La Chiesa, spento il duca, è erede delle sue fatiche

Dopo la caduta di Cesare Borgia riprendono a Imola le lotte di parte e il nuovo pontefice Giulio II può contare sulla fazione guelfa e in particolare su Giovanni Sassatelli per conquistare la città.
Con la Bolla d’oro del 1504 si attua un rinnovamento istituzionale della comunità. A Imola, come nelle altre città di Romagna, viene stabilita una diretta dipendenza dalla Sede apostolica, tramite l’istituzione di un governatore nominato ogni anno direttamente da Roma, con la funzione di supervisore politico e amministrativo.
Il 26 dicembre 1504 si insedia il nuovo governo e si riunisce il Consiglio generale, organo fondamentale della vita politica della Comunità imolese. Il Consiglio, che delibera sulle principali questioni di interesse pubblico, è composto da 60 consiglieri, in carica a vita, rappresentanti delle famiglie più importanti della città.

 

Documenti esposti:

- La Comunità di Imola invoca la protezione di Giulio II, [1504]

Frammento di lettera con cui la Comunità imolese, impaurita e sbigottita, disarmata, con le mura rovinate, senza acqua nei fossati, priva di munizioni, artiglierie, gendarmi e qualsiasi altra cosa necessaria alla difesa, si affida a Giovanni Sassatelli, la cui venuta ha facto respirare li animi della città, e supplica il sostegno del papa promettendo fede e devozione.
Bim, ASCI

 

- Bolla di Giulio II alla Comunità di Imola, Roma, San Pietro, 4 novembre 1504

La bolla d’oro, così detta per il sigillo aureo, perduto, ristabilisce il governo pontificio su Imola e prevede che vengano donati alla città i beni di Cesare Borgia e sia concessa la grazia per tutti i crimini. La città deve pagare 500 ducati d’oro all’anno in segno di soggezione alla Santa Sede nella festività dei santi Pietro e Paolo e deve offrire alla cattedrale un palio di seta rossa damascata del valore di 25 ducati d’oro.
Bim, ASCI

 

- Prima seduta del Consiglio generale della Comunità di Imola, 26 dicembre 1504

Nei Campioni sono registrate le deliberazioni del Consiglio generale, del Magistrato e delle Congregazioni della Comunità di Imola dall'inizio del governo pontificio sino all'ingresso delle truppe francesi nel febbraio 1797.
Il presente Campione è redatto da Giovanni Battista Pascoli notaio e cancelliere verbalizzatore delle sedute della Comunità imolese, che prima di ricoprire questo incarico fu segretario di Cesare Borgia.
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