Alberi e fiori... anche in città

maggio 2022

apri

}

a cura di Rosella Ghedini, Carlo Tovol (a cura di), Memorie di giganti verdi : il racconto degli alberi monumentali d'Italia dell'Emilia-Romagna, Bologna, Bononia University Press, 2021

BIM 582.1609454 MEMDGV

Testimone di eventi, racconti, storie personali e fatti storici, portavoce di miti e leggende, credi religiosi, riti profani e tradizioni popolari, l'albero monumentale è per definizione un bene culturale. È un albero vetusto, un essere vivente sopravvissuto ai cambiamenti di un paesaggio in continua mutazione, per azione dell'uomo o della natura stessa. Per questo necessita di protezione e di cure, come ad esempio il Cipresso di Verucchio, il più vecchio dell'Emilia-Romagna, piantato secondo la tradizione da San Francesco e oggi sorretto da una struttura in ferro. In genere presenta caratteristiche eccezionali legate alle dimensioni, all'altezza, alla circonferenza del tronco e all'estensione della chioma. A volte acquista valenza di landmark, di punto di riferimento per il territorio. Ma la monumentalità di un albero si riconosce anche nel valore storico, culturale, tradizionale e identitario per il luogo in cui è cresciuto, così come nel suo pregio paesaggistico, sia in ambito urbano che extraurbano, in contesti architettonici di rilevanza storica e culturale, ville e altre residenze storiche private, orti botanici, monasteri e chiese. Questo volume ci aiuta a conoscere i 103 alberi riconosciuti "Monumentali d'Italia". Un viaggio fotografico che è un invito a scoprire l'Emilia-Romagna, con le sue bellezze, i suoi riti, le sue tradizioni, le sue peculiarità, in un'ottica più green. Rosella Ghedini, laureata in Scienze Agrarie all'Università di Bologna, fa parte dell'Ufficio Promozione della qualità del paesaggio e della natura del Servizio Patrimonio culturale dove si occupa in particolare di alberi monumentali. Di recente ha approfondito il tema delle varietà antiche degli alberi da frutto. Carlo Tovoli, giornalista professionista, si occupa di comunicazione all'interno del Servizio Patrimonio culturale della Regione Emilia-Romagna. Ha curato diversi volumi sul tema degli alberi, dei parchi e dei giardini dell'Emilia-Romagna.

apri

}

Giovanna Olivieri, Guida alle meraviglie nel tuo giardino: un microcosmo da scoprire e curare stagione per stagione, Portogruaro, Ediciclo, 2021

BIM 635.9091732 OLIVG

Quanti puntini ha una coccinella? Lo sapevate che se tenete il giardino troppo in ordine le lucciole non vengono? Che la volpe a volte condivide la sua tana con il tasso e l'istrice (senza mangiarli)? Che esistono fiori in grado di imitare la silhouette e i colori degli insetti per sedurli o che ci sono formiche che fanno da babysitter alle larve delle farfalle? Un emozionante viaggio nelle quattro stagioni per raccontare il microcosmo di biodiversità nascosto nei nostri giardini di città. Un libro riccamente illustrato per andare alla scoperta del proprio giardino di città e degli animali e piante spontanee che, a nostra insaputa, lo abitano. Per imparare a curarlo e mantenerlo, ricreando gli ambienti e le condizioni più adatte alla vita della fauna selvatica. Con schede zoologiche e botaniche, box di curiosità, aneddoti insoliti e miti da sfatare.

apri

}

Alessandra Viola, Flower power: le piante e i loro diritti, Torino, Einaudi, 2020

BIM 582.16 VIOLA

> risorsa disponibile anche su MLOL

Le piante hanno diritti? E se ne hanno quali sono e cosa comporterà il fatto di riconoscerli? Attribuire diritti a soggetti che ne sono privi appare da sempre un'idea stravagante; eppure non bisogna dimenticare che neri, donne e bambini un tempo non ne avevano alcuno e oggi anche questo ci sembra impensabile. Nei secoli l'uomo ha allargato la cerchia dei diritti in seguito a guerre o rivoluzioni, come forma di riparazione per le ingiustizie e i danni subiti. Ci riferiamo sempre a guerre umane, ma combattiamo anche contro un popolo silenzioso e pacifico, dal quale dipende la nostra stessa sopravvivenza e che malgrado questo abbiamo decimato, spingendo migliaia di specie sull'orlo dell'estinzione: il popolo delle piante. Firmare una pace con l'ambiente è ormai indispensabile per risolvere problemi globali come fame, migrazioni di massa, desertificazione, inquinamento e cambiamenti climatici. È giunto il momento di una «Dichiarazione universale dei diritti delle piante», che riconosca i diritti delle nostre sorelle verdi e garantisca anche i nostri.

apri

}

Erwin Thoma, Strategie della natura: come la saggezza degli alberi rafforza la nostra vita, Milano: Ambiente, 2020

BIM 577.3 THOME

“Chi osserva da vicino la vita degli alberi, presto si accorge che quest’occupazione gli dà molto, lo rafforza e lo arricchisce. Chi entra in relazione con la natura, e si prende il tempo necessario per farlo, realizza presto quanto la sua vita sia meravigliosamente legata a tutto ciò che è altro da sé. E, allora, la presunta separazione tra noi e l’ambiente lascerà il posto a un felice ricongiungimento. Senso di protezione, vicinanza, pace, calore e sicurezza, soddisfazione e gratitudine - chi si sarebbe aspettato doni simili dagli alberi?”

apri

}

Emanuela Morelli, Il giardino inglese attraverso gli occhi di Jane Austen: tra wilderness e shrubbery, Firenze, Pontecorboli, 2018

BIM 711 MOREE

Jane Austen è un'attenta osservatrice del mondo che la circonda. Scrivendo solo di ciò che conosce, non inventando nulla ma soltanto immaginando, fornisce difatti interessanti punti di vista su determinati aspetti della società a cui appartiene: se i personaggi appaiono come persone vere e concrete, la sua scrittura senza cadere nella mera descrizione, fornisce la percezione dei luoghi e degli ambienti in cui vivono. I sei romanzi dell'autrice ci aiutano pertanto a comprendere l'evoluzione dell'architettura del giardino inglese del suo periodo, in una cultura preindustriale sospesa tra le tradizioni dell'aristocrazia nobiliare e la moda del pittoresco promossa in particolare dalle famiglie benestanti di impostazione borghese o militare. Non si tratta solo di una scelta di taste, o tra formale e informale, tra mantenere o distruggere un viale di alberi vetusti, preferire una vista ad un'altra. Le sue eroine sbagliano, scambiano opinioni, riflettono, cambiano idea, si innamorano, ma soprattutto crescono nella loro ricerca quotidiana di sé tra il rinfrescante wilderness e il soleggiato shrubbery.

apri

}

Renato Bruni, Le piante son brutte bestie: la scienza in giardino, Torino: Codice, 2017

BIM 635.9 BRUNR

> risorsa disponibile anche su MLOL

Dopo aver ereditato un giardino di città, un botanico da laboratorio inizia a osservare aiuole, prati e vasi con lo sguardo della biologia, della chimica, dell'ecologia e della fisica, sporcandosi le mani e imparando sul campo che le piante non sono le creature semplici e angelicate che crediamo. Tra un colpo di zappa e un esperimento, sfoltirà qualche leggenda, trapianterà il piccolo mondo del giardinaggio nel grande contenitore dei fenomeni planetari e fertilizzerà alcune stranezze vegetali. Le storie meno battute e le spiegazioni meno ovvie di un anno di giardinaggio spuntano a fianco delle begonie e mettono radici tra gli inquilini più microscopici nell'umido del terriccio, collegando il pollice verde allo sguardo della ricerca. Una prospettiva che ci porterà a scrutare orti privati, parchi urbani e balconi fioriti con occhi diversi, facendoci cambiare idea su qualche abitudine nella gestione dei giardini non sempre davvero amica dell'ambiente

apri

}

Emanuele Bortolotti, Il giardino dell'amore inaspettato: trasformare angoli di cemento in spazi verdi, Milano, Electa, 2015

BIM 712.6 BORTE

In città soffocate dal cemento, dove lo spazio scarseggia, il verde è diventato il valore più prezioso: chiunque sogna di possedere un terrazzo fiorito, un cortile con piante rampicanti o un piccolo giardino. Bisogna allora trovare un modo nuovo di creare e vivere la natura in città, trasformando e valorizzando gli spazi inutilizzati o abbandonati, non solo pubblici, ma anche all'interno di edifici privati - cortili, cavedi, seminterrati, retri, interni di uffici e abitazioni, tetti di box, muri ciechi, magazzini industriali - fazzoletti di cemento da cui possono scaturire bellissime sorprese. Così. all'interno di un ufficio, un locale cieco può diventare un angolo di giardino per la pausa caffè, in un retro di condominio stretto e buio viene creata una rigogliosa oasi verde, all'interno di una sala viene sfondato il tetto per creare una serra fiorita, in un magazzino industriale abbandonato nasce un giardino di ciliegi. Emanuele Bortolotti, visionario ma anche concreto progettista di giardini e di paesaggi che crede nel valore terapeutico che la presenza del verde può avere sull'uomo, lancia una sfida alla città con un obiettivo insolito e complesso: inventarsi il verde dove non c'è, immaginare la natura che si riappropria di spazi persi o sottoutilizzati, irrompendo nella scenografia grigia della città in nome di una migliore qualità dell'abitare.

apri

}

Annibale Sicurella, Giardini pensili: progettazione e manutenzione, Palermo, D. Flaccovio, 2014

BIM 635.9671 SICUA

> risorsa disponibile anche su MLOL

Il giardino pensile (o verde pensile) è uno spazio verde che non ha un diretto contatto con il suolo naturale; le piante vivono su un substrato ricostruito dall'uomo che fornisce alle stesse ancoraggio e nutrimento. Oggi la tecnologia mette a disposizione metodi e materiali che rendono il giardino pensile accessibile sotto il profilo economico e applicabile in quasi tutte le situazioni, dando la possibilità di installarlo anche su terrazze e solai non pensati, sotto il profilo progettuale, allo scopo. Questo volume tratta le funzioni del verde pensile, con particolare riferimento alle capacità regimanti del sistema, al risparmio energetico e agli effetti positivi nei confronti dell'inquinamento. Vengono descritti i due principali sistemi d'inverdimento (estensivo e intensivo) descrivendo i materiali necessari per la costruzione della stratificazione e le caratteristiche che la stessa deve possedere per consentire il regolare funzionamento del sistema e la corretta crescita delle piante. Gli esempi di progettazione presentati sono utili per comprendere e valutare le scelte architettoniche e paesaggistiche da intraprendere durante l'ideazione di un giardino pensile.

apri

}

Francesca Marzotto Caotorta, All'ombra delle farfalle: il giardino e le sue storie, Milano, Mondadori, 2011

EX BIM 712.6 MARZCF

"Se guardo le piante come fossero sorelle, lo devo a mio padre." Con il riconoscimento di questo debito di gratitudine si apre il libro di Francesca Marzotto Caotorta sui giardini. Nei suoi ricordi affiorano le esortazioni paterne: guarda meglio, guarda con gli occhi e insieme con tutti i sensi, la incitava lui davanti a un paesaggio, a un muro solo apparentemente grigio, su cui la luce gettava sfumature dei più vari colori. Ma nei ricordi, insieme alle esortazioni affiorano, perentori, anche i suoi aut aut: "Le dalie viola, mai!". Perentori ma presto dimenticati, perché ognuno vuole il "proprio" giardino, e quel fazzoletto di verde più o meno esteso è il luogo dove possiamo godere dell'opportunità quasi unica di creare, di plasmare un pezzetto di mondo come desideriamo, a nostra misura, che faccia da sfondo ai nostri sogni, da specchio ai nostri sentimenti. Forte di questa convinzione, l'autrice, una delle più note e autorevoli esperte italiane di giardini, prova ad aiutarci a riconoscere e realizzare il giardino che ognuno di noi porta dentro di sé: quello della nostra infanzia, quello descritto nei libri che abbiamo amato, quello che ci è rimasto impresso durante i nostri viaggi. E lo fa ricordandoci subito che ogni terreno ha la sua "vocazione", e che il buon giardiniere, prima di realizzare il "suo" giardino, deve sempre osservare con attenzione il luogo prescelto, scrutarne il variare della luce nelle diverse ore del giorno e nel succedersi delle stagioni.

apri

}

Umberto Pasti, Giardini e no: manuale di sopravvivenza botanica, Milano, Bompiani, 2010

BIM 712.6 PASTU

Un ironico manifesto di resistenza botanica, che offre uno spaccato della nostra società partendo dalla polemica contro i giardini alla moda, attraverso ì ritratti pungenti e spietati. dei loro proprietari. Dai giardini dei collezionisti fanatici, ossessionati dalle rarità al punto da scordare il piacere dell'aspetto o del profumo dei fiori, ai giardini delle signore per bene, finti perché viziati da un'inventiva meccanica; e ancora i giardini miliardari, status-symbol senza passione, affidati a professionisti dai nomi inevitabilmente inglesi, i garden-designer, o le aiuole artefatte che fanno mostra dì sé nelle rotatorie urbane, fino ai giardini porno, in cui la natura esprime senza pudori la sua sfacciata sensualità. Ma in questa valle degli orrori ci sono anche sorprese piacevoli, come i giardini dei benzinai, orti selvaggi e imprevedibili, concimati dall'inquinamento, che per qualche bizzarria della natura danno vita a creazioni toccanti. Un viaggio in punta di foglia, che invita il lettore a riconoscersi nei vizi e virtù dei tipi umani raccontati, e costringe a fare i conti col giardino segreto che è in ognuno di noi.

apri

}

Marina Schinz, Gabrielle van Zuylen, I giardini di Russell Page, Milano, Electa, 2009

BIM 712.6 SCHIM

Russell Page (1906-1985), tra i massimi progettisti di giardini del XX secolo, deve il suo poliedrico percorso professionale a una formazione inconsueta per un paesaggista: intraprese studi artistici che, accompagnati a una forte sensibilità architettonica e ad approfondite conoscenze botaniche hanno sviluppato in lui quello straordinario intuito nell'approccio al territorio e nell'organizzazione dello spazio. Spesso, quando studiava un luogo per la prima volta, in lui l'artista predominava sul "giardiniere" - come amava egli stesso definirsi - per carpirne il vero carattere, il genius loci. Dopo gli esordi in Inghilterra, Russell Page lavorò in tutto il mondo, affrontando realtà e climi molto diversi tra loro: oltre a Parigi e alla Normandia, si trovò a progettare giardini dal Belgio alla Svizzera, dalla Francia meridionale all'Italia e alla Spagna. La fama rapidamente conquistata lo portò anche verso altre latitudini, in Medio Oriente, in India e nelle Americhe. Il contributo di Page era richiesto da una clientela ricca e raffinata, talvolta capricciosa, con la quale sapeva tuttavia entrare in sintonia per coglierne le esigenze e rispettarne le passioni. Viste ampie, distese d'acqua, siepi e spazi delimitati, sentieri e gradini, ma anche grandi prati, giardini di rose o di fiori diversamente abbinati a creare una variopinta rassegna di colori: è difficile definire uno stile nel suo lavoro. Con un testo di Paolo Pejrone.