideali e delle lotte politiche, fa i conti con una realtà difficile, minacciata dalla criminalità organizzata, e nel frattempo affronta il suo particolare percorso di formazione, che passa attraverso gli amori, le tensioni familiari, le vacanze vissute all'avventura e termina con il fallimento degli stessi ideali da cui aveva preso le mosse. Le scelte dei protagonisti sono state, a partire da quel punto, le più diverse: e adesso c'è chi vive una vita del tutto normale, con moglie e figli, e chi invece si trova a fare i conti con il proprio passato di militanza armata. (Guanda)

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Howard Baker, Noi siamo i Mods! Romanzo di scooters e rabbia giovanile, Arcanafiction, 2001

Inghilterra, metà anni Sessanta, quando davvero il concetto di gioventù si colora di tinte selvagge... Arrivano i Mods: sfidando apertamente le regole della società, vestono colori sgargianti e ascoltano la musica dei neri nei club di Soho e nelle cantine di Brixton. Il libro descrive l'indomabile spirito Mod in un grande affresco generazionale a cavallo di una Lambretta, tra amore, rabbia, violenza e battaglie con i 'rockers', gli acerrimi nemici sottoculturali.

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Nanni Balestrini, Vogliamo tutto, Milano, Feltrinelli, 1973

Pubblicato nel 1971 e fortemente ispirato ai fatti del cosiddetto "Autunno caldo" di due anni prima, "Vogliamo tutto" è un romanzo insieme cronachistico ed esistenziale. Il protagonista, "l'operaio-massa" nella definizione stessa del suo autore, è un uomo del Meridione che si trasferisce, come tantissimi in quegli anni, al Nord in cerca di lavoro e, dopo varie vicissitudini, viene assunto alla Fiat, una sorta di Terra promessa della classe operaia. Si renderà conto, tuttavia, che la realtà è ben diversa e parteciperà alle lotte operaie formandosi una coscienza politica più consapevole e precisa. Romanzo sperimentale, che per quanto legato a un determinato periodo storico non risulta "invecchiato", "Vogliamo tutto" rimane a tutt'oggi un testo letterario è riuscito a dare voce alle istanze del Sessantotto e dintorni. (Ibs)

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Antonia S. Byatt, Una donna che fischia, Torino, Einaudi, 2005

Alla fine degli anni Sessanta, Londra e l'Inghilterra vivono un periodo di grandissimo fermento. Frederica Potter è diventata conduttrice di un programma televisivo che si chiama “Attraverso lo specchio”. Nell'Università dello Yorkshire nasce un gruppo che si proclama Antiuniversità, e nella vicina brughiera, la guida di una comunità viene assunta da un leader spirituale carismatico e visionario. Visioni di sangue e di fiamme, di specchi e di doppi, trovano un parallelo nel montaggio a mosaico delle trasmissioni di Frederica. Il linguaggio della religione, del mito e della fiaba si mescolano a quelli della scienza e del computer. “Una donna che fischia” è l'ultima parte del ciclo iniziato con “La vergine nel giardino”, e proseguito con “Natura morta” e “La Torre di Babele”.

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Marco Bernardini, Questa notte non si balla, Milano, Cairo, 2008

Versilia, 31 dicembre 1968. Alla Bussola tutto è pronto per salutare il nuovo anno. Il patron del locale, Sergio Bernardini, ha organizzato per i suoi ospiti un Capodanno indimenticabile. Fuori, un assembramento di giovani contestatori che, dietro invito di “Potere Operaio”, intendono replicare il copione andato in scena alla Prima della Scala di Milano. O forse non solo. Alcuni sono figli di quegli stessi "signori" che si trovano dentro il locale, altri sono lì per riscattare le umiliazioni dei padri. Quella notte scoppia l'inferno. All'una e ventisette, nello scontro fra dimostranti e polizia, parte un colpo di pistola e il giovane Soriano Ceccanti rimane a terra ferito. La voce narrante di Marco Bernardini, nipote di Sergio, ridà vita a quei giorni lontani della sua gioventù: le assemblee e i cortei, le occupazioni delle università e gli scontri di piazza, la poesia di Pasolini e la psichiatria di Basaglia. Il romanzo del Sessantotto, della contestazione e del boom economico, e di coloro che avevano creduto davvero nel sogno della fantasia al potere.

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Cristina Comencini, Il cappotto del turco, Milano, Feltrinelli, 1997

Sullo sfondo di anni molto recenti, il romanzo di Cristina Comencini coglie l'essenza di due figure femminili e di due modi opposti di intendere la vita. Maria e Isabella sono sorelle e hanno trascorso l'infanzia in una famiglia portoghese, nella ricca Roma degli anni Cinquanta. Dopo, sono venuti i tempi della politica, vissuta anima e corpo, e la vita dura, scandita da separazioni e ricongiungimenti. Le due donne prendono strade differenti: Isabella se ne va in giro per il mondo, Maria, assieme al suo uomo e al figlio, sta in un piccolo appartamento sempre aperto agli amici. Finché questa, approfittando della partenza del compagno per Napoli, va a vivere in una casa comoda, in un quartiere borghese. E' qui che, all'improvviso, le compare davanti un turco ricercato dalla polizia, mandato dalla sorella che l'ha conosciuto in uno dei suoi viaggi. Si chiama Mehmet e porta con sé allegria e profumo di spezie: madre e figlio ne restano affascinati. Poi, un giorno, scompare senza lasciare altro che un cappotto, appeso tra i vestiti. Ma i destini s’incrociano ancora, anni dopo, nell'accecante sole mediterraneo, mentre due adolescenti ignari della vita, della politica, del turco e del suo cappotto, si tuffano assieme nel mare cristallino.

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Andrea De Carlo, Due di due, Torino, Einaudi, 1999

“Due di due” è un romanzo apparso per la prima volta nel 1989. Narra l'amicizia fra Mario, l'io narrante, e Guido, un suo compagno di scuola. Sono così diversi da essere speculari, Mario e Guido: il primo è un adolescente come tanti, impaurito e attratto dalla vita, indeciso nelle scelte e appena abbozzato nella personalità, succube dell'autorevolezza e del carisma altrui; il secondo ne ha da vendere di autorevolezza e carisma, ha entusiasmo per la vita, ed è diverso, diverso da tutti gli altri, abbastanza per attrarli, troppo per non spaventarli, per non restare, alla fin fine, sempre isolato. Nonostante le differenze, l'amicizia di Mario e Guido prosegue lungo gli anni Settanta e Ottanta: a scuola e fuori scuola, fino all'età adulta.

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Doris Dörrie, Ma io sono bella? E altri racconti, Milano, La tartaruga, 1997

Il luogo dell'azione dei dieci racconti di "Ma io sono Bella?" è un'anonima Germania più incline all'universo veloce del consumo che al ritmo mediato della conoscenza. Unendo le sue qualità di regista cinematografica e narratrice, l’autrice realizza un'ironica commedia dove una scrittura capace di cogliere il malessere della propria generazione, quella uscita dal '68, che ha cercato di rompere non sempre con successo molti schemi borghesi, fruga impietosamente come una macchina da presa storie di ordinaria banalità filtrata attraverso il punto di vista delle donne.

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Richard Fariña, Così giù che mi sembra di star su, Roma, Fandango, 2002
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In una descrizione accurata, comica e corrosiva di un campus in rivolta, Richard Farina evoca gli anni Sessanta con la fermezza con cui F. Scott Fitzgerald catturò gli anni Venti. Il giovane Gnossos Pappadopoulis è un proto-hippy che cerca di mantenere un atteggiamento distaccato e imperturbabile in un'atmosfera universitaria trepidante di manifestazioni e corruzione nel campus di Athené - cioè, Ithaca, NY, sede della Cornell. Gnossos si muove serpeggiando in un paesaggio psichedelico, fatto di droghe, donne, demonologia, verità, falsità, ingordigia, preghiera, scienza, feticci e arte di circostanza. E questo ben dieci anni prima delle rivolte studentesche vere e proprie, in un momento in cui i campus universitari sono una specie di collegi puritani.

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Rodrigo Fresán, I giardini di Kensington, Milano, Mondadori, 2006

Nel corso di una lunga notte invernale Peter Hook (celebre autore di romanzi per ragazzi) racconta al piccolo Kaiko Kei la strana vita di Sir James Matthew Barrie, creatore di Peter Pan e difensore dell'idea di un'infanzia eterna come forma di arte e di redenzione. È solo l'inizio di un romanzo che investiga l'universo complesso dell'infanzia e il modo in cui le prime letture creano delle dimensioni parallele dalle quali spesso i piccoli lettori non fanno ritorno. È una specie di romanzo gotico-pop, un affresco storico (con tanto di apparizioni di personaggi come Kubrick, Twiggy, i Beatles, Bob Dylan) e una meditazione sulla natura della memoria e sul mito di Peter Pan, diventato una modalità esistenziale planetaria a partire dagli anni '60.

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Lauren Groff, Arcadia, Torino, Codice, 2014

America, stato di New York, fine anni Sessanta. Un gruppo di giovani decide di fondare una comune basata sull’amicizia, la condivisione, l’amore e l’indipendenza dal denaro. La chiameranno Arcadia. Ed è qui che nasce Briciola, il primo dei molti figli che andranno a popolare un mondo bucolico e ricco solo d’ideali, ben presto corrotti dalle difficoltà della convivenza. La fine della comune costringerà Briciola e il suo grande amore Helle, nati e cresciuti in un mondo popolato da sognatori, a misurarsi con il mondo reale, quello della New York degli anni Ottanta.

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Milan Kundera, L'insostenibile leggerezza dell'essere, Milano, Adelphi, 1985

Il romanzo, che si svolge a Praga negli anni intorno al 1968, descrive la vita degli artisti e degli intellettuali cecoslovacchi nel periodo fra la Primavera di Praga e la successiva invasione da parte dell’Unione Sovietica. La storia si focalizza sul gruppo noto come "il Quartetto di Kundera", composto da Tomáš (un chirurgo di fama e successo che ad un certo punto perde il lavoro a causa di un suo articolo su Edipo che, anche a causa delle modifiche operate dai redattori del giornale a cui lo ha inviato, risulta molto critico nei confronti dei comunisti cechi), la sua compagna Tereza (una fotografa), la sua amante Sabina (una pittrice) e un altro amante di Sabina, Franz (un professore universitario). Questi quattro personaggi sono seguiti dall’autore nelle loro vite fino alla fine del romanzo.

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Marco Lombardo Radice e Lidia Ravera, Porci con le ali, Roma, L'Unità, stampa 1993

Gli anni Settanta e due ragazzi della sinistra studentesca: la scoperta della vita, il sapore della ribellione, il racconto delle loro emozioni in presa diretta. L'iniziazione al sesso, la ricerca dell'amore, il dolore, la solitudine, la fantasia, la lotta politica: tutto s’intreccia nelle loro riflessioni, tessute con naturalezza e la forza della sincerità. Sulla quinta di una stagione disordinata e vivace, i protagonisti vivono la contraddizione di chi sente di avere ali per volare ma non riesce a sganciarsi dalla realtà. Un libro che racconta la fame di vita e le molteplici passioni di una generazione che ha strizzato l'occhio al Sessantotto.

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Romano Luperini, La rancura, Milano, Mondadori, 2016

Rancura. La parola rocciosa, ruvida, restia a dichiararsi è usata da Montale per descrivere il sentimento che ogni figlio prova, in forme diverse, nei confronti del padre, per misurarsi con lui, per comprenderlo, per raccoglierne l'eredità spesso scomoda. È in questa prospettiva umana, lungo quasi un secolo di storia italiana, dal fascismo a oggi, che tre generazioni di padri e di figli attraversano le pagine del romanzo di Romano Luperini. Tre protagonisti. Il padre è Luigi Lupi, maestro elementare e figlio di contadini, che dopo l'8 settembre combatte in Istria alla guida di una formazione partigiana, vivendo i giorni più nitidi ed eroici della propria esistenza. Il figlio è Valerio, docente universitario e militante comunista che partecipa al Sessantotto e al tentativo di creare in Italia un partito rivoluzionario negli anni di piombo. Il figlio del figlio, Marcello, è un quarantenne che da Londra torna in Italia negli anni di Berlusconi e del "Grande fratello" per vendere la casa paterna nella campagna toscana. In questa casa trova un diario del padre e, in esso, emozioni, fragilità e desideri insospettabili. (ibs)

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Sigrid Nunez, L'ultima della sua specie, Vicenza, Neri Pozza, 2006

E' il 1968 al Barnard College di New York, quando Georgette conosce la sua compagna di stanza Ann Drayton. Georgette è una ragazza giovane e nera, arrivata al college solo perché la sua insegnante di liceo ha preso su di sé il peso della sua educazione. Ann invece è una ragazza bianca dell'upper class di New York, ed è animata da un acceso e intransigente idealismo. Le due ragazze vivranno in due mondi lontani, affronteranno molte prove, invecchieranno ma non cesseranno un solo istante a credere nella loro incrollabile amicizia.

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Gavino Ledda, Padre padrone, l'educazione di un pastore, Milano, Feltrinelli, 1978

A sei anni Gavino deve abbandonare la scuola, che frequenta da pochi giorni, perchè il padre, Efisio, ha bisogno di lui: deve guardargli le pecore e contribuire così al sostentamento della famiglia. A vent'anni tenta di ribellarsi e decide di emigrare in Germania, il padre gli nega il suo consenso. Il giovane parte per il servizio militare: è la sua grande occasione di riscatto. Con l'affettuoso aiuto dei compagni impara a leggere a scrivere, poi rinnova la ferma finché, ottenuta la licenza liceale, torna a casa. Non smette di studiare, però, e poiché Efisio vorrebbe, invece, rimandarlo sui campi, Gavino deve andar via di casa: non per obbedienza ma per se stesso. Si laureerà con una tesi sui dialetti sardi, scriverà libri, diventerà "contrattista" all'Università di Sassari.

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Umberto Piersanti, Cupo tempo gentile, Milano, Marcos y Marcos, 2012

È esploso il Sessantotto, l’università di Urbino è occupata; la vita scorre tra assemblee, manifestazioni ed esami di gruppo. Andrea apprezza minigonne e libertà di costume, e condivide l’aspirazione al cambiamento ma non riesce a sorvolare su contraddizioni ed eccessi. Per altre fonti di felicità, nel suo cuore, vale davvero la pena di lottare: la natura bellissima che circonda Urbino, le meraviglie dell’arte e la poesia sopra ogni cosa. Un affresco ricco, documentato e suggestivo del periodo cruciale della contestazione. (Marcos y Marcos)

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Antonio Pennacchi, Il fasciocomunista: vita scriteriata di Accio Benassi, Milano, Mondadori, 2003

E il 1962 e "Accio" ha 12 anni. E’ in seminario, sognava di fare il missionario, ma ora s'è stufato e vuole tornare a casa, a Latina. Lì, però, non lo accolgono troppo volentieri: sette tra fratelli e sorelle, più un padre operaio e madre in crisi di nervi. E allora scappa da casa, non va più a scuola, s'iscrive al MSI. Gira con la catena sotto l'impermeabile, entra ed esce dalla questura, lo espellono dall'MSI, entra nel Movimento Studentesco, diventa maoista... Antonio Pennacchi racconta la storia di un eroe istintivo, stupido, goffo, attaccabrighe, arrogante e sentimentale.

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Thomas Pynchon, Vineland, Milano, Rizzoli, 1991

“Vineland” è un romanzo del 1990, una fiction postmoderna ambientata in California, nel 1984, l'anno della rielezione di Ronald Regan. Attraverso i flashback dei suoi personaggi, che hanno vissuto gli anni Sessanta in gioventù, la storia spiega il libero spirito di ribellione di quel decennio e descrive i tratti della "fascista repressione nixoniana " e della sua guerra alla droga che si sono scontrati con essa; e articola la diapositiva e la trasformazione avvenute nella società statunitense dagli anni '60 agli anni '80.

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Lidia Ravera, Il terzo tempo, Milano, Romanzo Bompiani, 2017

Costanza non è vecchia però presto lo sarà. Convinta che il terzo tempo sia da vivere pienamente, senza mai smettere di cercare la felicità, ne scrive con spirito battagliero in una rubrica. Quando eredita dal padre un austero ex convento a Civita di Bagnoregio si lascia prendere da un progetto vagamente sconsiderato: radunare in quella casa i compagni con cui giovanissima ha condiviso a Milano la vita e l'impegno politico, per ricreare una comune, una famiglia larga in cui spartire gli affanni e discutere del futuro perché un futuro c'è sempre, fino alla fine dei giochi. E' un tentativo di tornare all'età delle illusioni. Riuscirà a portarlo a compimento? E' proprio sicura di volerlo? E che cosa succederà? (Bompiani)

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Clara Sereni, Via Ripetta 155, Firenze, Milano, Giunti, 2015

Essere giovani tra il ’68 e il ’77. Musica, incontri, speranze, politica, amore e ciclostile. L'autobiografia di una generazione in un decennio che ha cambiato il mondo e l'Italia.
Via Ripetta: una delle strade più centrali di Roma, in quello che è una sorta di triangolo d'oro fra piazza del Popolo, piazza Navona e il Pantheon. Quella che si racconta qui è la storia fuori fuoco degli anni fra il ’68 e il ’77, cominciati all'insegna dell'utopia libertaria, una storia vista con lo sguardo sghembo di chi ha vissuto da vicino molte cose senza mai esserne del tutto al centro, e dunque con la possibilità di testimoniare, dolorosamente, una memoria non ingabbiata. (Giunti)

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Il '68 di chi non c'era (ancora), a cura di Raul Montanari, Milano, Rizzoli, 1998

Una squadra di scrittori italiani per raccontare il '68 di chi non c'era, eludere la facile scorciatoia delle memorie dei reduci: undici voci che nel '68, per ragioni d'età, non parlavano ancora o balbettavano appena - voci di narratori fra i più originali e affascinanti degli anni '90 - s'inventano una propria idea dell'Anno Fatale, raccontano ciascuna una storia, un flash, un'immagine del mondo che cambia. Ne viene fuori il '68 personale, ironicamente autobiografico, di Nove, Campo, Lucarelli, Pinardi, Janeczeck. Quello spaventoso, nascosto e invendicato di Corrias. Quello sapientemente tenuto sullo sfondo da Doninelli e Voltolini. E ancora, il '68 fantastico e remixato di Scarpa, quello rabbioso e pirotecnico di Pinketts, per concludere con il racconto in forma di poesia di Caliceti, volo lirico multicolore di un'indignazione civile che nel '68 non avrebbe stonato. (Raul Montanari)

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Scott Turow, La legge dei padri, Milano, Mondadori, 1997

Tutto ha inizio con un delitto inspiegabile in un quartiere di Kindle County dove regnano la droga e la violenza razziale. La vittima e un'anziana signora, moglie del noto senatore Loyell Eddgar. A pochi giorni di distanza, suo figlio Nile è arrestato come mandante del crimine. Inizia così per il senatore una sconvolgente discesa in un passato ancora avvolto da ombre e mezze verità. A presiedere il processo è una donna, Sonya Klonsky, che conosce gli Eddgar dagli anni Sessanta, quando Loyell era un intransigente leader rivoluzionario. Anche l'avvocato di Nile - Hobie - e un famoso giornalista chiamato a commentare il processo gravitavano a quei tempi intorno all'attuale senatore. Tutti loro portano il segno e la memoria delle utopie e dell'attivismo di quegli anni. Ma qualcuno, che siede in quell'aula di tribunale, porta con sé dei terribili segreti, che daranno al processo uno sviluppo del tutto imprevedibile.

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Walter Veltroni, L'isola e le rose, Milano, Rizzoli, 2012

“L'isola e le rose” è un romanzo scritto daWlater Veltroni e pubblicato da Rizzoli nel 2012. Siamo alla vigilia del 1968 e il libro narra l'avventura di quattro ragazzi riminesi amici per la pelle a cui balenò in testa l'idea di costruire un isolotto oltre il limite delle acque territoriali di allora (6 miglia) allo scopo di creare un comunità di artisti dediti alla pace, pittura, poesia e musica. Il libro prende ispirazione dalla vera storia relativa alla Repubblica esperantista denominata “Isola delle rose”.

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