Cesare Borgia acquista lo stato con la fortuna del padre, e con quella la perde

Dopo la sconfitta di Caterina Sforza, Imola all’inizio del 1500 passa sotto al dominio di Cesare Borgia, detto il Valentino, figlio di papa Alessandro VI.
Una serie di documenti, emanati nell’arco di un mese, testimoniano il cambiamento di potere: è del 9 marzo 1500 la bolla che investe Cesare del vicariato d’Imola e Forlì e due giorni dopo lo stesso Valentino sottoscrive i privilegi concessi agli Imolesi. Risale invece al 17 aprile il breve del papa, in cui si invita la città a obbedire e a prestare giuramento di fedeltà a suo figlio.
La rapida ascesa di Cesare è favorita dal padre, con l’appoggio del quale tenta di costruirsi uno stato personale.
Ottiene dal re di Francia Luigi XII, a seguito del matrimonio con la cugina Charlotte d’Albert, la contea del Valentinois, da cui il nome di Valentino.
Procede poi alla conquista della Romagna, di Urbino e di Camerino, progettando progetti di espansione.
Alla morte di Alessandro VI nel 1503 il suo sogno di potere volge al termine.
Imprigionato diverse volte per ordine di papa Giulio II, fugge in Spagna dove muore in battaglia nel 1507.

 

Opere e documenti esposti:

- Capitoli concessi alla città di Imola da Cesare Borgia, Roma, 11 marzo 1500

I Capitoli sanciscono il potere di Cesare Borgia, detto il Valentino, sulla città di Imola, a seguito dell’investitura ricevuta dal papa Alessandro VI, suo padre, al vicariato di Imola e di Forlì. Il diploma dei privilegi concessi agli imolesi può essere portato a sostegno del giudizio storiografico che sottolinea, come elemento di rilievo nell’azione di governo del Borgia, oltre alla tendenza alla centralizzazione, la ricerca della popolarità e l’ostentazione del giusto trattamento dei sudditi.
È presente il sigillo cartaceo di Cesare.
Bim

 

Breve di Alessandro VI alla Comunità di Imola, Roma, 17 aprile 1500

Alessandro VI, nel ribadire che Cesare Borgia è stato nominato dal Concistoro vicario temporale di Imola, Forlì e Forlimpopoli, dei loro comitati, distretti, di tutti i loro diritti e pertinenze, invita gli anziani, il consiglio e il comune di Imola a prestare giuramento di fedeltà nelle mani del vescovo di Isernia Giovanni [Olivieri], procuratore del duca Valentino.
Bim, ASCI

 

- Sigillo di Alessandro VI

Il sigillo di piombo reca su un lato il nome del papa e sull’altro la rappresentazione dei fondatori della chiesa di Roma, gli apostoli Pietro e Paolo.
Bim, ASCI

 

- Cesare Borgia a Giovanni Olivieri, vescovo di Isernia, governatore di Cesena e luogotenente generale di Romagna, Roma, 6 agosto 1500

Nell’estate del 1500 Cesare è a Roma, dove si era recato a febbraio, portando con sé Caterina Sforza prigioniera, da qui rafforza la propria autorità nelle città da poco conquistate, Imola, Forlì e Cesena, attraverso la nomina di un luogotenente generale, Giovanni Olivieri, di cui si conservano stralci di carteggio.
Bim, ASCI

 

- Paolo Giovio, Elogia virorum bellica virtute illustrium veris imaginibus supposita, Florentiae, in officina Laurentii Torrentini, 1551

Paolo Giovio è stato uno degli intellettuali più influenti della prima metà del Cinquecento. Il progetto originario degli Elogia prevedeva tre libri dedicati rispettivamente ai letterati ai condottieri e agli artisti. Il terzo volume non vide mai la luce. Curiosamente entrambe le prime edizioni uscirono prive di illustrazioni, che compaiono invece nelle edizioni di Basilea del 1575 e 1577.
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- Giovanni Antonio Flaminio, Epistolæ familiares, Bononiæ, ex Typographia sancti Thomæ Aquinatis, 1744

Fra le numerose lettere presenti nell’epistolario di Giovanni Antonio Flaminio, letterato e insegnante di origine imolese, vi è anche quella indirizzata a Cesare Borgia nel 1499. Con toni altamente celebrativi, Flaminio paragona Borgia a personaggi storici quali Alessandro il Grande, Alcibiade, Pericle, Temistocle, Annibale e Scipione.
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