Mauro Covacich, Trieste tra saggi culturali e romanzi autobiografici

luglio 2019

Mauro Covacich è nato a Trieste nel 1965. Dopo una laurea in filosofia si è trasferito a Pordenone dove ha insegnato nei licei pubblici della provincia. Il suo esordio narrativo avviene nel 1993 con il romanzo Storie di pazzi e di normali, al quale seguono Colpo di Lama (1995), Mal d'autobus (1997), Anomalie (2001). Nel 1999, in seguito a questi suoi primi lavori di narratore, l'Università di Vienna gli conferisce l'Abraham Woursell Prize, una borsa di studio che gli consente di effettuare periodi di “writer in residence” in numerose università europee e statunitensi. Grazie a questo riconoscimento, nel 2000 abbandona l'insegnamento per dedicarsi interamente alla scrittura. In seguito ha scritto alcuni saggi narrativi per la casa editrice Laterza come Trieste sottosopra. Quindici passeggiate nella città del vento e altri romanzi per Einaudi.

Nei suoi romanzi e in altri scritti si è occupato molto della sua città d’origine Trieste, e dei dintorni, raccontandone la storia e la cultura in tratti anche autobiografici.

Covacich collabora dal 1998 col Corriere della sera e con altre testate. Ha inoltre realizzato per la Rai alcuni radio documentari e il radiodramma Safari.

Nel 2005 ha lasciato Pordenone per trasferirsi a Roma. Dal 2002 al 2012 ha insegnato, insieme a Roberto Ferrucci, scrittura creativa presso l'Università di Padova.

Nel 2013, dal romanzo A nome tuo è stato prodotto il film di Valeria Golino Miele, presentato con successo al Festival di Cannes e una pièce teatrale omonima di Cinzia Spanò, andata in scena al Teatro PimOff di Milano.

Nel 2015 la raccolta di racconti La sposa entra nella cinquina finalista al Premio Strega, piazzandosi al secondo posto.

 

Martedì 16 luglio 2019, ore 21, Mauro Covacich per la seconda volta, (l’altra nel 2017), sarà ospite della Biblioteca comunale di Imola per presentare il suo romanzo-documentario Di chi è questo cuore, (La Nave di Teseo 2019), l’autore sarà accompagnato dal musicista Stefano Sacher.

Per l’occasione è stato preparato un percorso di lettura con i libri dell’autore disponibili per il prestito esterno.

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Colpo di lama, Vicenza, N. Pozza, 1995

Nell’ambiente apatico della provincia un giovane amministratore si arrischia, per amore, in un progetto assistenziale, che sarà la sua rovina. A distanza di anni, con una lunga lettera inviata al questore della sua città, ricostruisce i fatti e svela l’autore di un delitto che concluse il nascere della sua impresa. Il motivo reale di questa sua confessione è la necessità di dar voce a un fallimento esistenziale, che non sopporta più il silenzio della coscienza... (Neri-Pozza)

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Mal d'autobus, Milano, M. Tropea, 1997

Ci sono un padre, un figlio e un misterioso taccuino rosso in questa storia di cattiverie edipiche, amori malati, deliri e sentimenti inespressi. Ma c'è anche una donna, insospettabilmente cattiva. (Marco Tropea editore)

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Anomalie, Milano, Mondadori, 1998

Quali sono le “anomalie” che l’autore descrive in questi undici racconti? Sono le situazioni estreme che sconvolgono le abitudini, i riti di un’umanità, che pur pressata dalla ferocia, dall’assurdo, da inimmaginabili progetti di devastazione, cerca comunque di riproporre una routine tranquillizzante, una misura, la propria testarda “normalità”. (Mondadori)

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L'amore contro, Milano, Mondadori, 2001

Quello tra Ester e Sergio è uno strano amore. Lui, bulimico solitario, in rotta col padre. Lei, in fuga da un’infanzia violata, mentalmente in ostaggio di un uomo che non è scomparso dalla sua vita. In questo romanzo s’innesca un dramma come una bomba a orologeria, un conto alla rovescia il cui tempo è scandito da uno scambio epistolare tra sorelle, ora struggente ora acido, ora affettuoso ora risentito. (Mondadori)

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A perdifiato, Milano, Mondadori, 2003

Dario è un ex atleta che nella sua vita sportiva ha conseguito un solo grande risultato: quarto alla maratona di New York, primo bianco dopo tre campioni neri. Ora fa l'allenatore di maratoneti, presso la federazione di atletica leggera, ed è proprio la federazione a mandarlo in Ungheria ad allenare la squadra femminile. Lì inizia una storia con Agota, giovanissima e imperscrutabile ma in Italia ha una moglie, e una figlia adottiva sta per arrivare...
(Google libri)

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Fiona, Torino, Einaudi, 2005

A parlare in questo romanzo magnetico sono le distanze di una coppia che è stata felice, il vertiginoso rispecchiarsi della vita dentro e fuori il televisore, la mente di un giovane padre che sogna amore e morte con il ritmo febbrile di un conto alla rovescia. (Einaudi)

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Trieste sottosopra: quindici passeggiate nella città del vento, Roma , GLF editori Laterza, 2006

«Accanto alla Trieste austroungarica è sempre esistita un’altra Trieste. Accanto alla città dei caffè letterari, della composta amicizia di Svevo e Joyce, c’è sempre stata un’altra città, morbida, disinvolta, picaresca, dai connotati quasi carioca. C’è un edonismo antico, morale, nei triestini. E anche un vitalismo moderno un po’ easy-going, alla californiana. Trieste è una città meridionale, la città più meridionale dell’Europa del Nord…» A spasso per vicoli e piazzette, lungo gradinate a picco sul mare: con una scrittura d’ironica tenerezza, Covacich racconta in questi quindici itinerari narrativi una Trieste ricolma di storia, curiosità e contraddizioni. (Laterza)

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Prima di sparire, Torino, Einaudi, 2008

Scrivere la cronaca di un amore che uccide un altro amore significa provare a raccontare il momento in cui i sentimenti si confondono: il giorno in cui il desiderio e la paura, l'integrità e la colpa, la nostalgia e la voglia di scappare si ritrovano inspiegabilmente fusi dentro un unico corpo.
Sparire dalla vita di un'altra persona significa tradire prima di tutto se stessi: alla fine, anche se sei innocente, scopri di aver fatto comunque del male a un sacco di gente. (Einaudi)

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Vi perdono, Torino, Einaudi, 2009

Miele ha trentadue anni, è una ragazza come tante, vive da sola e ha delle storie occasionali. Da tre anni ha deciso di aiutare a morire le persone che lo desiderano: malati terminali che vogliono abbreviare l'agonia, persone le cui sofferenze intaccano la dignità di essere umano. Pur lavorando in clandestinità, nell'ambiente medico è piuttosto famosa e molti si affidano a lei. Ma un giorno a richiedere il suo servizio è un settantenne in perfetta salute. E la vita di Miele improvvisamente ha una svolta. (Einaudi)

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A nome tuo, Torino, Einaudi, 2011

Si comincia con un viaggio per mare. C'è una nave militare che risale la costa dall'Albania a Trieste, sulla nave uno scrittore che lungo quell'Adriatico smagliante ripercorre la storia imperfetta e dilaniata di tutte le vite di frontiera. Nascosta in cabina trova una capricciosa compagna di viaggio, eccitante come una fantasia. Lui si è imbarcato quasi per caso, recalcitrante «ambasciatore di cultura» nei paesi della costa orientale. Lei scappa e ricompare, lo attira e lo intrappola. (Einaudi)

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L'esperimento, Torino, Einaudi, 2013

Per il padre di Gioia il talento non è un dono innato ma una conquista. Con questo principio ha intrapreso un esperimento: ha istruito sua figlia secondo regole ferree, studi ed esercizi, rendendola imbattibile nel gioco degli scacchi. A un passo dal titolo di Grande Maestro, però, Gioia cade preda delle visioni: interferenze che la costringono a spiare un altro mondo. Un mondo in cui vivono un re triste vestito da rapper e la sua intrepida regina, che si muove con lo scooter su e giú per la città…

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La sposa, Milano, Bompiani, 2014

Due sconosciuti in attesa di sparare durante un safari umano. Un'artista vestita da sposa che attraversa l'Europa in autostop. Un giovane sacerdote in un drammatico corpo a corpo con il desiderio. Un uomo deciso a condividere la casa con un branco di lupi… Fatti realmente accaduti che si fondono a invenzioni folgoranti e brevi digressioni autobiografiche "La sposa" è un unico flusso di pensieri sul presente. Diciassette storie colme di bruciante amore per la vita, scaturite dai recessi di una normalità spesso, a ben vedere, fenomenale. (Bompiani)

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La città interiore, Milano, La nave di Teseo, 2017

È il 4 aprile 1945, Trieste. Un bambino è diretto al Borgo Teresiano, ha sette anni e sta trasportando una sedia tra le macerie della città liberata dai nazifascisti. E’ diretto al comando alleato, dove lo attende suo padre, sottoposto a un interrogatorio. E quella sedia potrebbe scagionarlo.
Trieste, 5 agosto 1972. I terroristi di “Settembre Nero” hanno fatto saltare due cisterne di petrolio. Un bambino, Mauro Covacich, tra le gambe di suo padre (lo stesso che trascinava la sedia ventisette anni prima), contemplando le colonne di fumo dalle alture carsiche sopra la città, chiede: “Papà, semo in guera?”. “La città interiore” è la cartografia del cuore di uno scrittore inguaribilmente triestino; è il compiuto labirinto di una città, di un uomo, della Storia, che il lettore percorre con lo stesso senso d’inquieta meraviglia che accompagnava quel bambino del 1945 e quello del 1972; un labirinto di deviazioni e ritorni inaspettati, da cui si esce con il desiderio di rientrarci. (La nave di Teseo)

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Di chi è questo cuore, Milano, La nave di Teseo, 2019

Una piccola anomalia cardiaca è scoperta all’uomo che ha il nome e le sembianze dell’autore, allontanandolo da una attività sportiva ai limiti del fanatismo e infrangendo l’illusione di un’efficienza fisica senza data di scadenza. È questo l’innesco di un romanzo sul corpo, ma soprattutto sul cuore come luogo dei sentimenti e dei destini individuali. C’è un ragazzo caduto, o forse lasciato cadere, da una finestra di un albergo di Milano durante una gita scolastica. Ci sono gli esseri umani, fragili e pieni di voglie. La solitudine e il desiderio. Ma la storia gira attorno alla relazione dell’autore con la sua compagna, alle trasferte di lavoro, alle tentazioni cui sono esposti, alla fiducia e al sospetto di cui si nutre la convivenza. Chi è, ad esempio, quell’uomo che s’infila in casa loro la notte? Una pista porterebbe nel quartiere, il Villaggio Olimpico di Roma, popolato da figure che sembrano carte dei tarocchi e che lo scrittore consulta nelle sue camminate erranti. Dopo “La città interiore”, Mauro Covacich compone una nuova, potente avventura narrativa che ha il coraggio dell’autobiografia più vera.

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