Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, 25 novembre

Novembre 2019

La Dichiarazione sull'eliminazione della violenza contro le donne approvata dall’ONU nel 1993 all’articolo 1, definì la violenza contro le donne come: «Qualsiasi atto di violenza per motivi di genere che provochi o possa verosimilmente provocare danno fisico, sessuale o psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione o privazione arbitraria della libertà personale, sia nella vita pubblica che privata.»

Nel 1999 fu istituita dalle Nazioni Unite La giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, celebrata ogni 25 novembre, partendo dall’assunto che la violenza contro le donne sia una violazione dei diritti umani. La violenza contro le donne influisce sfavorevolmente e rappresenta un grave ostacolo nell’ottenimento di obiettivi cruciali quali l’eliminazione della povertà, la lotta all’HIV/AIDS e il rafforzamento della pace e della sicurezza.

Nel 2016, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha approvato un Piano d’Azione Globale per rafforzare la risposta dei sistemi sanitari alla violenza contro donne e bambine, e per sollecitare gli Stati membri e i partner nazionali e internazionali, alla creazione di programmi di prevenzione e d’informazione. Nel documento dell’OMS del 2017, Affrontare la violenza contro le donne: risultati chiave e priorità, si afferma come la violenza di genere sia anche un gravissimo problema di salute pubblica. Nello stesso documento si evidenzia come la lotta contro la violenza sulle donne riguardi due degli obiettivi SDGs dell’Agenda 2030: il goal 5, dedicato alla parità di genere, Raggiungere l’uguaglianza di genere e l’autodeterminazione di tutte le donne e le ragazze, e target 3.9d, relativo all’aspetto sanitario, Rafforzare la capacità di tutti i Paesi, soprattutto dei Paesi in via di sviluppo, di segnalare in anticipo, ridurre e gestire i rischi legati alla salute, sia a livello nazionale che globale. Nel documento OMS, sono state stilate una serie di priorità fondamentali per rispondere adeguatamente a questa piaga.

 

La Biblioteca comunale di Imola, come ogni anno, partecipa alla campagna di sensibilizzazione contro la violenza alle donne proponendo un elenco di titoli, a completamento delle proposte di lettura per anni precedenti, sulla violenza familiare, sulla violenza sulle donne, sull’assistenza alle vittime di violenza, sull’educazione alla non violenza e sugli aspetti psicologici alle violenze subite.

Inoltre all’interno della biblioteca sarà possibile visitare la mostra Cities by Night/ Imola, progetto artistico di Valentina Nedda, nella quale saranno esposte le mappe della percezione del pericolo, dal punto di vista femminile, nello spazio urbano imolese, mappe realizzate dalle donne di Trame di Terre in collaborazione con l’artista. La mostra, inaugurata il 26 novembre 2019, alle ore 18, sarà aperta fino al successivo 8 dicembre.

 

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Lasciatele vivere, voci sulla violenza contro le donne, a cura di Valeria Babini, Bologna, Pendragon, 2017

Questo volume nasce con l’intento di raccogliere molti punti di vista e molte domande per cercare di capire e combattere una delle piaghe più gravi e dolorose del nostro tempo: la violenza contro le donne. È una questione di (in)civiltà che va affrontata e che in queste pagine, lontano dalle semplificazioni e dalle spettacolarizzazioni, è analizzata da voci autorevoli della cultura umanistica e scientifica. Uomini e donne i cui interventi costituiscono, nell’insieme, una riflessione multidisciplinare che ha l’obiettivo di coinvolgere tutti noi nella comprensione di questo drammatico problema sociale e di stimolarci a pensare. In allegato al libro il docu-film “Di genere umano”, in cui il regista Germano Maccioni miscela poeticamente voci e volti d’intellettuali, studenti e bambini con filmati d’epoca, dando vita a un concerto di punti di vista che parla al cuore. (Pendragon)

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Marco Cavina, Nozze di sangue, storia della violenza coniugale, Roma, Bari, GLF editori Laterza, 2011

«La violenza maritale è stato un elemento fisiologico e accettato del matrimonio legalmente fino a tutto l’Antico Regime, socialmente ben oltre. E occorre ovviamente tener sempre presente che il “sommerso” in questa materia fu, un tempo come e più di oggi, di enormi dimensioni, anche se le mogli d’Antico Regime non erano affatto inerti dinanzi alle vessazioni coniugali… Quel che resta di tanti “inferni coniugali” nelle loro formulazioni giudiziarie rappresentò, un tempo come e più di oggi, la punta di un iceberg. Dietro alle mura domestiche si occultò un’infinità di violenze, talora gravi, talora modeste, talora nemmeno avvertite come tali e accettate con rassegnato fatalismo. Un certo modo di intendere la violenza coniugale è, sul piano formale, definitivamente tramontato ma sulle leggi continuano a piovere le meteoriti sociali del vecchio ordine.» Marco Cavina interpreta le fonti dottrinali (i teologi, i precettisti morali, i giuristi, i politici), consulta le fonti letterarie e quelle processuali, le confronta con la cultura dominante dal Medioevo in poi per esaminare gli ambiti nei quali maggiormente la violenza si è manifestata, facendoci scoprire l’anima nera del matrimonio dietro lo stereotipo tranquillizzante dell’armonia del focolare. (Laterza)

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Elisa Giomi e Sveva Magaraggia, Relazioni brutali, genere e violenza nella cultura mediale, Bologna, Il mulino, 2017

«Perché sedurla se puoi sedarla?», oppure «perché sedurla se puoi saldarla?»: solo due esempi del livello di violenza e brutalità quotidianamente veicolate da social in pagine che mescolano misoginia, omo/transfobia, razzismo e incitamenti alla pedofilia. Al centro di questa indagine, la violenza contro le donne ma anche la violenza che dalle donne è agita, due fenomeni speculari benché di natura e portata assai diverse, che sono analizzate nella loro copertura medial

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Se le donne chiedono giustizia, le risposte del sistema penale alle donne che subiscono violenza nelle relazioni di intimità: ricerca e prospettive internazionali, a cura di Giuditta Creazzo, Bologna, Il mulino, 2013

L’impunità delle violenze maschili contro i partner, o gli ex patner, è reso evidente anche dai risultati di indagini epidemiologiche condotte in svariati paesi. Questo volume raccoglie le conclusioni di un’indagine condotta in quattro paesi, Italia, Romania, Spagna e Inghilterra, sulla giustizia penale e gli interventi di tutela per le donne vittime di violenza domestica. Il punto di vista delle donne vittime di violenza e quello di testimoni privilegiati, appartenenti a soggetti istituzionali e associativi, è qui ricostruito e messo a confronto con quello di chi opera all’interno del sistema penale, forse dell’ordine, giudici e pubblici ministeri, e con i risultati dell’analisi di campioni significativi di fascicoli giudiziari. (Il mulino)

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Senza di me non vali niente: la violenza verbale, emotiva e psicologica nelle relazioni intime, a cura di Elisa Rossi, Roma, Aracne, 2018

Le violenze maschili colpiscono ogni giorno milioni di donne di tutte le età, a livello globale e con vari modi. Nella gran parte dei casi esse avvengono tra le mura domestiche o al termine di una relazione intima, per opera di un (ex) marito o di un (ex) partner. Il volume propone una riflessione interdisciplinare su significati, cause, manifestazioni, contrasto e prevenzione della violenza verbale, emotiva e psicologica: un fenomeno ancora poco studiato, narrato, denunciato e contrastato, difficile da riconoscere all’interno di un rapporto ritenuto “d’amore”, meno visibile della violenza fisica e sessuale, meno clamoroso dell’evento estremo ma volto ugualmente a negare la persona, nella sua unicità e autonomia. (Aracne)

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Sono ancora viva: voci di donne che hanno detto basta alla violenza, a cura di Elena Guidieri e Chiara Brilli, Firenze, Le lettere, 2014

“Sono ancora viva” è un’affermazione di dignità interiore e verso il mondo delle donne. Donne di diverse età, situazione familiare e condizioni economiche che hanno detto basta alla violenza, fisica o psicologica. Sono queste donne a raccontare le difficoltà della sensibilizzazione, della denuncia, dell’iter sociale e giuridico, e il sostegno decisivo dei Centri antiviolenza. Il libro “Sono ancora viva” non parla di femminicidio, del tragico epilogo di storie troppo spesso relegate alla cronaca nera ma, le autrici, hanno voluto svincolarsi dalla tendenza all’inevitabilità della violenza e all’uso improprio e dannoso di parole come gelosia, raptus e omicidio passionale. Questo libro indaga la condizione delle donne vive che con coraggio, difficoltà e paura, hanno scelto la strada della denuncia, accollandosene rischi e disagi. (Le lettere)

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Una, Io sono Una, Torino, Add, 2018

Una, nel 1977, ha dodici anni. I ragazzi della sua età ascoltano punk o ska, invece lei vuole imparare a suonare con la chitarra “Mull of Kintyre” dei Wings, la musica che le piace. In quegli anni, nello Yorkshire, la figura di un inafferrabile Squartatore miete vittime tra le donne occupando le prime pagine dei giornali. Alle ragazze si consiglia di vestire in modo non appariscente, di tornare a casa presto la sera, di comportarsi in modo consono, in un assurdo cortocircuito secondo il quale la colpa della violenza è da imputare anche alle vittime. Dopo un episodio di abuso, Una, da ragazza sicura di sé, si trasforma e decide di imparare ad abbassare lo sguardo per allontanare l’attenzione dei ragazzi. Sola, impotente e piena di vergogna che la porta a credere di essere guasta, la protagonista di questo struggente memoir a fumetti, è costretta a fare i conti prima con il mondo che non sa ascoltare, poi con le proprie ferite. Questo libro è un urlo per conto di tutte le donne del mondo che hanno subito violenza. (Add)

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Violenza di genere, saperi contro, a cura di Salvo Vaccaro, Milano, Udine, Mimesis, 2016

La violenza di genere, e soprattutto quella maschile sulla donna che culmina nel femminicidio, è un tratto patologico impressionante della nostra civiltà contemporanea. Una serie di docenti dell’Università di Palermo ha ritenuto opportuno, anche in base alle richieste provenienti dal territorio e dalla comunità studentesca, interrogarsi su questa dinamica affrontandola da diverse prospettive: antropologica, psicologica, giuridica, politica, filosofica, sociologica, mediatica, proprio per offrire una molteplicità di apporti utili per concatenare diverse “ragioni” di comprensione della violenza. Compongono il volume, altresì, interventi di studiose affermate delle questioni di genere, quali le filosofe M. Nussbaum, J. Butler e B. Hooks, l’antropologa F. Héritier, la storica M. Perrot, la politologa M. Calloni. Il libro racchiude in appendice un utile compendio dei principali testi normativi internazionali e nazionali di contrasto alla violenza di genere. (Mimesis)

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Questo non è amore, venti storie raccontano la violenza domestica sulle donne, coordinamento di Giovanna Pezzuoli e Luisa Pronzato, Venezia, Marsilio, 2013

Attraverso il racconto di ogni protagonista, i fatti, le emozioni, le botte, si svelano le cause scatenanti e le dinamiche di coppia. Episodi ripetuti di maltrattamenti alternati a "pentimenti" del partner. E la tragedia sempre in agguato. Tutto questo avviene nella "normalità" e nella convinzione che la violenza riguardi altri. Ma a un certo momento accade "qualcosa" per cui le donne capiscono che così non può continuare. Che cosa? Ogni storia ha una sua "chiave" che la tiene inchiodata alla violenza e una che la porta a non voler più subire. Qualche volta quel maledetto meccanismo si rompe prima che sia troppo tardi. Le protagoniste, raccontandosi, affrontano quella violenza subdola che colpisce le donne nel momento in cui dicono "no", sottraendosi ai ruoli imposti da qualcosa che è nato come amore. Ma che non lo è più. Violenza fisica e anche psicologica che attraversa le classi sociali e spesso coinvolge i figli. (Marsilio)

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Francesca Barra, Prova a dirmelo guardandomi negli occhi, Milano, Garzanti, 2018

La rete sembra esser diventata una piazza virtuale dove tutto è lecito ed è possibile esprimere le più violente ingiurie sentendosi impunibili. Quotidianamente sperimentiamo come i social network siano sempre più, soprattutto per i più giovani, i luoghi ideali per atti di bullismo, insulti, aggressività. E non si tratta, come si potrebbe pensare, di un fenomeno che colpisce solamente personaggi pubblici: a subire le conseguenze più dolorose sono spesso persone comuni che, da un momento all’altro, possono ritrovarsi al centro di una tempesta mediatica da cui è impossibile difendersi, e che condizionerà le loro vite per sempre. La rete non dimentica, e lascia tracce impossibili da rimuovere. (Garzanti)

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Pina Sardella, Il mondo delle donne, storia del primo consultorio autogestito nel movimento di liberazione femminile, Udine, Mimesis, 2014

Costruito sul materiale dell'archivio del Centro Problemi Donna di Milano (CPD), questo libro intreccia le vicende del primo consultorio laico autogestito con quarant'anni di storia del movimento di liberazione delle donne, nel panorama degli avvenimenti mondiali. In questo nostro presente in cui la memoria rischia l'oblio oppure il revisionismo, riappropriarsi della ricchezza di pensiero e azione che le donne hanno saputo creare costituisce il punto di partenza per tornare a essere protagoniste nella costruzione di un futuro, stavolta davvero, a misura di donne e di uomini. (Mimesis)

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Cosa c’entra l’amore? Ragazzi, ragazze e la prevenzione della violenza sulle donne, a cura dell’Associazione Nondasola, Roma, Carocci, 2014

Che cosa è l’amore oggi per ragazzi e ragazze? Cosa c’entra l’amore con la violenza maschile sulle donne? Come questi due temi incrociano l’identità di genere? Questi interrogativi hanno guidato un’indagine condotta per tre anni su un campione rilevante di ragazzi e ragazze. Il progetto di ricerca e i suoi risultati esposti in questo libro esplorano la percezione che gli/le adolescenti, hanno della violenza nelle relazioni d’amore e della propria identità/differenza di genere assunta quale categoria interpretativa fondante rispetto al fenomeno della violenza. L’obiettivo, in un’ottica di prevenzione, è quello di far luce e interrogare il nesso tra la violenza e i campanelli d’allarme che la precedono, da un lato, e narrazioni e pratiche legate al genere, dall’altro. Come questo intreccio attraversa la vita degli o delle adolescenti, il loro confrontarsi con l’amore, la gelosia, la paura della solitudine, l’insicurezza e quali domande pongono al mondo degli adulti, sono i temi oggetto di questo volume. (Carrocci)

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#Inquantodonna: giornata mondiale contro la violenza sulle donne: 25 novembre 2017, Roma, Camera dei Deputati, 2017

Nel 2017 a Roma, per la prima volta, la Camera dei Deputati ospitò solo donne per l’evento “#InQuantoDonna”, organizzato dalla presidente Laura Boldrini, con le rappresentanti di diverse associazioni impegnate sul campo. “Ho voluto celebrare il 25 novembre con un evento altamente simbolico, non era mai accaduto nella storia della Repubblica che l’Aula di Montecitorio fosse aperta solo alle donne. Donne comuni che hanno subito violenza o che con la violenza hanno in qualche modo a che fare” (Laura Boldrini). I testi delle relatrici contenuti in questo volume e nel cd allegato, riproducono i discorsi pronunciati in Aula.

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Luciano Di Gregorio, L’ho uccisa io, psicologia della violenza maschile e analisi del femminicidio, Siena, Primamedia, 2014

Non passa settimana senza che le cronache non raccontino atti di violenza commessi da uomini verso le proprie mogli, amanti, compagne e perfino figlie. Di recente è stato introdotto il termine femminicidio per indicare crimini fisici e morali come forma di esercizio di potere e di annientamento della donna, in quanto donna, che si manifestano in modo particolare quando essa esercita liberamente una sua volontà. E il Parlamento italiano ha dovuto approvare una legge. Ma chi è l’uomo che commette questi delitti, che maltratta, violenta e uccide? Luciano Di Gregorio, partendo da un’analisi approfondita dei crimini e utilizzando concetti freudiani, come la pulsione di crudeltà, e quelli di oggetto d’uso che derivano dalla moderna psicoanalisi, traccia alcuni profili psicologici del maschio di oggi e individua molti dei fattori scatenanti che ne determinano le esplosioni di violenza, a volte estreme. Uomini comuni, con vite regolari, anche colti e benestanti, soggetti differenti per storie sociali e personali che, nel rapporto di coppia, hanno saputo anche mostrarsi amanti affettuosi, padri esemplari, compagni gratificanti di vita. Anche loro possono essere attori di un dramma che da qualche tempo scuote le coscienze di una società che ci ostiniamo a chiamare moderna. (Primamedia)

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Olga Ricci, Toglimi le mani di dosso, una storia vera di molestie e ricatti sul lavoro, Milano, Chiarelettere, 2015

Il racconto di Olga Ricci rompe il muro di silenzio e d’ipocrisia che attraversa i luoghi di lavoro. Olga ha ricevuto avance e ricatti sessuali per mesi, in attesa di un contratto sempre promesso. Per non perdere il lavoro, ha cercato di resistere come ha potuto. “O ci stai, o te ne vai” il consiglio di colleghe e confidenti. Tutto avviene, come sempre, in pubblico. Ammiccamenti, carezze, inviti a cena. Gesti apparentemente inoffensivi che invece servono a imporre il potere del capo. In privato l’insistenza diventa ossessione violenta ma la rabbia di Olga resta tutta dentro. Questo libro parla di noi, dell’Italia e del potere nelle relazioni e nei luoghi di lavoro. Della pigrizia mentale, di una rimozione collettiva e soprattutto della persistente disparità tra gli uomini e le donne, che continuano a essere penalizzate a livello economico e sociale. (Chiarelettere)

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Nunzia Alessandra Schilirò, Soli nella notte dell’anima, come reagire alle molestie in casa, al lavoro, per strada, Reggio Emilia, Imprimatur, 2018

“Questo libro nasce dalla mia esperienza alla squadra mobile, dall’impellente necessità di raccogliere tutti quei consigli che, negli anni, ho fornito a chi si è rivolto a me, persone che hanno subito reati di maltrattamenti, atti persecutori e violenze”». Nunzia Alessandra Schilirò, nata nel 1978 a Catania, ha diretto per quattro anni, dal 2014 al 2018, la quarta sezione della squadra mobile di Roma, che si occupa di reati sessuali contro le donne, i minori e le fasce vulnerabili. Ha coordinato il progetto “Questo non è amore” per la provincia di Roma, per prevenire e reprimere il fenomeno della violenza di genere, e il progetto “Blue box” per combattere il bullismo nelle scuole. Ha risolto alcuni dei casi di violenza che più hanno colpito l’opinione pubblica. Ha vinto tre premi nel 2017 per il suo impegno contro la violenza di genere. Questo manuale si rivolge direttamente alle vittime di soprusi in ogni ambito della vita, familiare, lavorativa e di tutti i giorni, in cui può irrompere o instillarsi il mostro della violenza. (Imprimatur)

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Insegnare la libertà a scuola, proposte educative per rendere impensabile la violenza maschile sulle donne, a cura di Mariella Pasinati, Roma, Carocci, 2017

Oggi da molte parti si riconosce la necessità che la scuola si faccia protagonista del cambiamento indispensabile per affrontare il grave problema della violenza maschile sulle donne, segno evidente dell’incapacità per gli uomini di misurarsi con la libertà femminile. Perché le giovani generazioni possano cominciare a sperimentare forme di convivenza civile e non violenta fra i sessi, è però essenziale un agire educativo non episodico ma capace di modificare l’assetto su cui tale violenza trova il suo fondamento: una cultura centrata su un unico soggetto, il maschile. La prima mossa è scomporre l’intero impianto pedagogico e le discipline insegnate, poi valorizzare la presenza femminile nella cultura e nella storia, cercare modi non neutri per interpretare saperi e società, trovare nuovi linguaggi per raccontare uomini e donne, al di là degli stereotipi e utilizzare un linguaggio sessuato, rispettoso dei due soggetti. Da tale responsabilità pedagogica è nato il corso triennale di formazione docenti promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia con la Biblioteca delle donne e centro di consulenza legale UDIPALERMO. Questo libro ne ricompone i contributi teorici e una selezione delle progettazioni didattiche e dei lavori svolti nelle classi, esempi originali di un agire educativo fondato sulle pratiche trasformatrici delle donne. (Carocci)

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Stefania Pastori Gloss, Corpi ribelli: resilienza tra maltrattamenti e stalking, Patti, Kimerik, 2014

L’aggressione fisica alle donne è l’apice della soppressione delle peculiarità e dei diritti delle femmine. Grazie ad un lavoro psicoterapeutico su di lei, l’autrice aveva già recuperato energie e attenzioni per il problema dei maltrattamenti in famiglia, le violenze di genere, lo stalking, a tal punto da aprire un account con Linkedin, per coinvolgere sempre più esperti nella sua attività. Su questo social network professionale ha creato un gruppo di nome GLOSS, con lo scopo di coinvolgere avvocati, psicologi, assistenti sociali, forze dell’ordine e quanti altri siano coinvolti su questi temi nell’esercizio delle loro professioni, perché discutano di problematiche inerenti. (Stefania Pastori Gloss)

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