Di nuovo a scuola

settembre 2020

L’epidemia di coronavirus, che ha fermato per un lungo periodo la vita produttiva e sociale del Paese, ha colpito alcuni settori in modo particolare. Tra questi sicuramente la scuola. Con lezioni sospese da febbraio e studenti rimasti a casa in attesa di uno sblocco che di fatto non è mai arrivato, maestri e insegnanti si sono dovuti adoperare con soluzioni alternative per continuare a svolgere i programmi al meglio delle proprie forze.

Ora, in occasione dell’avvio di un nuovo anno scolastico e della ripresa delle lezioni in almeno una parte degli istituti, la biblioteca comunale di Imola segnala alcuni libri che seguono in questa avventura la scuola e i suoi protagonisti.

Strutturato in due sezioni, dedicate la prima all’e-learning (tema oggi di gran moda, in realtà in essere da parecchi anni), la seconda all’edilizia scolastica, il presente percorso di lettura affronta i problemi emersi in questa circostanza connessi alla didattica, con le strumentazioni e le modalità imposte dal contingente: prima a distanza, per tutta la lunga fase del lockdown, poi di nuovo in aula, nella constatazione dell’inadeguatezza di strutture non proprio flessibili, come la situazione, invece, richiederebbe.

 


Didattica a distanza tra emergenza e opportunità

Se il ricorso alla DAD ha consentito almeno in parte di coprire metà di questo funesto anno scolastico, è pur vero che l’invito a trasformare l’emergenza in opportunità è presto risuonato come slogan poco seducente. Salutata con entusiasmo o vissuta come modesto ripiego, a seconda degli esiti e delle aspettative, al netto della lacuna che ha saputo tamponare, la didattica a distanza ha fatto emergere criticità intrinseche quali il digital-divide tra cittadini che, come su tanto altro, non partivano tutti dallo stesso punto; ha assistito letteralmente all’uscita di scena di molti studenti non connessi, non in possesso di una minima strumentazione per seguire in remoto corsi e lezioni; ha costretto a fare i conti con gli oneri che la lezione digitale comporta; ha posto all’attenzione di tutti la perdita di un contatto umano che il collegamento a una rete non sostituisce e che a ogni grado dell’istruzione risulta importante sotto il profilo psicologico e relazionale oltre che formativo.

Ma nell’incertezza che caratterizzerà ancora i tempi a venire sulle soluzioni adottate a livello ministeriale e di ogni singolo polo scolastico, resta la consapevolezza che questo frangente ha costituito un test di prova per una modalità di insegnamento che quand’anche non dovesse sostituire quello tradizionale, potrà affiancarlo e completarlo.

La selezione dei libri che segue, può fornire dunque materiale espressamente pensato per la didattica a distanza e l’impiego del digitale a scuola e offrire soprattutto spunti di riflessione sul tema, ospitando posizioni ed esperienze diverse.

 

 

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Andrea Villarini (a cura di), L'apprendimento a distanza dell'italiano come lingua straniera : modelli teorici e proposte didattiche, Milano, Le Monnier, 2010

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Una panoramica aggiornata ed esaustiva sulle diverse modalità di utilizzo delle tecnologie informatiche che dimostra come le scelte didattiche e le tecnologie impiegate cambiano al variare del gruppo di riferimento e delle motivazioni di studio. Alcune delle esperienze qui descritte hanno ottenuto il Label Linguistico Europeo (riconoscimento comunitario che premia i progetti linguistici, che si sono distinti per l'impulso all'insegnamento e all'apprendimento delle lingue, attraverso innovazioni e pratiche didattiche e formative efficaci).

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Sebastiano Bagnara, Apprendere in digitale: come cambia la scuola in Italia e in Europa, Milano, Guerini, 2014

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"Uno dei principali valori di questo libro è che spiega bene che non bisogna innovare la scuola perché c'è il digitale, ma perché il mondo sta cambiando. Il digitale può dare un contributo di grandissimo valore al miglioramento dell'apprendimento. Il digitale può aiutarci a realizzare la scuola adatta ai nuovi tempi. Oggi, dicono gli autori, occorre far sì che i lavoratori possano essere dotati, oltre che di un'elevata competenza professionale, anche di autonomia e capacità di decisione. Occorre che siano in grado di governare la complessità e l'incertezza. Il libro è quindi un importante contributo di pensiero ma anche di azione per molti attori. Innanzitutto per coloro che nella scuola lavorano con passione e di cui molti sono già attori del cambiamento. Per i genitori che hanno più di tutti l'ansia per il futuro dei loro figli e vogliono giustamente una scuola che li aiuti a realizzarsi sviluppando i loro diversi talenti. Per le leadership studentesche che possono giocare un ruolo positivo in questa trasformazione. Per il governo che deve confermare senza esitazione e a tutto tondo l'innovazione della scuola tra le priorità per il rilancio del Paese." (Dalla prefazione di François de Brabant)

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Angela Arsena, Insegnare filosofia online: questioni di ermeneutica pedagogica, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2019

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Se in ogni esperienza educativa è in qualche modo presente una problematica ermeneutica, dal momento che nell'incontro tra due «chi sostanziali» si realizzano e si evidenziano luoghi di pensiero nuovi e inediti, è doveroso pensare che anche per l'e-learning si pongano questioni di tipo ermeneutico dovendosi investigare la transizione tra un ambiente di apprendimento e un altro e dovendosi cogliere gli oneri didattici che sorgono nel passaggio dalla lezione frontale alla lezione digitale, o anche dal testo all'ipertesto. D'altro canto ogni transizione comporta un traghettarsi da una dimensione culturale a un'altra e richiede un continuo tentativo di «connessione». Criticità e potenzialità vengono, in questo libro, investigate per il tramite di un proposito che guida l'intero volume: insegnare la filosofia online. Ed è singolare scoprire, con l'Autrice, quale grande supporto euristico sia rintracciabile nei filosofi che sono alle basi stesse del pensiero Occidentale.

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Emiliano Barbuto, La didattica a distanza: metodologie e tecnologie per la Dad e l’e-learning: con espansione on-line, Napoli, Edisis, 2020

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Questo volume vuole essere un supporto per l'intera comunità scolastica nell'attuare la didattica a distanza e nell'effettuare procedure ad essa connesse. Nel periodo di emergenza COVID-19, molte scuole si sono adoperate per proporre ai propri alunni e studenti attività di didattica a distanza (DaD). Anche al di là della fase emergenziale, non è detto che le scuole non possano fare tesoro di questa esperienza per migliorare la propria offerta formativa, per accrescere la propria capacità organizzativa e per fronteggiare difficoltà di singoli alunni, impossibilitati a partecipare alle attività didattiche in presenza. Dal taglio molto operativo, il volume è articolato in Parti: nella prima si analizza il ruolo del Dirigente Scolastico nell'implementazione della DaD, la seconda sintetizza le principali metodologie didattiche da applicare, mentre la terza passa in rassegna i principali software e strumenti per la didattica a distanza sincrona e asincrona. L'ultima parte, infine, raccoglie esempi pratici di attività didattica a distanza per diversi ambiti disciplinari (materie letterarie, matematiche, scientifiche).

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Giuseppe Caliceti, La scuola senza andare a scuola: diario di un maestro a distanza, San Cesario (Lecce), Manni, 2020

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Cos'è accaduto nel mondo della scuola durante l'emergenza sanitaria? Siamo sicuri che la didattica a distanza non diventerà una modalità parallela a quella tradizionale per lungo tempo, o per sempre? E come si potrà gestire quando i genitori dovranno ricominciare a lavorare? Cosa significa insegnare attraverso uno schermo? Quali sono i criteri di valutazione che si possono adottare, come si può interrogare, qual è il rapporto con i genitori, come viene gestita la privacy rispetto ai dati che si consegnano nelle mani delle piattaforme private? E soprattutto: cosa accade agli alunni che non hanno un computer a casa, cosa accade a quelli nei campi rom o nelle case famiglia, cosa accade nelle abitazioni in cui ci sono tre ragazzi in età scolare? Certo è che una scuola così "di classe" non si vedeva da prima della Scuola media unificata nel 1963. E come don Milani ha spiegato quel sistema non democratico in Lettera a una professoressa partendo dalla propria esperienza, così fa Giuseppe Caliceti, maestro elementare e formatore da oltre 30 anni, in questo libro. Partendo dal primo giorno di chiusura delle scuole, fino all'ultimo giorno dell'anno scolastico, il 10 giugno, Caliceti racconta la sua vicenda, e attraverso la quotidianità di insegnante riflette su quello che accade in Italia: le riunioni con i colleghi, le emozioni dei bambini, le decisioni del Ministro, il ruolo di papà e mamme... Un libro che riguarda tutti noi, che si sia genitori, insegnanti, o anche solo interessati al rispetto della Costituzione italiana quando all'articolo 34 recita "La scuola è aperta a tutti".

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Paolo Ferri, Stefano Moriggi, A scuola con le tecnologie: manuale di didattica digitalmente aumentata, Milano, Mondadori Università, 2018

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Arricchire l'esperienza didattica con le tecnologie è un'esigenza ineludibile per una scuola che intenda affrontare e gestire le sfide di una società sempre più modellata dai ritmi e dalle regole della Rete. Ma un'adozione ragionata dei dispositivi digitali richiede una ridefinizione degli obiettivi da porsi e delle metodologie da condividere; nonché, parallelamente, una riprogettazione del setting d'aula tradizionale. In quest'ottica, il presente volume si propone di fornire gli strumenti culturali, le conoscenze tecniche e le competenze normative per comprendere (e sperimentare) le opportunità rese possibili da una didattica digitalmente aumentata, senza cadere nel pericoloso equivoco di una mera informatizzazione dei processi e degli spazi di apprendimento.

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Raffaele Mantegazza, La scuola dopo il coronavirus, Roma, Castelvecchi, 2020

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I giorni del coronavirus segnano un cambiamento: si parla di un "dopo" come si è fatto per le grandi tragedie che hanno afflitto l'umanità. Anche la scuola non può sottrarsi a questa ridefinizione degli obiettivi, dei mezzi, delle strategie per poter vivere insieme una vita serena. Come sarà la scuola dopo il coronavirus? L'occasione che ci si presenta è importante per ripensare la didattica, la valutazione, il rapporto tra strumenti e contenuti e soprattutto la relazione educativa: una relazione fisica, corporea, che è proprio ciò che ci manca in modo così lacerante. Il primo giorno di scuola dopo l'emergenza non dovrà essere semplicemente un ricominciare, ma un rifondare la scuola, un ripensarla a partire dall'insostituibilità della relazione di contatto tra insegnanti e allievi.

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Carmelo Occhipinti, In difesa della scuola contro i rivoluzionari del digitale: testimonianze dalla quarantena (marzo-aprile 2020), Universitalia, 2020

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I processi di dematerializzazione di gran parte delle nostre attività lavorative e sociali seguono l'inesorabile direzione nella quale, da tempo, stiamo tutti noi muovendoci. Ma l'emergenza COVID-19 sta producendo una imponentissima accelerazione di quegli stessi processi, in favore della sempre più rapida avanzata della 'rivoluzione digitale' che, invadendo adesso ogni aspetto della nostra esistenza, rischia di travolgere rovinosamente persino la scuola e l'università.

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Laura Pederzoli, Insegnare le lingue on line e su app: strategie, aspetti culturali, inclusione e performance nell'apprendimento linguistico, Ospedaletto, Pisa, Pacini, 2018

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Come migliorare la gestione dei corsi di lingua on line e su app? Il volume risponde a questo interrogativo individuando strategie glottodidattiche, indicando in che modo veicolare gli aspetti culturali della lingua e come gestire la videoscrittura in modo inclusivo. Inoltre, fornisce istruzioni per scegliere un corso a distanza, valutandone potenzialità e criticità. Il testo è indicato sia per la formazione sia per l'aggiornamento dei docenti di didattica della lingua (seconda e straniera) ma anche di altre discipline, dei tutor e degli instructional designer, prendendo in considerazione le nuove competenze richieste ai docenti e i differenti metodi di studio e stili di apprendimento delle nuove generazioni. Il taglio pratico - che si avvale anche di memorandum visivi e brevi test di autovalutazione - è pensato per accrescere l'abilità di gestire con più consapevolezza critica e controllo il processo di insegnamento a distanza. Infine, viene stilato un Mini Vademecum che riassume le risposte alle domande poste nel volume e che, nella sua brevità, può essere recuperato mentalmente senza sforzo come guida durante l'attività di insegnamento.

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Gino Roncaglia, L'età della frammentazione: cultura del libro e scuola digitale, Bari, Roma, Laterza, 2018

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Grazie alla rivoluzione digitale e allo sviluppo di Internet è oggi disponibile online una sterminata quantità di risorse e contenuti, molti dei quali utili anche per la scuola, l'apprendimento, la formazione personale e professionale di ciascuno di noi. Nonostante l'enorme complessità orizzontale della rete, questi contenuti sono però in genere granulari e frammentati: la complessità verticale che era tipica della cultura del libro sembra almeno in parte sacrificata. L'età della rete è necessariamente anche l'età della frammentazione? Quali strategie e quali strumenti possono essere usati per favorire una maggiore attenzione alla capacità di costruire e utilizzare - anche in digitale - contenuti strutturati e complessi? Come cambia il ruolo del libro e della lettura nella scuola di oggi e di domani, in cui ogni studente ha in mano anche, e a volte solo, uno smartphone? Gino Roncaglia prova a rispondere a queste domande proponendo, con uno stile sempre chiaro e discorsivo, una visione del digitale e della rete assolutamente originale.

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Sandra Troia, Dalla scuola alla cittadinanza digitale, Milano, Torino, Pearson Italia, 2018

BIM 371.334 TROIS

Il volume permette ai docenti di orientarsi nei cambiamenti in atto nella scuola italiana, aiutandoli a capire i perché della virata verso il digitale che sta rivoluzionando la didattica e che si concretizza nelle indicazioni del Piano Nazionale Scuola Digitale del MIUR. Questa guida aiuta gli insegnanti a progettare e realizzare esperienze d'apprendimento che siano in linea con la normativa vigente sia per la certificazione delle competenze sia per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo nella scuola.

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Anna Laura Trombetti, Alberto Stanchi, Le Università telematiche italiane: cosa sono, cosa offrono, un confronto con l'Europa, Bologna, I libri di Emil, 2017

BIM 378.03 TROML

La ricerca di Anna Laura Trombetti e Alberto Stanchi, che da tempo si dedicano ad approfondire aspetti del sistema universitario italiano ed europeo, colma una lacuna nella riflessione sull'e-learning universitario in Italia. Intende illustrare, in sintesi, le modalità di funzionamento delle 11 università telematiche italiane, tutte private, attive da circa 10 anni, descrivendone le caratteristiche, gli enti promotori, gli schemi di governance, il numero e il profilo degli studenti, le tasse di iscrizione, l'offerta formativa. Ampio spazio è dedicato al tema della ricerca scientifica, presentando i risultati conseguiti nei due esercizi nazionali di valutazione della qualità della ricerca (VQR), e all'accreditamento delle sedi e dei corsi da parte dell'ANVUR. I dati offerti, tutti desunti da fonti pubbliche, permettono al lettore di orientarsi in questo mondo complesso che, nelle intenzioni del legislatore, doveva dare risposta a un'esigenza senza dubbio avvertita: un'università rivolta alle esigenze degli studenti che, per i motivi più diversi, non sono in grado di accedere alle università tradizionali. Introduzione di Luca D'Alessandro.

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Matteo Viale, Esperienze di e-learning per l'italiano: metodi, strumenti, contesti d'uso, Bologna, Bononia University Press, 2018

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Negli ultimi anni l'insegnamento dell'italiano in modalità e-learning ha acquisito un peso sempre crescente e si sono moltiplicati corsi a distanza o in modalità blended, proposte di mobile learning, di apprendimento incidentale e in generale casi di supporto tecnologico in grado di impattare in modo significativo sulla didattica linguistica e sulla motivazione all'apprendimento dell'italiano in vari contesti. I contributi raccolti in questo volume danno conto di alcune di queste iniziative, cercando di tracciare un bilancio di quanto fin qui realizzato e di delineare possibili prospettive di sviluppo. Anche se i casi presentati - ICoN, E-LOCAL, UniON, Dire, Fare, Partire!, LIRA - non esauriscono la ricchezza e la complessità della realtà attuale dei corsi a distanza di italiano, il quadro che ne risulta fornisce uno spaccato della situazione puntuale e criticamente fondato sulla consapevolezza di potenzialità e limiti delle risorse tecnologiche nella didattica linguistica. Le ricerche illustrate sono collegate alle attività dell'unità di ricerca dell'Università di Bologna del progetto europeo Erasmus+ E-LENGUA.


Didattica in aula, all'aperto e questione di edilizia scolastica

Il ritorno in aule non più virtuali con l’apertura del nuovo anno scolastico, in condizioni di epidemia non ancora debellata, ha costretto la Ministra all’Istruzione e i Presidi dei tanti istituti a escogitare sistemi di distanziamento per evitare contatti ancora troppo rischiosi, dai plexiglas ai monobanchi alla didattica all’aperto. Ma se le ipotesi di trasferimento di alcune lezioni in contesti diversi dall’edificio scolastico come musei e biblioteche o orti e giardini vengono rivalutate alla luce delle nuove esigenze sanitarie, è anche perché si è riproposta l’annosa questione che la scuola sconta da ben prima dell’emergenza sanitaria in corso, ovvero dell’inadeguatezza dell’edilizia scolastica, cioè degli ambienti, degli arredamenti, ma anche delle minime forniture di materiali per la didattica in sede, oltre a quella non meno rilevante della carenza di personale (risultante dal rapporto insegnanti/studenti).

Sebbene la circostanza inedita in cui oggi ci si è venuti a trovare imponga soluzioni qui ancora non contemplate, dettate dalla necessità di garantire una distanza minima di sicurezza tra gli studenti durante le ore di lezione frontale, i libri segnalati sono comunque ottimi punti di partenza per approfondire o riconsiderare concetti di base come quelli di aula, classe e didattica. Perché la qualità dello spazio fisico in cui “far scuola”, dal punto di vista della sicurezza, del comfort e della dotazione completa degli strumenti di lavoro, è non meno importante del piano di offerta formativa, anzi, tale, a volte, da condizionarlo.

 

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Roberto Farné, Alessandro Bortolotti e Marcella Terrusi (a cura di), Outdoor education : prospettive teoriche e buone pratiche, Roma, Carocci, 2018

BIM 371.384 FARNB

Con Outdoor Education (OE) si intendono le teorie e le pratiche dell'orientamento pedagogico che valorizza lo spazio esterno nelle sue diverse configurazioni come ambiente di apprendimento e di benessere educativo. L'OE emerge a livello internazionale sulla base dei frequenti indicatori di disagio e di malessere prodotti dalla "società del benessere". Tra questi, la progressiva espropriazione, a partire dall'infanzia, delle esperienze effettuate a diretto contatto con l'ambiente, soprattutto naturale, e i danni psicofisici causati dalla sedentarietà connessa alla persistente "reclusione" negli spazi scolastici e domestici. L'OE propone un cambiamento nel modo di pensare e di fare educazione grazie al quale l'adulto per primo scopre e allarga gli orizzonti e le potenzialità della propria professione. Il libro offre una varietà di contributi in cui si uniscono riflessioni teoriche e linee di intervento, quadri di ricerca e suggestioni culturali a sostegno dell'or non come "moda" educativa, ma come modo di fare educazione a cui è necessario essere formati, come insegnanti e pedagogisti, educatori sociali e dell'infanzia.

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Maria Fianchini (a cura di), Rinnovare le scuole dall'interno: scenari e strategie di miglioramento per le infrastrutture scolastiche, Santarcangelo di Romagna, Maggioli, 2017

BIM 727 FIANM

Rinnovare le scuole dall'interno è l'esito di un percorso di ricerca condiviso tra discipline dell'architettura e della pedagogia, fondato sul riconoscimento del ruolo educativo degli ambienti scolastici e focalizzato sulle infrastrutture scolastiche esistenti. Senza negare i molteplici e già noti problemi di degrado e sicurezza, nel volume si lascia spazio e visibilità alle "altre" condizioni di inadeguatezza, che si riflettono sull'agire quotidiano; così come alle enormi risorse in termini di idee, energie, ecc. che si possono recuperare nelle comunità scolastiche, per generare percorsi di rinnovamento delle scuole. Il volume è costituito di tre parti: nella prima si delineano gli scenari di riferimento, dalle politiche e dai processi in atto in Italia ed Europa, all'evoluzione del dibattito sul rapporto tra didattica e spazi; nella seconda si dà voce alle diverse componenti delle comunità scolastiche, per orientarsi verso nuove prospettive di intervento; la terza parte supporta i processi di miglioramento delle scuole, attraverso contributi metodologici e operativi.

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Fondazione Giovanni Agnelli, Rapporto sull’edilizia scolastica, Laterza, 2020

BIM 727.10945 FONGA

Pensato e scritto per chi la scuola la vive quotidianamente, il Rapporto sull’edilizia scolastica esplora il tema degli ambienti di apprendimento da diversi punti di vista. In apertura vengono presentate elaborazioni inedite a partire dall’anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica: una fonte ricca, ma non ancora pienamente sfruttata, per comprendere come sono fatte oggi le scuole italiane. Il secondo capitolo propone un tentativo di periodizzazione dell’edilizia scolastica nazionale, mettendo in luce le caratteristiche e le specificità proprie di ogni epoca. Nel terzo capitolo sono invece esaminati i fattori del cambiamento con i quali il patrimonio di edilizia scolastica presente e futuro sarà chiamato a confrontarsi: l’evoluzione demografica, con ampie variazioni della popolazione scolastica da oggi al 2030; le tendenze e le indicazioni della pedagogia e della psicologia ambientale; gli imperativi sempre meno trascurabili della sostenibilità. Il quarto capitolo si sofferma sui processi, da un lato esplorando il quadro internazionale e l’evoluzione della normativa di settore, dall’altro raccontando una recente esperienza italiana che ha consentito la ristrutturazione di due scuole (il progetto “Torino fa scuola”). Un Atlante conclusivo illustra una serie di realizzazioni esemplari, in Italia e all’estero, con indicazioni su potenziali ambiti di miglioramento in tutte le scuole: diverso utilizzo degli spazi di distribuzione, creazione di ambienti di lavoro per i docenti, maggiore attenzione al benessere e così via.

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Daniela Mainetti, Livia Cosmai, Gli spazi e i materiali: nei servizi e nelle scuole per l’infanzia, Junior, 2010

BIM 372.2 MAIND

Il volume Gli spazi e i materiali approfondisce il tema della progettazione e dell'organizzazione degli spazi e dei materiali nei servizi e nelle scuole per l'infanzia. Il testo analizza da un punto di vista teorico l'assunzione di rilevanza del tema nell'evoluzione del pensiero pedagogico e ne illustra lo sviluppo nelle sue tre dimensioni chiave: pedagogica, comunicativa e abitativa. Vengono quindi delineate le attenzioni nella cura e nella gestione degli spazi e dei materiali che possono favorire l'intervento educativo, promuovendo la crescita dei bambini e il benessere di tutti coloro che abitano quotidianamente tali servizi. Infine, il testo illustra alcuni strumenti metodologici e progettuali utili per ripensare e condividere all'interno del gruppo educativo orientamenti e pratiche relativi agli spazi e ai materiali nel contesto educativo.

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Maurizio Maglioni, Valeria Pancucci, Il compito autentico nella classe capovolta: guida alla costruzione di attività creative e sfidanti per la scuola primaria e secondaria, Erickson, 2019

BIM 371.39 MAGLM

Lavorare per compiti autentici potrebbe sembrare un'utopia in un tempo scuola costretto a un ritmo serrato, tra lezioni frontali, interrogazioni, ennesime richieste di spiegazioni su passaggi poco chiari... Il f1ipped learning crea l 'ambiente di apprendimento ideale per il compito autentico: il ribaltamento della logica trasmissiva libera tempo prezioso per lavorare in gruppo su attività complesse, realistiche, immediatamente valutabilì, che richiedono un approccio pluridisciplinare e ammettono più di una soluzione. In questo volume, l'insegnante può trovare numerosi suggerimenti e spunti - corredati di indicazioni, schede, strumenti operativi e checklist - per integrare il compito autentico all'interno della didattica capovolta, dalla scuola primaria fino alla secondaria di secondo grado. Attraverso quesiti sfidanti - come realizzare video e doppiaggi, preparare delle interviste impossibili, utilizzare strumenti di precisione per fare confronti, trovare inediti collegamenti tra musica e chimica - gli alunni vengono stimolati a ricercare attivamente i dati, a ricorrere a risorse non convenzionali, mettendo in gioco le otto competenze europee per l'apprendimento permanente.

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Mariagrazia Marcarini, Pedarchitettura: linee storiche ed esempi attuali in Italia e in Europa, Roma, Studium, 2016

BIM 727.0288 MARCM

"Pedarchitettura". Pare la parola giusta per evidenziare l'importanza del legame tra pedagogia e architettura degli spazi scolastici. Nella prima parte del volume, sulla base di una rapida ricostruzione del problema nella storia dell'educazione dall'antichità ai nostri giorni, si evidenziano alcuni concetti fondamentali che dovrebbero guidare la progettazione e/o riorganizzazione degli edifici scolastici: leggibilità, flessibilità, affordance e semantotopicità. Nella seconda parte sono presentate esperienze di architettura scolastica innovativa, sviluppate in alcuni paesi europei (Germania, Austria, Gran Bretagna, Portogallo e Danimarca). La Danimarca, in particolare, è presente con le esperienze della Hellerup Skole di Gentofte e dell'0restad Gymnasium di Copenhagen. L'ultimo capitolo è dedicato ad una ricerca svolta all'Istituto Enrico Fermi di Mantova dove, con investimenti economici contenuti, sono state apportate modifiche strutturali e organizzative all'edificio scolastico che hanno determinato positive ricadute sulle relazioni educative e sulle metodologie didattiche. Sono, infine, brevemente menzionate alcune recenti iniziative indirizzate a promuovere lo sviluppo dell'architettura pedagogica e dell'innovazione didattica in Italia.

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Domenico Pepe, Massimo Rossetti, Progetti di scuole innovative, Maggioli, 2016

BIM 727 PEPED

Il settore dell’edilizia scolastica è tra i più importanti nel panorama dell’architettura contemporanea, soprattutto in Italia. È qui che la necessità di un radicale ripensamento delle strutture adibite ad attività formative si sta mostrando in tutta la sua urgenza. Se, infatti, è ormai evidente come sia necessario intervenire con programmi mirati a una profonda riqualificazione del patrimonio architettonico esistente, in particolare in termini di efficienza energetica e sicurezza, è anche vero che rinnovati paradigmi progettuali stanno prendendo progressivamente spazio nell’ambito della nuova edificazione, alla luce sia di un ripensamento degli strumenti pedagogici, sia delle più recenti indicazioni e linee guida sull’edilizia scolastica. Il tema dell’innovazione tecnologica, sia materiale (materiali, prodotti, soluzioni tecniche, energia, ecc.) che immateriale (processi costruttivi, comfort ambientale, qualità del costruito, ecc.) entra quindi a pieno titolo tra gli scenari di riferimento attuali. Il volume, con la prefazione di Norbert Lantschner e un contributo del CRIBA Friuli Venezia Giulia (Centro Regionale d’Informazione sul Benessere Ambientale), affronta il tema dell’innovazione tecnologica negli edifici scolastici, con particolare riferimento all’architettura in legno, e presenta 15 casi studio corredati da informazioni tecniche e particolari costruttivi.

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Leonardo Tosi (a cura di), Fare didattica in spazi flessibili: progettare, allestire e utilizzare ambienti di apprendimento, Giunti scuola, 2019

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Il volume, realizzato in collaborazione con INDIRE, mette a fuoco l'organizzazione e l'allestimento degli spazi e degli arredi nelle aule e nella scuola nel suo insieme. Ricercatori, pedagogisti, insegnanti condividono spunti e soluzioni basate su esperienze di scuole che hanno intrapreso un percorso di ripensamento degli ambienti di apprendimento realizzando spazi flessibili dentro e fuori gli edifici scolastici.

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Colin Ward, L'educazione incidentale, Milano, Elèuthera, 2018

BIM 370.1 WARDC

Famiglia e scuola sono sempre stati considerati i luoghi per eccellenza dove bambini e bambine, ragazzi e ragazze, acquisiscono un'educazione. Colin Ward decide invece di esplorare un particolare aspetto dell'educazione che prescinde da queste istituzioni: l'incidentalità. Ecco allora che le strade urbane, i prati, i boschi, gli spazi destinati al gioco, gli scuolabus, i bagni scolastici, i negozi e le botteghe artigiane si trasformano in luoghi vitali capaci di offrire opportunità educative straordinarie. Questa istruzione informale, volta alla creatività e all'intraprendenza, rappresenta pertanto una concreta alternativa a un apprendimento strutturato e programmato che risponde più alle esigenze dell'istituzione e del docente che alle necessità del cosiddetto discente. Si configura così un approccio al tempo stesso nuovo e antico alla trasmissione delle conoscenze in grado di fornire un'efficace risposta a quella curiosità, a quel naturale e spontaneo bisogno di apprendere, che sono alla base di un'educazione autenticamente libertaria

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Beate Weyland, A. Galletti, Lo spazio che educa: generare un’identità pedagogica negli ambienti per l’infanzia, Junior, 2018

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La scuola dell'infanzia è sicuramente cambiata molto negli ultimi vent'anni e subirà ulteriori mutamenti nel prossimo futuro. L'attenzione sempre maggiore ai nuovi paradigmi di apprendimento e all'influenza dello spazio sulle dinamiche educative stanno rivoluzionando tutto il modo di fare scuola e di stare nella scuola, dall'infanzia alla maturità. La richiesta pedagogica è quella di creare dei luoghi di apprendimento piacevoli, stimolanti che si prendano cura di chi li frequenta e ci passa molte ore della giornata. Edifici che siano vivaci luoghi di incontro e di esperienza, che rispettino il bisogno di ciascuno di avere uno spazio dedicato e questo non solo per i bambini, ma anche per gli insegnanti e gli altri operatori. Il volume si pone come obiettivo quello di ragionare sull'ambiente didattico come lo specchio dell'atteggiamento educativo. Con la proposta di fare dello spazio un formidabile dispositivo pedagogico, s'intende accompagnare i lettori a scoprire la grande portata di quello che Loris Malaguzzi considerava il "terzo educatore".