Scrittrici imolesi

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Arianna Biavati, L'inizio della storia, Viareggio, La vela, 2018

Cos’è un inizio? Non è detto che sia il principio di una vita, di un fatto, di una storia. L’inizio è un paio d’occhi che ha il coraggio di seguire percorsi nuovi dentro la realtà, si lascia prendere per mano da una fedele compagna di giochi: la fantasia. C’era una volta una bambina che scoprì il segreto per fare di ogni giorno un inizio; aprì un libro, e niente fu più uguale a prima. Smise di sentirsi sola in un mondo feroce, cominciò a dare fiducia anche alle ferite che portano in dono lo stupore. Quando crebbe, si mise a scrivere per raccontare tutti i mille sentieri imprevedibili in cui la fantasia l’aveva accompagnata. Sono viaggi di andata e ritorno, perché il regalo più bello delle storie non è solo quello di farci fuggire lontano, ma di riportarci a casa con un cuore nuovo.

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Marzia Bristol, Kafka senza zucchero, Ancona, Italic, 2018

“Kafka senza zucchero” è il primo dei tre racconti gialli che compongono questa raccolta. Ne è protagonista una giovane libraia, Giulia, che ha l’abitudine di offrire ai propri clienti un tè perfettamente intonato al libro prescelto. “Chiudi gli occhi” è la storia di Alice, che alla sua natura razionale di scienziata, ricercatrice universitaria, affianca un cuore irragionevolmente prigioniero del ricordo di una bellissima voce, che le ha fornito un appoggio insperato nel momento in cui è finita la sua lunga relazione con Robbie. In “Rosso emicrania” Viola alterna la propria esistenza - tra lo studio medico in cui lavora e la biblioteca. In questo racconto s’intrecciano un omicidio inquietante, un libro singolare e una vecchia compagna della protagonista: la sua emicrania.

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Riccardo Ciavolella, Non sarà mica la fine del mondo, Milano, Udine, Mimesis, 2018

Luglio ’43. Il professore arriva a Cotignola. Porta con sé un bagaglio speciale. Con esso ha intenzione di isolarsi, per consacrarsi allo studio del pensiero magico di popoli lontani nello spazio e nel tempo. Ma proprio lì, nella Romagna sperduta, la storia incombe. Un fiume si tramuta in fronte di guerra. Le cose inanimate si mettono a parlare: una bicicletta, un giornale, un fantoccio, la pianura, le armi. Per non dubitare del proprio essere al mondo, alle persone non resta che inventare un mondo nuovo: un nuovo avvenire sulle macerie della distruzione e un nuovo “popolo” su quelle della guerra civile. Questa è la storia romanzata di un incontro: quello tra l’antropologo Ernesto de Martino e la Resistenza romagnola.

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Katia Dal Monte, La casa dell'aviatore, San Lazzaro di Savena, Giraldi, 2018

Villa Muggia a Imola fu progettata all'inizio degli anni Trenta dall'architetto milanese Piero Bottoni e fu per breve periodo presidio dell’esercito tedesco durante la Seconda guerra mondiale, prima di essere bombardata in modo irreparabile nel 1944. Ispirato alle vicende storiche della casa, alla sua costruzione e al suo abbandono nasce questo romanzo breve, in un rimando continuo fra vissuto e ricordo. La ricca famiglia ebrea protagonista della storia trascorreva l’estate nella villa in collina appena ristrutturata. Le leggi razziali impediranno alla famiglia di ritornare alla villa, che sarà abbandonata a sé stessa e poi occupata da soldati tedeschi… Solo una nipote, molti anni dopo, con un gesto semplice e simbolico metterà finalmente pace fra quelle mura scrostate.

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MagdalaDì & Julka Caporetti, Riprendo fiato, #laprefazionenonesiste, Vignate, Rotomail Italia, 2018

Una donna che cerca la sua risoluzione. Un percorso in mezzo al traffico di Bologna e contemporaneamente dentro se stessa. La scoperta di un tradimento a causa di un banale anticipato ritorno. Qualcosa che può sommergere chiunque da un momento all'altro. Nel mondo noi siamo un pugno di fiori. La provocazione è il corpo luteo della follia. "Questa storia incalzante, in cui la scrittura diventa voce che dialoga direttamente col lettore, racchiude un piccolo ma fondamentale suggerimento: a volte basta fermarsi, riprendere fiato, e la vita ci apparirà sotto un'altra luce”.

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Nadia Giberti, La Baracchina, Chieti, Solfanelli, 2018

In un’Imola afosa e rovente, il chiosco stagionale della Baracchina offre fresco riparo sotto le fronde di superbi tigli. La notte di sabato 16 luglio 1989 scompare Serena, una giovane cliente e frequentatrice del chiosco rientrata da poco da Milano. Dopo pochi giorni un altro delitto sconvolge ulteriormente la vita della città e del microcosmo che ruota intorno a “La Baracchina”.
Il doppio canale d’indagini svolte a Imola e a Milano, e condotto da Renzo Vannini commissario di polizia, ha risvolti inaspettati e l’intreccio di situazioni si scioglie in una soluzione inattesa.

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Sabrina Grementieri, Il calore della neve, Milano, Fabbri, 2018

Le montagne dell’Alto Adige, il maso di famiglia e un bimbo di tre anni. Sono queste le cose a cui Angelika, caparbia ventiquattrenne, non rinuncerebbe mai. E per Matthias, il figlio avuto da una breve relazione con Riccardo, Angelika è disposta a tutto. L’ha cresciuto da sola, senza dire nulla al padre: si è dedicata completamente al piccolo. Adesso però si è innamorata di Rio, da sempre amico per lei e Matthias. Ma quando Riccardo torna a farsi vivo, tutto cambia, la vita di Angelika e delle persone che le vogliono bene si ritrova improvvisamente in bilico, sull’orlo del precipizio.

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Gabriella Pirazzini, La misura, San Lazzaro di Savena, Giraldi, 2018

Se l’unica regola imposta dal viaggio è di tornare diversi rispetto alla condizione di partenza, ne’ “La misura” accade qualcosa di inedito: il viaggio diventa meta stanziale, ormeggio per ritrovare le proprie radici e, con esse, forse l’essenza interiore più profonda. E’ quel che accade al francese Etienne arrivato all’Isola d’Elba con una coppia d’amici. Avrebbe dovuto esserci anche sua moglie ma lei, chissà perchè, al momento di salire sul traghetto ha rinunciato. Il mistero di questa rinuncia accompagna gran parte del romanzo e se per Etienne avrebbero dovuto essere tre giorni all’Elba il tempo si dilata e la misura diviene parametro di una misurazione interiore. (dalla prefazione di Marilù Oliva)

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