Naturalmente Imola 2022

maggio 2022

Nel mese di maggio si terrà quest’anno la XV edizione di Naturalmente Imola, storica rassegna dedicata al verde e alla natura in generale. La biblioteca comunale di Imola aderisce all’iniziativa e propone un percorso di lettura a tema incentrato sul rapporto tra verde e città, con libri di orticoltura e paesistica.

Una prima sezione racconta di orti e piccole aree urbane destinate a un’agricoltura alternativa ed ecologica, e quindi di prodotti freschi e a km zero, ma anche di allevamenti e apicultura ovvero tutto quanto concerne il comparto alimentare non in serie, non industriale.

La seconda sezione è invece dedicata all’architettura del paesaggio e illustra come parchi, giardini, balconi o intere superfici verticali dei palazzi, abbelliti da piante e fiori, possano diventare preziosi strumenti di arredo urbano, ridisegnare e “vestire” le nostre città.

Il piccolo contributo offerto dalla biblioteca per la circostanza intende rimarcare il riconoscimento dell’imprescindibile legame tra uomo e natura e l’alto valore di ogni attività atta a salvaguardare e tutelare il verde come garanzia di una miglior qualità della vita.

Si ricorda che tutto il materiale indicato è disponibile per il prestito esterno e, quando presente sulla piattaforma, anche scaricabile gratuitamente da MLOL (Media library on line), previa iscrizione al servizio.

 

Il presente percorso di lettura risponde agli obiettivi 3 (salute e benessere), 11 (città e comunità sostenibili) e 12 (consumo e produzione responsabili) dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, approvata dall’ONU nel 2015 con l’ambizione di realizzare pace, prosperità e uguaglianza per il pianeta e l’umanità. Articolata in “17 obiettivi di sviluppo sostenibile” (SDG: Sustainable Development Goals) e 169 target, l’agenda è condivisa a livello mondiale da tutti i Governi e tutte le Associazioni che intendono operare in questa direzione. La Biblioteca Comunale di Imola, attraverso l’Ifla (International Federation of Library Association) e  l’AIB (Associazione Italiana Biblioteche) supporta gli SDG.

 

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Dal campo al piatto

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Claude Merle e Rémy Bacher, Un'arnia in giardino: guida pratica per un'apicoltura bio alla portata di tutti, Firenze, Terra Nuova, 2021

BIM 638.1 MERLC

Installare un'arnia in giardino o nell'orto? Perché no! Non bisogna essere esperti apicoltori per prendersi cura delle api, comparse sulla Terra circa 20 milioni di anni fa, ma oggi in serio pericolo a causa dell'inquinamento e dei trattamenti antiparassitari. Allevare le api è un modo concreto per promuovere la biodiversità e proteggere questo prezioso insetto, responsabile dell'impollinazione di migliaia di specie vegetali spontanee e coltivate. L'apicoltura è anche un'attività molto appassionante ed educativa per grandi e piccini, senza contare che sono sufficienti poche arnie per produrre tutto il miele necessario per il fabbisogno familiare. Che tu abbia a disposizione un piccolo orto o un grande appezzamento di terreno, in queste pagine troverai tutte le informazioni per scegliere il tipo di alveare più adatto e come installarlo, acquistare uno sciame o recuperarlo in natura, proteggere in modo naturale le api da parassiti e predatori, e alla fine raccogliere non solo il miele, ma anche gli altri preziosi prodotti dell'alveare come il polline, il propoli e la cera.

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Corrado Rainaldi, Dizionario di apicultura, Milano, De Vecchi, 2021

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Per chi con le api ci lavora, per chi le ama e vuole conoscerle meglio, per chi è attento all'ambiente, per tutti gli appassionati di natura. Il mondo delle api e degli apiari raccontato in una maniera tutta nuova: un po' poetica e un po' filosofica, ma sempre accurata e precisa sotto il profilo naturalistico e operativo. Scritto da un "vecchio apicultore di montagna" (come si definisce lui stesso), avvocato di professione e apicultore per passione da tutta la vita, questo libro è un elogio delle api e del loro mondo. La struttura per voci in ordine alfabetico rende la lettura agile.

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Alessandra Giovannini, "Il *mio non sol ma l'altrui ben procuro: storie di api, miele e apicoltori di Imola e dintorni, Imola, La mandragora, stampa 2021

IMOLESI 638.1094545 GIOVA

"Non solo per noi, ma anche per gli altri". Le api non lavorano e producono solo per il loro sostentamento, ma anche per il benessere di tutti. Insetti preziosissimi e insostituibili per l'equilibrio degli ecosistemi e per la sicurezza alimentare della nostra e di altre specie viventi, oltre a regalare il miele, prodotto che l'uomo, da secoli, lavora e utilizza nei modi più svariati. Le api, esempio di produttività, ma anche di un altissimo senso di comunità. Questo libro vuole essere l'occasione per raccontare il loro lavoro, ma anche l'attività di tanti apicoltori di Imola e dintorni. Di ieri e di oggi. Gli speziali venditori di mieli, l'apiario della Scuola Agraria Scarabelli di Imola, l'associazione degli infermieri apicoltori dei manicomi imolesi, diventano i protagonisti di un mondo dai mille gusti. Una testimonianza del rapporto di amore, passione e lavoro tra uomini, donne e le loro api. Sapori dolci e amari di un vivere comune.

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Matteo Cereda, Mettete orti sui vostri balconi: il manuale completo per coltivare ortaggi in vaso, Milano, Rizzoli, 2021

BIM 635 CEREM

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Il basilico non si compra. Essiccato non sa di nulla e se si prende fresco va usato subito. Molti non conoscono l'odore che sprigiona la pianta del pomodoro e rinunciano al gusto di mangiare un ciliegino appena colto. E che dire del peperoncino, di cui esistono migliaia di varietà? Nei supermercati è raro trovarne più di due o tre, e non sappiamo cosa ci perdiamo. Le motivazioni per iniziare a coltivare sono spesso piccole, ma la cosa meravigliosa è che lo si può fare praticamente ovunque. Non occorre un giardino o un campo, bastano uno spazio all'aria aperta - un terrazzo, un balcone, anche solo un davanzale - e… questo libro, che ci spiegherà tutto, ma proprio tutto ciò che dobbiamo sapere in modo semplice e accessibile: come scegliere gli ortaggi giusti, quali sono gli attrezzi necessari, come e quando seminare, concimare, irrigare, trapiantare e tante altre cose che ci renderanno degli orgogliosi coltivatori urbani. Cavolfiori, fagioli e fagiolini, cipolle, zucche e zucchine, menta, fragole e un'infinità di altri prodotti della terra non avranno più segreti. E, con il tempo, ci accorgeremo anche degli insegnamenti profondi che la coltivazione ci offre: la cura, la costanza, una dedizione fatta di piccole attenzioni quotidiane, un rapporto con la natura e con il cibo che rischiamo di perdere e che invece ameremo riscoprire. Magari con tutta la famiglia, bambini compresi, ai quali Matteo Cereda dedica grande attenzione con una serie di attività pensate ad hoc per coinvolgerli in modo costruttivo e divertente

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Alex Mitchell, Il piccolo orto in casa: coltivare frutta e verdura migliora la vita, Milano, Corbaccio, 2021

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Avete poco spazio ma vi piacerebbe coltivare verdura e frutta? Congratulazioni. Sul serio, siete fortunati. Non dovrete né spezzarvi la schiena né arrancare faticosamente su acri di terreno: estirpare, scavare e disinfestare per voi sono concetti da ridimensionare. Lavorare in uno spazio ridotto è l'opzione migliore: senza inquinare e senza monopolizzare tutto il vostro tempo libero, un piccolo orto casalingo vi manterrà connessi alle stagioni, vi offrirà una pausa dalla frenesia urbana e vi ricompenserà con l'incomparabile sapore della frutta e della verdura appena colte. Invece di aprire barattoli di fagioli e vassoi in polistirolo di insalate e carote avvolti nel cellophane, vi limiterete a spazzar via un po' di terra, senza poi dover gettare le confezioni ancora mezze piene, perché coglierete soltanto la quantità che vi serve. Ricco di spunti ampiamente collaudati e di idee facili pensate apposta per la coltivazione in vaso, nelle bordure, in piccoli giardini e all'interno di casa vostra, Il piccolo orto in casa garantisce un ottimo risultato anche ai principianti e a chi dispone di uno spazio apparentemente minimo.

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Fabio Ciconte, Fragole d'inverno: perché saper scegliere cosa mangiamo salverà il pianeta (e il clima), Bari, Roma, Laterza, 2020

BIM 363.73926 CICOF

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Se il clima cambia, cambia l’agricoltura. Se cambia l’agricoltura, cambia anche il cibo che mangiamo. È sotto i nostri occhi: la crisi climatica ha già sconvolto i cicli colturali, stanno diminuendo le api mettendo a rischio l’impollinazione, le ondate di maltempo distruggono interi raccolti, gli agricoltori abbandonano la terra perché il cibo che producono vale sempre meno. E non è tutto. L’aumento degli allevamenti industriali si traduce in milioni di ettari di deforestazione all’anno e sfruttamento delle terre arabili per la produzione di mangimi. Il consumo smisurato di acqua e fertilizzanti così come la quantità di alimenti sprecati si aggiungono alle ragioni gravi che attentano alla salute del nostro pianeta. È arrivato il momento di essere tutti consapevoli che l’agricoltura e gli altri usi della terra sono responsabili del 23% delle emissioni climalteranti totali, una cifra che arriva al 37% se si includono i processi di trattamento dei prodotti alimentari. E, fatto non meno importante, sull’altare del nostro fabbisogno si sta sacrificando l’equilibrio tra il consumo di risorse naturali a livello globale con la capacità del pianeta di rigenerarle. Comprendere tutto questo significa da una parte assumere abitudini di consumo rispettose del clima, delle stagioni e della biodiversità; dall’altra chiedere alla politica e alle istituzioni di rendere l’agricoltura non una nemica, ma un’alleata del pianeta.

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Dario Bressanini, La scienza delle verdure: la chimica del pomodoro e della cipolla, Milano, Gribaudo, 2019

BIM 641.65 BRESD

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È vero che aggiungere zucchero o bicarbonato alla salsa di pomodoro ne riduce l'acidità? Sapete come usare al meglio il microonde per cuocere le verdure? Da dove deriva la credenza secondo cui mangiare carote migliora la vista? Qual è il segreto per ottenere patate arrosto tenere all'interno e croccanti fuori? Dario Bressanini, docente di chimica e ricercatore di professione, torna dopo "La scienza della pasticceria" e "La scienza della carne" con un libro che svela i principi chimici e fisici inerenti alle verdure più utilizzate in cucina, dall'aglio alla zucca. Dalle domande più comuni ai principi più complessi, un libro pensato per gastronomi, chef, addetti ai lavori, semplici curiosi e per tutti coloro che, oltre a nutrirsi bene, vogliono capire il perché delle cose. Un linguaggio semplice, tanti esperimenti illustrati, disegni esplicativi, tabelle, ricette spiegate step by step presentano le tecniche fondamentali per sfruttare le verdure in maniera ottimale, sfatare falsi miti e ottenere ottimi piatti

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Melissa Raupach e Felix Lill, L'orto in casa dagli scarti dei vegetali: per una cucina a km zero, Milano, Sonda, 2019

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Questa guida semplice e dettagliata ti spiega come far ricrescere in maniera praticamente illimitata gli scarti di verdura, erbe e frutta... in casa. Anche se non hai un giardino o un balcone. Ti bastano solo acqua, terriccio, luce, un davanzale... e voilà, la magia è compiuta! Oltre 20 schede con le informazioni storiche e botaniche sui vegetali più diffusi, le istruzioni per coltivarli a casa, gli usi in cucina: dalla cipolla alla patata, dal basilico alla menta, dall'ananas al mango, il tuo davanzale, balcone o angolo di casa si trasformerà in un orto. Con tante fotografie a colori che ti guidano passo passo e rendono le indicazioni molto immediate, per coinvolgere (ed educare) anche i bambini a non sprecare nulla di ciò che la natura ci offre. Finalmente puoi sporcarti le mani divertendoti, risparmiando e vivendo a zero rifiuti. Introduzione di Stella Bonomo

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Francesco Sottile, Cristiana Peano, Agricoltura slow, Bra, Slow Food, 2017

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Agricoltura slow è il nome che ci piace dare all'agroecologia. Conoscere i sistemi agricoli diversificati, recuperare l'uso delle sementi locali, valorizzare l'uso delle tradizionali rotazioni, rispristinare colture atte a ospitare insetti e microrganismi utili. E, ancora, scoprire l'importanza dei sistemi forestali e l'apprendimento delle tecniche per difendersi in modo sostenibile dalle malattie delle piante. Sono i temi principali di un approccio alternativo all'agricoltura convenzionale per produttori e tecnici del settore, ma anche per curiosi che vogliano intraprendere la sempre più popolare via dell'autoproduzione. Un modo di concepire l'agricoltura che riabilita i sistemi di piccola scala sottolineando l'importanza di pensare oltre ai confini del proprio campo e di sviluppare una nuova consapevolezza attenta all'ambiente, alle persone e alle loro relazioni.

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Philip Lymbery, Dead Zone: come gli allevamenti intensivi mettono a rischio la nostra salute e la sopravvivenza di molte specie animali, Roma, Nutrimenti, 2017

BIM 333.9522 LYMBP

Con "Farmageddon", Philip Lymbery aveva esplorato le contraddizioni economiche e le conseguenze sull'ambiente e sulla nostra salute della produzione intensiva nell'agricoltura e nell'allevamento. Un'indagine che prosegue con questo nuovo libro, per dimostrare come l'attuale sistema -quello che garantisce carne a basso costo sugli scaffali dei supermercati - stia pesantemente danneggiando l'ecosistema del pianeta, e rappresenti, insieme ai cambiamenti climatici e alla distruzione degli habitat naturali, una delle cause principali dell'estinzione di molte specie animali. Dead Zone conduce il lettore in un safari virtuale, per studiare lo stato delle specie a rischio più emblematiche e indagare sul legame, spesso ignorato o sottovalutato, che esiste tra la loro sopravvivenza e gli allevamenti intensivi. Specie molto diverse e distanti tra loro, come l'elefante asiatico, il bisonte, il falco pellegrino, il giaguaro, il pinguino, l'usignolo e tante altre. Senza dimenticare l'Homo sapiens, a un tempo vittima e carnefice. Il volume comprende anche un capitolo inedito sul nostro paese, scritto dall'autore per questa edizione: un viaggio in Pianura Padana, terra di alcune delle eccellenze gastronomiche italiane, e una visita al fragile ecosistema del delta del Po e al parco nazionale del Gran Sasso.

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Calendario lunare per l'orto e il giardino, Milano, Firenze, De Vecchi, 2016
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Dedicato a chi desidera mantenere il contatto con la natura, i suoi ritmi e i suoi tempi, questa guida offre al lettore, mese dopo mese, indispensabili consigli su cosa fare in fase di Luna calante o di Luna crescente, mostrando come essa influenzi fortemente le coltivazioni, i lavori nel giardino e il frutteto, il giardinaggio e la gestione della cantina. Allegato al volume il disco del cielo, uno strumento per avere sempre a portata di mano la lavorazione giusta per il periodo giusto.


Alberi e fiori... anche in città

maggio 2022

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a cura di Rosella Ghedini, Carlo Tovol (a cura di), Memorie di giganti verdi : il racconto degli alberi monumentali d'Italia dell'Emilia-Romagna, Bologna, Bononia University Press, 2021

BIM 582.1609454 MEMDGV

Testimone di eventi, racconti, storie personali e fatti storici, portavoce di miti e leggende, credi religiosi, riti profani e tradizioni popolari, l'albero monumentale è per definizione un bene culturale. È un albero vetusto, un essere vivente sopravvissuto ai cambiamenti di un paesaggio in continua mutazione, per azione dell'uomo o della natura stessa. Per questo necessita di protezione e di cure, come ad esempio il Cipresso di Verucchio, il più vecchio dell'Emilia-Romagna, piantato secondo la tradizione da San Francesco e oggi sorretto da una struttura in ferro. In genere presenta caratteristiche eccezionali legate alle dimensioni, all'altezza, alla circonferenza del tronco e all'estensione della chioma. A volte acquista valenza di landmark, di punto di riferimento per il territorio. Ma la monumentalità di un albero si riconosce anche nel valore storico, culturale, tradizionale e identitario per il luogo in cui è cresciuto, così come nel suo pregio paesaggistico, sia in ambito urbano che extraurbano, in contesti architettonici di rilevanza storica e culturale, ville e altre residenze storiche private, orti botanici, monasteri e chiese. Questo volume ci aiuta a conoscere i 103 alberi riconosciuti "Monumentali d'Italia". Un viaggio fotografico che è un invito a scoprire l'Emilia-Romagna, con le sue bellezze, i suoi riti, le sue tradizioni, le sue peculiarità, in un'ottica più green. Rosella Ghedini, laureata in Scienze Agrarie all'Università di Bologna, fa parte dell'Ufficio Promozione della qualità del paesaggio e della natura del Servizio Patrimonio culturale dove si occupa in particolare di alberi monumentali. Di recente ha approfondito il tema delle varietà antiche degli alberi da frutto. Carlo Tovoli, giornalista professionista, si occupa di comunicazione all'interno del Servizio Patrimonio culturale della Regione Emilia-Romagna. Ha curato diversi volumi sul tema degli alberi, dei parchi e dei giardini dell'Emilia-Romagna.

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Giovanna Olivieri, Guida alle meraviglie nel tuo giardino: un microcosmo da scoprire e curare stagione per stagione, Portogruaro, Ediciclo, 2021

BIM 635.9091732 OLIVG

Quanti puntini ha una coccinella? Lo sapevate che se tenete il giardino troppo in ordine le lucciole non vengono? Che la volpe a volte condivide la sua tana con il tasso e l'istrice (senza mangiarli)? Che esistono fiori in grado di imitare la silhouette e i colori degli insetti per sedurli o che ci sono formiche che fanno da babysitter alle larve delle farfalle? Un emozionante viaggio nelle quattro stagioni per raccontare il microcosmo di biodiversità nascosto nei nostri giardini di città. Un libro riccamente illustrato per andare alla scoperta del proprio giardino di città e degli animali e piante spontanee che, a nostra insaputa, lo abitano. Per imparare a curarlo e mantenerlo, ricreando gli ambienti e le condizioni più adatte alla vita della fauna selvatica. Con schede zoologiche e botaniche, box di curiosità, aneddoti insoliti e miti da sfatare.

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Alessandra Viola, Flower power: le piante e i loro diritti, Torino, Einaudi, 2020

BIM 582.16 VIOLA

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Le piante hanno diritti? E se ne hanno quali sono e cosa comporterà il fatto di riconoscerli? Attribuire diritti a soggetti che ne sono privi appare da sempre un'idea stravagante; eppure non bisogna dimenticare che neri, donne e bambini un tempo non ne avevano alcuno e oggi anche questo ci sembra impensabile. Nei secoli l'uomo ha allargato la cerchia dei diritti in seguito a guerre o rivoluzioni, come forma di riparazione per le ingiustizie e i danni subiti. Ci riferiamo sempre a guerre umane, ma combattiamo anche contro un popolo silenzioso e pacifico, dal quale dipende la nostra stessa sopravvivenza e che malgrado questo abbiamo decimato, spingendo migliaia di specie sull'orlo dell'estinzione: il popolo delle piante. Firmare una pace con l'ambiente è ormai indispensabile per risolvere problemi globali come fame, migrazioni di massa, desertificazione, inquinamento e cambiamenti climatici. È giunto il momento di una «Dichiarazione universale dei diritti delle piante», che riconosca i diritti delle nostre sorelle verdi e garantisca anche i nostri.

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Erwin Thoma, Strategie della natura: come la saggezza degli alberi rafforza la nostra vita, Milano: Ambiente, 2020

BIM 577.3 THOME

“Chi osserva da vicino la vita degli alberi, presto si accorge che quest’occupazione gli dà molto, lo rafforza e lo arricchisce. Chi entra in relazione con la natura, e si prende il tempo necessario per farlo, realizza presto quanto la sua vita sia meravigliosamente legata a tutto ciò che è altro da sé. E, allora, la presunta separazione tra noi e l’ambiente lascerà il posto a un felice ricongiungimento. Senso di protezione, vicinanza, pace, calore e sicurezza, soddisfazione e gratitudine - chi si sarebbe aspettato doni simili dagli alberi?”

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Emanuela Morelli, Il giardino inglese attraverso gli occhi di Jane Austen: tra wilderness e shrubbery, Firenze, Pontecorboli, 2018

BIM 711 MOREE

Jane Austen è un'attenta osservatrice del mondo che la circonda. Scrivendo solo di ciò che conosce, non inventando nulla ma soltanto immaginando, fornisce difatti interessanti punti di vista su determinati aspetti della società a cui appartiene: se i personaggi appaiono come persone vere e concrete, la sua scrittura senza cadere nella mera descrizione, fornisce la percezione dei luoghi e degli ambienti in cui vivono. I sei romanzi dell'autrice ci aiutano pertanto a comprendere l'evoluzione dell'architettura del giardino inglese del suo periodo, in una cultura preindustriale sospesa tra le tradizioni dell'aristocrazia nobiliare e la moda del pittoresco promossa in particolare dalle famiglie benestanti di impostazione borghese o militare. Non si tratta solo di una scelta di taste, o tra formale e informale, tra mantenere o distruggere un viale di alberi vetusti, preferire una vista ad un'altra. Le sue eroine sbagliano, scambiano opinioni, riflettono, cambiano idea, si innamorano, ma soprattutto crescono nella loro ricerca quotidiana di sé tra il rinfrescante wilderness e il soleggiato shrubbery.

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Renato Bruni, Le piante son brutte bestie: la scienza in giardino, Torino: Codice, 2017

BIM 635.9 BRUNR

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Dopo aver ereditato un giardino di città, un botanico da laboratorio inizia a osservare aiuole, prati e vasi con lo sguardo della biologia, della chimica, dell'ecologia e della fisica, sporcandosi le mani e imparando sul campo che le piante non sono le creature semplici e angelicate che crediamo. Tra un colpo di zappa e un esperimento, sfoltirà qualche leggenda, trapianterà il piccolo mondo del giardinaggio nel grande contenitore dei fenomeni planetari e fertilizzerà alcune stranezze vegetali. Le storie meno battute e le spiegazioni meno ovvie di un anno di giardinaggio spuntano a fianco delle begonie e mettono radici tra gli inquilini più microscopici nell'umido del terriccio, collegando il pollice verde allo sguardo della ricerca. Una prospettiva che ci porterà a scrutare orti privati, parchi urbani e balconi fioriti con occhi diversi, facendoci cambiare idea su qualche abitudine nella gestione dei giardini non sempre davvero amica dell'ambiente

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Emanuele Bortolotti, Il giardino dell'amore inaspettato: trasformare angoli di cemento in spazi verdi, Milano, Electa, 2015

BIM 712.6 BORTE

In città soffocate dal cemento, dove lo spazio scarseggia, il verde è diventato il valore più prezioso: chiunque sogna di possedere un terrazzo fiorito, un cortile con piante rampicanti o un piccolo giardino. Bisogna allora trovare un modo nuovo di creare e vivere la natura in città, trasformando e valorizzando gli spazi inutilizzati o abbandonati, non solo pubblici, ma anche all'interno di edifici privati - cortili, cavedi, seminterrati, retri, interni di uffici e abitazioni, tetti di box, muri ciechi, magazzini industriali - fazzoletti di cemento da cui possono scaturire bellissime sorprese. Così. all'interno di un ufficio, un locale cieco può diventare un angolo di giardino per la pausa caffè, in un retro di condominio stretto e buio viene creata una rigogliosa oasi verde, all'interno di una sala viene sfondato il tetto per creare una serra fiorita, in un magazzino industriale abbandonato nasce un giardino di ciliegi. Emanuele Bortolotti, visionario ma anche concreto progettista di giardini e di paesaggi che crede nel valore terapeutico che la presenza del verde può avere sull'uomo, lancia una sfida alla città con un obiettivo insolito e complesso: inventarsi il verde dove non c'è, immaginare la natura che si riappropria di spazi persi o sottoutilizzati, irrompendo nella scenografia grigia della città in nome di una migliore qualità dell'abitare.

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Annibale Sicurella, Giardini pensili: progettazione e manutenzione, Palermo, D. Flaccovio, 2014

BIM 635.9671 SICUA

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Il giardino pensile (o verde pensile) è uno spazio verde che non ha un diretto contatto con il suolo naturale; le piante vivono su un substrato ricostruito dall'uomo che fornisce alle stesse ancoraggio e nutrimento. Oggi la tecnologia mette a disposizione metodi e materiali che rendono il giardino pensile accessibile sotto il profilo economico e applicabile in quasi tutte le situazioni, dando la possibilità di installarlo anche su terrazze e solai non pensati, sotto il profilo progettuale, allo scopo. Questo volume tratta le funzioni del verde pensile, con particolare riferimento alle capacità regimanti del sistema, al risparmio energetico e agli effetti positivi nei confronti dell'inquinamento. Vengono descritti i due principali sistemi d'inverdimento (estensivo e intensivo) descrivendo i materiali necessari per la costruzione della stratificazione e le caratteristiche che la stessa deve possedere per consentire il regolare funzionamento del sistema e la corretta crescita delle piante. Gli esempi di progettazione presentati sono utili per comprendere e valutare le scelte architettoniche e paesaggistiche da intraprendere durante l'ideazione di un giardino pensile.

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Francesca Marzotto Caotorta, All'ombra delle farfalle: il giardino e le sue storie, Milano, Mondadori, 2011

EX BIM 712.6 MARZCF

"Se guardo le piante come fossero sorelle, lo devo a mio padre." Con il riconoscimento di questo debito di gratitudine si apre il libro di Francesca Marzotto Caotorta sui giardini. Nei suoi ricordi affiorano le esortazioni paterne: guarda meglio, guarda con gli occhi e insieme con tutti i sensi, la incitava lui davanti a un paesaggio, a un muro solo apparentemente grigio, su cui la luce gettava sfumature dei più vari colori. Ma nei ricordi, insieme alle esortazioni affiorano, perentori, anche i suoi aut aut: "Le dalie viola, mai!". Perentori ma presto dimenticati, perché ognuno vuole il "proprio" giardino, e quel fazzoletto di verde più o meno esteso è il luogo dove possiamo godere dell'opportunità quasi unica di creare, di plasmare un pezzetto di mondo come desideriamo, a nostra misura, che faccia da sfondo ai nostri sogni, da specchio ai nostri sentimenti. Forte di questa convinzione, l'autrice, una delle più note e autorevoli esperte italiane di giardini, prova ad aiutarci a riconoscere e realizzare il giardino che ognuno di noi porta dentro di sé: quello della nostra infanzia, quello descritto nei libri che abbiamo amato, quello che ci è rimasto impresso durante i nostri viaggi. E lo fa ricordandoci subito che ogni terreno ha la sua "vocazione", e che il buon giardiniere, prima di realizzare il "suo" giardino, deve sempre osservare con attenzione il luogo prescelto, scrutarne il variare della luce nelle diverse ore del giorno e nel succedersi delle stagioni.

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Umberto Pasti, Giardini e no: manuale di sopravvivenza botanica, Milano, Bompiani, 2010

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Un ironico manifesto di resistenza botanica, che offre uno spaccato della nostra società partendo dalla polemica contro i giardini alla moda, attraverso ì ritratti pungenti e spietati. dei loro proprietari. Dai giardini dei collezionisti fanatici, ossessionati dalle rarità al punto da scordare il piacere dell'aspetto o del profumo dei fiori, ai giardini delle signore per bene, finti perché viziati da un'inventiva meccanica; e ancora i giardini miliardari, status-symbol senza passione, affidati a professionisti dai nomi inevitabilmente inglesi, i garden-designer, o le aiuole artefatte che fanno mostra dì sé nelle rotatorie urbane, fino ai giardini porno, in cui la natura esprime senza pudori la sua sfacciata sensualità. Ma in questa valle degli orrori ci sono anche sorprese piacevoli, come i giardini dei benzinai, orti selvaggi e imprevedibili, concimati dall'inquinamento, che per qualche bizzarria della natura danno vita a creazioni toccanti. Un viaggio in punta di foglia, che invita il lettore a riconoscersi nei vizi e virtù dei tipi umani raccontati, e costringe a fare i conti col giardino segreto che è in ognuno di noi.

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Marina Schinz, Gabrielle van Zuylen, I giardini di Russell Page, Milano, Electa, 2009

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Russell Page (1906-1985), tra i massimi progettisti di giardini del XX secolo, deve il suo poliedrico percorso professionale a una formazione inconsueta per un paesaggista: intraprese studi artistici che, accompagnati a una forte sensibilità architettonica e ad approfondite conoscenze botaniche hanno sviluppato in lui quello straordinario intuito nell'approccio al territorio e nell'organizzazione dello spazio. Spesso, quando studiava un luogo per la prima volta, in lui l'artista predominava sul "giardiniere" - come amava egli stesso definirsi - per carpirne il vero carattere, il genius loci. Dopo gli esordi in Inghilterra, Russell Page lavorò in tutto il mondo, affrontando realtà e climi molto diversi tra loro: oltre a Parigi e alla Normandia, si trovò a progettare giardini dal Belgio alla Svizzera, dalla Francia meridionale all'Italia e alla Spagna. La fama rapidamente conquistata lo portò anche verso altre latitudini, in Medio Oriente, in India e nelle Americhe. Il contributo di Page era richiesto da una clientela ricca e raffinata, talvolta capricciosa, con la quale sapeva tuttavia entrare in sintonia per coglierne le esigenze e rispettarne le passioni. Viste ampie, distese d'acqua, siepi e spazi delimitati, sentieri e gradini, ma anche grandi prati, giardini di rose o di fiori diversamente abbinati a creare una variopinta rassegna di colori: è difficile definire uno stile nel suo lavoro. Con un testo di Paolo Pejrone.