Bologna 2 agosto 1980, ore 10:25

aprile 2018

La città di Bologna, guidata dal sindaco Renato Zangheri, il 2 agosto 1980 fu colpita dall’atto terroristico più grave avvenuto in Italia nel secondo dopoguerra. Nell'attentato rimasero uccise 85 persone e oltre 200 rimasero ferite. Gli esecutori materiali furono individuati tra militanti di estrema destra, fra cui Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, che con sentenza finale del 1995 furono condannati all’ergastolo. Gli ipotetici mandanti sono rimasti sconosciuti.

Il 1 giugno del 1981 si costituì l’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980, allo scopo di «ottenere con tutte le iniziative possibili la giustizia dovuta». L'Associazione negli anni successivi è rimasta attiva, tanto per il ricordo della strage quanto per proporre iniziative che si sono affiancate alle indagini.

Per non dimenticare la strage, nella ricostruzione dell'ala della stazione distrutta è stato creato uno squarcio nella muratura. All'interno, nella sala d'aspetto, è stata mantenuta la pavimentazione originale nel punto dello scoppio. Il cippo commemorativo contiene l'elenco delle «vittime del terrorismo fascista». È stato mantenuto intatto uno degli orologi nel piazzale antistante la stazione ferroviaria, con le lancette ferme alle 10:25, a perenne ricordo.

Il 24 settembre 2010 è stata posta sul binario 1 della stazione di Bologna una targa commemorativa con cui l’ UNESCO dichiara la strage parte dei Patrimoines pour une Culture de la Paix Onu-Unesco per la promozione di una cultura di pace anche attraverso i patrimoni culturali locali.

Molti personaggi del cinema, del teatro e della letteratura hanno ricordato o hanno fatto riferimento alla strage nelle loro opere. Il percorso di lettura preparato raccoglie alcune di queste voci unitamente a testi di storia, sociologia, politica e giornalismo.

 “… Bologna capace di vita, capace di morte…” Francesco Guccini, in Bologna

“… T’ho incrociata alla stazione, che inseguivi il tuo profumo,presa in trappola da un tailleur grigio fumo, i giornali in una mano e nell’altra il tuo destino,camminavi fianco a fianco al tuo assassino…”  Fabrizio De Andrè, in Se ti tagliassero a pezzetti

“… Qualcuno era comunista perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera!...” Giorgio Gaber, in Qualcuno era comunista.

La biblioteca di Imola martedì 3 aprile alle ore 20,30 ospiterà la storica Cinzia Venturoli, il regista Matteo Belli e Marina Gamberini dell’Associazione 2 agosto, per presentare l’opera Cantiere 2 agosto. Narrazione di una strage.