Scoprire se stessi con il maggio dei libri

maggio 2020

Quest’anno il Centro per il libro e la lettura (Cepell), Istituto autonomo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha scelto di sostenere le iniziative de Il Maggio dei Libri, giunto quest0anno alla ssua decima edizione, attraverso i canali social animate dalla campagna #ioleggoacasa, invitando a partecipare con eventi web o con attività svolte solo online su social network.

Per rimanere virtualmente vicino ai lettori, la Biblioteca comunale di Imola propone due percorsi di letture, visibili sul sito online e con l’indicazione di accesso al prestito digitale al portale EmiLib MedialibrayOnline.

 Se leggo scopro è il claim scelto e tre i filoni proposti: Leggere per scoprire se stessi, Leggere per scoprire gli altri e Leggere per scoprire il mondo.

Noi vi proponiamo Scoprire se stessi, strutturato in tre sezioni: Diari e memorie, Autobiografie e biografie, Romanzi di formazione.


Diari e memorie

Il diario è una forma narrativa sviluppata cronologicamente a giorni o a intervalli regolari, per un breve o lungo periodo. Solitamente all’inizio di una pagina è segnata la data in cui si scrive e il destinatario può essere il diario stesso o un amico immaginario e sono annotati avvenimenti o fatti importanti per chi scrive. Il linguaggio è molto semplice e confidenziale. Chi narra racconta la parte più intima di sé. Invece le memorie sono raccolte di ricordi o di avvenimenti che hanno segnato l’esistenza di una persona o di un popolo. Un memoriale può essere espresso in prosa o in poesia.

Di seguito sono proposti in ordine alfabetico per autore diari e memorie, la cui scelta si è basata sulla disponibilità nel catalogo della Biblioteca comunale di Imola e sulla data di pubblicazione privilegiando le più recenti, e sull’interesse suscitato nel pubblico.

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Alice: i giorni della droga, Milano, Feltrinelli, 1982

PONTI 920.72 ALIIGD

“Alice: i giorni della droga” è un libro pubblicato negli Stati Uniti nel 1971. Si presenta in forma di diario scritto da un’anonima adolescente divenuta dipendente dalla droga. Le vicende narrate si svolgono tra il 1968 e il 1970. Considerato il periodo di pubblicazione e visti i temi trattati in modo esplicito come l'instabilità, la droga, il sesso e la violenza, fu bandito per molto tempo dalle biblioteche scolastiche statunitensi. Alice inizialmente si presenta come una ragazza tranquilla ma l’invito di un’amica, molto popolare tra i giovani, a una festa sarà per lei fatale. Qui, involontariamente, proverà per la prima volta l’Lsd, sciolta in una bibita durante un gioco. La festa sarà divertente ma anche l’inizio di un viaggio sconvolgente tra sesso, droghe, carcere fino alla fine dei suoi giorni, avvenuta per cause ancora oggi sconosciute.

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Antonio Barolini, Diario di clandestinità e altri scritti in tempo di guerra (1943-1945), Vicenza, Pozza, 2019

BIM 945.0916 BAROA
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Antonio Barolini, scrittore, poeta e giornalista, quando il 25 luglio 1943 cade il regime fascista è una delle figure di rilievo tra gli antifascisti vicentini. Ha già pubblicato tre raccolte di poesie, le prime avventure editoriali dell'amico ed editore Neri Pozza, quando la “Vedetta fascista”, il quotidiano locale, diventa “Il Giornale di Vicenza” e Barolini è chiamato a dirigerlo. La sua direzione dura quarantacinque giorni, gli stessi del governo Badoglio. Con la neonata Repubblica di Salò, “Il Giornale di Vicenza” si trasforma nel “Popolo vicentino” e Antonio Barolini, finito sotto processo per gli articoli scritti, è condannato a quindici anni di reclusione dal Tribunale speciale fascista. Le pagine qui raccolte e curate dalle figlie, costituiscono il diario di quegli anni; un diario di clandestinità, poiché, per sfuggire alla cattura, Barolini si rifugia a Venezia, dove vive segregato dai partigiani in otto diverse case fino al 28 aprile 1945, giorno della liberazione della città. A distanza di tanti anni dagli eventi narrati, sorprende l'attualità del conflitto morale che le alimenta: il conflitto di un uomo che si scopre pacifista in tempo di guerra e cerca incessantemente la via giusta per opporsi al male e alla barbarie.

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Sonja Borus, Diario di Sonja, fuga e aliyah di un'adolescente berlinese (1941-1946), Bologna, Il mulino, 2018

BIM 940.5318 BORUS

Sonja Borus, nata e cresciuta a Berlino, appartiene a un gruppo di 73 ragazze e ragazzi ebrei che, nel corso della loro fuga dalle persecuzioni naziste durata più di quattro anni, trovarono rifugio presso Villa Emma a Nonantola, nella campagna modenese, dove arrivarono nell’estate del 1942. Qui furono accolti dalla popolazione locale e poi, a seguito dell'invasione tedesca dell’Italia, soccorsi fino alla salvezza. Il diario, punteggiato dalle impressioni di Sonja, narra il dolore per la separazione dai luoghi d’origine e la perdita della famiglia, e segue le tappe di un lungo viaggio, attraverso Slovenia, Italia e Svizzera, fino all'approdo in Palestina. Settant’anni dopo l’autrice ha deciso che era giunto il momento di consegnare i suoi ricordi a chi vuole leggerli.

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Edith Bruck, Signora Auschwitz, il dono della parola, Venezia, Marsilio, 1999

EX PONTI 853 BRUCE
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Edith Steinschreiber Bruck (Tiszabercel, 3 maggio 1932), scrittrice, poetessa, traduttrice e regista ungherese naturalizzata italiana, in questo suo libro si sente obbligata a rendere conto di un orrore che le rinnova il sentimento di una perdita irrimediabile. Lei, la “sopravvissuta” non può andare oltre e ritrovare una serena normalità, è costretta ogni volta a ricominciare da capo, al destino non si sfugge e “il dono della parola” è anche il suo eterno tormento. Il dovere di non dimenticare si capovolge nella condanna a ricordare e soffrire e il desiderio di fuga riaccende un senso di colpa, come se il silenzio sottintendesse un vergognoso tradimento. Un racconto sul dolore della memoria, la distanza che allontana dall’indifferenza degli altri, la disperazione di fronte all’incredulità, l’eroismo necessario per raccontare l’orrore che si è vissuto. “Chi ha Auschwitz come coinquilino devastatore dentro di sé, scrivendone e parlandone non lo partorirà mai”.

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Christiane F. Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, un documento-verità sulla droga tra i giovani, Milano, BUR, 2004

PONTI 833 CHRIF
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Il libro fu pubblicato nel 1978 dai giornalisti del settimanale Stern, K. Hermann e H. Rieck e dalla protagonista Christiane Vera Felscherinow. Nel 1981 ne fu tratto un celebre film, “Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino”. Christiane descrive gli anni Settanta con particolare realismo: dal trasloco a sei anni dalla campagna di Amburgo al sobborgo berlinese di Gropiusstadt, da un’infanzia difficile con un padre violento alla separazione dei genitori e poi l’iniziazione alle droghe a dodici anni, dapprima in un oratorio protestante, poi nella discoteca berlinese Sound. Seguono i primi innamoramenti, le prime amicizie e la caduta nel tunnel della tossicodipendenza e della prostituzione. È l'inizio di una discesa nel gorgo della droga da cui risalirà faticosamente solo dopo due anni. Una testimonianza cruda con una fotografia brutale dell’epoca.

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Samantha Cristoforetti, Diario di un'apprendista astronauta, Milano, La nave di Teseo, 2018

BIM 629.450092 CRISS
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Samantha Cristiforetti, nata a Milano nel 1977, ingegnere aerospaziale, ufficiale dell’Aeronautica Militare con il grado di Capitano, nel 2009 è entrata a far parte del Corpo Astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea. Nel 2012 è stata assegnata alla Spedizione 42/43 sulla Stazione Spaziale Internazionale, una missione di lunga durata a disposizione dell’Agenzia Spaziale Italiana. Il lancio con il veicolo spaziale Soyuz è avvenuto il 23 novembre 2014 dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan. Samantha ha trascorso 200 giorni nello spazio, condividendo la sua esperienza attraverso il suo “Diario di bordo” e su Twitter come @Astrosamantha. Nelle pagine di questo libro racconta l’intensa vita di bordo con gli occhi meravigliati di chi diviene, giorno dopo giorno, un essere umano spaziale, ma anche la lunga strada che l’ha portata alla rampa di lancio.

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Mahmud Darwish, Una trilogia palestinese, Milano, Feltrinelli, 2014

PONTI 892.73 DARWM
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Mahmoud Darwish, (al-Birwa, 13 marzo 1941 – Houston, 9 agosto 2008), poeta, scrittore e giornalista palestinese, fuggito dal villaggio natale in Galilea, che diventò poi parte dello stato d’Israele, fu arrestato e condannato più volte per la sua presenza senza permesso nella sua terra d’origine, per aver recitato poesie sovversive in pubblico. La sua carriera poetica fin della prima pubblicazione, mantenne legami ai propri ideali e divenne un riferimento collettivo per la causa palestinese. Nel 1970 abbandonò definitivamente la Palestina/Israele, per tornarvi solo dopo 23 anni. Nel frattempo dopo un’affermata carriera giornalistica assunse un impegno politico di maggior rilievo fino all’elezione, nel 1987, nel Comitato esecutivo dell’OLP, nel quale divenne uno dei quadri. Questa trilogia è la prima raccolta dei testi in prosa di Mahmud Darwish, “Diario di ordinaria tristezza" (1973) ripercorre il tempo che precede la scelta dell’esilio, gli arresti domiciliari, gli interrogatori degli ufficiali israeliani, il carcere, e chiude la fase più drasticamente militante del poeta. “Memoria per l'oblio” (1987) evoca l’invasione israeliana di Beirut nell’agosto del 1982. “In presenza d'assenza” (2006) è una riflessione sull'esperienza poetica e sulla lingua. Una sorta di testamento, che coincide con l'addio dello struggente poema “Il giocatore d'azzardo” (2009), che chiude il volume.

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Daniel De Foe, Diario dell'anno della peste, Roma, Elliot, 2014

PONTI 823 DEFOD
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Daniel De Foe (Stoke Newington, 1660 – Moorfields, 24 aprile 1731). Per secoli il sangue degli inglesi si è raggelato al ricordo del grido “Portate fuori i vostri morti!”, il macabro annuncio propagato lungo le vie di Londra dai raccoglitori di cadaveri che attraversavano la città ammucchiando corpi su una carretta. La grande peste colpì la capitale del regno tra il 1664 e il 1666, uccidendo oltre 100.000 tra uomini, donne e bambini, un quinto dell’intera popolazione. Il racconto di quella che fu l’ultima grande epidemia di peste bubbonica in territorio britannico fu redatto nel 1722 da Daniel Defoe che, all’epoca dei fatti, era ancora un bambino. Basandosi sui propri ricordi e su un’assoluta fedeltà a elementi storici e documentali, Defoe fece confluire nel “Diario” i suoi due grandi talenti di giornalista e di romanziere ricostruendo le sconcertanti tappe del contagio, i primi annunci di vittime, gli stratagemmi per sfuggire al focolaio, il panico e infine l'incendio che devastò gran parte della città ponendo fine alla diffusione del morbo.

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Hans Fallada, Nel mio paese straniero, diario dal carcere 1944, Palermo, Sellerio, 2012

PONTI 833 FALLH
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Hans Fallada, pseudonimo di Rudolf Wilhelm Friedrich Ditzen (Greifswald, 21 luglio 1893 – Berlino, 5 febbraio 1947), scrittore tedesco, nel settembre del 1944 fu internato nel manicomio criminale di una cittadina prussiana per un atto di violenza. Nel corso della reclusione, l'autore decise di stendere il diario della sua vita sotto il nazismo. Lo fece di nascosto, vergando fogli con una specie di crittografia compilando un fascicolo che avrebbe intitolato: “L'autore non gradito. Le mie memorie dei dodici anni sotto il terrore nazista”. L’avvento di Hitler aveva spezzato la sua carriera di grande romanziere, la sua vita e il suo stesso equilibrio con una serie ininterrotta di vessazioni e di umiliazioni ma, a differenza di tanti altri esponenti della cultura tedesca, mai aveva voluto lasciare la Germania, pur avendone avuta occasione. Con questo memoriale, intuendo la fine della guerra, Fallada ha voluto lasciare ai posteri la spiegazione del suo rifiutato esilio, o meglio: del suo esilio in patria. Fallada fa i conti con se stesso e racconta la vita nella dittatura in una miniatura quotidiana in cui balenano di continuo i grandi personaggi

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Oriana Fallaci, 1968: dal Vietnam al Messico,diario di un anno cruciale, Milano, Rizzoli, 2017

BIM 070.92 FALLO
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Oriana Fallaci (Firenze, 29 giugno 1929 – Firenze, 15 settembre 2006) è stata una scrittrice, giornalista e attivista italiana. Il libro è una raccolta di articoli e interviste che l’autrice ha prodotto nell’anno 1968, che spazia fra la guerra del Vietnam e gli Stati uniti, passando per il Tibet e il Messico attraverso l’India. “Ricordo l’estate del 1968. Rientrai a New York dodici ore dopo l'assassinio di Robert Kennedy. In aprile Martin Luther King, in giugno Robert Kennedy. Le fotografie dei bambini che morivan di fame nel Biafra, i combattimenti fra gli arabi e gli israeliani, i carri armati sovietici a Praga, i vandalismi degli studenti borghesi che osano invocare Che Guevara e a scuola ci vanno con la fuoriserie di papà”. Questo è il 1968 di Oriana Fallaci, un momento cruciale della sua carriera in cui, secondo un ritratto che le dedica Time è consacrata “la più importante giornalista italiana, con un seguito anche in molti altri Paesi”.

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Zlata Filipović, Diario di Zlata, una bambina racconta Sarajevo sotto le bombe, Milano, Rizzoli, 1994

EX PONTI 891.823 FILIZ

Zlata Filipović (Sarajevo, 3 dicembre 1980). La scrittrice bosniaca ha undici anni quando esplode l'inferno di Sarajevo. Come tante sue coetanee scrive un diario dove registrava gli eventi minimi dell'esistenza quotidiana ma allo scoppio della guerra il suo semplice mondo va in pezzi, Zlata è costretta a maturare in fretta, ora vede attorno a sé l’odio cieco, la paura e la disperazione. Al diario, come a un’amica immaginaria di nome Mimmy consegna la cronaca di giornate profondamente mutate: le notti passate in cantina, l’esplodere delle granate, le raffiche dei cecchini, gli amici uccisi. Zlata scrivendo vuole dar voce “ai tremila bambini morti sotto le bombe, agli invalidi che s’incontrano per le strade privi di un braccio o di una gamba”. E la sua testimonianza diventa simbolo delle sofferenze di un popolo e invocazione di pace. (https://www.libreriauniversitaria.it)

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Anne Frank, Diario, l’alloggio segreto, 12 giugno 1942-1 agosto 1944, Torino, Einaudi, 2009

PONTI 839.318 FRANA
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Anna Frank (Francoforte sul Meno, 12 giugno 1929 – Bergen-Belsen, febbraio o marzo 1945), inizia il suo diario a tredici anni raccontando gli orrori del Nazismo. Anna per questo suo diario è divenuta un simbolo della Shoah. Scritto nel periodo in cui lei e la sua famiglia si nascondevano dai nazisti in una soffitta ad Amsterdam, fino alla sua tragica morte nel campo di concentramento di Bergen-Bergen. In questa edizione integrale curata dal padre Otto e da Mirjam Pressler, sono compresi in appendice gli ultimi mesi della vita di Anna e della sorella Margot, sulla base delle testimonianze e documenti raccolti postumi.

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Guareschi, Il grande diario. Giovannino cronista del lager: 1943-1945, Milano,Rizzoli, 2008

PONTI 853 GUARG
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Giovannino Guareschi (Fontanelle di Roccabianca, 1 maggio 1908 – Cervia, 22 luglio 1968), scrittore, giornalista, umorista e caricaturista ha venduto nel mondo oltre venti milioni di copie dei suoi libri. All’indomani dell’8 settembre 1943, di stanza ad Alessandria, fu catturato dai tedeschi e, avendo rifiutato di continuare a combattere per il Grande Reich, fu spedito, insieme a migliaia di altri militari italiani, in un campo di concentramento nazista. Ritornò a casa il 4 settembre del 1945. Un autentico calvario, durante il quale annotò diligentemente tutto quello che faceva, che vedeva e che pensava. Questo testo completato dai figli Alberto e Carlotta, non solo contiene la cronaca della vita quotidiana di Giovannino ma raccoglie anche informazioni sui campi di prigionia, riunendo infine una serie di testimonianze sul martirio di quanti erano avviati ai campi di sterminio, con pagine di altissimo valore umano e letterario.

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Elio Gollini, Il partigiano Sole: diario e documenti (1943-1945), Imola, Bacchilega, 2019

IMOLESI 945.0916 GOLLE

Elio Gollini (Imola, 27 maggio 1924 – Imola 21 ottobre 2013): In queste pagine è riprodotto il diario che Elio tenne dal 1943 al 1945. Nato a Imola 1924, operaio alla Cogne, poi disegnatore meccanico all’Orsa e alla Dalmata, ha partecipato attivamente alla Resistenza: prima nel movimento giovanile del Pci e nel Fronte della Gioventù imolese, poi addetto alla riproduzione e diffusione della stampa clandestina, essendo redattore del periodico La Comune, di cui divenne direttore dal marzo al dicembre 1944. Organizzatore delle squadre Sap in città e in collina, fu vice-comandante di battaglione, poi di brigata nel settembre 1944. Gollini, oltre all’accurata redazione del diario, ha conservato preziosi originali della stampa clandestina prodotta e diffusa nell'imolese dal 1943 al 1945, documenti riguardanti le decisioni politiche e militari, la corrispondenza fra Imola e Bologna del Pci, i rapporti con le brigate partigiane, con il Cumer, i Gruppi di difesa della donna e i movimenti sindacali. Molti di essi sono riprodotti nell'appendice documentale del libro.

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Etty Hillesum, Diario 1941-1943, Milano, Adelphi, 1985

MA.PO HILLE DIA
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Esther Hillesum, detta Etty (Middelburg, 15 gennaio 1914 – Auschwitz, 30 novembre 1943), è stata una scrittrice olandese ebrea, vittima dell’Olocausto. All’inizio di questo diario, Etty è una giovane donna di Amsterdam, intensa e passionale. Legge Rilke, Dostoevskij e Jung. È ebrea ma non osservante. I temi religiosi la attirano, e talvolta ne parla. Poi, a poco a poco, la realtà della persecuzione comincia a infiltrarsi fra le righe del diario. Etty registra le voci su amici scomparsi nei campi di concentramento, uccisi o imprigionati. Un giorno, davanti a un gruppo di alberi, trova il cartello: “Vietato agli ebrei”. Un altro giorno, certi negozi vengono proibiti agli ebrei. Un altro giorno, gli ebrei non possono più usare la bicicletta e quanto più il cerchio si stringe, tanto più Etty sembra acquistare una straordinaria forza dell’anima. Non pensa un solo momento, anche se ne avrebbe l’occasione, a salvarsi. Pensa a come potrà essere d’aiuto ai tanti che stanno per condividere con lei il destino di massa della morte amministrata dalle autorità tedesche. Confinata a Westerbork, campo di transito da cui sarà mandata ad Auschwitz. A mano a mano che si avvicina la fine, anche nel pieno dell’orrore, riesce a respingere ogni atomo di odio, perché renderebbe il mondo ancor più “inospitale”. La disposizione che ha Etty ad amare è invincibile. (Adelphi)

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Rutka Laskier, Diario, Milano, Bompiani, 2008

PONTI 891.853 LASKR

Rutka Laskier (Cracovia, 12 giugno 1929 – Auschwitz, dicembre 1943). Rutka, giovane ebrea polacca quattordicenne, vive nel ghetto di Bedzin tra gli orrori dell’Olocausto, proprio mentre si affaccia all’età adulta, con tutte le incertezze, i sogni e gli slanci dell’adolescenza. Dal 19 gennaio al 24 aprile del 1943, all'insaputa della sua famiglia, Rutka tiene un diario su un normale quaderno di scuola scrivendo in maniera sporadica. In esso racconta delle atrocità commesse dai nazisti e alle quali aveva assistito, descrive la vita quotidiana nel ghetto e parla anche delle camere a gas nei campi di concentramento. Il diario rimase a un’amica di Rutka, che lo conservò per oltre sessant’anni prima della pubblicazione, è spesso comparato con il più noto diario di Anna Frank, che per ironia hanno la stessa data di nascita e per ognuna di loro, delle loro famiglie, sono sopravvissuti all’Olocausto solo i padri.

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Nina Lugovskaja, Il diario di Nina, Milano, Frassinelli, 2004

PONTI 891.73 LUGON

Nina Lugovskaja (Mosca 25 dicembre 1918 – Vladimir, 27 dicembre 1993), pittrice e scenografa russa sopravissuta al Gulag. Il suo diario fu rinvenuto casualmente negli anni Novanta negli archivi del KGB, da una storica dell’Associazione Memorial di Mosca, Irina Osipo-va, mentre raccoglieva testimonianze sulle repressioni politiche e sui reclusi nelle prigioni staliniane. Il diario era contenuto tra le lettere e altri documenti, all’interno del dossier di Sergej Fëdorovič Rybin-Lugovskoj, padre di Nina. Rybin che era un attivista del Partito socialista rivoluzionario, condannato ed esiliato dal regime comunista come “nemico del popolo”. Si trattò di un vero e proprio “miracolo archivistico” poiché la prassi della polizia segreta imponeva che lettere e scritti di carattere personale, una volta confiscati, fossero distrutti; tuttavia, il diario era stato conservato come prova incriminante a carico della giovane Nina, accusata di una serie di presunti crimini contro lo Stato sovietico, tra cui quello di aver architettato un piano per uccidere Stalin.

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Federico Nati, L'esperienza del cielo, diario di un astrofisico, Milano, La nave di Teseo, 2019

BIM 523.01092 NATIF
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Federico Nati, astrofisico, nato a Roma nel 1975, nel novembre 2018, parte per una missione in Antartide con un team internazionale. La incarico è rischioso e ambizioso: spedire nella stratosfera un telescopio di tre tonnellate per studiare la nascita delle stelle e le origini del cosmo. Gli scienziati devono affrontare le difficoltà dell’incarico, amplificate dall’ostilità dell’ambiente polare, per arrivare a compimento dell’esperimento su cui hanno scommesso anni di lavoro e di carriera. In questo libro Federico Nati racconta una storia umana e professionale che inizia sulle vette dei vulcani nel deserto di Atacama, in Cile, passa per i più avanzati laboratori degli Stati Uniti, fino ai mesi nel grande bianco antartico.

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Sylvia Plath, Diari, Milano, Adelphi, 1998

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Sylvia Plath (Boston, 27 ottobre 1932 – Londra, 11 febbraio 1963), è stata una poetessa statunitense, conosciuta per aver contribuito allo sviluppo della poesia confessionale. Quando si comincia a leggere questi “Diari” l’impressione è quella di seguire le febbrili annotazioni di una bella ragazza americana che scopre l’Europa. Tutto vibra, tutto sprizza energia, c’è un senso di attesa che s’impone su tutto. Presto però le cose cambiano, troppo preciso è il segno delle parole, troppo snebbiato lo sguardo, troppo inquietante lo sfondo psichico che s’intravede. Così ci s’immerge in una lettura sempre più appassionante e talvolta angosciosa: il giornale di bordo con una sensibilità acutissima, lacerata e drammatica, quella di una scrittrice che, per i suoi versi e per il suo tragico destino, è presto diventata, nei nostri anni, un emblema per molti lettori. Questo volume raccoglie parte dei diari che la Plath scrisse tra il 1950 e il 1962, e che sono stati pubblicati per la prima volta nel 1982. (Adelphi)

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Sanmao, Un granello di sabbia caduto dal cielo, diario del Sahara, Milano, La nave di Teseo, 2019

PONTI 895.13 SANM
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Sanmao Ping (Chongqing, 26 marzo 1943 – Taipei, 4 gennaio 1991), scrittrice e saggista di origine cinese, ha studiato filosofia all’università di Taiwan con l’intento di trovare la soluzione ai problemi della vita. Dopo la tragica morte del futuro marito torna in patria. Scrive per vivere, senza filtri, raccontando con immediatezza ciò che le succede. Che cos’è “Diario del Sahara”? E’ il frammento più importante di vita di questa eccezionale donna. In lei letteratura e vita sono quasi la stessa cosa. Una voce da ascoltare ripercorrendo il suo cammino. Rivivendo la sua vita. “Se questo è il successo, non lo voglio. Mi sottrae la libertà. Smetterò di scrivere.” Invece non smise mai fino al momento del suicidio, a soli quarantotto anni.

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José Saramago, Diario dell'anno del Nobel, l'ultimo quaderno di Lanzarote, Milano, Feltrinelli, 2019

PONTI 869.3 SARAJ
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Josè Saramago (Azinhaga, 16 novembre 1922 – Tías, 18 giugno 2010) è stato uno scrittore, giornalista, drammaturgo, poeta, critico letterario e traduttore portoghese, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1998. “Diario dell'anno del Nobel” è l'ultimo dei quaderni di Lanzarote, quello riguardante il 1998. Se ne conosceva l'esistenza perché Saramago lo aveva promesso ai suoi lettori nel 2001 ma se ne erano perse le tracce. Come racconta la moglie Pilar del Río nell’introduzione, ci sono voluti vent'anni e varie casualità “saramaghiane”, perché questo testo venisse alla luce. I principali temi sono la politica, i viaggi, la dimensione sociale dello scrittore e dell’intellettuale, e ancora la sfera più personale e la letteratura. Svetta il discorso proferito in occasione della consegna del Nobel, forse il punto più alto della sua esistenza e restituisce una dimensione intima, a tratti perfino domestica, di Saramago.

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Tiziano Terzani, Buonanotte, signor Lenin, Milano, Tea, 2008

BIM 947.086 TERZT
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Tiziano Terzani (Firenze, 14 settembre 1938 – Pistoia, 28 luglio 2004) è stato un giornalista e scrittore italiano. Nell'agosto del 1991 si trovava lungo il corso del fiume Amur, in Siberia, aggregato a una spedizione sovietico-cinese, quando apprese la notizia del golpe anti-Gorbacëv a Mosca. Decise di intraprendere subito, questa volta da solo, un lungo viaggio che in due mesi lo condusse, attraverso la Siberia, l'Asia centrale e il Caucaso, fino alla capitale. Un’esperienza eccezionale, fissata negli appunti, nelle riflessioni e nelle fotografie che compongono questo libro, una testimonianza in presa diretta di un evento storico, una galleria d’individui e popoli diversi, un panorama di città leggendarie, di luoghi sconosciuti e abbandonati ai margini della storia, di vestigia del passato e di segnali del nuovo che avanza. Un viaggio, e un libro, che riprende la fotografia istantanea del tramonto definitivo dell'impero sovietico.

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Anna Vanzan, Diario persiano: viaggio sentimentale in Iran, Bologna, Il mulino, 2017

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Anna Vanzan, nata nel 1955, si dichiara iranista e islamologa, laureata in lingue orientali a Venezia, ha conseguito il Ph.D. in Near Eastern Studies presso la New York University. Si occupa soprattutto di problematiche di genere nei paesi islamici, in molti dei quali ha svolto ricerca.
Questo suo libro è il diario di viaggio di un’orientalista da anni innamorata dell’Iran e della sua cultura. Se si guarda oltre l’immagine stereotipata di un paese che vuole le donne sempre strette nel loro nero chador, l’Iran appare tutt’altro che chiuso e reazionario. La società, che nel pubblico finge sottomissione al regime, nel privato conduce una vita assai libera, tra feste, divertimenti notturni e una certa disinvoltura sessuale. Si leggono le contraddizioni quotidiane, entrando nelle case, incontrando persone, che sveleranno una realtà multiforme e straordinaria, inaspettatamente vicina ma ancora sfuggente allo sguardo occidentale.

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Helga Weiss, Il diario di Helga, la testimonianza di una ragazza nei campi di Terezín e Auschwitz, Torino, Einaudi, 2014

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Helga Weiss (Praga, 10 novembre 1929). Degli oltre quindicimila bambini rinchiusi nel campo di Terezín e in seguito deportati ad Auschwitz, solo un centinaio sopravvissero all’Olocausto. Helga è una di questi. Il diario che Helga non smette di tenere anche durante la prigionia racconta la forza e la lucidità di una bambina capace di trovare le parole per trasformare la memoria in storia e questa in un monito eterno. Tornata a Praga nel 1945, a poco più di quindici anni, Helga completa i suoi quaderni raccontando quello che aveva vissuto nei campi di concentramento di Auschwitz, Freiberg e Mauthausen, dove non aveva più potuto scrivere. E’ sopravvissuta con la madre, Irena Fuchsova Weiss, mentre del padre, Otto Weiss, non si è saputo più nulla. Questo diario di prigionia è insieme un documento straordinario e un colpo al cuore, perché nel tratto lieve dei disegni, nell'essenzialità delle parole, ci si accorge che neppure l’innocenza e la fantasia di una bambina possono nascondere l’orrore. Eppure, in un modo straziante e misterioso, il suo sguardo ferito non si fa piegare e riesce a illuminare la tenebra. (Einaudi)

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Virginia Woolf, Diario di una scrittrice, Vicenza, BEAT, 2011

PONTI 823 WOOLV
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Adeline Virginia Woolf, nata Stephen (Londra, 25 gennaio 1882 – Rodmell, 28 marzo 1941), è stata una scrittrice, saggista e attivista britannica impegnata nella lotta per la parità di diritti tra i sessi. Nel 1941, dopo aver dato alla letteratura del Novecento alcune delle sue opere più belle, Virginia si tolse la vita annegandosi nel fiume Ouse. Nel 1958 il marito Leonard Woolf decise di raccogliere in volume una selezione tratta dai diari della moglie, incentrata su tutto ciò che riguarda lo scrivere e la sua attività di romanziera e critica letteraria. Ne usì un testo affascinante e ricco di sfaccettature. La Woolf intreccia riflessioni legate ai testi che sta scrivendo o leggendo, appunti di carattere stilistico o strutturale, descrizioni di luoghi, amici ed eventi pubblici o privati ma anche le amare considerazioni su un mondo lacerato dalla guerra, l'alternarsi tra sfiducia e orgoglio per il proprio lavoro e gli accenni alla tortura delle crisi nervose, sempre più frequenti col passare degli anni. A metà strada fra letteratura e vita, queste pagine offrono la rappresentazione penetrante di un’autrice simbolo e della sua epoca.

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Klaartje de Zwarte-Walvisch, Tutto è in frantumi, 1943 diario di un'ebrea olandese, Parma, U. Guanda, 2012

PONTI 928 ZWARWK
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Klaartje de Zwarte-Walvisch ( Amsterdam , 6 febbraio 1911 - Sobibor , 16 luglio 1943). Il 22 marzo 1943, in una bella giornata di sole, due “cacciatori di ebrei” prelevano Klaartje e Joseph de Zwarte dalla loro casa di Amsterdam. Dopo l’arresto, marito e moglie sono internati nel campo di concentramento di Vught. Nel giro di alcuni mesi Klaartje sarà trasferita a Westerbork e, da lì, a Sobibor, dove morirà nelle camere a gas a soli trentadue anni. Joseph, separato dalla moglie a Vught e impiegato nei lavori forzati, sarà deportato in seguito ma le sue tracce si perdono comunque in un luogo imprecisato della Polonia. A dispetto dei suoi carcerieri e correndo un rischio enorme, la sartina Klaartje trova il coraggio di tenere diario preciso e dettagliato della vita nel campo di Vught e al momento di salire in treno per Sobibor lo consegna al cognato. Il diario è stato riscoperto solo di recente, dopo la donazione di una superstite della famiglia al Museo ebraico di Amsterdam. Con la sua pubblicazione non soltanto si è riportato alla luce un documento fondamentale ma, finalmente, si realizza il desiderio di Klaartje che quanto ha scritto raggiunga il mondo esterno, perché tutti conoscano le sue sofferenze e la sua rabbia.


Biografie e autobiografie

L’autobiografia è il resoconto di fatti collegati alla propria vita, l’autore del libro racconta di se stesso. A differenza la biografia è concentrata, dalla nascita alla morte, su un personaggio conosciuto ma ovviamente raccontata da altri, in forma quasi esauriente.

La scelta dei testi esposti è ricaduta prevalentemente sull’anno di pubblicazione, i più recenti, oltre a quelli che hanno suscitato curiosità o sono stati oggetto negli ultimi anni di dibattiti e di altre forme di divulgazione.

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Peter Ackroyd, Charles Dickens: una biografia, Vicenza, Pozza, 2019

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Il 9 giugno 1870 Charles Dickens muore a cinquantotto anni a Higham, nel Kent. La notizia del suo decesso fa subito il giro del mondo. Negli Stati Uniti, Longfellow, il poeta più famoso del secondo Ottocento americano, dichiara di non aver mai assistito a un cordoglio tanto diffuso per la morte di un autore. Scrivendo questa imponente biografia, Peter Ackroyd, non soltanto non si sottrae alla percezione dei contemporanei di Dickens ma mostra come la sua morte, per tutti i vittoriani, sia stata la testimonianza di un’enorme transizione. Più della stessa regina Vittoria, Charles Dickens appare, in queste pagine, il rappresentante illustre di un’epoca non perché ce ne restituisce semplicemente la testimonianza, ma perché percepisce, saggia, proclama, nella sua narrativa, le svolte e i passaggi fondamentali di un secolo, sino al punto che la sua stessa vita si trasforma in un simbolo di quel periodo. Sotto la penna di Ackroyd, la biografia di questo grande scrittore diventa così uno strumento di vera conoscenza, il segno più compiuto del trascorrere di un’epoca intera.

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Andre Agassi, Open, Einaudi, 2015

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“Odio il tennis, lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare, continuo a palleggiare tutta la mattina, tutto il pomeriggio, perché non ho scelta... Continuo a implorarmi di smettere e continuo a giocare, e questo divario, questo conflitto, tra ciò che voglio e ciò che effettivamente faccio mi appare l’essenza della mia vita...”. Andre Agassi, uno dei grandi campioni di tennis si racconta senza pudore in queste pagine che hanno fatto scalpore nel mondo, non solo in quello del tennis. Un padre ossessivo e brutale che lo vuole numero uno al mondo a ogni costo. Gli allenamenti a ritmi disumani, contro il “drago lanciapalle”. La solitudine assoluta in campo che gli nega qualsiasi forma di gioventù e poi una carriera lunga vent’anni da numero uno e 1000 match, punteggiata da imprese memorabili ma anche da paurose parabole discendenti. Una vita sempre sotto i riflettori ma con dolorosi lati oscuri.

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Pietro Bartolo e Lidia Tilotta, Lacrime di sale, la mia storia quotidiana di medico di Lampedusa fra dolore e speranza, Milano, Mondadori, 2016

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Pietro Bartolo è il medico che da oltre venticinque anni accoglie i migranti a Lampedusa. Li accoglie, li cura e soprattutto li ascolta. Queste pagine raccontano la sua storia: la storia di un ragazzo mingherlino e timido, cresciuto in una famiglia di pescatori, che s’è duramente battuto per cambiare il proprio destino e quello della sua isola. E che, non dimenticando le difficoltà passate, ha deciso di vivere in prima persona quella che è stata definita la più grande emergenza umanitaria del nostro tempo.

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Mark Blake, Freddie Mercury, a kind of magic. Ritratto di una leggenda del rock, Milano, Rizzoli, 2016

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Grazie a immagini e testimonianze inedite, Freddy Mercury, è rivisto ancora una volta quale grande e unico interprete che toccava il cuore con una voce dall’estensione di quattro ottave, l'unico rocker a collaborare con il soprano Monserrat Caballé. Al suo nome sono legati dischi quali “Sheer Heart Attack”, “A Night at the Opera” e pezzi come “Radio Ga Ga”, “Another One Bites the Dust”e “We Are the Champions”, resi leggendari dalle sue performance, spesso riprese in video clip, che fu tra i primi a realizzare. Di origini indiane, cresciuto fra Zanzibar e Londra, fu la prima star vittima dell’AIDS, dopo un'esistenza irriverente passata a esibire la propria diversità. Questa è la sua biografia curata da Mark Blake, giornalista, autore e critico musicale.

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Fabio Geda, Nel mare ci sono i coccodrilli, storia vera di Enaiatollah Akbari, Milano, Baldini & Castoldi, 2013

PONTI 853 GEDAF
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Se nasci in Afghanistan, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, può capitare che, anche se sei un bambino alto come una capra, e uno dei migliori a giocare a Buzul-bazi, qualcuno reclami la tua vita. Tuo padre è morto lavorando per un ricco signore, il carico del camion che guidava è andato perduto e tu dovresti esserne il risarcimento. Ecco perché quando bussano sulla porta di casa, corri a nasconderti. Ma ora stai diventando troppo grande per la buca che tua madre ha scavato vicino alle patate. Così, un giorno, lei ti dice che dovete fare un viaggio. Ti accompagna in Pakistan, ti accarezza i capelli, ti fa promettere che diventerai un uomo per bene e ti lascia solo. Da questo tragico atto di amore ha inizio la prematura vita adulta di Enaiatollah Akbari e l’incredibile viaggio che lo porterà in Italia passando per l’Iran, la Turchia e la Grecia. Un’odissea che l’ha messo in contatto con la miseria e la nobiltà degli uomini, e che, nonostante tutto, non è riuscita a fargli perdere l’ironia né a cancellargli dal volto il suo formidabile sorriso. Enaiatollah ha infine trovato un posto, dove fermarsi e avere la sua età. Questa è la sua storia.

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Walter Isaacson, Steve Jobs, Milano, Mondadori, 2011

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Più di quaranta colloqui personali con Steve Jobs in oltre due anni, e più di cento interviste a familiari, amici, rivali e colleghi, hanno permesso a Walter Isaacson di raccontare l’avvincente storia del geniale imprenditore, la cui passione per la perfezione e il cui carisma hanno rivoluzionato sei settori dell’economia e del business: computer, cinema d’animazione, musica, telefonia, tablet ed editoria elettronica. Mentre tutto il mondo sta cercando un modo per sviluppare l'economia dell’era digitale, Jobs spicca come la massima icona dell’inventiva, perché ha intuito in anticipo che la chiave per creare valore nel ventunesimo secolo è la combinazione di creatività e tecnologia, e ha costruito un’azienda basata sulla connessione tra geniali scatti d’immaginazione e riconosciute invenzioni tecnologiche. Nonostante abbia collaborato in prima persona alla stesura di questo libro, Jobs non ha imposto nessun vincolo sul testo né ha preteso di leggerlo prima della pubblicazione. Dall’infanzia con la famiglia adottiva all’adolescenza tra i pionieri dell’informatica, dal soggiorno in India alla nascita di Apple, dal successo commerciale all’uscita temporanea dall’azienda, dal boom planetario nell’ultimo decennio alla lotta contro la malattia. Questo libro è la sua storia, ricca di lezioni su innovazione, leadership e valori fondamentali, che insegna e allo stesso tempo è monito per le nuove generazioni.

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Stephen King, On writing, Milano, Sperling & Kupfer, 2001

EX PONTI 928 KINGS

Più che un manuale tecnico per aspiranti scrittori, questo libro è un’autobiografia del mestiere, in cui la storia personale e professionale di Stephen King si fondono totalmente. Il capitolo d’apertura, “Curriculum vitae” ripercorre gli anni della formazione attraverso i momenti di crescita fino al grande successo di “Carrie”. “La cassetta degli attrezzi” è invece una disincantata elencazione dei ferri del mestiere. “Sullo scrivere”, illustra le fasi del racconto creativo fino all’approdo editoriale; infine “Sul vivere” racconta come l’autore abbia visto la morte da vicino dopo lo spaventoso incidente in cui è stato coinvolto e come, grazie alla scrittura, sia tornato alla vita. (https://www.libreriauniversitaria.it/)

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Robert Matzen, La guerra di Audrey, storia di una ragazza coraggiosa che sfidò Hitler, Milano, Piemme, 2019

PONTI 927 MATZRD
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Indimenticabile nel film “Vacanze romane”, icona di stile in “Colazione da Tiffany” e “Sabrina”, Audrey Hepburn è una delle star del cinema più amate. Della sua vita, dei suoi film e del suo impegno come ambasciatrice dell'UNICEF, giornali e rotocalchi hanno raccontato molto, dando l’idea che, nonostante la sua estrema riservatezza, di lei non ci fosse più nulla da scoprire. Ma non è così. Figlia di una baronessa olandese e di un sedicente conte inglese, dopo alcuni anni in Inghilterra, la giovane Audrey si trova in Olanda proprio negli anni dell’occupazione tedesca. Sarà l’uccisione da parte dei nazisti dell’amato zio Otto ad avvicinare la ragazzina alla Resistenza. Mettendo a rischio la propria vita, Audrey comincia a consegnare cibo ai soldati britannici e a fare da staffetta per le informazioni e i giornali clandestini. Di questo impegno, Audrey parlò pochissimo e con vaghe allusioni. Né amava parlare della fame e degli stenti che aveva dovuto sopportare in quegli anni e che ne avevano segnato la salute e il fisico. Con tenacia da investigatore e accuratezza da storico, Robert Matzen, ha ricostruito gli eventi di quegli anni, perlustrando archivi, confrontando documenti, tra cui il diario dello zio Otto, e facendo rivivere una Audrey Hepburn segreta e inedita, dal coraggio e dalla generosità infiniti.

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Michelle Obama, Becoming, la mia storia, Milano, Garzanti, 2018

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Quando era solo una bambina, per Michelle Robinson, l’intero mondo era racchiuso nel South Side di Chicago, dove lei e il fratello Craig condividevano una camera nel piccolo appartamento di famiglia e giocavano a rincorrersi al parco. È stato qui che i suoi genitori, Fraser e Marian Robinson, le hanno insegnato a parlare con schiettezza e a non avere paura. Ben presto la vita l’ha portata molto lontano, dalle aule di Princeton, dove ha imparato per la prima volta quello che si prova a essere l’unica donna nera in una stanza, fino al grattacielo in cui ha lavorato come potente avvocato d’affari e dove, la mattina di un giorno d’estate, uno studente di giurisprudenza di nome Barack Obama è entrato nel suo ufficio sconvolgendole tutti i piani. In questo libro, per la prima volta, Michelle Obama descrive gli inizi del matrimonio, le difficoltà nel trovare un equilibrio tra la carriera, la famiglia e la rapida ascesa politica del marito. Ci confida le loro discussioni sull’opportunità di correre per la presidenza degli Stati Uniti, e racconta della popolarità vissuta, e delle critiche ricevute, durante la campagna elettorale. Con grazia, senso dell’umorismo e una sincerità non comune, Michelle Obama offre il dietro le quinte di una famiglia balzata all’improvviso sotto i riflettori di tutto il mondo e degli otto anni decisivi trascorsi alla Casa Bianca.

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Elisabetta Rasy, Le disobbedienti, storie di sei donne che hanno cambiato l'arte, Milano, Mondadori, 2019

BIM 750 RASYE
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Elisabetta Rasy racconta, con instancabile attenzione ai dettagli dell’intimità che disegnano un destino, la vita delle sei pittrici nella loro irriducibile singolarità. Si legge così della giovanissima Artemisia, in fuga dalle calunnie romane dopo un processo infamante, che si fa strada nella Firenze dei Medici ma non vuole rinunciare all’amore. Élisabeth Vigée Le Brun, acclamata ritrattista di Maria Antonietta, che attraversa l’Europa contesa dalle corti più importanti senza mai staccarsi dalla sua bambina. Berthe Morisot, ostacolata dalla famiglia e dai critici accademici, che diventa la première dame degli Impressionisti. La scandalosa Suzanne Valadon, amante e modella dei grandi artisti della Parigi fine Ottocento, che sceglie di farsi lei stessa pittrice combattendo la povertà e i preconcetti. Charlotte Salomon che, quando sente avvicinarsi la fine per mano del boia nazista, narra la sua breve e tempestosa vita in un’unica sterminata opera che al disegno unisce la musica e il teatro. Frida Kahlo, straziata dalle malattie fin dalla più giovane età, che sfida la sofferenza fisica e i tormenti amorosi con le sue immagini provocanti e il suo travolgente look. Tutte loro, negli autoritratti che aprono le intense pagine di Elisabetta Rasy, invitano a scoprire l’audacia con cui hanno combattuto e vinto la dura battaglia per affermarsi, cambiando per sempre, l’immagine e il posto della donna nel mondo dell’arte.

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Martha Saxton, Louisa May Alcott, una biografia di gruppo, Città di Castello, Jo March, 2019

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“Christopher Columbus” è la collana dedicata dalla Jo March alla scoperta delle vite di autori che hanno creato indimenticabili romanzi della letteratura. Uno di questi romanzi senza dubbio è “Piccole donne” di Louisa May Alcott, ancora oggi letto ed amato. Martha Saxton, in questo libro, cerca la verità sull’autrice rimanendo lontana dal suo successo editoriale, e penetrando nelle zone d’ombra della sua produzione letteraria più inquieta, nel profondo e sofferto rapporto con i genitori, in quella sua personalità sfuggente che prese forma sotto la guida dei grandi maestri del trascendentalismo americano, restituendo di Louisa May Alcott un ritratto intenso e del tutto inedito.

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Kenneth Slawenski, Salinger, la vera storia di un genio, Roma, Newton Compton, 2019

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“Il giovane Holden”, pubblicato quasi 60 anni fa e con oltre 60 milioni di copie vendute nel mondo, è uno dei romanzi più famosi della storia della letteratura mondiale. Ma il suo autore, al culmine del successo, scelse di ritirarsi a vivere sulle colline del New Hampshire, rifiutandosi di rilasciare interviste, apparire in pubblico e dare notizie di sé, smettendo anche di scrivere dal 1980 fino alla fine della sua vita. Ma chi è stato davvero Salinger? Kenneth Slawenski ha ricostruito, con passione e rigore, la sua storia, una vita avvolta nel mistero, portando alla luce l’immagine di un ragazzo brillante e sarcastico, dettagli della sua vita sentimentale e il tormentato ricordo della partecipazione alla Seconda guerra mondiale. Una biografia ricca d’informazioni e di rivelazioni raccolte in innumerevoli interviste, lettere e documenti.

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Tiziano Terzani, La fine è il mio inizio, Milano, Longanesi, 2006

EX BIM 070.92 TERZT
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Tiziano Terzani, sapendo di essere arrivato alla fine del suo percorso, parla al figlio Folco di cos'è stata la sua vita e di cos’è la vita: “Se hai capito qualcosa la vuoi lasciare lì in un pacchetto”. Così racconta di tutta una vita trascorsa a viaggiare per il mondo alla ricerca della verità. E cercando il senso delle tante cose che ha fatto e delle tante persone che è stato, traccia in questa autobiografia un affresco delle grandi passioni del proprio tempo. “Se mi chiedi alla fine cosa lascio, lascio un libro che forse potrà aiutare qualcuno a vedere il mondo in modo migliore, a godere di più della propria vita, a vederla in un contesto più grande, come quello che io sento così forte”

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Claire Tomalin, Jane Austen, la vita, Parma, Nuova editrice Berti, 2019

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Di Jane Austen abbiamo solo un ritratto a matita, qualche lettera, gli scritti giovanili e sei meravigliosi romanzi. Eppure tanto è bastato a rendere Jane Austen una delle scrittrici più celebri e amate di tutti i tempi. Si è spesso detto che la sua è stata una vita priva di eventi significativi ma Claire Tomalin, in questa monumentale biografia, dimostra il contrario: ogni singolo dettaglio ha contribuito a formare la Jane scrittrice, a ispirarne i personaggi e le ambientazioni. Un viaggio di quasi cinquecento pagine nell’Inghilterra di fine Settecento e inizio Ottocento, tra complessi intrighi familiari: Jane Austen è insieme osservatrice e protagonista incontrastata, talvolta concentrata su carta e calamaio nella sua camera oppure alle prese con un ballo o una rappresentazione teatrale, in visita da amici e parenti nella campagna dell’Hampshire e del Kent, o immersa nella vita mondana di Bath e Londra.

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Malala Yousafzai, Io sono Malala, la mia battaglia per la libertà e l'istruzione delle donne, Milano, Garzanti, 2013

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9 ottobre 2012. Il sole brilla forte sulla valle di Swat. Dal vecchio scuolabus senza tetto che la riporta a casa, Malala sorride e segue il volo degli aquiloni colorati nell’enorme cielo azzurro. Anche oggi ce l’ha fatta: ha attraversato il fiume e ha raggiunto la scuola. È riuscita a studiare, a leggere, a imparare, nonostante i pregiudizi, le minacce e le imposizioni, perché i Talebani al potere vogliono togliere questo diritto a tutte le ragazze come lei, e sono pronti a uccidere chi osa gridare il proprio desiderio di conoscere il mondo. Malala questo lo sa bene, e quando a un tratto l’autista frena rumorosamente, fermando il bus nel mezzo di quella strada fatta di terra e polvere, capisce subito che qualcosa non va. Un uomo col volto coperto con una folta barba scura, sale a bordo con un salto, impugna una pistola e grida furioso il suo nome. Sta cercando proprio lei, l’unica, sull’scuolabus, ad avere il volto scoperto e lo sguardo fisso su quell’uomo che rapidamente alza il braccio e fa fuoco. Quattro rumori violenti, quattro spari, quattro proiettili la colpiscono. Ma quella mattina Malala non muore, e questa è la sua storia… Nel 2014 a Malala è stato assegnato il Premio Nobel per la pace.

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Alex Zanardi, Volevo solo pedalare, ...ma sono inciampato in una seconda vita, Alex Zanardi, Milano, Rizzoli, 2016

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“E adesso sotto con il resto”, terminava così il primo libro di Alex Zanardi, del 2003. Allora sembrava una battuta perché Alex, dopo il terribile incidente automobilistico del Lausitzring in Germania, era sopravvissuto, contro le previsioni di tutti ma perdendo le gambe. Al suo posto, molti si sarebbero accontentati di essere ancora a questo mondo. Invece, Alex si è inventato una nuova vita, l’ha fatto grazie al suo spirito, a un prodigioso indefinibile cocktail di serenità e ironia, a una forza incrollabile e una gran voglia di divertirsi. II tutto annaffiato da una straordinaria dose di umiltà. In queste pagine si scoprono, episodio dopo episodio, tutte queste doti che infondono in chi legge entusiasmo e speranza. “Volevo solo pedalare” ripercorre tredici anni di vita eccezionale raccontata e affrontata sempre con il sorriso sulle labbra e la passione nel cuore.


Romanzi di formazione

Il romanzo di formazione o (dal tedesco) Bildungsroman un tipo di narrazione nel quale il personaggio principale si “forma” e matura a contatto con il mondo, grazie alle sue esperienze. La vita, quindi, è una palestra, una scuola che plasma gradualmente il protagonista e la sua concezione del mondo. In passato lo scopo del romanzo di formazione era di promuovere l’integrazione sociale, mentre oggi è di raccontarne emozioni, sentimenti, progetti e azioni viste nel loro nascere dall’interno.

La scelta dei romanzi è basata sull’anno di pubblicazione, quelli più recenti, in ordine per autore, presenti nel catalogo della Biblioteca comunale di Imola.

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Marco Amerighi, Le nostre ore contate, Milano, Mondadori, 2018

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Estate del 1985 e a Badiascarna, un minuscolo borgo sulle colline toscane, Sauro Terra inganna il tempo andando a caccia di ramarri e confidandosi con il poster di David Bowie appeso in camera. A quattordici anni non sa che fare della propria vita, ma una cosa è chiara: da grande sarà l’esatto contrario di suo padre Rino che da quando è andato in pensione anticipata dalla centrale geotermica NovaLago, ha tagliato i ponti col mondo. Stanco di stare sempre appresso a quel padre, fonda con altri amici un gruppo punk e inizia le prove nella cella frigo di un mattatoio. La notte prima del concerto d’esordio, però, scompare uno del gruppo e con lui tutti i sogni fatti. Vent’anni dopo, a Badiascarna nulla è cambiato, Rino che nel 1985 aveva cacciato da casa il figlio sembra essere svanito nel nulla. Una telefonata informa Sauro dell’accaduto e lui accetta di tornare a cercarlo, anche se non vuole ammetterlo, quel viaggio è la sua ultima occasione per trovare una risposta alle domande che non hanno mai smesso di torturarlo: perché suo padre lo aveva allontanato da casa, che cosa ne era stato dell’amico della band e che fine hanno fatto i suoi compagni di allora?

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Giuseppe Catozzella, E tu splendi, Milano, Feltrinelli, 2018

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Arigliana è il paesino sulle montagne della Lucania dove Pietro e Nina trascorrono le vacanze con i nonni. Un torrente, un’antica torre normanna e un palazzo abbandonato sono i luoghi che accendono la fantasia dei bambini, mentre la vita di ogni giorno scorre apparentemente immutabile. Quell’estate, che per Pietro e Nina è fin dall’inizio diversa dalle altre, sono rimasti senza la mamma, il paese rischia di spaccarsi sconvolto dalla scoperta che dentro la torre normanna si nasconde una famiglia di stranieri. Chi sono? Cosa vogliono? Perché non se ne tornano da dove sono venuti? L’irruzione dell’altro scoperchia i meccanismi del rifiuto. Dopo aver catalizzato la rabbia e la paura del paese, sono proprio i nuovi arrivati a innescare un cambiamento, che torna a far vibrare la speranza di un Sud in cui si mescolano sogni e tensioni. Un’estate memorabile, che per Pietro si trasforma in un rito di passaggio, doloroso eppure pieno di tenerezza e di allegria: è la sua stessa voce a raccontare come si superano la morte, il tradimento, l’ingiustizia e si diventa grandi conquistando il proprio fragile e ostinato splendore.

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Stephen Chbosky, L'amico immaginario, Milano, Sperling & Kupfer, 2019

PONTI 813 CHBOS
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Mill Grove è una tranquilla e isolata cittadina della Pennsylvania: solo una strada per arrivare, solo una per andarsene. A Kate Reese sembra il luogo ideale per fuggire da un compagno violento, far perdere le proprie tracce e ricominciare una nuova vita. Lo deve al suo bambino, Christopher, che ha solo sette anni, ma sa già quanto il mondo dei grandi possa fare male. In quella nuova casa, tutto sembra andare a meraviglia: Christopher incontra nuovi amici, Kate trova un lavoro ma poi, all’improvviso, il bambino scompare. Per sei lunghissimi giorni, nessuna traccia di lui. Finché, una notte, Christopher riemerge dal bosco di Mission Street, al limitare della piccola città. È illeso, ma profondamente cambiato. Nessuno sembra accorgersene; solo sua madre sospetta qualcosa, perché ha sempre faticato a scuola e di punto in bianco prende ottimi voti ed è un vorace lettore. Nemmeno lei può immaginare tutta la verità, Christopher ora sente una voce in testa, e vede cose che agli altri sono impercettibili. Non può parlarne a nessuno ma deve compiere la missione che quella voce amica gli detta: costruire una casa nel bosco, prima che arrivi Natale. Altrimenti, per sua madre, i suoi amici e l’intera città, sarà la fine.

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Mauro Coatti, Isole di pescecane, Roma, L'Erudita, 2019

PONTI 853 COATM

Anni Settanta, Dario ha undici anni. E’ cresciuto in un paese alle porte di Bologna, la sua vita cambia quando con la famiglia si trasferisce a Spazzate Sassatelli, località sperduta della bassa padana. Trascorre le giornate in bicicletta in compagnia del suo unico, nuovo e misterioso amico, Ruben. All’improvviso qualcosa spezza la noia: l’inaspettata scomparsa di Ruben e una lettera anonima contenente una filastrocca. In sella alla sua bici, Dario comincia una caccia al tesoro seguendo una catena d’indizi disseminati da un personaggio enigmatico e onnisciente: lo scopo del gioco è raggiungere le Isole di Pescecane. Con stile rocambolesco, l’autore racconta, attraverso lo sguardo di un bambino, le difficoltà che si accompagnano ai cambiamenti e alla scoperta di se stessi, in un crescendo di sorprese che porteranno il protagonista a smascherare l’artefice del gioco.

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Theresia Enzensberger, La ragazza del Bauhaus, Milano, Guanda, 2019

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Weimar, 1921. La giovane Luise arriva alla scuola del Bauhaus, determinata a farsi strada nel mondo dell’architettura. Qui, tra maestri del calibro di Gropius, Klee e Kandinsky, gli studenti sono immersi in un’atmosfera di sperimentalismo e fervore artistico. Insieme ai fondamenti del disegno progettuale, Luise impara a conoscere anche l’amore. Dapprima con l’enigmatico Jakob, che la introduce nella cerchia mistica di Itten: è il periodo dei digiuni, delle veglie e delle camminate nella natura. Poi con Hermann, un uomo più grande di lei che riesce a darle un rapporto più solido. Nel frattempo la scuola si è trasferita a Dessau, dove la vita studentesca è fatta di notti brave, ma anche di discussioni politiche innescate dalla deriva nazionalsocialista della Repubblica di Weimar. Luise, che per inseguire il proprio sogno si è sottratta al ruolo di donna di casa cui la famiglia vorrebbe relegarla, si scontra presto con la contraddittorietà di un movimento d’avanguardia come il Bauhaus: anche qui l’architettura è appannaggio della sfera maschile. L’ambiziosa Luise si trova allora di fronte a una scelta: seguire le lezioni del laboratorio di tessitura, come le consigliano i maestri, o fidarsi della propria inclinazione?

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Riccardo Gazzaniga, Colpo su colpo, Milano, Rizzoli, 2019

PONTI 853 GAZZR
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Una volante pattuglia le strade di Genova. Mentre un fiume di vestiti colorati, bandiere arcobaleno e cartelli sui diritti dell’amore scorre nel centro della città, Paolo Pastorino, quarantasei anni e la divisa da sempre, cerca con gli occhi sua figlia. Se lei lo vedesse lì, dall’altra parte della barricata, andrebbe su tutte le furie. Giada ha sedici anni e ha appena trovato il coraggio di dirgli che le piacciono le ragazze, ma non che a scuola è soggetta a bullismo, sembra trovare pace solo in palestra, dove il maestro De Roma la prepara al suo primo combattimento. Tra duri allenamenti e racconti sui grandi campioni del ring, solo a lui questa esile ragazzina rivelerà il segreto più inconfessabile: cos’è successo nel bagno della scuola. E solo lui potrà cercare di aiutarla ricordandole che la vendetta non è mai la soluzione, perché se lo sport è la migliore cura, riuscire ad accettare se stessi, rappresenta la vera vittoria. Ma presto, per i due, arriverà, imprevedibile, il momento di separarsi. E Giada, ancora una volta, sarà costretta a fare i conti con il mondo degli adulti.

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Christopher Kloeble, Quasi tutto velocissimo, Rovereto, Keller, 2019

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Albert ha diciannove anni, è cresciuto in un orfanotrofio e non ha mai conosciuto la madre. Per tutta la vita ha dovuto assistere il padre, Fred, che è come un bambino intrappolato nel corpo di un adulto che trascorre il tempo leggendo enciclopedie, contando le auto verdi che passano per strada ed è conosciuto come l’eroe di un tragico incidente d’autobus. Quando a Fred sono diagnosticati solo pochi mesi di vita, per Albert inizia una vera e propria corsa contro il tempo, perché sa che quell’uomo perso in un mondo tutto suo è l’unico a poterlo aiutare nella ricerca del proprio passato. Comincia così un viaggio avventuroso e commovente in compagnia di personaggi memorabili che li porterà in un’epoca lontana, fino a una notte di agosto del 1912 e alla storia di un amore proibito...

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Guido Lombardi, Il ladro di giorni, Milano, Feltrinelli, 2019

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Salvo, undici anni, barese, detesta molte cose. L’antitetanica, dopo che ti sei fatto male, la maestra che legge il tuo miglior compito in classe e ti fa vergognare. E soprattutto quando ti parlano come se fossi un bambino, scandendo le parole, come se tu non le conoscessi, anche quelle volgari, come fa suo padre Vincenzo. Salvo non lo vede da sette anni, ora uscito di prigione, lo ha raggiunto dagli zii a Udine e vuole che il figlio l’accompagni fino a Bari, dove ha una missione da compiere. Quattro giorni: un tempo enorme per Salvo, che non vuole partire con quell’uomo pieno di strani tatuaggi che fa cose di nascosto, come se avesse un segreto. Ma sarà anche un’occasione per padre e figlio di tornare a conoscersi e a parlarsi. Un viaggio on the road verso il Sud Italia, scandito da incontri in autogrill, lezioni di vita e ricordi di un’infanzia ancora candida e piena di domande, prima che arrivi il misterioso “ladro di giorni”.

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Dario Levantino, Di niente e di nessuno, Roma, Fazi, 2018

PONTI 853 LEVAD
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Brancaccio, periferia di Palermo. Rosario è un adolescente solitario con la passione per la mitologia classica e il mare. Il padre, cinico e bugiardo, ha un negozio d’integratori per sportivi e sottobanco smercia illegalmente droga; la madre, accudente e remissiva, dedica tutto il proprio tempo alla cura della casa, della famiglia e al ricordo del padre, morto prematuramente nel terremoto del Belice nel 1968, gran portiere di calcio. Quando Rosario, per accontentare un inconfessato desiderio della madre, decide di giocare in quello stesso ruolo con la squadra di quartiere, inizia il suo percorso verso l’età adulta. Tra i pestaggi, la scoperta dell’amore e il disincanto, troverà la forza di emanciparsi dalla violenza e dalla menzogna che fino ad allora opprimevano la sua vita. Questa è un’intensa storia di formazione condotta con la voce, spietata e dolcissima, di un adolescente che lotta per sovvertire i morbosi equilibri di una famiglia infelice. Il giovane autore dalla scrittura agile e peculiare riesce a raccontare la paura e l’audacia di un ragazzo che, nel Sud passionale e violento delle periferie, ha il coraggio di diventare un uomo.

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Robert Lukins, Un'eterna domenica, Vicenza, Neri Pozza, 2019

PONTI 823A LUKIR
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Inghilterra, 1962. Nelle prime ore del giorno di Santo Stefano, il diciassettenne Radford e suo zio si avventurano fuori Londra a bordo di un’auto. Varcato il confine di contea e si arrestano nel cortile di un vecchio maniero. Goodwin Manor è il nome dell’isolata magione. La Casa, così è chiamato, è un incrocio tra un collegio e una prigione, è un posto per ragazzi “incappati nei guai”, un luogo dove il tempo pare disancorato dal vasto mondo, un’isola di naufraghi che la tempesta ha spinto su quella spiaggia. Qui, Radford stringe subito amicizia con West, un ragazzo vivacissimo, e con l’enigmatico Teddy, il direttore dell’istituto, capace di offrire a quel giovane inquieto una fragile pace. A vegliare sui ragazzi ci sono pochi altri adulti: Manny, che tiene lezioni di elettronica e la cuoca Lilly. Radford scoprirà presto che nella Casa sono i ragazzi a prendersi cura l’uno dell’altro, un compito che le loro famiglie e la legge stessa non sono state in grado di assolvere. Ma sarà abbastanza, questo senso di comunione, quando la tragedia all’improvviso irromperà nelle loro vite stravolgendo ogni cosa?

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Andrea Marcolongo, La misura eroica, il mito degli Argonauti e il coraggio che spinge gli uomini ad amare, Milano, Mondadori, 2018

PONTI 853 MARCA
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Dopo “La lingua geniale”, romanzo nel quale ha mostrato quanto profonde siano le tracce lasciate dal mondo greco nella nostra contemporaneità, Andrea Marcolongo torna a scrivere per raccontare il suo personale viaggio verso quell’agognata Itaca che è per tutti l’età adulta. Questo, forse, è l’unico modo, sicuramente il più sincero, per rispondere a tante domande. Perché ogni giorno tutti noi navighiamo attraverso i mari per diventare diversi da com’eravamo quando abbiamo lasciato la riva. “La misura eroica” ricorda quello che ogni viaggiatore dovrebbe sapere. Qualunque meta non è mai il punto di arrivo ma è innanzitutto il punto di svolta: il senso di qualunque scelta, di qualunque viaggio, non è il dove si arriva ma il perché si parte.

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Lorenzo Marone, Un ragazzo normale, Milano, Feltrinelli, 2018

PONTI 853 MAROL
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Mimì, dodici anni, occhiali, lingua sciolta e la fissa per i fumetti, gli astronauti e Karaté Kid, abita in uno stabile del Vomero a Napoli, dove suo padre lavora come portiere. Passa le giornate sul marciapiede insieme al suo migliore amico Sasà, un piccolo scugnizzo, o nel bilocale che condivide con i genitori, la sorella adolescente e i nonni. Nel 1985, l'anno in cui tutto cambia, Mimì conosce il giovane Giancarlo, il suo supereroe. Che al posto della Batmobile ha una Citroën Mehari verde. Che non vola né sposta montagne, ma scrive. Come armi ha un’agenda e una biro con cui si batte per sconfiggere il male. Giancarlo è Giancarlo Siani, il giornalista de “Il Mattino” che cadrà vittima della camorra proprio quell’anno e davanti a quel palazzo. Nei mesi precedenti al 23 settembre, giorno in cui il giornalista sarà assassinato, nel mondo circoscritto dello stabile del Vomero, Mimì diventa grande, scopre l’importanza dell’amicizia e dei legami veri, i palpiti del primo amore, il valore salvifico delle storie e delle parole. Perché i supereroi forse non esistono, ma le persone speciali e le loro piccole, grandi azioni non muoiono mai e sono come il mare: luccicano in eterno.

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Luca Mercadante, Presunzione, Roma, Minimum fax, 2019

PONTI 853 MERCL
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“Non ti stai perdendo niente, la vita vera non è adesso. La vita è dopo”. Queste sono le parole che Bruno Guida si ripete tutti i giorni, mentre frequenta l’ultimo anno di liceo a Caserta e cerca di sottrarsi con ogni mezzo a un mondo che lo reclama. Odia il suo paese, Villa Literno, e non è disposto a seguire e assecondare gli sforzi di suo padre, che da quando suo fratello, lo zio Piero, è scomparso senza lasciare traccia, si è convinto di avere di fronte un caso di “lupara bianca” e si è spinto fino a istituire un’associazione per la legalità a lui dedicata. Per Bruno il sarcasmo e l’isolamento sono l’unica arma di difesa possibile, la sfida per mantenere vivo il sogno di essere destinato a ben altro. E quando il mondo attorno a lui, a cominciare dalla sua famiglia, si sfalda, è forte la tentazione di vedere nella catastrofe una via di salvezza. “Presunzione” racconta luoghi ben noti da una prospettiva nuova e tutta interna, incentrata su un ribelle senza ideologie precostituite il cui unico e semplice desiderio è di poter cominciare a vivere.

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Kaho Nashiki, Un’estate con la strega dell’Ovest e altri racconti, Milano, Feltrinelli, 2019

PONTI 895.63 NASHK
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Mai ha tredici anni e non vuole più andare a scuola. La madre, preoccupata, decide di mandarla a stare dalla nonna per un po', in una bella casetta nella campagna giapponese sul limitare dei monti. La nonna è una signora inglese ormai vedova, arrivata in Giappone molti anni prima e rimasta lì per amore. La chiamano “Strega dell’Ovest” e nel momento in cui la nonna rivela di possedere realmente dei poteri magici, Mai rimane incredula e diffidente, quando però le propone di affrontare il duro addestramento da strega, accetta senza esitazioni. Immerse nella natura incontaminata del Giappone più remoto, nonna e nipote passano insieme settimane meravigliose in raccoglimento, lontane dalla frenesia della vita di città, a lavorare nell’orto, raccogliere erbe selvatiche e cucinare, oltre a dedicarsi, naturalmente, a quelli che sono, secondo la nonna, i rudimenti di base per una giovane strega. A questa storia catartica e rivelatrice, negli anni, l’autrice ha aggiunto tre brevi racconti che ne riprendono i personaggi e l’ambientazione, proposti in questa edizione.

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David Nicholls, Un dolore così dolce, Vicenza, Pozza, 2019

PONTI 823 NICHD
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Estate 1997, Londra. E’ l’estate del New Labour, della morte di Lady Diana e della fine della scuola per Charlie Lewis. Cinque anni terminati in un batter d’occhio e suggellati dall’immancabile ballo della scuola, cinque anni in cui Charlie Lewis si è distinto per non essersi mai distinto in nulla. Né bullo né mansueto, né sgobbone né ribelle, né amato né odiato, insomma uno di quei ragazzi che, a guardarli nella foto di fine scuola, si stenta a ricordarli, poiché non sono associati ad alcun aneddoto scandalo o grande impresa. Ora, però, per Charlie è giunta l’ora di definire la propria personalità. Un’impresa di non poco conto. Per giunta, a casa le cose non vanno bene, sua madre se n’è andata e suo padre, un uomo mite, cade spesso preda della malinconia. Un giorno, il giovane Lewis incontra Frances Fisher, detta Fran, una ragazza meravigliosa. Viene dalla Chatsborne, una scuola per ricchi. Fran fa parte della cooperativa del Bardo, un gruppo teatrale che vuole mettere in scena “una storia di bande rivali e di violenza, di pregiudizio e amore”: “Romeo e Giulietta” di Shakespeare. Charlie s’innamora perdutamente di Fran e per stare con lei, deve affrontare una sfida improba: entrare a far parte della compagnia diretta da un tipo paffuto e con gli occhi da King Charles Spaniel…

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Marieke Lucas Rijneveld, Il disagio della sera, Roma, Nutrimenti, 2019

PONTI 839.313 RIJNML

Jas ha dieci anni quando in casa Mulder fervono i preparativi per il Natale. La sua è una vita tranquilla, a scuola non va benissimo e non vede l’ora di diventare abbastanza grande per poter andare a pattinare sull’altra riva del lago con il fratello Matthies. Due giorni prima della festa, però, proprio da quella sponda più lontana, Matthies non fa più ritorno. La morte entra in casa e si insinua nella vita di tutti e Jas osserva impotente i genitori trasformarsi. Al riparo nel giaccone del fratello, che non toglie più nemmeno per dormire, non le rimane che prepararsi al momento in cui Dio scaglierà su di loro una nuova piaga. Abbandonati a loro stessi, i tre fratelli Jas, Obbe e Hanna cominciano a parlare della morte. Sono pronti a sacrificare tutto pur di non farsi portare via da lei. In questo romanzo d’esordio, Marieke Lucas Rijneveld, pagina dopo pagina, si scopre una storia disarmante ma allo stesso tempo delicata della perdita dell’innocenza

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Clara Sánchez, L’estate dell’innocenza, Milano, Garzanti, 2019

PONTI 863 SANCC
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C’è un’età della vita in cui sono gli altri a scegliere, perché noi non siamo ancora in grado di farlo da soli. È la magia dell’essere bambini, il segreto che si nasconde dietro l’innocenza di quegli anni. Così è per Beatrice durante le vacanze estive dei suoi dieci anni, in compagnia del mare della Costa Brava e della sua famiglia un po' fuori dagli schemi: donne tenaci, indipendenti e a volte nevrotiche. Sua madre non ha peli sulla lingua ed è in cerca di protezione, più che offrirne. Olga, la zia colta e raffinata, vive solo in un mondo fatto di abiti di seta e balli. E mentre suo padre sembra non interessarsi di nulla, lo zio Albert le chiede il vero motivo per cui da grande vorrebbe fare la scrittrice ed è l’unico a dirle che la vita non è come appare ma diversa. Beatrice è solo una bambina ma, in quell’estate, qualcosa comincia a cambiare. Una crepa scheggia la sua innocenza portandola lontano dall’infanzia. Il ricordo delle onde e della sabbia sui piedi resterà per sempre nel suo cuore, insieme al sapore di un’età in cui tutto è possibile ma al contempo prenderà consapevolezza che crescere vuol dire cambiare mille volte corpo, voce e volto.