Ermanno Cavazzoni, fantastico, surreale di terra padana

novembre 2018

Ermanno Cavazzoni, nato a Reggio Emilia nel 1947, vive a Bologna insegna poetica e retorica all’Università. E’ autore di vari romanzi, ha cooperato a testi di canzoni, ha prodotto sceneggiature, testi teatrali, traduzioni e introduzioni. Ha fondato con altri amici la rivista Il semplice (Feltrinelli, 1995-97). È membro dell'OpLePo (Opificio di Letteratura Potenziale) società dedita ai giochi verbali. E’ stato co-direttore del bimestrale Il caffè illustrato. Ha pubblicato racconti in riviste letterarie come Il verri e Il cavallo di Troia.

Nel 2008, insieme a Jean Talon, ha dato vita alla collana di narrativa Compagnia Extra per la casa editrice Quodlibet.

I territori battuti dalla sua narrativa sono il fantastico-surreale di terra padana e ariostesca, il picaresco stralunato tra realtà e fiaba, il vagabondaggio onirico nell’abnorme e nel grottesco, caro a Federico Fellini, tanto che insieme hanno preparato la sceneggiatura del film La voce della luna, tratto dal libro Il poema dei lunatici dello stesso Cavazzoni.

La Biblioteca di Imola ospita Ermanno Cavazzoni martedì 27 novembre 2018, ore 20,30, che leggerà e commenterà il suo ultimo romanzo La galassia dei dementi (La nave di Teseo, 2018).

Per l’occasione è stato preparato un percorso di lettura con i titoli posseduti dalla Bim in ordine di pubblicazione.

}

Il poema dei lunatici, Torino, Bollati Boringhieri, 1987

E' la storia di un uomo che si fa chiamare Savini e racconta un’epoca della sua vita piena di strane illusioni e di strani sogni. All’inizio dice di sentire voci che salgono dai pozzi e gli parlano: poi si avventura in una città dove tutto sembrerebbe normale se non si scoprisse che è solo una grande messinscena maligna per prendere in giro la gente. E insieme a un compagno ex prefetto caduto in disgrazia, incominciano le indagini su certe regioni segrete e popolatissime che galleggiano in aria, attorno alla testa di chi è preda ai turbamenti e ai dubbi mentali. Come un antico viaggiatore di terre esotiche e meravigliose, Savini narra gli usi e i costumi di questi popoli e il prefetto a sua volta racconta di certe imprese famose scomparse piano piano nel nulla. In mezzo a un agitato crescendo e alle persecuzioni notturne di una banda di spioni, i due fuggono per le campagne. Sotto l’influsso della luna piena questo racconto è attraversato da improvvise ondate di tenerezza o da lampi di assurdità gogoliana ma pure di ilare e visionaria “follia Padana”.

trovalo in biblioteca

}

La voce della luna, regia di Federico Fellini, Cecchi Gori editoria elettronica home video, 2001, ripr. del film del 1990, prod. Italia

Il film è liberamente ispirato a “Il poema dei lunatici” di Ermanno Cavazzoni che insieme a Federico Fellini collaborò alla sceneggiatura del film poi intitolato “La voce della luna”. Nel 1988 Federico Fellini lesse il romanzo “Il poema dei lunatici” e decise di trarne un film, che poi fu il suo ultimo film (1990). Lasciò in una cartella dattiloscritta alcune note che sono una delle più efficaci letture del romanzo: “Sono attratto da un racconto che pur provocando continuamente il riso per l'arbitrio che domina sovrano e toglie significato a ogni azione, gesto, pensiero, diventa a tratti straziante per il bisogno disperato di darglielo comunque un significato, perché la sua assenza stringe il cuore di paura, e rende la vita assurda. Un racconto picaresco in una dimensione, in un paesaggio, che sta fra Bosch, il mondo attuale dell'industria, Don Camillo, la pubblicità della Montedison, i ricordi dell'infanzia, in un percorso quotidiano continuamente minacciato da fantasmi interiori, attraversato da brividi d'inferno in una incessante condizione di umiliato e ugualmente esaltato di emarginazione”. (Federico Fellini, 1989)

trovalo in biblioteca

}

Le tentazioni di Girolamo, Torino, Bollati Boringhieri, 1991

Questo libro, come confessa ripetutamente il narratore, è stato scritto tutto in una notte, durante un gran mal di denti; ed è tipico effetto collaterale degli analgesici a base di acido acetilsalicilico. Il narratore dichiara inoltre che non è stata una bella esperienza e che ha molto patito, e invita i dentisti più illuminati a fare una diagnosi: se per caso non è questo precisamente il purgatorio, alternato qui e là da brevi momenti di requie, i quali non sono altro che attimi fugaci e illusori di paradiso. «Io, scrivendo, pensavo spesso a san Girolamo quando si era ritirato nel deserto siriaco, portando con sé in eremitaggio tutta una biblioteca. Nel deserto viveva nella sua grotta in compagnia solo dei libri, delle belve e degli scorpioni, e spesso gli pareva di essere tra fanciulle danzanti che lo distraevano. I libri erano un'oasi per la sua anima assillata, ma capì un bel giorno che queste letture, queste isole di paradiso, erano un’ulteriore tentazione, il richiamo del paganesimo. Si dedicò allora alla sola Bibbia, traducendola dall'originale ebraico. La storia che ho scritto è la medesima: la ricerca del libro risolutivo che tuttavia forse non c'è; ci sono solo fogli monchi, pettegolezzi, interferenze, torture continue e minuscole, illusioni fuorvianti; e gli stessi amati libri, pur così belli, sono falsi come le sirene…» (Ermanno Cavazzoni)

trovalo in biblioteca

}

I sette cuori, Torino, Bollati Boringhieri, 1992

Divertimento verbale realizzato da Ermanno Cavazzoni insieme a un gruppo di studenti universitari a partire da uno dei più noti racconti del “Cuore” di De Amicis: Sangue romagnolo, di volta in volta trasformato in racconto fantascientifico tra androidi assassini, dramma culinario, ambulatoriale, botanico.

trovalo in biblioteca

}

Vite brevi di idioti, Milano, Feltrinelli, 1994

“Questo che segue è il calendario di un mese: ogni giorno porta la vita di una specie di santo, che patisce e gode come i santi tradizionali. Poi il nostro mese finisce, perché a questo mondo tutto deve finire, anche le nostre brevi vite di idioti”. Si leggono tentativi di volo con un’automobile, piromani sfortunati col fuoco, donne perseguitate da bande di corteggiatori, un Cesare Lombroso sospetto di scemenza congenita, mariti che pensano solo al sistema solare e ai pericoli che vengono dal cosmo, un pittore che non capisce la sua pittura e un critico che non capisce le sue parole di critico, un nobiluomo così artefatto che ogni tanto si screpola, una teoria mai sentita sopra i re magi; e poi calcolatori fenomeno, esseri nani, calamite, donne balena, famiglie in gita domenicale. Una scrittura serena, non vanagloriosa; perché anche l'intelligenza e le sue pretese fanno parte di quell’universale idiozia che accompagna il genere umano dalla nascita fino alla morte e forse oltre.

trovalo in biblioteca

}

Cirenaica, Torino, Einaudi, 1999

Questo libro parla di noi e del nostro mondo parlando di altri e di un altro mondo: di una città purgatoriale dove si vive di truffe e di sogni, dove si sta come in prestito, in attesa che qualcosa cambi. Nella città del bassomondo si arriva in treno, un giorno, e da quel momento niente è più come prima. Ci si trasforma in teppisti che aiutano le cose a decadere, in gente che vuole dare indietro il proprio destino, in finti parenti e finte fidanzate che truffano chiunque gli capiti a tiro, in elettricisti che si installano in casa di chi li chiama e non vanno più via, in vecchietti che in un estremo atto di ribellione mostrano il sedere al cielo. Nella città del bassomondo c’è penuria di tutto ma nonostante tutto sia finito c’è chi s’innamora. E intanto il cinema locale proietta all’infinito lo stesso film, “Cirenaica”, una vecchia pellicola ridotta a pezzi, in grado però di dare un’emozione di altrove a chiunque ne senta il bisogno, come se fosse un filo di salvezza.

trovalo in biblioteca

}

Gli scrittori inutili, Milano, Feltrinelli, 2002

Chi voglia diventare scrittore inutile non ha che da esercitarsi. Ed è raccomandato l’esercizio dei vizi, che sono sette, occorre insistere in ciascuno di essi fin che improvvisamente non si apre una nuova visuale e si resta lì muti, molli e incapaci di tutto. E’ questa l’avvertenza dell’autore per l’uso del libro, un manualetto bizzarro e surreale dove, per esempio certi scrittori vivono con bambole gonfiabili e hanno anche uno o più allievi gonfiabili, scrittori schiavi di altri scrittori; scrittori in disuso mantenuti presso case editrici; scrittori che non contano, scrittori sull'albero, scrittori alti e scrittori pinguini. Al termine, la "lezione", in modo che, seguendo i precetti, coloro che aspirano all'invitante occasione, possano accedervi agevolmente.

trovalo in biblioteca

}

Storia naturale dei giganti, Parma, Guanda, 2007

Uno studioso di giganti, dei loro usi, costumi, etnologia, cibo, linguaggio e attività sessuale (molto approssimativa, per la verità: i giganti rapiscono in genere, belle e giovani, ragazze ma non hanno mai avuto idee chiare sull’uso, e ciò infatti li ha portati presto all’estinzione). Mentre lo studioso scrive il suo trattato, è assalito dalla desiderio carnale, dalla passione per una giovanissima signorina e poi dal tarlo furioso della gelosia per i liberi amori che lei gli racconta. Finché gli prende la voglia di essere extraterrestre, e di punire il genere umano: in particolare quei soggetti che abbiano avuto contatti venerei, o sguardi, o altro con la signorina suddetta. Nella gente è sempre esistita molta voglia di extraterrestri a ristabilire la giustizia. E se per caso ci estingueranno, come già si sono estinti i giganti?...

trovalo in biblioteca

}

Guida agli animali fantastici, Parma, Guanda, 2011

In questa “Guida agli animali fantastici” ci sono i prodigiosi esseri che circolavano liberamente nel mondo antico, ippocentauri, manticore, remore, sirene, ircocervi, e che oggi non circolano più, né lo potrebbero, con tutte le regole autostradali, la coltivazione industriale delle campagne, la deforestazione, gli antiparassitari, il traffico marittimo e altro ancora. Ma in mezzo a loro, altrettanto fantastici, ci sono gli animali che sono rimasti e si incontrano comunemente, il pollo, ad esempio, con il suo sguardo sospettoso e un po' sprezzante, o le formiche, sempre di corsa e preoccupate per la crisi economica, o le api, socialiste imperterrite fin dalla nascita, o la mucca che rumina e riflette. Che idee avranno su di noi? Sulla vita e sulla morte? Ne sapranno qualcosa o faranno finta di niente? Questi esseri molto prossimi, nostri parenti stretti, però anche distanti come gli extraterrestri, li si può stare a guardare per ore in un prato, o veder traversare come apparizioni una strada, o passare in cielo mentre migrano in Africa: esseri meravigliosi e misteriosi quanto le specie fantastiche e inesistenti. E da ultimo c'è l'animale forse più fantastico di tutti, senza piume, a due gambe, spettatore del grande spettacolo dell'universo. «Quell'animale che guarda in cielo e dice: cosa sono quei lumini sospesi? E risponde: le stelle. Perché nessun altro animale le ha mai notate, nel corso di tanti milioni di anni e di tante notti stellate che sono passate su questo pianeta.» L'animale chiamato uomo.

trovalo in biblioteca

}

Il pensatore solitario, Parma, Guanda, 2015

Un esercito di pensionati in guerra con la Grecia, un eremita mancato perseguitato da Equitalia, un Dio distratto che crea l’universo per sbaglio, e poi un sindacomadre, uno zio-vigna, un Poeta da Gabinetto… L’Italia di Cavazzoni è davvero un Paese delle meraviglie. Allora perché non pensare di risolvere la Crisi valorizzandone le vere potenzialità? Questo libro ci spiega perché una nazione di evasori fiscali è più equilibrata e felice. Descrive le future famiglie in cui la relazione più significativa è quella con gli elettrodomestici di casa, codificata da unione civile. Propone, per aumentare la produttività, l’accorpamento delle festività in un unico giorno, con una surreale sagra che fonde Natale e Ferragosto, Carnevale e la Liberazione… E ribaltando i luoghi comuni ci mostra il presente in cui viviamo sotto una luce nuova, eccentrica e viva. Intellettuale felicemente disorganico, Ermanno Cavazzoni compone il racconto rivelatore, e nello stesso tempo romanzesco, di un’Italia «vista dalla luna», trascinando in un’irresistibile scorribanda tra i mali del Paese e le loro possibili, o impossibili, soluzioni.

trovalo in biblioteca

}

Almanacco 2016, esplorazioni sulla via Emilia, Macerata, Quodlibet, 2016

Ermanno Cavazzoni è il curatore di questa antologia periodica trentennale. Venti autori esplorano la via Emilia per vedere che cosa è cambiato. Questi autori, partendo dalla via Emilia, divagano ognuno per un suo viottolo che si inerpica sull'Appennino o scende verso la bassa padana, dall'antichità imperiale romana al futuro dell'anno 3.000 circa; ognuno secondo il suo estro, che è sempre inaspettato. Trent'anni fa un'esplorazione simile era stata fatta da undici autori (Italo Calvino, Gianni Celati, Antonio Tabucchi, Ermanno Cavazzoni, Corrado Costa, Daniele Del Giudice, Antonio Faeti, Tonino Guerra, Giorgio Messori, Giulia Niccolai e Beppe Sebaste) in un volumetto edito da Feltrinelli, “Esplorazioni sulla via Emilia. Scritture nel paesaggio”. Quindi, memori del precedente, qui continua l'esplorazione, forse con rinnovata mentalità. L'ordine degli scritti va da Piacenza a Rimini, secondo le indicazioni nel testo, o l’appartenenza geografica dell’autore.

trovalo in biblioteca

}

Almanacco 2018: rivoluzioni, ribellioni, cambiamenti e utopie, Macerata, Quodlibet, 2018

A cura di Ermanno Cavazzoni. La rivoluzione è un po’ caduta in disgrazia. Quanto alla ribellione, è diventata una faccenda da nevrastenici. I cambiamenti sì, ce ne sono, uno cambia l’auto, uno cambia morosa, cambia ogni tanto il governo, cambia il tempo, maggio odoroso, ecc. E le utopie? Sulle utopie si deve sparare a zero, perché l’uomo è malfatto ed è meglio se resta malfatto. Almanacco annuale delle voci più interessanti e a sorpresa che circolano oggi, fatto in collaborazione con Fotografia Europea, rinomata esposizione fotografica annuale a Reggio Emilia (aprile-giugno 2018). Scritti di: Ugo Cornia, Fabio Donatini, Natalia Guerrieri, Patrizia Barchi, Paolo Pergola, Stefano Tonietto, Ermanno Cavazzoni, Paolo Colagrande, Alessandro Della Santunione, Andrea Lucatelli, Mauro Orletti, Alberto Piancastelli, Aldo Testa, Daniele Benati, Luca Mirabile, Jacopo Narros, Ivan Fantini, Marino Santinelli, Jean Talon, Elena Contenta Patacchini, Francesco Marsibilio, Paolo Albani, Irene Russo e Gianfranco Mammi.

trovalo in biblioteca

}

La galassia dei dementi, Ermanno Cavazzoni, Milano, La nave di Teseo, 2018

In un futuro dai confini incerti, in un paesaggio che assomiglia al Far West ma che è invece la pianura a volte nebbiosa, altre assolata, fra l’Emilia e la Romagna, tutto è cambiato. Siamo attorno all’anno 6.000 quando avviene la Grande Devastazione: un’invasione aliena ha distrutto le città lasciando dietro solo rovine, un’incredibile onda d’urto ha raso al suolo ogni sporgenza, ha fatto ribollire gli oceani, la popolazione umana è decimata ed è rintanata in case cubiche simili a termitai. Sono sopravvissuti però i sistemi industriali costruiti nel sottosuolo che continuano a produrre droidi, robot intelligenti che provvedono a ogni cosa e vivono assieme agli esseri umani. La tecnologia è al potere: governa, gestisce, organizza. Gli uomini sono liberi da ogni occupazione e lasciati al lassismo, all’obesità, alle strane manie che li afferrano, vivendo in aree urbane desolate e deserte. I coniugi Vitosi, fra i superstiti, passano il tempo collezionando grucce, oggetti vecchi e intrattenendosi con due robot da compagnia quasi erotica, una Dafne e un Piteco. Ma quando, a poco a poco, si sparge la voce che i robot immortali che avevano creato e amministrato questo nuovo mondo si sono ritirati, offesi dal carico delle incombenze e dalla mancanza di gratitudine a loro dovuta, il caos si propaga e inizia la vera catastrofe. Nuovi, improvvisi incendi sconvolgono le città, i robot domestici cominciano a delinquere, a darsi al brigantaggio e anche la Dafne e il Piteco decidono di scappare, preoccupati dai pericoli crescenti. Da giorni i notiziari riportano inoltre l’allarmante annuncio della fuga di un robot ritenuto molto pericoloso, uno Xenofon, che la Dafne e il Piteco saranno destinati a incontrare sul loro cammino. Su quello dei coniugi Vitosi e degli altri pochi umani sopravvissuti incombe invece un’altra minaccia, sotto forma di insetti giganti. Riusciranno a sopravvivere a questa nuova invasione aliena? Tra funamboliche citazioni mitologiche e vicissitudini spassose, e deliranti, Ermanno Cavazzoni proietta i lettori nella sua fantascienza ironica, sfrenata e surreale, dove il futuro ci appare sospetto e un po’ inquietante, un posto stranamente famigliare.

trovalo in biblioteca