10 febbraio “Giorno del ricordo”

febbraio 2013

Il “Giorno del ricordo” è una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno. Istituita con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, commemora le vittime dei massacri delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata

«La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata [...] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell'Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica e altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all'estero.» (legge 30 marzo 2004 n. 92).

Tra i libri della Biblioteca comunale di Imola questi testi possono servire per approfondire l’argomento:

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Associazione nazionale ex deportati politici, Fascismo, foibe, esodo: le tragedie del confine orientale, Fondazione Memoria della deportazione 2005

Il testo è la raccolta degli atti del convegno “Fascismo, foibe, esodo, la tragedia del confine orientale” organizzato dall’Assocaizione nazionale ex deportati politici e dalla Fondazione Memoria della Deportazione a conclusione del XIII Congresso dell’ANED, tenuto all’interno della Risiera di San Sabba il 23 settembre 2004.

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Alessandra Kersevan, Lager italiani: pulizia etnica e campi di concentramento fascisti per civili jugoslavi 1941-1943, Nutrimenti, 2008

Fra il 1941 e il 1943 l’Italia ideò e realizzò un sistema di campi di concentramento per le popolazioni Jugoslave. Uomini, donne, anziani e bambini, intere popolazioni rastrellate dai territori occupati in Dalmazia furono internate in condizioni inumane, per molti fu una condanna a morte. Questo libro è un contributo a ricordare un passato che non ci fa onore.

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Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli-Venezia, Foibe, il peso del passato: Venezia Giulia 1943-1945, Marsilio, 1997

Un capitolo del nostro passato che non ha trovato spazio nella memoria storica degli italiani, che scoppiò a Trieste e nella Venezia Giulia nel maggio del 1945: la tragedia delle foibe. I quattro contributi di storici triestini e sloveni raccolti in questo volume, ripercorrono il dibattito che ha aspramente diviso la società triestina e italiana.

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Gianni Oliva, Esuli, dalle foibe ai campi profughi: la tragedia degli Italiani di Istria, Fiume e Dalmazia, Mondadori, 2011

Le migliaia di giuliano-dalmati arrestati e uccisi dall'esercito nazionalcomunista di Tito nella primavera del 1945, i quasi trecentomila costretti ad abbandonare le proprie terre e a rifugiarsi nei centri raccolta profughi, sono il prezzo estremo che l'Italia ha pagato per una guerra che ha contribuito a scatenare e che ha perso. Attraverso una ricca documentazione fotografica questo volume ripercorre la vicenda della frontiera nordorientale nel corso del Novecento.

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Gianni Oliva, Foibe, Le stragi negate degli italiani della Venezia Giulia e dell'Istria, Mondadori, 2002

Dopo la fine della guerra, tra il maggio e il giugno 1945, migliaia d’italiani della Venezia Giulia, dell'Istria e della Dalmazia furono uccisi dall'esercito jugoslavo del maresciallo Tito, molti di loro furono gettati nelle "foibe", che si trasformano in grandi fosse comuni, molti altri deportati nei campi della Slovenia e della Croazia, dove morirono di stenti e di malattie. Attingendo a una puntuale documentazione, l’autore ricostruisce le tragiche vicende di quei giorni.

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Gianni Oliva, Profughi, dalle foibe all'esodo: la tragedia degli italiani d'Istria, Fiume e Dalmazia, Mondadori, 2005

Tra il 1944 e la fine degli anni Cinquanta, gran parte della comunità italiana dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia abbandona la propria terra. A ondate successive, quasi 300.000 persone vennero costrette a fuggire dal nuovo regime nazionalcomunista di Tito che confiscò le loro proprietà e le represse con la forza nel tentativo di una pulizia etnica. I profughi furono dispersi in oltre cento campi di raccolta disseminati in tutto il nostro paese. In questo libro le testimonianze.

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Jože Pirjevec, Foibe, una storia d'Italia, Einaudi, 2009

Il crollo dell’Italia nel settembre 1943 e quello del Terzo Reich nel maggio 1945 ebbe nella Venezia Giulia contraccolpi ben diversi dal resto del Paese. In questa regione plurilingue si verificò un drammatico capovolgimento dei ruoli che portarono a una violenta resa dei conti con deportazioni ed esecuzioni sommarie di nemici veri o presunti, sepolti nelle voragini carsiche dette “foibe”. Eccone l’indagine curata dell’autore.

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Prof, ci spiega le foibe? Un percorso di letture tra memorie divise e uso pubblico della storia: 10 febbraio, Giorno del ricordo, a cura di M. Zanna, CIDRA, 2005

Il Centro imolese documentazione Resistenza antifascista e storia deportazione “CIDRA” si è impegnato a curare la realizzazione di questo opuscolo, nel quale sono raccolti articoli o scritti di autori storici famosi quali Raoul Pupo, Claudio Magris e Guido Crainz e immagini provenienti dalla “Mostra Foibe/esodo. Una storia negata”, curata del professor Roberto Chiarini.

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Raoul Pupo, Il lungo esodo. Istria: le persecuzioni, le foibe, l'esilio, Rizzoli, 2005

Raoul Pupo narra in questo suo libro la tragedia dell’esodo istriano presentando con autorevolezza i risultati più recenti, inquadrando l’Esodo per la prima volta in un’ottica di lungo periodo. Un importante spunto di riflessione in occasione del “Giorno del ricordo” delle foibe, dell’esodo dei giuliano-dalmati e di tutte le tragedie consumatesi alla frontiera orientale d’Italia.

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Frediano Sessi, Foibe rosse, vita di Norma Cossetto uccisa in Istria nel '43, Marsilio, 2007

Norma Cossetto nel 1943 fu gettata ancora viva nella foiba di Villa Surani. I suoi assassini, partigiani di Tito, che dopo il crollo del regime fascista tentarono di prendere potere in Istria per annetterla alla Jugoslavia, non ebbero pietà della sua giovinezza e della sua innocenza. “Foibe rosse” non è solo la narrazione del dramma di questa giovane ragazza è anche un affresco storico sulla tragedia delle Foibe e degli orrori del nazismo e del fascismo.

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