Pedalando fra le righe

Ciclismo e bicicletta nella letteratura

Il ciclismo ha attirato le migliori penne della letteratura e del giornalismo.  Ecco romanzi e diari di viaggio nei quali la bicicletta è protagonista o ha uno spazio significativo nella narrazione.  I titoli sono in ordine per autore.

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Valerio Aiolli, A rotta di collo, E/O, 2002

Elio, trentenne protagonista di questa commedia amara e divertente resiste cocciutamente alla vita. A un anno di vita ha perso i genitori, ora va perdendo, uno dopo l'altro, la ragazza, l'amante, il lavoro, le poche certezze ideali, gli stessi affetti più cari, addirittura i sogni nel cassetto. Non è un caso che il suo sport preferito sia il ciclismo, simbolo dell'eroe solitario e umile chiuso nel suo sforzo dannato e glorioso verso il traguardo.

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Roberto Alajmo, Cuore di madre, Mondadori, 2003

Cosimo Tumminia aggiusta pneumatici di bicicletta a Calcara, paese immaginario di una Sicilia interna riconoscibile e remota. Nessuno è suo amico, nessuno lo frequenta, quasi nessuno lo saluta. Nessuno a eccezione della madre, che continua a nutrirlo e a opprimerlo con i suoi cibi. Per questo, perché vive solo e perché tutti lo evitano, alcuni personaggi venuti dal nulla gli impongono la custodia di un bambino rapito in cambio di una bella ricompensa…

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Bassani, Il giardino dei Finzi-Contini, Einaudi, 2006

Nel romanzo, noto per i fatti storici e politici, lo scrittore non manca di soffermarsi su fini dettagli legati ai suoi personaggi, tra questi egli cita spesso la bicicletta come il mezzo col quale il protagonista, prima adolescente e poi giovane uomo, si sposta non solo per raggiungere luoghi, ma anche per vagare con i suoi pensieri, o passeggiare con Micòl Finzi-Contini: “E’ una nuova Wolsit: con fanalino elettrico, la borsetta per i ferri, la pompa…”.

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Stefano Benni, Achille ed Ettore in "Il bar sotto il mare", Feltrinelli, 1989

Nella novella di Stefano Benni, Achille ed Ettore sono due amici “uniti per la pelle” che trascorrono molto del loro tempo libero insieme. Amanti della bicicletta e tifosi di Coppi, si trovano improvvisamente a contendersi una bicicletta da corsa ritrovata giù per una montagna, e addio amicizia. Per decidere a chi tocca la bicicletta si sfidano a strani duelli: alle più curiose parolacce e a vino e salsiccia…con finale a sorpresa.

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Cino Boccazzi, La bicicletta di mio padre, N. Pozza, 1998

Rimasto orfano dei genitori, Chièn in compagnia del suo cane Tordigliàn, si mette alla ricerca della bicicletta di suo padre, una Bianchi spyder gran turismo, senza parafanghi, che, da sola, sta correndo verso la Valle di Giosafat, per ricongiungersi al suo proprietario. Il viaggio dura un'intera vita e attraversa l'Italia dalla Valle d'Aosta alla Sicilia e oltre, nei deserti africani, per concludersi poi su una vecchia nave in disarmo in un porto abbandonato.

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Gianni Brera, Coppi e il diavolo, Baldini & Castoldi, 1996

Il libro segue le tappe della carriera di Fausto Coppi con grande realismo. Brera racconta quello che si nasconde dietro la facciata del grande campione: i retroscena della vita di un uomo con le sue debolezze, le sue gioie e i suoi errori; la scelta del duro mestiere di pedalare per vincere il diavolo che insegue ognuno di noi e che per Coppi è stato dapprima la bicicletta, poi Bartali, poi l'amore passionale e distruttivo per la "Dama Bianca" e infine la malaria mortale.

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Enrico Brizzi, Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Transeuropa, 1994

Amicizia, scuola, amore e musica: la vita di un tardo adolescente bolognese qualunque in un romanzo che è diventato presto un libro-culto. Il protagonista scopre il mondo e l’amore in sella alla sua bicicletta: “…Girardengo appena appena più basso e rock…”, che misura le sue forze sulla salita che lo porta a casa della sua amata e che fila come il vento per i colli bolognesi, crescendo e pensando. In bicicletta anche i pensieri corrono più veloci?

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Gianrico Carofiglio, Ragionevoli dubbi, Sellerio, 2006

La fine dell’amore con la compagna Margherita spinge l’ avvocato Guido Guerrieri a fare qualche cambiamento nella sua vita. Fra questi decide di comprarsi una bicicletta vecchio stile, nera e senza marce. In breve smette di usare l’auto per andare in tribunale, poi per recarsi al carcere, dove sta difendendo un detenuto accusato di traffico di droga, e infine usa la bicicletta anche per le uscite serali perché “si arriva dappertutto molto prima che con la macchiana”.

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Antonio Castronuovo, Ladro di biciclette, cent'anni di Alfred Jarry, Nuovi equilibri, 2009

Nel novembre del 1907 moriva a Parigi l'iniziatore del moderno, l'inventore della Patafisica, il diffusore degli indizi di avanguardia sui primi anni del Novecento. Questo opuscolo lo ricorda attraverso il racconto di tre curiosi episodi dedicati all'impostura che sta all'origine di "Ubu Re", all'abitudine di non saldare i debiti e al Tripode, la sua casetta in riva alla Senna. Un modo inconsueto per conoscere Jarry, non solo mediante la lettura della sua opera, ma anche attraverso le debolezze e gli stratagemmi, ai limiti dell'illegalità, che hanno connotato la sua vita.

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Raymond Carver, Biciclette, muscoli, sigarette in Vuoi star zitta, per favore?, Garzanti, 1992

Con “Vuoi star zitta, per favore?” raccolta di short story, pubblicata per la prima volta nel 1976, l'esordiente Raymond Carver diede nuova vita al racconto americano. In "Biciclette, muscoli, sigarette", da un semplice episodio di litigio per una bicicletta che non si trova, i bambini sfumano dal loro ruolo di protagonisti e lasciano il posto agli adulti, che non hanno parole per spiegarsi ma solo i pugni, in una società che li fa sentire "piccoli uomini" senza speranze.

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Achille Campanile, Battista al Giro d'Italia, intermezzo giornalistico in Opere, romanzi e scritti stravaganti 1932-1974, Bompiani, 1994

Achille Campanile diventò popolare nel 1932 quando, inviato al seguito del Giro d'Italia, inventò il personaggio di "Battista" il cameriere gregario. “Ore 6,30. Quando il mio vecchio servitore Battista è venuto a picchiare alla porta della mia camera all’albergo di Milano e a dirmi: «Signore, la bicicletta è pronta», sono saltato dal letto. Povero Battista! Raro esempio di fedeltà, ha voluto seguirmi, anche lui in bicicletta, in questo Giro d’Italia. Alla sua età,…”

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Philippe Delerm, La prima sorsata di birra e altri piccoli piaceri della vita, Frassinelli, 1998

Fra i piccoli piaceri della vita, c’è anche la bicicletta “…il lieve fruscio della dinamo contro la ruota durante una pedalata notturna…”. Non il ciclismo, fatto di velocità e voglia di superare i propri limiti, ma la bicicletta: “Si nasce bicicletta o ciclismo, è quasi politico. Ma i ciclisti debbono rinunciare a quella parte di se stessi per amare: perché ci si innamora solo in bicicletta”. Istanti preziosi, che vanno colti nella loro immediatezza e assaporati con tranquillità.

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Dario Fo, L’apocalisse rimandata, ovvero Benvenuta catastrofe, Guanda 2008

Un bel mattino, a Milano, a Roma, o in qualsiasi altra città del mondo, le lampadine non si accendono, il frigorifero è spento, niente caffè al bar, niente benzina alle pompe. In un batter d'occhio crollano banche e assicurazioni, il denaro non vale più. Il panettiere con forno a legna è preso d'assalto, tornano in auge le biciclette e l'energia prodotta dal sole, dal vento e dai combustibili vegetali finalmente si afferma, e ovunque si ritorna spontaneamente a riunirsi, a discutere.

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Jerome K. Jerome, Tre uomini a zonzo, Biblioteca universale Rizzoli, 1976

Cambiare aria e sfuggire alla routine: questo si propongono i tre noti amici londinesi quando decidono di fare un giro in bicicletta per la Selva Nera. Ma l’avventura dei ciclisti comincia ancor prima di partire: i preparativi per il viaggio, la ricerca dell’ultima, inutile, novità tecnologica, l’indispensabile e complicatissima revisione del veicolo, la preparazione del bagaglio, e il dubbio amletico: ma chi dei due su un tandem fatica di più?

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Mempo Giardinelli, La rivoluzione in bicicletta, V. Guanda, 2003

Un uomo in sella alla sua bicicletta sotto un cocente sole argentino, è questa l’immagine che emerge costantemente tra le pagine di questo romanzo, che racconta la storia di un novello Don Chisciotte, che ha sostituito l’inseparabile Ronzinante con una scalcinata ma più moderna due ruote. Gaite, è uno sconfitto, un perseguitato, un torturato che, nonostante tutto, non ha mai rinunciato al suo sogno: una rivoluzione che restituisca al suo popolo la dignità.

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Giovannino Guareschi, La bicicletta in Tutto don Camillo, Rizzoli, 1998

Chi non conosce Don Camillo amico-nemico di Peppone? Parroco di un piccolo paese in riva al Po, un ambiente che Guareschi definisce “Mondo piccolo”, ideale modello della realtà rurale italiana del dopoguerra, che è spesso presentato dall’autore in sella alla sua bicicletta, su e giù per la Bassa Padana. “…don Camillo approfittò della bella giornata e, montato sulla vecchia bicicletta, macinò allegramente i dodici chilometri per arrivare alla Villa…”

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Francesco Guccini, Vacca d'un cane, Feltrinelli, 1994

Francesco dalla campagna si trasferisce in città. Arriva in una casa nuova, dove impara una nuova pronuncia, perché in città sono tutti signori d'inverno indossano i cappotti. Il futuro è la nuova periferia. La nebbia, la Padania con i suoi cibi e bevande, zamponi e vini, e poi la scuola con il bidello, Coppi e Bartali, i primi balli, i 45 e i 33, il gruppo col quale suonare nelle balere, basso, chitarra e sax.

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Tim Krabbé, La corsa, Marcos y Marcos, 2006

Una volata epica verso il traguardo, un tuffo nella natura e nello Zen, una sfida assoluta in cui mente e corpo sono impegnati al massimo, tutto questo è "La corsa". Gli avversari: persone con cui si dividono sogni, alleanze temporanee, e al tempo stesso il Nemico da uccidere; le gambe: un motore silenzioso a energia gratuita inesauribile; la salita: una fatica mortale e un inno alla vita; la discesa: cento metri agognati per tre quarti d'ora.

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Rosetta Loy, La bicicletta, Einaudi, 1997

Un racconto narrato senza il tradizionale schema: sensazioni, echi, frammenti di conversazione, le stagioni che si susseguono, gli impercettibili cambiamenti personali che seguono e si adattano ai grandi cambiamenti sociali. Una grande casa di campagna, una famiglia, la storia d'una generazione in Italia, negli anni della guerra e del dopoguerra e la rete sottile dei sentimenti. “…Lei mi insegnò ad andare in bicicletta. Una Legano argento”...

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Gianfranco Manfredi, Il piccolo diavolo nero, M. Tropea, 2001

Milano 1893. Un nuovo mezzo di locomozione sconvolge la vita della città: la bicicletta. Cinque scapestrati sono soliti ritrovarsi con le loro biciclette di fronte al Bar Americano per discutere di corse e di campioni. Il loro idolo è il mitico corridore Romolo Buni, soprannominato dai francesi il "piccolo diavolo nero", che ha raccolto la sfida di Buffalo Bill per un'epica gara di tre giorni, bicicletta contro cavallo. Ma si tratta del vero Buffalo Bill o di un impostore?

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Dacia Maraini, Colomba, Rizzoli, 2004

Dov'è finita Colomba? Perché la sua bicicletta giace abbandonata ai margini della foresta? Tante ipotesi si affollano nella mente della nonna Zaira, dalla fuga, al rapimento, alla morte. L'unico indizio è la bicicletta abbandonata dalla ragazza, un anno prima. Ogni mattina Zaira passa al setaccio i boschi e intanto cerca una soluzione nell'ordito dei ricordi e con l'aiuto della "donna dai capelli corti", Zaira riannoderà i tanti fili della memoria.

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Aldo Maroso e Alberto Fiorin, Strade d'Oriente, in bicicletta da Venezia a Pechino, Ediciclo, 2003

Dieci uomini, un sogno: ripercorrere in bicicletta la via della seta. Un mezzo "lento" la bicicletta, come quei cammelli, che consente di stabilire un rapporto stretto ed intenso con l'ambiente e con la gente. 96 giorni e 12.000 chilometri per raggiungere Piazza Tienanmen, valicando le frontiere di dodici stati e toccando città come Belgrado, Sofia, Istanbul, Tbilisi, Asgabat, Samarcanda, Almaty, Turpan e Xi'an.

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Luigi Meneghello, Libera nos a malo, Rizzoli, 2000

Libera nos a malo ("liberaci dal Maligno”) è la frase finale del Padre Nostro in latino, ma il libro non è un atto di liberazione, è piuttosto un omaggio della memoria, a un mondo di cose, parole e modi di vita, che stanno scomparendo “…Steso sulla ghiaia mi sentivo ancora più simile al vero Leduc, un ciclista di allora (probabilmente era il mese del Giro di Francia, e si leggeva avidamente sui giornali delle rovinose caduta dei corridoi in discesa)…”.

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Gianni Mura, Giallo su giallo, Feltrinelli, 2007

Gianni Mura, cronista sportivo, si inventa un Tour de France bagnato di sangue, accanto alle vittime, come firma dell’assassino, un biglietto giallo. Si tratta di un serial killer? Il protagonista, segue il Tour insieme alla "banda" dei giornalisti internazionali, ma davanti alla sua camera d’albergo viene trovato un cadavere. E’ inevitabile che il primo ad essere sospettato è lui, lo portano in galera e lo interrogano senza tante cerimonie…

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Gian Paolo Ormezzano, Giro d’Italia con delitto, Marietti, 2009

Giro d'Italia con delitto o "con delitti", quelli commessi profanando la sacralità della corsa, è un giallo classico rigoroso e particolare, con soluzione completa e inattesa. Protagonista è la corsa rosa, che compie i suoi cent'anni in questo 2009. Le comparse sono moltissime, dal pubblico ai corridori ai cosiddetti suiveurs (giornalisti, amici, parenti, meccanici, tecnici, organizzatori, poliziotti...). I delitti sono truci, ma non trucidi. Si sentono più applausi ai ciclisti che grida di terrore, ma il racconto toglie il fiato e toglie la voglia di fare tappa per sostare nella lettura.

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Alfredo Oriani, La bicicletta, Longo, 2002

Il libro scritto da Oriani in poche settimane nel 1897, mette insieme a pagine di teoria, di storia e di filosofia della bicicletta, descrizioni di corse su circuito e di narrativa, aggiungendo in finale il celebre “diario” del suo viaggio in bicicletta, fatto all’epoca, sulle strade bianche della Romagna, della Toscana e del Bolognese. Un dono ai lettori che amano la bicicletta e una testimonianza storico-letteraria sulla prima grande passione che coinvolse, tra Ottocento e Novecento, gli spiriti più avventurosi della letteratura e dell’arte, poi le masse popolari, di città e di campagna.

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Enrico Palandri, Angela prende il volo, Feltrinelli, 2000

Angela ha sedici anni, arriva a Cambridge in aereo in una mattina d’estate, va a passare due settimane col padre che ha una nuova famiglia, ma ha paura. Angela sogna, mentre vola sulla bici nel parco, di ritrovare il cerchio magico dell’affetto paterno, ma il padre sarà sempre più lontano, perso nel suo progetto di fuga nel tempo. E per tutta la vita Angela desidererà varcare la frontiera tra il mondo quotidiano e l’orizzonte azzurro degli affetti, fino alla morte del padre.

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Piergiorgio Paterlini, Lasciate in pace Marcello, EL, 1997

Marcello, sedicenne ciclista dilettante, si innamora, ricambiato, della madre di un compagno di scuola. Il loro è un amore impossibile. Dapprima Marcello pensa di uccidersi, ma poi vorrà vivere per ricordare quel momento di gioia e decide di ritirarsi in un convento da "rifugiato". Nell'abbazia, dove viene accolto scopre che uno dei monaci più anziani non è un frate, ma un rifugiato come lui. Tra i due si sviluppa una grande amicizia che durerà fino alla morte.

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Goffredo Parise, Il prete bello, Mondadori, 1992

Sergio con l'amico Cena vive in sana allegria, impegnato con la sua amata bicicletta a far corse tra i campi della pianura veneta. Don Gastone, parroco del paese, a sua insaputa, è preda di una forte attrazione da parte di Immacolata, una zitella del paese, che ben presto si serve di Sergio per prendere informazioni sul sacerdote. Sfruttando la situazione il ragazzo riesce ad ottenere una bicicletta Bianchi di colore rosso tutta per sé.

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Riccardo Pazzaglia, Il cadavere in bicicletta e altri divertenti delitti, Flaccovio, 2006

La fantasia irrefrenabile di Riccardo Pazzaglia, crea in questo libro un mondo "giallo" davvero stralunato in cui vari detectives, da Agatha Christie a Charles Dickens, da Edgar Wallace a Emily Bronte, si trovano a investigare su una serie di delitti demenziali e divertenti. Viene coinvolta anche Scotland Yard, i cui poliziotti pasticcioni e smarriti vengono travolti dagli eventi: omicidi, affondamenti di navi, cadaveri che vagano in bicicletta…

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Guillaume Prébois, Il mio Danubio, in bicicletta lungo il fiume d'Europa, Ediciclo, 2004

Guillaume Prébois ha seguito in bicicletta il corso del Danubio, fiume dolce e maestoso, che sgorga nella Foresta Nera e attraversa la Mitteleuropa, accompagnando e definendo culture, popoli, musiche e lingue diverse. Tremila chilometri dalla Germania alla Romania: otto paesi, caldo torrido, albe fresche, cieli stellati, malinconie, le facce antiche di chi lavora i campi e i millenari clichès culturali che si sgretolano sotto il peso della peregrinazione sincera.

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Ugo Riccarelli L'angelo di Coppi, Mondadori, 2001

Questi racconti di Ugo Riccarelli si ispirano al mondo dello sport, alle imprese, alla gloria e alle miserie dei campioni e rappresentano un modo per raccontare la grandezza e la debolezza degli uomini. Sono racconti che fanno sentire il boato della folla, la tensione prima della gara, la grandezza di una finta, di una pedalata o di una controsterzata, il cuore in gola prima del traguardo o l’euforia della vittoria.

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Emilio Rigatti, Minima pedalia, viaggi quotidiani su due ruote e manuale di diserzione
automobilistica, Ediciclo, 2004

L'avventura quotidiana di un professore ciclodipendente alle prese con un mondo globalizzato. C'è chi smette di fumare, chi smette di bere, di giocare a carte... e chi smette di andare in auto. Appende il volante al chiodo e inforca la sella della bicicletta. Emilio Rigatti ha lasciato per sempre l'auto e ora fa della bici e del viaggiare a pedali non solo un mezzo di trasporto alternativo, ma una vera e propria filosofia di vita.

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Emilio Rigatti, La strada per Istanbul, Ediciclo, 2002

Tre uomini in bici: un giornalista, un disegnatore e un insegnante, e un sogno a pedali, sul quale brilla in lontananza una mezzaluna turca attraverso i minareti di Istanbul. In fondo al viaggio, la birra più buona del mondo, quella che si trova alla fine di duemila chilometri di strada attraverso la Slovenia, la Croazia, la Jugoslavia, la Bulgaria e la Turchia

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William Saroyan, La commedia umana, Marcos y Marcos, 1999

Homer è un ragazzino di quattordici anni pieno di entusiasmo, anche se il babbo è morto e il fratello è partito per la guerra. Homer, che di giorno frequenta il liceo, la sera si tuffa in bicicletta alla volta dell'ufficio del telegrafo, dove lavora come portalettere. Pochi giorni e già si rivela come il messaggero più veloce della West-Coast. Entra così nel mondo degli adulti: il suo segreto è prendere sul serio le cose e i sogni per diventare qualcuno, anzi, capire di esserlo già.

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Giorgio Saviane, Traguardo a S. Croce Bigolina in La donna di legno, Rizzoli, 1979

“…chi ce l’ha mai avuta una bicicletta con i freni? frenavo con le scarpe sulla ruota davanti o su quella di dietro e tanta era la perizia e la pratica che le poche volte che avevo usato biciclette di compagni munite di freni, non li avevo adoperati, e la volta che lo feci mi costò un tuffo a pesce sulla strada, avendo tirato il freno davanti. E l’amico si guardò bene dal riprestarmela. Il campanello poi era veramente un lusso…”

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Aldo A. Settia, Bici e baci, storie d'amore e di pedale, Marsilio, 1997

I protagonisti di questi racconti sono ragazzi di campagna, per i quali correre sulle due ruote rappresenta un modo di conoscere se stessi, di mettere alla prova le proprie capacità, ma anche di conoscere il mondo e i più misteriosi tra i suoi abitanti. Racconti leggeri e corporei, ironici e drammatici, come le vicende della grande avventura rappresentata dallo sport della bicicletta sullo sfondo di un delizioso ritratto dell’Italia del dopoguerra.

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Pauline Slot, Inseguendo la Croce del Sud, Sonzogno, 2000

Due amiche per la pelle: Flor, sempre in viaggio ed Emma, a casa ad aspettarla. Nei mesi successivi alla notizia della morte di Flor, Emma comincia a porsi delle domande. Per trovarne una risposta, inforca la bicicletta e decide di ripercorrere l’ultimo, lungo viaggio fatto dall’amica attraverso l’Australia, La Nuova Zelanda e le Figi. Ma a ogni pedalata ripercorre anche, in un viaggio a ritroso, le tappe di una un’amicizia complicata e singolare.

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Paco Ignacio Taibo II, La bicicletta di Leonardo, Corbaccio, 1994

Avanti e indietro nel tempo alla ricerca di un grande amore e dell'ultima meraviglia di Leonardo da Vinci. In una scorribanda avanti e indietro nei secoli e nei continenti, l'autore sudamericano anima una folla rutilante di cronisti tubercolotici, prostitute d'assalto, trafficanti bulgari, giocatrici di pallacanestro, agenti della CIA, baroni sanguinari e geniali inventori, che scrivono, amano, spacciano, tramano e uccidono incastrati nell'ardita architettura del più avvicente e ironico dei polizieschi.

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Renata Vigano, L'Agnese va a morire, Einaudi, 1976

L'Agnese pedala, l'Agnese sospinge la bicicletta, l'Agnese la prende in spalla e la trasporta sulle strade fangose o innevate. La bicicletta è uno dei suoi pensieri costanti. Nessun altro mezzo, se non la bicicletta, poteva essere più adatto in quegli anni, alle missioni di Agnese: staffetta partigiana, collaboratrice silenziosa e fidata. Solo la bicicletta poteva accompagnarla nella sua evoluzione politica e sociale: da rude lavandaia a sostenitrice attiva di un' idea politica.

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James Waddington, Duri da morire, Meridiano zero, 2001

Vigilia del Tour de France. Ciclisti che muoiono in circostanze misteriose. Personaggi secondari che diventano campioni da un giorno all'altro. Sáenz è indiscutibilmente il numero uno, ma comincia a vedersi soffiare le vittorie da sconosciuti. Quale segreto rende i suoi avversari invincibili? Cos'è disposto a fare per ritrovare il successo? Waddington mette in scena i campioni reali di ieri e gli eroi immaginari di domani, in una saga noir sul ciclismo.

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