Maggio dei libri 2020. Scoprire il mondo con il maggio del libri

maggio 2020

Se leggo scopro”, così recita il claim di quest’ultima edizione del Maggio dei Libri, la campagna nazionale promossa dal Cepell del Ministero della Pubblica Istruzione a favore della lettura, che allude al potere esplorativo e alla forza immaginativa sollecitata dai libri.

Noi vi proponiamo “scoprire il mondo”, ovvero la natura nella sua struttura, nei suoi ingranaggi e nei suoi fragili equilibri, spesso infranti, per ripensare, se possibile, una forma di progresso sostenibile.

Tra romanzi, film e testi di approfondimento i titoli segnalati spaziano così dalle scienze naturali e sociali a quelle economiche e politiche, perché uomo, ambiente, sistemi produttivi e di consumo sono per forza strettamente intrecciati, si influenzano a vicenda e provocano, nel prevalere di una forza sull’altra, turbamenti, squilibri e danni irreversibili, al clima e ai vari ecosistemi in primis. Ma esiste anche un approccio diverso, che mira a un progresso a impatto ridotto, che ragiona sul rapporto popolazione mondiale/suolo e risorse disponibili, che sfrutta e ricicla lo scarto, limita il consumo di risorse, producendo al contempo profitto. È su queste premesse che è nata l’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile dell’intero pianeta, ponendo particolare attenzione ad alcune priorità quali appunto il clima, l’ambiente, l’energia, la salute, e poi l’educazione, l’economia, il lavoro e l’innovazione, le disuguaglianze sociali e di genere.

Ed è proprio da qui che vogliamo partire…

 Il presente percorso di lettura risponde agli obiettivi 7 (energia pulita e accessibile), 11 (Città e comunità sostenibili), 12 (Consumo e produzione responsabili), 13 (Lotta contro il cambiamento climatico), 14 (La vita sott’acqua) e 15 (La vita sulla terra) dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, approvata dall’ONU nel 2015 con l’ambizione di realizzare pace, prosperità e uguaglianza per il pianeta e l’umanità. Articolata in “17 obiettivi di sviluppo sostenibile” (SDG: Sustainable Development Goals) e 169 target, l’agenda è condivisa a livello mondiale da tutti i Governi e tutte le Associazioni che intendono operare in questa direzione. La Biblioteca Comunale di Imola, attraverso l’Ifla (International Federation of Library Association) e l’AIB (Associazione Italiana Biblioteche) supporta gli SDG.


Testi di approfondimento

maggio 2020

Inquinamento, cambiamento climatico e riscaldamento globale, sovrappopolazione mondiale, sistemi di produzione e trasformazione, cultura alimentare e tecniche di coltivazione e di allevamento, ma anche ecologia, sviluppo e sostenibilità, sono solo alcuni dei temi di grande attualità che occupano questa sezione nei libri selezionati.

Rispondono all’appello celebri autori del mondo della cultura: il fotografo Sebastiano Salgado, gli scrittori Jonathan Safran Foer e Fred Vargas, i giornalisti Alan Weisman e Giulia Innocenzi, la giovane attivista Gretha Thunberg, docenti e ricercatori come Wolfgang Behringer, Enrico Giovannini, lo scienziato Tim Flannery e tanti altri, tutti accomunati dall’amore per il pianeta e dal proposito di indicare strade (ancora) percorribili per salvarlo.

 

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Wolfgang Behringer, Storia culturale del clima: dall'era glaciale al riscaldamento globale, Torino, Bollati Boringhieri, 2013

BIM 551.6 BEHRW

Chi sa quanto sia variabile il clima e quanto sia elastica la reazione culturale dell'uomo ai suoi mutamenti, sarà in grado di comprendere meglio il dibattito che si sta svolgendo in questi anni sul Riscaldamento globale. Gli uomini sono figli dell'Era glaciale: solo quando il freddo intenso dell'ultima glaciazione cominciò a stemperarsi, oltre 10 000 anni fa, iniziò la coltivazione, e con questa l'urbanizzazione e - in definitiva - l'inizio della storia. Può apparire paradossale, ma è stato il riscaldamento del clima a crearci. Nel corso di tutta la storia umana, d'altra parte, il clima non è certo rimasto stabile e i suoi effetti sulle culture sono stati enormi. Non si può prescindere dalle condizioni climatiche nello studio delle civiltà, dei popoli, delle guerre, delle migrazioni, delle carestie, delle religioni e persino dell'arte e della letteratura. Diventa sempre più chiaro che il clima della Terra è parte integrante e motore inconsapevole dello sviluppo storico, politico e culturale dell'uomo.

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Rebecca De Fiore (a cura di), Cambio rotta: storie di sostenibilità e successo, Milano, Mondadori, 2019

BIM 304.2 CAMR

In questo libro si parla di pesci che si moltiplicano, paesi risorti, mattoni di marmo, vestiti fatti di bucce d'arancia e binari intelligenti. Storie affascinanti e istruttive frutto dell'impegno e dell'inventiva di abitanti di tutte le regioni del nostro Paese e di tutte le età. Ma, soprattutto, esempi particolarmente virtuosi di sostenibilità, cioè di attività e prodotti che non inquinano, non producono scarti, non distruggono risorse, non comportano rinunce. E, al tempo stesso, generano vantaggi immediati per tutti: per chi ne è stato promotore e per chi ne usufruisce, più in generale per l'intero pianeta. C'è l'ex capostazione toscano che ha avuto l'idea di trasformare gli scarti dell'estrazione del marmo delle Alpi Apuane in mattoni ecologici e resistenti; ci sono le ragazze siciliane che hanno trasformato i sottoprodotti della lavorazione industriale degli agrumi in filati di qualità per l'alta moda; ma c'è anche un gruppo di amici pugliesi che, dopo avere studiato e lavorato nel Nord Italia e all'estero, sono tornati al paese d'origine per farlo rivivere e rilanciare le produzioni agricole locali; ci sono i pescatori pugliesi che hanno sperimentato la chiusura per qualche anno della loro tradizionale zona di pesca e, alla fine, hanno visto quadruplicato il pescato; e c'è la determinazione del ragazzo palermitano che ha ideato un modo per produrre traverse ferroviarie ecologiche e intelligenti combinando calcestruzzo, plastica da rifiuto urbano e pneumatici usati e, in pochi anni, ha conquistato il mercato statunitense. Prefazione di Luigi Lazzareschi.

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Emanuele Coccia, La vita delle piante: metafisica della mescolanza, Bologna, Il mulino, 2018

BIM 113 COCCE

Abbiamo adorato dèi antropomorfi e fatto per millenni degli animali l'oggetto del nostro culto. Eppure la forza cosmogonica più importante sul nostro pianeta sono le piante: sono loro le nostre ultime divinità. Sono loro ad aver prodotto il mondo così come lo conosciamo e lo abitiamo. Sono loro a mantenerlo in vita. Attraverso la fotosintesi, hanno permesso di cambiare lo statuto della materia che ricopre la crosta terrestre, trasformandola in centro di accumulazione dell'energia solare. E soprattutto hanno trasformato irreversibilmente la nostra atmosfera. Non illudiamoci: lungi dall'essere un elemento qualunque del paesaggio terrestre, le piante cesellano e scolpiscono incessantemente il volto del nostro mondo.

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Roberto Danovaro, Mauro Gallegati, Condominio Terra: natura, economia e società, come se futuro e benessere contassero davvero, Firenze, Milano, Giunti; Bra, Slow Foo ; Pollenzo, Università di scienze gastronomiche di Pollenzo, 2019

BIM 333.713 DANO

Un tentativo autentico di illustrare con argomenti convincenti e chiari come economia, natura e società siano intimamente, collegate. «Condominio Terra» ci indica la possibilità di una terza via, alternativa allo "sviluppo economico senza vincoli e coscienza" e alla "decrescita come unica soluzione possibile per salvare il pianeta". Ci dice che si può vincere se decidiamo di giocare la partita in modo diverso, se scegliamo di investire in un'economia del recupero che vada oltre la sostenibilità, che sia "metasostenibile", ovvero che si sviluppa ponendo rimedio ai propri errori nei confronti dell'ambiente e facendo crescere la società del futuro insieme alla natura.

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Tim Flannery, Una speranza nell'aria : i cambiamenti climatici e la sfida che siamo chiamati ad affrontare, Milano, Corbaccio, 2015

BIM 551.6 FLANTF
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Dieci anni dopo "I signori del clima", Tim Flannery, scienziato e scrittore, fa il punto sui cambiamenti climatici e su cosa può fare l'uomo per salvare se stesso e la Terra. In tutte le parti del mondo la gente affronta le conseguenze di un clima profondamente mutato, che comporta tempeste e uragani sempre più frequenti, incendi, alluvioni e siccità. Per alcune popolazioni è già diventata una questione di sopravvivenza. Basandosi sugli studi più recenti, Flannery fotografa con lucidità la situazione attuale, analizza le cause del riscaldamento globale e delinea un futuro in cui l'uomo non sarà più dipendente dall'energia fornita dai combustibili fossili, ma svilupperà al meglio le tecnologie già esistenti per produrre energie rinnovabili. Dalla possibilità di immagazzinare in modo sicuro l'anidride carbonica in Antartide o sul fondo degli oceani alla produzione di biocarburanti, Tim Flannery non parla di fantascienza, ma di un futuro possibile e, soprattutto, dell'unico futuro in cui potremo sopravvivere su un pianeta in armonia con tutte le forme viventi .

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Jonathan Safran Foer, Possiamo salvare il mondo, prima di cena: perché il clima siamo noi, Milano, Guanda, 2019

BIM 338.176 FOER
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"Nessuno se non noi distruggerà la terra e nessuno se non noi la salverà... Noi siamo il diluvio, noi siamo l'arca". Il tema dell'emergenza climatica affrontato in un libro che ha l'urgenza di un pamphlet e il fascino di un romanzo. Qualcuno si ostina a liquidare i cambiamenti climatici come fake news, ma la gran parte di noi è ben consapevole che se non modifichiamo radicalmente le nostre abitudini l'umanità andrà incontro al rischio dell'estinzione di massa. Lo sappiamo, eppure non riusciamo a crederci. E di conseguenza non riusciamo ad agire. Il problema è che l'emergenza ambientale non è una storia facile da raccontare e, soprattutto, non è una buona storia: non spaventa, non affascina, non coinvolge abbastanza da indurci a cambiare la nostra vita. Per questo rimaniamo indifferenti, o paralizzati: la stessa reazione che suscitò Jan Karsky, il «testimone inascoltato», quando cercò di svelare l'orrore dell'Olocausto e non fu creduto. In tempo di guerra, veniva chiesto ai cittadini di
contribuire allo sforzo bellico: ma qual è il confine tra rinuncia e sacrificio, quando in gioco c'è la nostra sopravvivenza, o la sopravvivenza dei nostri figli? E quali sono le rinunce necessarie, adesso, per salvare un mondo ormai trasformato in una immensa fattoria a cielo aperto? Nel suo nuovo libro, Jonathan Safran Foer mette in campo tutte le sue risorse di scrittore per raccontare, con straordinario impatto emotivo, la crisi climatica che è anche «crisi della nostra capacità di credere », mescolando in modo originalissimo storie di famiglia, ricordi personali, episodi biblici, dati scientifici rigorosi e suggestioni futuristiche. Un libro che parte dalla volontà di «convincere degli sconosciuti a fare qualcosa» e termina con un messaggio rivolto ai figli, ai quali ciascun genitore - non solo a parole, ma con le proprie scelte - spera di riuscire a insegnare «la differenza tra correre verso la morte, correre per sfuggire alla morte e correre verso la vita».

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Jonathan Safran Foer, Se niente importa: perché mangiamo gli animali?, Parma, Guanda, 2010

EX BIM 636 FOERJ
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Jonathan Safran Foer, da piccolo, trascorreva il sabato e la domenica con sua nonna. Quando arrivava, lei lo sollevava per aria stringendolo in un forte abbraccio, e lo stesso faceva quando andava via. Ma non era solo affetto, il suo: dietro c'era la preoccupazione costante di sapere che il nipote avesse mangiato a sufficienza. La preoccupazione di chi è quasi morto di fame durante la guerra, ma è stato capace di rifiutare della carne di maiale che l'avrebbe tenuto in vita, perché non era cibo kosher, perché "se niente importa, non c'è niente da salvare". Il cibo per lei non è solo cibo, è "terrore, dignità, gratitudine, vendetta, gioia, umiliazione, religione, storia e, ovviamente, amore". Una volta diventato padre, Foer ripensa a questo insegnamento e inizia a interrogarsi su cosa sia la carne, perché nutrire suo figlio non è come nutrire se stesso, è più importante. Questo libro è il frutto di un'indagine durata quasi tre anni che l'ha portato negli allevamenti intensivi, visitati anche
nel cuore della notte, che l'ha spinto a raccontare le violenze sugli animali e i venefici trattamenti a base di farmaci che devono subire, a descrivere come vengono uccisi per diventare il nostro cibo quotidiano.

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Jose Luis Gallego, Plastic detox : 50 idee per ridurre il consumo di plastica nella vita di tutti i giorni, Milano, Corbaccio, 2019

BIM 363.7282 GAL
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Dobbiamo «deplastificare» il pianeta. Se continuiamo a produrre e consumare plastica al ritmo degli ultimi anni, nel 2050 nel mare ci sarà più plastica che pesci. È arrivato il momento di agire a tutti i livelli, politico, culturale e individuale: perché ognuno di noi può fare la differenza. Questo libro ti darà la chiave per ridurre il consumo della plastica giorno per giorno, in tutti gli ambiti: nella vita domestica, nel tempo libero e sul lavoro. Con idee pratiche, ingegnose, adatte a tutti, alle quali magari non avresti mai pensato, scoprirai che «mettere a dieta» il tuo consumo di plastica è molto più facile di quanto non pensi. Non c'è bisogno di stravolgere drasticamente le tue abitudini e il tuo stile di vita: bastano piccoli cambiamenti per ottenere grandi risultati. Sei pronto a fare la tua parte?

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Enrico Giovannini , L'utopia sostenibile, Roma , GLF editori Laterza, 2018

BIM 303.4401 GIO
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Per costruire un futuro migliore ci serve un'utopia. Un'utopia sostenibile. È la via maestra che Enrico Giovannini indica per il raggiungimento entro il 2030 degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall'ONU. Fame, salute, acqua, povertà, energia, infrastrutture, occupazione, disuguaglianze, clima, pace, istruzione sono questioni che si affrontano solo con un pensiero integrato e il concorso di forze politiche, economiche e sociali. Continuare a pensare e ad agire come nel passato vuol dire far precipitare il nostro mondo in una profonda crisi ambientale, economica, sociale. È richiesto l'impegno di tutti e un profondo cambiamento del modo in cui leggiamo e affrontiamo i problemi che ci circondano.

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Enrico Giovannini, Donato Speroni, Un mondo sostenibile in 100 foto, Bari, Roma, Laterza, 2019

BIM 333.72 GIOVE
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Quando pensiamo alla sostenibilità, pensiamo immediatamente ai cambiamenti climatici, alle devastazioni ambientali, all'azione del comportamento umano sulla salute della Terra. E questo perché ogni giorno diventa più evidente che per garantire un futuro alla nostra specie dobbiamo preservare l'esistenza di una natura sana e vitale. Tuttavia, la sostenibilità non riguarda soltanto il rapporto dell'uomo con l'ambiente: l'aumento demografico e la crescita delle legittime aspettative di benessere da parte di tutte le popolazioni, uniti alla diffusa percezione di squilibri inaccettabili nel reddito e nella ricchezza, tendono ad accentuare le tensioni, l'instabilità sociale, la conflittualità. C'è una risposta a tutto questo? Nel settembre 2015 i governi di 193 nazioni, compresa l'Italia, hanno sottoscritto l'Agenda 2030, un programma di azione articolato in 17 obiettivi di sviluppo sostenibile da realizzarsi entro il 2030. Una base comune da cui partire per dare a tutti, e in particolare ai
più giovani, la possibilità di vivere in un mondo che non sia degradato, ma sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Questo libro fa il punto, attraverso il dialogo tra testi e testimonianze della migliore fotografia documentaria, sullo stato del nostro pianeta e delle nostre società: il clima e l'energia; la povertà e le disuguaglianze, comprese quelle di genere; l'economia, l'innovazione e il lavoro; il capitale umano, la salute e l'educazione; la qualità dell'ambiente; il capitale sociale. Immagini a cura di Manuela Fugenzi.

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David George Haskell, Il canto degli alberi: storie dei grandi connettori naturali, Torino, Einaudi, 2018

BIM 577.3 HASKDG
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David George Haskell rivolge le sue capacità di osservazione a una dozzina di alberi in giro per il mondo, per dimostrare come la storia, l'ecologia e il benessere dell'umanità siano strettamente intrecciati con la vita delle piante. Che si trovi immerso nel fitto fogliame di una foresta dell'Amazzonia, all'ombra di un pero cinese a Manhattan o di un ulivo di Gerusalemme, Haskell è sempre in grado di entrare mirabilmente in contatto con la complessa energia vibrante di interi ecosistemi. Allertati, i suoi sensi s'affinano: non vi è poro di foglia, granello di polline, molecola atmosferica, riverbero di un canto d'uccello o ritmico crepitare di pioggia che sfugga all'acume del suo sguardo e alla finezza del suo udito. E il lettore, rapito dalla lirica sensibilità della sua prosa, ammira e ascolta bellezze e paesaggi altrimenti inimmaginabili. Un albero del corallo ci fa comprendere il ricco tumulto ecologico della foresta tropicale minacciata dai giacimenti petroliferi. A migliaia di chilometri
di distanza, le radici di un abete balsamico del Canada sopravvivono in terreni poveri solo con l'aiuto di funghi e una rete di connessioni di quasi due miliardi di anni. In Giappone, la ricerca del luogo d'origine del pino bianco rende lampanti inaspettate parentele tra le piante dell'Asia orientale e quelle dei monti Appalachi. Le sequoie pietrificate nelle Montagne Rocciose raccontano come il clima della Terra si sia sviluppato attraverso gli scambi tra alberi, comunità dei viventi e atmosfera. Sebbene le azioni degli uomini stiano sempre piú recidendo le reti biologiche del pianeta, gli alberi, grandi connettori naturali, ci insegnano ad abitare in relazione con ciò che è la fonte, la sostanza e la profonda bellezza della vita stessa.

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Giulia Innocenzi, Tritacarne: perché ciò che mangiamo può salvare la nostra vita e il nostro mondo, Milano, Rizzoli, 2016

BIM 338.176 INNO
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Cosa accade negli allevamenti e nei macelli del nostro Paese? È veramente sicuro ciò che mangiamo? In un'inchiesta sull'industria italiana della carne e dei formaggi dell'eccellenza "Made in Italy", Giulia Innocenzi affianca animalisti, veterinari e allevatori per svelare un mondo oscuro in cui gli animali sopravvivono a malapena in spazi microscopici, sporchi, senz'aria; costretti a vere e proprie torture, malati e imbottiti di antibiotici che finiscono sulle nostre tavole. È giunto il momento di porsi delle domande sulle procedure che l'industria chiama "di processo", ma che secondo tutti gli studi scientifici finiranno per ucciderci. Come possiamo mangiare tranquilli sapendo che tutto ciò ci si ritorce contro, con crisi sanitarie occultate di continuo? Qual è il costo dei nostri piatti? Possiamo scegliere di aprire gli occhi, e cambiare le nostre abitudini alimentari. Perché mangiare con consapevolezza può salvare la nostra vita. E il nostro mondo.

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Philip Lymbery, Dead Zone: come gli allevamenti intensivi mettono a rischio la nostra salute e la sopravvivenza di molte specie animali, Roma, Nutrimenti, 2017

BIM 333.9522 LYM

Con "Farmageddon", Philip Lymbery aveva esplorato le contraddizioni economiche e le conseguenze sull'ambiente e sulla nostra salute della produzione intensiva nell'agricoltura e nell'allevamento. Un'indagine che prosegue con questo nuovo libro, per dimostrare come l'attuale sistema -quello che garantisce carne a basso costo sugli scaffali dei supermercati - stia pesantemente danneggiando l'ecosistema del pianeta, e rappresenti, insieme ai cambiamenti climatici e alla distruzione degli habitat naturali, una delle cause principali dell'estinzione di molte specie animali. Dead Zone conduce il lettore in un safari virtuale, per studiare lo stato delle specie a rischio più emblematiche e indagare sul legame, spesso ignorato o sottovalutato, che esiste tra la loro sopravvivenza e gli allevamenti intensivi. Specie molto diverse e distanti tra loro, come l'elefante asiatico, il bisonte, il falco pellegrino, il giaguaro, il pinguino, l'usignolo e tante altre. Senza dimenticare l'Homo sapiens, a un tempo vittima e carnefice. Il volume comprende anche un capitolo inedito sul nostro paese, scritto dall'autore per questa edizione: un viaggio in Pianura Padana, terra di alcune delle eccellenze gastronomiche italiane, e una visita al fragile ecosistema del delta del Po e al parco nazionale del Gran Sasso.

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Mark Lynas, Sei gradi : la sconvolgente verià sul riscaldamento global,Roma, Fazi, 2008

EX BIM 363.73874

Nel 2001, il Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC, vincitore del Nobel per la pace nel 2007) pubblicò uno studio sconvolgente in cui prevedeva che, se l'umanità non avesse cambiato rotta, entro la fine del secolo la temperatura globale sarebbe aumentata da un minimo di 1,4 a un massimo di 5,8 gradi. In questo libro Mark Lynas, giornalista e attivista britannico, per la prima volta ci descrive, grado per grado, le conseguenze di un tale cambiamento climatico - apparentemente di poco conto - sulla Terra. E sulla vita di ognuno di noi. Un grado in più: gran parte delle barriere coralline e dei ghiacciai scomparirebbero. Due gradi: l'arcipelago di Tuvalu, nell'oceano Pacifico, verrebbe completamente sommerso. Tre gradi: la maggior parte della foresta amazzonica verrebbe distrutta da incendi e periodi di siccità; in Europa si avrebbero le temperature che attualmente si registrano in Medio Oriente e in Nord Africa. Quattro gradi: il livello degli oceani si innalzerebbe al punto di distruggere paesi quali il Bangladesh e l'Egitto e sommergere città come Venezia. Cinque gradi: milioni di persone sarebbero costrette a lasciare le aree in cui vivevano perché ormai inabitabili, scatenando possibili conflitti per il controllo delle ultime risorse presenti sul pianeta. Ma con sei gradi in più, quasi tutte le forme di vita (compresa quella umana) scomparirebbero.

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Richard A. Oppenlander, Regime alimentare: pesca intensiva e allevamenti industriali: le conseguenze delle nostre cattive abitudini a tavola, Milano : Chiarelettere, 2017

BIM 394.12 OPPER
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Questo libro smaschera una lobby mondiale potentissima di cui troppo poco si parla, l'industria zootecnica, e illustra le conseguenze delle nostre abitudini alimentari, in particolare del consumo di carne, latticini, ma anche pesce, sull'ambiente e sulla nostra salute. Ogni anno abbattiamo 70 miliardi di animali per uso alimentare - dieci volte la popolazione mondiale -, eppure ignoriamo queste proporzioni. Per produrre un chilo di carne bovina occorrono circa 15.000 litri di acqua. Il 70 per cento delle foreste pluviali è stato abbattuto o bruciato per lasciare sempre più spazio agli allevamenti intensivi. Ciò che mangiamo genera giorno dopo giorno più inquinamento e surriscaldamento climatico di tutte le autovetture, gli aerei, gli autobus e i camion messi insieme. Ci vengono suggerite buone pratiche ecologiche quotidiane - la raccolta differenziata, un impiego domestico moderato di acqua, l'acquisto di lampadine a basso consumo, l'uso della bicicletta e dei mezzi pubblici -, ma nessuno ci dice con chiarezza che il fattore più devastante per l'ambiente in cui viviamo non sono le automobili o le grandi fabbriche bensì il nostro regime alimentare. Spesso sono le stesse associazioni ambientaliste a coprire gli affari e gli interessi dell'industria zootecnica. "Regime alimentare" è un libro politico e un pamphlet ricco di dati che invita a un consumo alimentare più consapevole. Per il nostro benessere e per la salute dell'ambiente in cui viviamo.

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Monica Pelliccia, Adelina Zarlenga , La rivoluzione delle api: come salvare l'alimentazione e l'agricoltura nel mondo, Roma, Nutrimenti, 2018

BIM 638.1 PELLM
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Non faceva mistero della sua passione per l'apicoltura, Tolstoj: ammirava a tal punto il regno delle api da erigerlo a emblema della perfetta organizzazione sociale. E da sempre donne e uomini sono affascinati dall'incessante e meticolosa operosità di questi animali, sedotti dalla dolcezza del loro miele. Ma gli insetti a strisce valgono molto di più. Le api sono responsabili del settantacinque per cento di ciò che arriva sulle nostre tavole: l'impollinazione, un effetto 'collaterale' della loro attività bottinatrice, contribuisce alla nascita e diffusione di piante fondamentali per la nostra alimentazione, e al mantenimento della biodiversità. Allo stato attuale, l'agricoltura mondiale delle grandi monocolture fa largo uso di veleni e pesticidi, tra cui i neonicotinoidi, letali per le api. La loro vita, già compromessa dagli effetti sul clima del riscaldamento globale, è in serio pericolo: in ogni angolo della terra, apicoltori e ricercatori registrano sempre più spesso morti improvvise di interi alveari. Analizzando il grado di incidenza delle morie sul settore agroalimentare, La rivoluzione delle api presenta una fiduciosa risposta al fenomeno: le attività e iniziative di salvaguardia e controllo che apicoltori, agricoltori, studiosi ed esperte, ma anche le amministrazioni pubbliche, stanno portando avanti con grande impegno e perseveranza, in Italia e all'estero, affinché le api ritornino a essere le principali garanti per la quantità e la qualità del nostro cibo. Come natura comanda.

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Giorgio Vacchiano, La resilienza del bosco: storie di foreste che cambiano il pianeta, Milano, Mondadori, 2019

BIM 577.3 RESDB
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Siamo abituati a pensare che le foreste siano statiche, che stiano lì, immobili, da sempre. Ma non è così. Semplicemente vivono, e cambiano, a un ritmo più lento del nostro. C'è, tuttavia, un momento in cui abbiamo la possibilità di apprezzarne il cambiamento, e, ironia della sorte, è proprio quando vi si abbatte una calamità o, come si dice in ecologia, un «disturbo». Che sia un incendio, un'alluvione, un'eruzione, ciò che segue non è l'estinzione totale. Al contrario. Disturbi di questo tipo sconvolgono un ecosistema, ma al tempo stesso aprono la strada a nuove specie animali e vegetali. Come le orchidee, ad esempio, che muoiono all'ombra fitta degli alberi, ma proliferano nei terreni aperti e assolati. O come le aquile, che battono le foreste disastrate perché, senza gli alberi, godono di maggiore visibilità sulle prede a terra. Ed è proprio questa capacità di adattamento, questa naturale resilienza, ad accumunare i boschi e le foreste che Vacchiano ha incontrato durante la sua attività di ricerca e i suoi viaggi, e che racconta in queste pagine. Una resilienza acquisita grazie a milioni di anni di lenta evoluzione, che però potrebbe non bastare di fronte alle pressioni e ai cambiamenti estremamente repentini a cui stiamo sottoponendo la nostra casa comune da un secolo a questa parte. E quindi? Vacchiano indica una strada. Dal parco nazionale di Yellowstone negli Stati Uniti alla foresta pluviale delle isole Haida Gwaii nell'Oceano Pacifico, fino alla piemontese Val Sessera, ogni bosco rivela storie di connessioni: tra alberi e alberi, tra alberi e animali, tra alberi e acqua, o aria, o fuoco. Tra alberi e uomini. E anche, tra uomini e uomini. Dimostrando quanto siamo immersi negli ecosistemi che ci danno la vita. Siamo in relazione con ogni loro elemento. Che ne siamo consapevoli o meno, noi siamo una loro causa e un loro effetto. Le storie che Vacchiano racconta parlano di piante, boschi, foreste, ma soprattutto di noi, di come sapremo immaginare il nostro futuro in relazione all'ambiente che ci circonda.

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Sebastiao Salgado, Dalla mia terra alla terra, Roma, Contrasto, 2014

BIM 770.92 SALGS

"Adoro la fotografia, adoro fotografare, tenere in mano la fotocamera, giocare con le inquadrature e con la luce. Adoro vivere con la gente, osservare le comunità e ora anche gli animali, gli alberi, le pietre. E un'esigenza che proviene dal profondo di me stesso. È il desiderio di fotografare che mi spinge di continuo a ripartire. Ad andare a vedere altrove. A realizzare sempre e comunque nuove immagini."

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Francesca Santolini, Profughi del clima: chi sono, da dove vengono, dove andranno, Soveria Mannelli: Rubbettino, 2019

BIM 304.82 SANTF
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Migranti climatici, rifugiati ambientali, eco profughi, indignados del clima: sono tante le espressioni per definire la nuova migrazione forzata che rischia di trasformarsi nella più grave crisi dei rifugiati dalla Seconda guerra mondiale. Un fenomeno in corso di cui nessuno parla e di cui nessuno si occupa davvero, con milioni di profughi "fantasmi" per i quali nessun Paese prevede ancora uno status giuridico e il diritto d'asilo. Quanti sono? Chi sono? Da dove partono? Dove andranno? L'unica certezza è questa: dalle aree più povere del pianeta gli indifesi sono costretti all'esodo man mano che le condizioni di vita diventano impossibili per catastrofi meteo-climatiche come alluvioni, siccità, aumento del livello del mare, desertificazione, mancanza d'acqua, degrado degli ecosistemi. Dai 40 piccoli Stati del mondo riuniti neW'Alliance ofSmall Islands all'Italia -avamposto degli effetti dei cambiamenti climatici - tutti i perché sulla più grande sfida del XXI secolo. Cosa rischiamo, come possiamo fronteggiare i nuovi problemi e perché è l'ora di far partire la madre di tutte le battaglie: quella per il clima.

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Greta Thunberg, Nessuno è troppo piccolo per fare la differenza, Milano, Mondadori, 2019

BIM 363.73 THUNG
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Nell'agosto 2018 la quindicenne svedese Greta Thunberg decise di scioperare dalla scuola per richiamare l'attenzione sul mancato rispetto dell'Accordo di Parigi sul clima. Da allora ogni venerdì si mette davanti al Parlamento a Stoccolma, o in altre piazze del mondo, con un cartellone scritto da lei su cui si legge «Skolstrejk för Klimatet» (Sciopero dalla scuola per il clima). Quello slogan, quel gesto hanno ispirato migliaia di giovani e sono diventati un fenomeno globale. Studenti e studentesse di tutto il mondo si sono uniti a Greta nella sua battaglia per la salvaguardia del pianeta, tanto da creare un movimento che, ogni settimana, si raduna per protestare pacificamente secondo il motto #FridaysForFuture. Greta, in quanto portavoce, è stata invitata a conferenze, comizi e altre manifestazioni pubbliche e in ognuna di queste occasioni è stata lei stessa a scriversi il discorso, dopo essersi fatta confermare da scienziati e ricercatori solo i dati relativi al cambiamento climatico.
Questo libro raccoglie i suoi discorsi più importanti, dal primo intervento pubblico in occasione della Marcia per il clima di Stoccolma al suo intervento alla manifestazione FridaysForFuture di Vienna. Secondo il segretario generale delle Nazioni Unite, abbiamo tempo fino al 2020 per invertire la curva delle emissioni, se questo non accade, se non conteniamo il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi, il mondo dovrà affrontare una minaccia diretta alla sua stessa esistenza. Uno scenario da incubo. «Ma se pochi ragazzi riescono a finire in prima pagina in tutto il mondo semplicemente non andando a scuola per qualche settimana, immaginate cosa potremmo fare insieme se volessimo. Ogni singolo individuo conta.» Nessuno è troppo piccolo per fare la differenza.

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Fred Vargas, L’umanità in pericolo: facciamo qualcosa subito, Torino, Einaudi, 2020

BIM 363.7009051 VARGF
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Per anni, le élite politiche e finanziarie hanno nascosto la verità. Senza una drastica riduzione delle emissioni di CO2, entro il 2100 fino al 75% degli abitanti del pianeta potrebbe essere annientata da ondate di calore. Cambiare non è solo auspicabile, spiega Fred Vargas, ma necessario. Dobbiamo modificare la nostra dieta per incidere sempre meno sul cambiamento climatico; ridurre drasticamente la produzione di rifiuti e passare all'energia pulita. Lavorando insieme, riflettendo e immaginando soluzioni, l'umanità può ancora cambiare rotta e salvare sé stessa e il pianeta .

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Alan Weisman, Conto alla rovescia: quanto potremo ancora resistere?, Torino, Einaudi, 2014

EX BIM 304.2 WEI

Ne "II mondo senza di noi", Alan Weisman raccontava di come la Terra sarebbe stata in grado di autorigenerarsi nel momento in cui fosse cessato lo sfruttamento selvaggio dell'uomo. Alla base di quel ragionamento c'era la speranza che la popolazione umana si decidesse ad assumere verso il pianeta un atteggiamento meno follemente spregiudicato. Ma con una popolazione mondiale che cresce a ritmo di un milione di persone ogni quattro giorni, e un inquinamento che surriscalda l'atmosfera e altera la composizione degli oceani, le prospettive per un lungo e prosperoso futuro sul pianeta non sembrano affatto scontate. Dalla Palestina divisa alla Cina noncurante dell'ambiente, passando per un'Italia con una Chiesa dogmatica, fino agli Stati islamici, imprevedibilmente attivi sul fronte ambientalista, Weisman viaggia in venti Paesi, interrogando numerosissimi esperti. Per rispondere ad alcune domande cruciali: quanti esseri umani può reggere il pianeta senza collassare? È possibile arrivare a una
popolazione ottimale con un'economia che assicuri prosperità anche in assenza di una crescita infinita?

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Ernst Ulrich con Weizsäcker, Anders Wijkman, Come on!: come fermare la distruzione del pianeta: rapporto al Club di Roma per il suo 50. anniversario, Firenze, Milano, Giunti; Bra, Sloow food; Pollenzo, Università di scienze gastronomiche di Pollenzo, 2018

BIM 338.927 WEIZ

"Le tendenze attuali non sono in alcun modo sostenibili. Una crescita continua secondo i parametri dominanti non può che entrare gravemente in conflitto con i limiti naturali del Pianeta. L'economia, sotto i dettami del sistema finanziario e della sua propensione alla speculazione, tende ad aggravare gli squilibri ecologici e le disuguaglianze". La diagnosi del nuovo Rapporto al Club di Roma sullo stato di salute dell'Antropocene esorta l'umanità a realizzare un "futuro prospero per tutti", a fermare la distruzione delle risorse naturali e l'inquinamento dell'atmosfera. Per raggiungere questo obiettivo c'è bisogno di un nuovo Illuminismo, di una rivoluzione concreta e mentale che sia funzionale al "mondo pieno" e allo sviluppo sostenibile. Senza inseguire astratte teorie ma perseguendo l'equilibrio tra gli esseri umani e la natura, tra il breve e il lungo periodo, tra gli interessi pubblici e privati. Agire adesso è possibile. Il benessere dell'umanità si può ottenere mettendo in campo
opportunità che abbiamo già a portata di mano: tecnologie sostenibili, produzione decentralizzata di energia pulita e abbandono di combustibili fossili.

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Peter Wohlleben, L'orologio della natura: prevedere il tempo, comprendere le stagioni : capire gli animali e le piante, conoscere l'ambiente in cui viviamo, Cesena, Macro; Bologna, Arianna, 2017

BIM 577.23 WOHLP
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Ti piacerebbe imparare a prevedere il tempo basandoti sui segnali che la natura ci lancia? Oppure comprendere gli animali e le piante che ci circondano? Peter Wohlleben ci invita a educare i sensi per percepire i segnali del vento, delle nuvole, delle piante e degli animali. Fuori dalla nostra porta di casa avvengono migliaia di piccoli e grandi fenomeni, belli e affascinanti, quasi magici, dobbiamo solo imparare a percepirli, alla scoperta della natura. Possiamo capire che tempo farà osservando i fiori, le calendule possono dirci che ore sono e le gru, sapendo come guardarle, si trasformano in termometri viventi. Un manuale ricco di divertentissimi aneddoti e preziose informazioni, ma soprattutto un appassionato appello a rispettare e vivere pienamente la natura che ci circonda.

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Daniele Zovi, Alberi sapienti, antiche foreste: come guardare, ascoltare e avere cura del bosco, Torino, UTET, 2018

BIM 577.3 ZOVID

«Se si sta dentro un bosco in posizione di ascolto, prima o poi si avverte, si intuisce la presenza di un flusso di energia che circola tra i rami, le foglie, le radici. Talvolta è un sussurro, altre volte strepiti e grida. E come se le piante parlassero tra loro.» Camminatore infaticabile e sensibilissimo osservatore della natura, Daniele Zovi, negli anni, questi suoni ha imparato ad ascoltarli e interpretarli: ha attraversato i sentieri che tagliano i boschi alpini di conifere, ha perlustrato le antiche foreste croate e slovene, si è arrampicato fino alle cime dei Picos de Europa, in Spagna, ha contemplato il più vecchio eucalipto al mondo, il Giant Tingle Tree, in Australia; seguito i semi dell'abete rosso vorticare nel vento prima di atterrare sulla neve o la chioma contorta di secolari pioppi bianchi grandi come piazze; ha rincorso le specie pioniere, gli alberi coloni che si sviluppano in territori abbandonati; analizzato cortecce e radici, fronde e resine... Un bosco, ci dice, non è solo l'insieme degli alberi che lo compongono, e neppure la somma di flora e fauna. Un bosco è il risultato di azioni e reazioni, alleanze e competizioni, crescita e crolli. Un mondo mobile, che sebbene continuiamo a sforzarci di studiare e catalogare, limitare e controllare, resterà sempre un selvaggio, vibrante spazio di meraviglia. Zovi guida il lettore in questo spazio, addentrandosi sempre più nel folto della foresta, alla ricerca dello spirito del bosco. Una ricerca che, pagina dopo pagina, appare sempre più come una ricerca del nostro spirito.


Romanzi

maggio 2020

Spesso la letteratura si è occupata e continua ad occuparsi di ecologia, con forme e temi differenti tra epoche, generi e pubblico destinatario. La sezione che segue offre esempi in questo senso, alcuni veri e propri inni alla natura: è il caso di Walden ovvero Vita nei boschi di Henry D. Thoreau (1854), con quell’ idea di mondo puro e incontaminato che pervase la cultura americana di fine ‘800; Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett (1909) e il potere rigenerativo della natura, sull’animo e sul fisico; Il barone rampante (1957), ovvero la storia di Cosimo che visse tutta la vita sugli alberi quando di alberi ce n’erano ancora, diventato presto una sorta di manifesto narrativo dell’ecologia. Oppure, per restare più vicini all’oggi basterà ricordare i contemporanei Il mondo sommerso di j. G. Ballard, e la sua visione apocalittica delle sorti del pianeta causa lo sconvolgimento climatico in atto; Senza mai arrivare in cima (2019) di Paolo Cognetti in cui torna l’amore per la montagna dell’autore (vincitore dello Strega 2017 con Le otto montagne); Il sussurro del mondo (2019) diRichard Powers, omaggio al magico universo degli alberi e dei boschi…

Addentrarsi tra le pagine di questi e degli altri romanzi che seguono sarà dunque un po' esplorare anche la natura e guardarla da un punto di vista privilegiato, quello di grandi scrittori.

 

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J. G. Ballard, Il mondo sommerso, Milano, Feltrinelli, 2005

EX PONTI SF 823
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Lo scienziato Robert Kerans fa parte di una squadra di ricercatori diretta dal colonnello Riggs che ha l'incarico di perlustrare quel che resta di intere città sommerse dalle acque in seguito a una catastrofe naturale di dimensioni straordinarie. Una sessantina di anni prima delle tempeste solari hanno causato un surriscaldamento globale che a sua volta ha prodotto lo scioglimento dei ghiacci polari e quindi un innalzamento delle acque a livello planetario. Ora, con temperature roventi, tropicali anche ai poli, e in mezzo a lagune malsane, ci si trova di fronte a metropoli irriconoscibili, precipitate come sono in un'atmosfera primordiale, e ai sopravvissuti di una civiltà scomparsa, psicopatici, malnutriti, contaminati dalle radiazioni.

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Frances Hodgson Burnett, Il giardino segreto, Varese, Crescere edizioni, 2014

PONTI 823 BURNFH
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Capolavoro della letteratura per ragazzi, pubblicato per la prima volta nel 1909, questo romanzo narra la storia di Mary Lennox, una ragazzina malaticcia, brutta e antipatica. Nata in India da genitori inglesi, sempre troppo impegnati per occuparsi di lei, Mary viene affidata a una balia e cresce arrogante e capricciosa. Rimasta orfana all'età di dieci anni a causa di un'epidemia di colera, va a vivere con uno zio, il nobile Lord Craven, in un castello nello Yorkshire. Fin dall'inizio, la vita in Inghilterra non è facile, perché lo zio ha un carattere scontroso e la governante che si occupa della ragazzina è molto severa. Con il tempo, però, Mary comincia ad ambientarsi e viene a conoscenza dei tanti segreti che la sua nuova famiglia nasconde. Scopre che lo zio è diventato così burbero da quando sua moglie è morta nel loro stupendo giardino e da allora quel giardino è chiuso a chiave. Mary riesce a trovare la chiave e a entrare nel meraviglioso giardino segreto, un luogo affascinante, da tempo abbandonato, in cui la natura ha preso il sopravvento. La attende, però, un altro mistero: sentendo un lamento, scopre che in una stanza del castello è rinchiuso un bambino.

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Italo Calvino, Il barone rampante, Milano, Oscar Mondadori, 2011

PONTI 853 CALVI
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"Un ragazzo sale su di un albero, si arrampica tra i rami, passa da una pianta all'altra, decide che non scenderà più. L'autore di questo libro non ha fatto che sviluppare questa semplice immagine e portarla alle estreme conseguenze: il protagonista trascorre l'intera vita sugli alberi, una vita tutt'altro che monotona, anzi: piena d'avventure, e tutt'altro che da eremita, però sempre mantenendo tra sé e i suoi simili questa minima ma invalicabile distanza. Ne è nato un libro ... che sfugge a ogni definizione precisa, così come il protagonista salta da un ramo di leccio a quello d'un carrubo e resta più inafferrabile d'un animale selvatico. Il vero modo d'accostarci a questo libro è quindi quello di considerarlo una specie di 'Alice nel paese delle meraviglie' o di 'Peter Pan' o di 'Barone di Münchhausen', cioè di riconoscerne la filiazione da quei classici dell'umorismo poetico e fantastico." (Italo Calvino)

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Andrea Camilleri, I tacchini non ringraziano, disegni di Paolo Canevari
Milano, Salani, 2018

PONTI 853 CAMI
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"Se veramente un giorno riusciremo a sapere quale opinione hanno di noi gli animali, sono certo che non ci resterà da fare altro che sparire dalla faccia del pianeta, sconvolti dalla vergogna. Sempre che, tra cinquant'anni, gli uomini saranno ancora in grado di provare questo sentimento. Io, fortunatamente, non ci sarò. Ma vorrei che qualche mio pronipote consegnasse agli animali una copia di questo libretto perché di me, e di moltissimi altri come me, possano avere un'opinione sia pure leggermente diversa". (Andrea Camiller). Lo zoo personale di Andrea Camilleri è fatto di animali e di storie che entreranno nella nostra vita per sempre. Sono ritratti en plein air: impossibile leggerli e vederli senza sentire dentro qualcosa di fortissimo, perché sono pieni di affetto, confondono il confine tra la coscienza umana e quella degli animali e sono sempre a favore di questi ultimi, nel senso di un'armonia della vita solo nel rispetto di tutte le specie viventi. Cani, gatti, cardellini, ma anche volpi, serpenti e tigri sono descritti come portatori di uno spirito ricco di amore e di intelligenza, molto più complesso e profondo di quanto pensiamo: una 'magaria' inesauribile. Ciascuno di loro sembra comprendere la logica degli uomini, che di volta in volta sfrutta a suo favore o prova a sconfiggere con varie strategie, sempre vincenti: dalla dignità dei tacchini al canto riconoscente di un cardellino, dall'astuzia di un lepro alla commovente compostezza di un gatto innamorato, dalla mite bellezza di una capra alla puntualità discreta di un serpente. Allo stesso tempo Camilleri ci ricorda che forse il mondo è diventato troppo brutto perché la bellezza degli animali abbia diritto a esistere. Ogni storia ci lascia con la consapevolezza dolceamara di tutto quello che rischiamo di perdere, ma anche con la quieta fiducia che sia ancora possibile un mondo in cui convivere e rispettarsi, con l'ausilio di un po' di buon senso e di umorismo, un mondo meno prepotente e più meritevole di bellezza. Quella che Paolo Canevari con la grazia e la leggerezza dei suoi animali ha fissato sulla carta, anche lui, per sempre.

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Paolo Cognetti, Senza mai arrivare in cima: viaggio in Himalaya, Torino, Einaudi, 2018

PONTI 853 COGNP
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Che cos'è l'andare in montagna senza la conquista della cima? Un atto di non violenza, un desiderio di comprensione, un girare intorno al senso del proprio camminare. Questo libro è un taccuino di viaggio, ma anche il racconto illustrato, caldo, dettagliato, di come vacillano le certezze col mal di montagna, di come si dialoga con un cane tibetano, di come il paesaggio diventa trama del corpo e dello spirito. Perché l'Himalaya non è una terra in cui addentrarsi alla leggera: è una montagna viva, abitata, usata, a volte subita, molto lontana dalla nostra. Per affrontarla serve una vera spedizione, con guide, portatori, muli, un campo da montare ogni sera e smontare ogni mattina, e soprattutto buoni compagni di viaggio. Se è vero che in montagna si cammina da soli anche quando si cammina con qualcuno, il senso di lontananza e di esplorazione rinsalda le amicizie. Le notti infinite in tenda con Nicola, l'assoluta magnificenza della montagna contemplata con Remigio, il saliscendi del cammino in alta quota, l'alterità dei luoghi e delle persone incontrate. Questo è il viaggio che Paolo Cognetti intraprende sul finire del suo quarantesimo anno, poco prima di superare il crinale della giovinezza.

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Mauro Corona, Matteo Righetto, Il passo del vento: sillabario alpino, Milano, Mondadori, 2019

BIM 796.522 CORO
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Parlare di montagna equivale a parlare dell'intera esistenza, e di come in essa si intende prendere posto. E amare la montagna significa stare al mondo con franchezza, desiderio di avventura, accortezza e spirito di solidarietà, rispetto per la vita in tutte le sue manifestazioni. Mauro Corona e Matteo Righetto, gli scrittori italiani più autorevoli sull'argomento, danno voce a ciò che per loro la montagna rappresenta, attingendo a un ricchissimo tesoro di esperienze personali, qui condensate in brevi racconti, epigrammi fulminanti, descrizioni di paesaggi naturali di bellezza inesprimibile. In queste pagine troviamo l'asprezza della roccia e la sfida delle vette, ma anche la carezza accogliente dei boschi, il ritmo lento del passeggiare; i ricordi vivissimi di un tempo che non esiste più e la consapevolezza urgente delle responsabilità da assumersi perché gli ambienti naturali possano sopravvivere ed essere il futuro dei nostri figli. I sedici milioni di abeti distrutti dal ciclone che
si è abbattuto sulle Dolomiti alla fine del 2018 evocano i caduti della Prima guerra mondiale, perché "gli alberi sono come le persone, e le foreste sono intere comunità". La descrizione di un camoscio, che con abilità di equilibrista si muove tra i picchi più impervi, sfocia in una riflessione sul cambiamento del ruolo del padre nella società contemporanea, una figura ormai così priva di spigoli da rendere difficile assumerla come riferimento e appoggio. E invece, dal momento che gli esseri umani sono alpinisti inconsapevoli e chi "guarda il cielo sente la vertigine della bellezza ma anche il vuoto del precipizio", l'appiglio è cruciale, nell'arrampicata come nella vita.

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Erri De Luca, Il peso della farfalla, Milano, Feltrinelli, 2009

PONTI 853 DELUE
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Il re dei camosci è un animale ormai stanco. Solitario e orgoglioso, da anni ha imposto al branco la sua supremazia. Forse è giunto il tempo che le sue corna si arrendano a quelle di un figlio più deciso. E novembre, tempo di duelli: è il tempo delle femmine. Dalla valle sale l'odore dell'uomo, dell'assassino di sua madre. Anche l'uomo, quell'uomo, era in là negli anni, e gran parte della sua vita era passata a cacciare di frodo le bestie in montagna. E anche quell'uomo porta, impropriamente, il nome di "re dei camosci" - per quanti ne aveva uccisi. Ha una Trecento magnum e una pallottola da undici grammi: non lasciava mai la bestia ferita, l'abbatteva con un solo colpo. Erri De Luca spia l'imminenza dello scontro, di un duello che sembra contenere tutti i duelli. Lo fa entrando in due solitudini diverse: quella del grande camoscio fermo sotto l'immensa e protettiva volta del cielo e quella del cacciatore, del ladro di bestiame, che non ha mai avuto una vera storia da raccontare per rapire l'attenzione delle donne, per vincere la sua battaglia con gli altri uomini . "In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove," dice De Luca. E qui si racconta, per l'appunto, di questi due animali che si fronteggiano da una distanza sempre meno sensibile, fino alla pietà di un abbraccio mortale.

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Jonathan Franzen, Libertà, Torino, Einaudi, 2011

PONTI 813 FRANJ
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Walter e Patty erano arrivati a Ramsey Hill come i giovani pionieri di una nuova borghesia urbana: colti, educati, progressisti, benestanti e adeguatamente simpatici. Fuggivano dalla generazione dei padri e dai loro quartieri residenziali, dalle nevrosi e dalle scelte sbagliate in mezzo a cui erano cresciuti: Ramsey Hill (pur con certe residue sacche di resistenza rappresentate, ai loro occhi, dai vicini poveri, volgari e conservatori) era per i Berglund una frontiera da colonizzare, la possibilità di rinnovare quel mito dell'America come terra di libertà "dove un figlio poteva ancora sentirsi speciale". Avevano dimenticato però che "niente disturba questa sensazione quanto la presenza di altri esseri umani che si sentono speciali". E infatti qualcosa dev'essere andato storto se, dopo qualche anno, scopriamo che Joey, il figlio sedicenne, è andato a vivere con la sua ragazza a casa degli odiati vicini, Patty è un po' troppo spesso in compagnia di Richard Katz, amico di infanzia del marito e musicista rock, mentre Walter, il timido e gentile devoto della raccolta differenziata e del cibo a impatto zero, viene bollato dai giornali come "arrogante, tirannico ed eticamente compromesso". Siamo negli anni Duemila, anni in cui negli Stati Uniti (e non solo...) la libertà è stata come non mai il campo di battaglia e la posta in gioco di uno scontro il cui fronte attraversa tanto il dibattito pubblico quanto le vite delle famiglie.

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Jean Giono, L'uomo che piantava gli alberi, Milano, Salani, 1996

EX PONTI 843 GIO
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Storia di un incontro provvidenziale tra il giovane Elzéard e un contadino che gli insegnerà il valore della terra e del lavoro. Indotto dall’esempio del maestro, il ragazzo, costretto a partire per la guerra decide di seminare alberi per tutto il sentiero che percorre. Verrà ricompensato al suo ritorno dal paesaggio rigoglioso e lussureggiante che ne otterrà …

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Ernest Hemingway, Il vecchio e il mare, Milano, Oscar Mondadori, 1989

EX PONTI 813 HEM
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Dopo ottantaquattro giorni durante i quali non è riuscito a pescare nulla, il vecchio Santiago trova la forza di riprendere il mare: questa nuova battuta di pesca rinnova il suo apprendistato di pescatore e sigilla la sua simbolica iniziazione. Nella disperata caccia a un enorme pesce spada dei Caraibi. nella lotta quasi a mani nude contro gli squali che un pezzo alla volta gli strappano la preda, lasciandogli solo il simbolo della vittoria e della maledizione finalmente sconfitta. Santiago stabilisce, forse per la prima volta, una vera fratellanza con le forze incontenibili della natura. E, soprattutto, trova dentro di sé il segno e la presenza del proprio coraggio, la giustificazione di tutta una vita.

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Jack London, Il richiamo della foresta, Milano, Bompiani, 1987

ANDALO 813.52 LO
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La vita di Buck, cane di razza abituato al clima mite e alla tranquillità degli Stati Uniti del Sud, ha un'improvvisa svolta quando, per una scommessa persa, è venduto e spedito al Nord, come cane da slitta. Piegato all'obbedienza da un esperto allevatore, riesce a far fronte alle nuove esigenze e a sopravvivere alle privazioni e al clima inclemente. Ma qualcosa è cambiato in lui: nel suo comportamento riaffiorano istinti sopiti. Buck sente crescere, sempre più forte, il contrasto tra natura e educazione, tra amore per il padrone e slancio incontenibile verso la libertà.

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Richard Powers, Il sussurro del mondo, Milano, La nave di Teseo, 2019

PONTI 813 POWER
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Patricia Westerford - "Patty-la-Pianta" - comincia a parlare all'età di tre anni. Quando finalmente le parole iniziano a fluire, assomigliano piuttosto a un farfugliare incomprensibile. L'unico che sembra capire il mondo di Patricia, sin da piccola innamorata di qualsiasi cosa avesse dei ramoscelli, è suo padre - "la sua aria e la sua acqua" - che la porta con sé nei viaggi attraverso i boschi e le foreste d'America, a scoprire la misteriosa e stupefacente varietà di alberi. Cresciuta, dottorata ribelle in botanica, Patty-la-Pianta fa una scoperta sensazionale che potrebbe rappresentare l'alfa e l'omega della natura, il disvelamento del mistero del mondo: il compimento di una vita spesa ad ascoltare e guardare gli alberi, sin dalla nascita. Ma in realtà questo è solo l'inizio. Intorno a Patty-la-Pianta si intrecciano i destini di nove indimenticabili personaggi che a poco a poco convergono in California dove una sequoia gigante rischia di essere abbattuta da uomini sordi e ciechi. Il sussurro del mondo è un'opera immensa, un appassionato atto di resistenza e impegno, un inno d'amore alla letteratura, al potere delle storie, alla grandiosità della natura.

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Mario Rigoni Stern, Il bosco degli Urogalli, Torino, Einaudi, 1962

MA.PO RIGOSM BOS
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Storie di cacciatori, di animali selvatici, di cani, di montagne in cui si respira l'anima degli spazi aperti e di paesaggi impervi solo sfiorati dalla presenza umana. Rigoni sa rendere la limpida immediatezza di ciò che ci circonda e insieme un accento di fiducia nella vita, sprigionando un sentimento altamente poetico e un genuino amore per il suo mondo alpino. Il bosco degli urogalli narra di villaggi chiusi nell'inverno con il grato fuoco delle cucine, della solitudine delle albe per i sentieri delle montagne, dei silenzi che riempiono i boschi, attraverso un linguaggio lirico e allo stesso tempo semplice che restituisce al lettore i paesaggi fraterni e familiari del «sergente Rigoni Stern».

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Mario Rigoni Stern, Uomini, boschi e api, Torino, Einaudi, 1980

MA.PO RIGOSM UOM
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"Vorrei che tutti potessero ascoltare il canto delle coturnici al sorgere del sole, vedere i caprioli sui pascoli in primavera, i larici arrossati dall'autunno sui cigli delle rocce, il guizzare dei pesci tra le acque chiare dei torrenti e le api raccogliere il nettare dai ciliegi in fiore. In questi racconti scrivo di luoghi paesani, di ambienti naturali ancora vivibili, di quei meravigliosi insetti sociali che sono le api, ma anche di lavori antichi che lentamente e inesorabilmente stanno scomparendo. Almeno qui, nel mondo occidentale. Nella prima parte leggerete ricordi di tempi assai tristi, quando, da giovani ci trovammo coinvolti in quella che dalla storia viene definita Seconda guerra mondiale. Leggendo più avanti troverete anche storie di animali selvatici e di uomini che vivevano e qualcuno ancora vive in un ambiente sempre più difficile da conservare. I miei brevi racconti non parlano di primavere silenziose, di alberi rinsecchiti, di morte per cancro, ma di cose che ancora si possono godere purché si abbia desiderio di vita, volontà di camminare e pazienza di osservare".

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Henry D. Thoreau, Walden ovvero Vita nei boschi, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 1988

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Nel luglio 1845 Henry Thoreau, a ventotto anni, lascia la sua città natale e va a vivere sulle rive del lago Walden, in una capanna da lui stesso costruita, e vi rimane oltre due anni. Nella quiete dei boschi coltiva il suo orto, legge, osserva gli animali, passeggia nella natura o fino a qualche villaggio vicino, scrive, fa piccoli lavori in casa, nuota. Thoreau vuole "marciare al suono di un tamburo diverso" e cerca la libertà immergendosi nei ritmi della natura. Testo seminale della consapevolezza ambientalista e caposaldo della controcultura americana, "Walden" è il resoconto autobiografico di questo esperimento di vita solitaria, la cronaca quotidiana di un ritorno alla semplicità, una dichiarazione d'indipendenza dalla pochezza morale di una società dedita all'accumulazione di ricchezza.

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Paolo Volponi, Il pianeta irritabile in Romanzi e prose, V. 2, Torino, Einaudi, 2002

PONTI 853 VOLPP
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Nel 2293 quattro esseri viventi - la scimmia Epistola, feroce e terrorista, l'oca Plan Calcule, l'elefante Roboamo e un nano dai molti nomi - si sottraggono alle ceneri di un'esplosione atomica e iniziano un viaggio alla ricerca di un'improbabile salvezza in un nuovo universo. I quattro grotteschi cavalieri dell'Apocalisse devono eliminare ogni ostacolo ed essere vivente che incontrano sul loro cammino, mentre tra scoppi d'ira, fantasie di massacro, incubi della materia, l'imitatore del canto di tutti gli uccelli li segue senza rivelarsi, in vista dell'ultima grande battaglia. Pubblicato per la prima volta nel 1978, il libro contiene un'ammonizione e una speranza, oggi ancora più attuali. Il naufragio del pianeta è evitabile se la vita sarà protetta dal grande nemico del gruppo: la deficiente razionalità del sistema economico.

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E. O. Wilson, Anthill, Roma, Elliot, 2010

PONTI 813 WILSE

Dall'autore di Creazione, lo straordinario e inaspettato esordio narrativo di uno dei più grandi scienziati viventi. Salutato unanimemente in America come uno dei migliori e più importanti romanzi dell'anno, Anthill nana le avventure di un moderno Huckleberry Finn, Raff Cody. Il suo amore pazzo, improbabile e più forte di ogni ostacolo per le formiche e il regno naturale a cui appartengono trasformerà per sempre la vita del ragazzo e quella degli abitanti di Nokobee County, una magnifica riserva naturale insidiata dalle speculazioni edilizie e da affaristi senza scrupoli. Parallela alle avventure di Raff, scorre epica e potente la saga di alcune colonie di formiche della stessa riserva di Nokobee, vera e propria epopea di guerre, conquiste, creazione e distruzione, alla quale il giovane assiste affascinato e meravigliato. Edward 0. Wilson, due volte Premio Pulitzer per la propria opera scientifica, in questo suo primo magnifico romanzo ci racconta l'insolita storia di un ragazzo coraggioso e idealista che cresce determinato a salvare il mondo dal suo nemico più grande: l'Uomo. Romanzo di formazione, parabola ecologista e riflessione sul rapporto tra uomo e natura, Anthill è un libro magico e indimenticabile, monito e fonte di grande ispirazione per il futuro stesso del nostro pianeta.

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Wu Ming 2, Il sentiero degli dei, Portogruaro, Ediciclo, 2010

PONTI 853 WU M2

In una mattina di fine estate, Gerolamo porta i suoi due figli a Parco Talon, distesa di boschi e prati alle porte di Bologna. Seguendo le tracce di un capriolo, i tre finiscono su un sentiero mai visto, di fronte a un cartello che punta verso sud e dice semplicemente: Firenze. Passa un giorno e sul piazzale della stazione, Gerolamo contempla la stele di Trenitalia eretta per celebrare l'apertura della tratta Bologna-Firenze ad Alta Velocità. Nasce così l'idea di scavalcare a piedi l'Appennino, per scoprire il mondo che i nuovi treni attraverseranno in galleria, senza potergli dedicare nemmeno uno sguardo. Come uno strano detective alla rovescia, Gerolamo si mette in strada per scoprire non il colpevole, ma le vittime di un delitto annunciato. Cosa ci si perde, a guadagnare venti minuti di tempo nel percorso tra due città? Cosa non vedono i milioni di italiani che ogni anno passano per questo imbuto del trasporto nazionale, un territorio al servizio di auto ed Eurostar? La risposta, per
nulla scontata, arriverà dopo cinque giorni di viaggio a cinque chilometri all'ora, tra incontri e leggende, disastri ambientali e faggete silenziose, caprioli che brucano sotto i viadotti e ruderi di antiche locande che ospitano nuovi pellegrini.


Film

maggio 2020

Sono di seguito raccolti alcuni film e molti documentari, divulgativi e di denuncia, che hanno per oggetto la natura, raccontata attraverso i paesaggi, le regioni più remote, le tante specie animali che popolano il globo a più latitudini, il rapporto dell’uomo con l’ambiente condizionato da culture e tradizioni, stili di vita e sviluppo tecnologico.

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Apocalisse nel deserto, un film di Werner Herzog, Germnia, 1992

VIDEO DOCUMENTARIO APOND

Il disastro provocato dall'incendio dei pozzi petroliferi in Kuwait commentato senza l'uso della parola da immagini affascinanti accompagnate dalla musica.

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Avatar, James Cameron, USA, Gran Bretagna, 2009

VIDEO FANTASCIENZA AVA

Jake Sully è un ex Marine costretto a vivere sulla sedia a rotelle. Nonostante il suo corpo martoriato, Jake nel profondo è ancora un combattente e per questo è stato reclutato per viaggiare anni luce sino all'avamposto umano su Pandora, dove alcune società stanno estraendo un raro minerale che è la chiave per risolvere la crisi energetica sulla Terra. Poiché l'atmosfera di Pandora è tossica, è stato creato il Programma "Avatar", in cui i "piloti" umani collegano le loro coscienze ad un avatar, un corpo organico controllato a distanza che può sopravvivere nell'atmosfera letale. Questi avatar sono degli ibridi geneticamente sviluppati dal DNA umano unito al DNA dei nativi di Pandora, i Na'vi. Rinato nel suo corpo di Avatar, Jake può camminare nuovamente. Gli viene affidata la missione di infiltrarsi tra i Na'vi che sono diventati l'ostacolo maggiore per l'estrazione del prezioso minerale. Ma una bellissima donna Na'vi, Neytiri, salva la vita a Jake, e questo cambia tutto. Jake viene introdotto da lei nel clan e impara a diventare uno di loro attraverso numerose prove e avventure. Man mano che il rapporto tra Jake e la sua istruttrice ribelle Neytiri si approfondisce, lui impara a rispettare il modo di vivere dei Na'vi e finisce col trovare il suo posto tra loro. Presto dovrà superare la prova finale mettendosi alla loro guida in un'epica battaglia che deciderà il destino di un intero mondo.

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Earth: la nostra Terra, diretto da Alastair Fothergill e Mark Linfield, Gran Bretagna, Germania, USA 2007

VIDEO DOCUMENTARIO EAR

Un viaggio attraverso il pianeta Terra, utilizzando il sole come guida. Tre madri lottano per crescere i loro piccoli: nell'artico un'orsa polare e suoi cuccioli vanno alla ricerca di cibo prima che il ghiaccio si sciolga; nel deserto del Kalahari un'elefantessa e il suo piccolo trovano l'acqua dopo un lungo cammino, ma devono dividerla con un branco di leoni; infine, una balena cerca di proteggere il suo piccolo durante la migrazione.

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I figli degli uomini, a film by Alfonso Cuarón, Giappone, inghilerra, Stati Uniti, 2006

VIDEO AVVENTURA FIGDU

In un futuro prossimo l'umanità non riesce più a riprodursi. Nel momento in cui, dopo 20 anni di sterilità generale, una donna riesce miracolosamente a rimanere incinta, si diffonde una grande inquietudine fra gli abitanti della Terra e la futura mamma deve essere protetta.

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God save the green, un film documentario di Michele Mellara e Alessandro Rossi
Bologna, Cineteca di Bologna, 2013

VIDEO DOCUMENTARIO GODSTG

Storie di gruppi persone che, attraverso il verde urbano, hanno dato un nuovo senso alla parola comunità ed allo stesso tempo hanno cambiato in meglio il tessuto sociale e urbano in cui vivono. Le storie si svolgono nelle periferie di medie e grandi città del Nord e del Sud del mondo: Torino, Bologna, Nairobi, Casablanca, Teresina, Berlino. Sequenze: 1) Quartiere popolare di Casablanca: terreni incolti convertiti a orti per la comunità da un contadino. 3) Testimoninza del contadino 4) Scene di vità della comunità 5) Strade di Teresina (Brasile) 6) Serra collettiva a coltivazione idroponica 7) Testimonianza di alcune delle 10 madri di famiglia che gestiscono la serra 8) Vendita dei prodotti porta a porta 9) Testimonianza di un operatore sociale 10) Coltivazione idroponica su un tetto a Bologna 11) Orti comunitari a Berlino nell'area di un ex-areoporto 12) Testimonianza di una attivista del movimento per il verde urbano 13) Incontro con attivisti nel loro giardino collettivo presso il confine con la ex Berlino Est 14) Ristorante all'aperto che utilizza i prodotti dell'orto mobile in una area dismessa 15) Testimonianza di un immigrato turco che ha creato nel 1986 ai piedi del Muro un orto in terra di nessuno 16) Baraccopoli di Nairobi: coltivazione di verdure in sacchi di terra. 17) Testimonianze di operatori sociali 18) Preparazione dei sacchi per la coltivazione 19) Orto-giardino pensile a Torino 20) Testimonianza del proprietario 21) Interventi spontanei sul verde urbano da parte di cittadini attivisti a Berlino. 22) Testimonianza di un giardiniere "guerrillero" a Berlino.

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Il grande Nord, un film di Nicolas Vanier, Francia, Canada, Svizzera, Germania, Italia 2004

EX VIDEO DOCUMENTARIO GRAN

Norman Winther è uno degli ultimi cacciatori a conservare un rapporto con la Natura, in questo caso le maestose Montagne Rocciose dello Yukon, basato su una profonda conoscenza dell'ambiente e un grande rispetto degli equilibri naturali. Insieme a sua moglie Nebaska, un'indiana Nahanni, e ai suoi fedeli cani da slitta, Norman ci conduce alla scoperta di un mondo ritmato dal respiro delle stagioni.

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Grizzly man, un film di Werner Herzog, USA 2005

VIDEO DOCUMENTARIO GRIM

Timothy Treadwell viveva in Alaska per documentare, vivere e studiare il famoso orso grigio del Nord America. Fu ucciso con la sua ragazza, Amie Huguenard da un orso nel 2003.

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Il mondo perduto, i cortometraggi di Vittorio De Seta, 1954-1959, Italia, 2008

VIDEO DOCUMENTARIO MONP

Nel 1954 Vittorio De Seta gira sei documentari in Sicilia ("Lu tempu di li pisci spata", "Isole di fuoco", "Surfarara", "Pasqua in Sicilia", "Contadini del mare", "Parabola d'oro"). Fortemente innovativi, sono subito riconosciuti a livello internazionale. Nel '58-59 dirige altri quattro importanti cortometraggi, in Sicilia ("Pescherecci"), in Sardegna ("Pastori di Orgosolo"; "Un giorno in Barbogia"), in Calabria ("I dimenticati"). De Seta rivolge sempre il suo sguardo partecipe a realtà già allora minacciate da "uno sviluppo senza progresso", donando una preziosa testimonianza di riti, usanze e saperi ormai scomparsi. E lo fa senza trascurare la bellezza delle inquadrature, le innovazioni tecniche più recenti e l'eredità del cinema più importante del mezzo secolo precedente.

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Nausicaa della valle del vento, regia di Hayao Miyazaki, Gaippone, 1984

VIDEO ANIMAZIONE NAUDVD

Mille anni dopo una guerra mondiale, un regno ai confini con il mare conosciuto come La valle del vento è una delle poche uniche zone ancora popolate. Il regno è governato da Jihl che ha una figlia, la coraggiosa Principessa Nausicaa. La ragazza ha due doni, il primo di saper cavalcare il vento e volare come gli uccelli e l'altro di sapere comunicare con gli Ohmu, giganteschi insetti a guardia della foresta tossica che si estende intorno a tutta la Terra. Così Nausicaa insieme ai suoi coraggiosi compagni e agli abitanti della Valle, cercherà di ripristinare il legame tra umanità e Terra.

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Planet Ocean, diretto da Yann Arthus-Bertrand & Michael Pitiot, Francia, 2012

VIDEO DOCUMENTARIO PLAO

Possiamo immaginare un film che cambi il modo in cui la gente vede l'oceano? Possiamo spiegare con semplicità, a tutti, il più grande mistero naturale del nostro pianeta? E infine, possiamo aiutare i bambini a credere in un mondo migliore, più sostenibile? Questa è la tripla sfida della nuova avventura cinematografica firmata da Yann Arthus-bertrand e Michael Pitiot, che si avvale delle missioni scientifiche di un'équipe unica di ricercatori, oceanografi e biologi provenienti da svariati paesi. Grazie alla sua fotografia stupefacente, il film ci porta in un eccezionale viaggio senza precedenti nel cuore delle regioni meno conosciute della terra e narra le esperienze umane più meravigliose e più terribili del nostro tempo. Girato in condizioni geografiche estreme tutto attorno al globo, descrive l'odissea moderna di chi decide di scoprire il pianeta blu.

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Il popolo migratore, un film di Jacques Perrin, Francia, Germania, Spagna, Italia, Svizzera, 2001

VIDEO DOCUMENTARIO POPM

Documentario sulla vita degli uccelli migratori, corredato di immagini di paesaggio davvero emozionanti…

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Principessa Mononoke, diretto da Hayao Miyazaki, Giappone, 1997

VIDEO ANIMAZIONE PRIM

Ashitaka, un guerriero Emishi, viene colpito da una maledizione dopo aver salvato il suo villaggio dalla furia di Nume cinghiale, impazzito dall'ira. Destinato a morte certa, il giovane abbandona il villaggio per evitare che il maleficio ricada su tutti gli abitanti. Durante il suo viaggio per liberarsi dalla maledizione, si ritroverà immischiato in una guerra tra umani e divinità. È qui che incontrerà le due acerrime nemiche Eboshi, la padrona della città del ferro, e San, la principessa spettro. L'umana che cerca di distruggere il bosco delle divinità e la ragazza lupo che cerca di contrastarla.

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Profondo blu: benvenuti in un altro mondo, regia Alastair Fothergill e Andy Byatt, Gran Bretagna, Germania, 2003

VIDEO DOCUMENTARIO PROB

La sinfonia delle onde del mare nasconde segreti e sorprese. Violenza, vita, morte, movimento, staticità. Rito, abitudine, comportamento. Le leggi della natura fra musica e immagini.

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Le quattro volte, un film scritto e diretto da Michelangelo Frammartino, Italia, Germania, Svizzera, 2010

VIDEO DOCUMENTARIO QUAV

Un vecchio pastore ammalato conduce con fatica le sue capre al pascolo sui monti della Calabria. La cura che ogni sera beve è data della terra argillosa che una donna gli consegna nella sacrestia della chiesa dopo averla benedetta e incartata in una striscia di giornale. Una capretta nasce e con fatica muove i suoi primi passi nella vita. Una sacra rappresentazione della Passione di Cristo percorre la via centrale del paese; Un albero della cuccagna viene issato. Il tempo scorre.
Michelangelo Frammartino, a sette anni di distanza da Il dono, torna a leggere e a proporci il volto antico della Calabria. Lo fa con il pudore di uno sguardo che osserva una realtà in parte senza tempo con il desiderio non di proporla retoricamente come modello ma con la voglia di preservare una memoria che rischia di scomparire. L'anziano pastore che si cura con una pozione di terra benedetta la tosse che gli devasta i polmoni non è presentato come un pazzo ignorante. Lo seguiamo invece con affetto condividendone le fatiche quotidiane.
È un cinema sicuramente debitore nei confronti di Piavoli quello di Frammartino soprattutto quando si immerge nella Natura ancora incontaminata dei monti calabri.
la città incantata […] (Giancarlo Zappoli, /www.mymovies.it)

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Re della Terra Selvaggia: Beasts of the Southern Wild, diretto da Benh Zeitlin, USA, 2012

VIDEO DRAMMATICO RE DTS

In Re della terra selvaggia, film del 2012 di Benh Zeitlin, la piccola Hushpuppy (Quvenzhané Wallis) di soli sei anni vive con il padre Wink (Dwight Henry) in un zona della Louisiana conosciuta come "La vasca" a causa dei numerosi allagamenti. Le temperature in aumento e il conseguente scioglimento dei ghiacciai provocano l'imminente avanzata di forti tempeste; in attesa dell'uragano, Wink scopre di essere gravemente malato e decide di preparare la figlia a sopravvivere senza di lui per diventare Re della terra selvaggia. (movieplayer.it)

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Resistenza naturale, un film di Jonathan Nossiter, Italia, Francia, 2014

VIDEO DOCUMENTARIO RESN

Dieci anni dopo "Mondovino", Jonathan Nossiter racconta l'urgenza e le sorprese di una nuova resistenza italiana: nel vino, nell'agricoltura e nel cinema. Scopre un movimento di vignaioli e agricoltori 'naturali' che ci offre speranza e gioia tramite la ribellione contro un sistema politico-economico che omologa e avvelena la produzione agroalimentare. Vivendo come molti di noi sognerebbero, Corrado Dottori e Valeria Bochi (La Distesa), Elena Pantaleoni e Giulio Armani (La Stoppa), Giovanna Tiezzi e Stefano Borsa (Pacina) e Stefano Bellotti (Cascina degli Ulivi), nuovi contadini in fuga dalla città, lottano per l'autenticità, la biodiversità e la libertà. E il vino, con la sua forza vera e simbolica nella nostra cultura, diventa portavoce di una denuncia che investe tutta la catena di produzione alimentare. "Resistenza naturale" intreccia la forza documentaria di un mondo affascinante ma nascosto.

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Il sale della terra: in viaggio con Sebastião Salgado, un film di Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado, Francia, Brasile, Italia, 2014

VIDEO DOCUMENTARIO SALDT

Salgado, Francia, Brasile, Italia, 2014
Storia della vita professionale e personale del più grande fotografo vivente del mondo, Sebastião Salgado, in un collage di fotografie e spezzoni di film, la maggior parte in un bianco e nero che toglie il fiato ed emoziona tanto da far male, raccontato da Juliano, prima figlio, poi compagno di viaggio del fotografo, sotto l'ala protettrice di Leila, amata compagna di vita e di lavoro di Salgado, sempre presente anche quando assente. È raro che un documentario fatto principalmente di foto emozioni tanto: qui l'unione tra lo sguardo acuto e unico di un talento come Wenders con quello di un figlio - che ammira Salgado, come padre, come uomo e come fotografo, che lo conosce, che "sa" -, unito alla voce fuori campo di Salgado o a suoi primi piani in cui parla, porta a un risultato unico nel suo genere. Non è solo la storia del lavoro di un uomo, è la storia del percorso di un uomo che, posto di fronte a tutte le possibili atrocità distruttive di cui l'umanità è capace, abbandona, rinuncia, lascia. Ma poi, quando Leila gli propone di riforestare le terre di proprietà della famiglia, trasformate in un deserto da anni di siccità, Salgado scopre che - con anni di duro lavoro - ritrasformando la terra arida nella foresta verde che era un tempo, torna anche la pioggia. Capisce così che l'uomo può distruggere la vita, ma può anche crearla e torna a fotografare, a ritrarre la natura, gli animali, la Terra. Memorabile. (Il Morandini, www.mymovies.it)

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Sul vulcano, un film di Gianfranco Pannone, Italia, 2014

VIDEO DOCUMENTARIO SULV

Documentario che prende vita dai racconti di Maria, Matteo e Yole: tre vite ai piedi del Vesuvio. Un luogo unico al mondo, ricco di miti, storia ed evocazioni letterarie. E prende le mosse da una domanda: in questo luogo di sospesa bellezza, chi è oggi il più pericoloso? Il Vesuvio, che potrebbe risvegliarsi da un momento all'altro e minare le esistenze di chi vive nelle sue vicinanze? O l'uomo, che in meno di cent'anni ha prodotto danni di ogni genere?