Didattica in aula, all'aperto e questione di edilizia scolastica

Il ritorno in aule non più virtuali con l’apertura del nuovo anno scolastico, in condizioni di epidemia non ancora debellata, ha costretto la Ministra all’Istruzione e i Presidi dei tanti istituti a escogitare sistemi di distanziamento per evitare contatti ancora troppo rischiosi, dai plexiglas ai monobanchi alla didattica all’aperto. Ma se le ipotesi di trasferimento di alcune lezioni in contesti diversi dall’edificio scolastico come musei e biblioteche o orti e giardini vengono rivalutate alla luce delle nuove esigenze sanitarie, è anche perché si è riproposta l’annosa questione che la scuola sconta da ben prima dell’emergenza sanitaria in corso, ovvero dell’inadeguatezza dell’edilizia scolastica, cioè degli ambienti, degli arredamenti, ma anche delle minime forniture di materiali per la didattica in sede, oltre a quella non meno rilevante della carenza di personale (risultante dal rapporto insegnanti/studenti).

Sebbene la circostanza inedita in cui oggi ci si è venuti a trovare imponga soluzioni qui ancora non contemplate, dettate dalla necessità di garantire una distanza minima di sicurezza tra gli studenti durante le ore di lezione frontale, i libri segnalati sono comunque ottimi punti di partenza per approfondire o riconsiderare concetti di base come quelli di aula, classe e didattica. Perché la qualità dello spazio fisico in cui “far scuola”, dal punto di vista della sicurezza, del comfort e della dotazione completa degli strumenti di lavoro, è non meno importante del piano di offerta formativa, anzi, tale, a volte, da condizionarlo.

 

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Roberto Farné, Alessandro Bortolotti e Marcella Terrusi (a cura di), Outdoor education : prospettive teoriche e buone pratiche, Roma, Carocci, 2018

BIM 371.384 FARNB

Con Outdoor Education (OE) si intendono le teorie e le pratiche dell'orientamento pedagogico che valorizza lo spazio esterno nelle sue diverse configurazioni come ambiente di apprendimento e di benessere educativo. L'OE emerge a livello internazionale sulla base dei frequenti indicatori di disagio e di malessere prodotti dalla "società del benessere". Tra questi, la progressiva espropriazione, a partire dall'infanzia, delle esperienze effettuate a diretto contatto con l'ambiente, soprattutto naturale, e i danni psicofisici causati dalla sedentarietà connessa alla persistente "reclusione" negli spazi scolastici e domestici. L'OE propone un cambiamento nel modo di pensare e di fare educazione grazie al quale l'adulto per primo scopre e allarga gli orizzonti e le potenzialità della propria professione. Il libro offre una varietà di contributi in cui si uniscono riflessioni teoriche e linee di intervento, quadri di ricerca e suggestioni culturali a sostegno dell'or non come "moda" educativa, ma come modo di fare educazione a cui è necessario essere formati, come insegnanti e pedagogisti, educatori sociali e dell'infanzia.

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Maria Fianchini (a cura di), Rinnovare le scuole dall'interno: scenari e strategie di miglioramento per le infrastrutture scolastiche, Santarcangelo di Romagna, Maggioli, 2017

BIM 727 FIANM

Rinnovare le scuole dall'interno è l'esito di un percorso di ricerca condiviso tra discipline dell'architettura e della pedagogia, fondato sul riconoscimento del ruolo educativo degli ambienti scolastici e focalizzato sulle infrastrutture scolastiche esistenti. Senza negare i molteplici e già noti problemi di degrado e sicurezza, nel volume si lascia spazio e visibilità alle "altre" condizioni di inadeguatezza, che si riflettono sull'agire quotidiano; così come alle enormi risorse in termini di idee, energie, ecc. che si possono recuperare nelle comunità scolastiche, per generare percorsi di rinnovamento delle scuole. Il volume è costituito di tre parti: nella prima si delineano gli scenari di riferimento, dalle politiche e dai processi in atto in Italia ed Europa, all'evoluzione del dibattito sul rapporto tra didattica e spazi; nella seconda si dà voce alle diverse componenti delle comunità scolastiche, per orientarsi verso nuove prospettive di intervento; la terza parte supporta i processi di miglioramento delle scuole, attraverso contributi metodologici e operativi.

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Fondazione Giovanni Agnelli, Rapporto sull’edilizia scolastica, Laterza, 2020

BIM 727.10945 FONGA

Pensato e scritto per chi la scuola la vive quotidianamente, il Rapporto sull’edilizia scolastica esplora il tema degli ambienti di apprendimento da diversi punti di vista. In apertura vengono presentate elaborazioni inedite a partire dall’anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica: una fonte ricca, ma non ancora pienamente sfruttata, per comprendere come sono fatte oggi le scuole italiane. Il secondo capitolo propone un tentativo di periodizzazione dell’edilizia scolastica nazionale, mettendo in luce le caratteristiche e le specificità proprie di ogni epoca. Nel terzo capitolo sono invece esaminati i fattori del cambiamento con i quali il patrimonio di edilizia scolastica presente e futuro sarà chiamato a confrontarsi: l’evoluzione demografica, con ampie variazioni della popolazione scolastica da oggi al 2030; le tendenze e le indicazioni della pedagogia e della psicologia ambientale; gli imperativi sempre meno trascurabili della sostenibilità. Il quarto capitolo si sofferma sui processi, da un lato esplorando il quadro internazionale e l’evoluzione della normativa di settore, dall’altro raccontando una recente esperienza italiana che ha consentito la ristrutturazione di due scuole (il progetto “Torino fa scuola”). Un Atlante conclusivo illustra una serie di realizzazioni esemplari, in Italia e all’estero, con indicazioni su potenziali ambiti di miglioramento in tutte le scuole: diverso utilizzo degli spazi di distribuzione, creazione di ambienti di lavoro per i docenti, maggiore attenzione al benessere e così via.

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Daniela Mainetti, Livia Cosmai, Gli spazi e i materiali: nei servizi e nelle scuole per l’infanzia, Junior, 2010

BIM 372.2 MAIND

Il volume Gli spazi e i materiali approfondisce il tema della progettazione e dell'organizzazione degli spazi e dei materiali nei servizi e nelle scuole per l'infanzia. Il testo analizza da un punto di vista teorico l'assunzione di rilevanza del tema nell'evoluzione del pensiero pedagogico e ne illustra lo sviluppo nelle sue tre dimensioni chiave: pedagogica, comunicativa e abitativa. Vengono quindi delineate le attenzioni nella cura e nella gestione degli spazi e dei materiali che possono favorire l'intervento educativo, promuovendo la crescita dei bambini e il benessere di tutti coloro che abitano quotidianamente tali servizi. Infine, il testo illustra alcuni strumenti metodologici e progettuali utili per ripensare e condividere all'interno del gruppo educativo orientamenti e pratiche relativi agli spazi e ai materiali nel contesto educativo.

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Maurizio Maglioni, Valeria Pancucci, Il compito autentico nella classe capovolta: guida alla costruzione di attività creative e sfidanti per la scuola primaria e secondaria, Erickson, 2019

BIM 371.39 MAGLM

Lavorare per compiti autentici potrebbe sembrare un'utopia in un tempo scuola costretto a un ritmo serrato, tra lezioni frontali, interrogazioni, ennesime richieste di spiegazioni su passaggi poco chiari... Il f1ipped learning crea l 'ambiente di apprendimento ideale per il compito autentico: il ribaltamento della logica trasmissiva libera tempo prezioso per lavorare in gruppo su attività complesse, realistiche, immediatamente valutabilì, che richiedono un approccio pluridisciplinare e ammettono più di una soluzione. In questo volume, l'insegnante può trovare numerosi suggerimenti e spunti - corredati di indicazioni, schede, strumenti operativi e checklist - per integrare il compito autentico all'interno della didattica capovolta, dalla scuola primaria fino alla secondaria di secondo grado. Attraverso quesiti sfidanti - come realizzare video e doppiaggi, preparare delle interviste impossibili, utilizzare strumenti di precisione per fare confronti, trovare inediti collegamenti tra musica e chimica - gli alunni vengono stimolati a ricercare attivamente i dati, a ricorrere a risorse non convenzionali, mettendo in gioco le otto competenze europee per l'apprendimento permanente.

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Mariagrazia Marcarini, Pedarchitettura: linee storiche ed esempi attuali in Italia e in Europa, Roma, Studium, 2016

BIM 727.0288 MARCM

"Pedarchitettura". Pare la parola giusta per evidenziare l'importanza del legame tra pedagogia e architettura degli spazi scolastici. Nella prima parte del volume, sulla base di una rapida ricostruzione del problema nella storia dell'educazione dall'antichità ai nostri giorni, si evidenziano alcuni concetti fondamentali che dovrebbero guidare la progettazione e/o riorganizzazione degli edifici scolastici: leggibilità, flessibilità, affordance e semantotopicità. Nella seconda parte sono presentate esperienze di architettura scolastica innovativa, sviluppate in alcuni paesi europei (Germania, Austria, Gran Bretagna, Portogallo e Danimarca). La Danimarca, in particolare, è presente con le esperienze della Hellerup Skole di Gentofte e dell'0restad Gymnasium di Copenhagen. L'ultimo capitolo è dedicato ad una ricerca svolta all'Istituto Enrico Fermi di Mantova dove, con investimenti economici contenuti, sono state apportate modifiche strutturali e organizzative all'edificio scolastico che hanno determinato positive ricadute sulle relazioni educative e sulle metodologie didattiche. Sono, infine, brevemente menzionate alcune recenti iniziative indirizzate a promuovere lo sviluppo dell'architettura pedagogica e dell'innovazione didattica in Italia.

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Domenico Pepe, Massimo Rossetti, Progetti di scuole innovative, Maggioli, 2016

BIM 727 PEPED

Il settore dell’edilizia scolastica è tra i più importanti nel panorama dell’architettura contemporanea, soprattutto in Italia. È qui che la necessità di un radicale ripensamento delle strutture adibite ad attività formative si sta mostrando in tutta la sua urgenza. Se, infatti, è ormai evidente come sia necessario intervenire con programmi mirati a una profonda riqualificazione del patrimonio architettonico esistente, in particolare in termini di efficienza energetica e sicurezza, è anche vero che rinnovati paradigmi progettuali stanno prendendo progressivamente spazio nell’ambito della nuova edificazione, alla luce sia di un ripensamento degli strumenti pedagogici, sia delle più recenti indicazioni e linee guida sull’edilizia scolastica. Il tema dell’innovazione tecnologica, sia materiale (materiali, prodotti, soluzioni tecniche, energia, ecc.) che immateriale (processi costruttivi, comfort ambientale, qualità del costruito, ecc.) entra quindi a pieno titolo tra gli scenari di riferimento attuali. Il volume, con la prefazione di Norbert Lantschner e un contributo del CRIBA Friuli Venezia Giulia (Centro Regionale d’Informazione sul Benessere Ambientale), affronta il tema dell’innovazione tecnologica negli edifici scolastici, con particolare riferimento all’architettura in legno, e presenta 15 casi studio corredati da informazioni tecniche e particolari costruttivi.

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Leonardo Tosi (a cura di), Fare didattica in spazi flessibili: progettare, allestire e utilizzare ambienti di apprendimento, Giunti scuola, 2019

BIM 371.63 FARDIS

Il volume, realizzato in collaborazione con INDIRE, mette a fuoco l'organizzazione e l'allestimento degli spazi e degli arredi nelle aule e nella scuola nel suo insieme. Ricercatori, pedagogisti, insegnanti condividono spunti e soluzioni basate su esperienze di scuole che hanno intrapreso un percorso di ripensamento degli ambienti di apprendimento realizzando spazi flessibili dentro e fuori gli edifici scolastici.

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Colin Ward, L'educazione incidentale, Milano, Elèuthera, 2018

BIM 370.1 WARDC

Famiglia e scuola sono sempre stati considerati i luoghi per eccellenza dove bambini e bambine, ragazzi e ragazze, acquisiscono un'educazione. Colin Ward decide invece di esplorare un particolare aspetto dell'educazione che prescinde da queste istituzioni: l'incidentalità. Ecco allora che le strade urbane, i prati, i boschi, gli spazi destinati al gioco, gli scuolabus, i bagni scolastici, i negozi e le botteghe artigiane si trasformano in luoghi vitali capaci di offrire opportunità educative straordinarie. Questa istruzione informale, volta alla creatività e all'intraprendenza, rappresenta pertanto una concreta alternativa a un apprendimento strutturato e programmato che risponde più alle esigenze dell'istituzione e del docente che alle necessità del cosiddetto discente. Si configura così un approccio al tempo stesso nuovo e antico alla trasmissione delle conoscenze in grado di fornire un'efficace risposta a quella curiosità, a quel naturale e spontaneo bisogno di apprendere, che sono alla base di un'educazione autenticamente libertaria

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Beate Weyland, A. Galletti, Lo spazio che educa: generare un’identità pedagogica negli ambienti per l’infanzia, Junior, 2018

BIM 372.945385 WEYLB

La scuola dell'infanzia è sicuramente cambiata molto negli ultimi vent'anni e subirà ulteriori mutamenti nel prossimo futuro. L'attenzione sempre maggiore ai nuovi paradigmi di apprendimento e all'influenza dello spazio sulle dinamiche educative stanno rivoluzionando tutto il modo di fare scuola e di stare nella scuola, dall'infanzia alla maturità. La richiesta pedagogica è quella di creare dei luoghi di apprendimento piacevoli, stimolanti che si prendano cura di chi li frequenta e ci passa molte ore della giornata. Edifici che siano vivaci luoghi di incontro e di esperienza, che rispettino il bisogno di ciascuno di avere uno spazio dedicato e questo non solo per i bambini, ma anche per gli insegnanti e gli altri operatori. Il volume si pone come obiettivo quello di ragionare sull'ambiente didattico come lo specchio dell'atteggiamento educativo. Con la proposta di fare dello spazio un formidabile dispositivo pedagogico, s'intende accompagnare i lettori a scoprire la grande portata di quello che Loris Malaguzzi considerava il "terzo educatore".