Fa parte di:

Roberto Pazzi

Presentazione del libro Lazzaro (Bompiani 2017)

Nelle librerie dal 5 aprile, il nuovo romanzo di Roberto Pazzi Lazzaro (Bompiani 2017) ha come protagonista un maestro in pensione e il suo sogno inquietante nello scenario di una Roma ammaliatrice e levantina. Un’allegoria del dualismo tra bene e male, tra sacro ed eros, un’analisi del mistero del potere accompagnano il lettore in una suspense senza pause.
L’autore ne parla con Anna Folli.
In collaborazione con l’Associazione Focus D.

  • martedì 18 luglio 2017, ore 21.00

Roberto Pazzi

Vive a Ferrara, dove insegna all’università e tiene annuali corsi di scrittura creativa, svolgendo un’intensa attività di conferenziere nei vari paesi del mondo dove è diffusa la sua opera. Laureatosi in lettere classiche a Bologna con Luciano Anceschi (con una tesi in estetica sulla poetica di Umberto Saba), ha insegnato nella scuola superiore e nell’università a Ferrara antropologia culturale e filosofia della storia e a Urbino sociologia dell’arte e della letteratura.
Tradotto in ventisei lingue, ha esordito in poesia con una silloge apparsa sulla rivista "Arte e poesia" nel 1970, prefata da Vittorio Sereni.
Le sue raccolte di versi sono: L’esperienza anteriore (I dispari, 1973), Versi occidentali (Rebellato 1976), Il re, le parole (Lacaita, 1980), Calma di vento (Garzanti, premio internazionale E. Montale 1987, tradotto in francese nelle Editions de la Différence), Il filo delle bugie (Corbo, 1994), La gravità dei corpi (Palomar, 1998, tradotto in tedesco da Tropen e in turco da Estetik Us, premio Frascati, premio Calliope, premio Marineo), Talismani (Marietti 2003) e Felicità di perdersi (Barbera, 2013).
Il suo esordio narrativo avviene nel 1985 con Cercando l’Imperatore, prefato da Giovanni Raboni (Marietti 1985, Garzanti 1988, Tea 1997, Marietti 2004, premio Bergamo, premio Hemingway, premio Selezione Campiello 1985, tradotto in dodici lingue), storia di un reggimento russo disperso in Siberia, durante la Rivoluzione Russa, in cerca dell’Imperatore, dalla critica concordemente collocato sulla linea fantastico-visionaria della nostra narrativa, quella meno frequentata nel Novecento italiano. Seguono poi alcuni romanzi dove la storia si fa pretesto di reinvenzione fantastica su una linea di pensiero antistoricistica: La principessa e il drago (Garzanti 1986, finalista premio Strega 1986, presentato da Giorgio Caproni e Giovanni Raboni, premio Rhegium Julii, premio Piombino), La malattia del tempo (Marietti 1987, Garzanti 1991), Vangelo di Giuda (Garzanti 1989, superpremio Grinzane Cavour 1990, ristampato da Baldini&Castoldi nel 1999, e da Sperling e Kupfer nel 2006), La stanza sull’acqua (Garzanti 1991, finalista premio Napoli, ristampato da Bompiani nel 2012).
Con Le città del dottor Malaguti (Garzanti 1993, premio Castiglioncello, premio Catanzaro) la narrativa di Pazzi, pur rimanendo di ispirazione visionaria, approda al presente, alla cronaca italiana di questi anni, alla città dove il narratore vive, Ferrara. Ecco allora i romanzi successivi, Incerti di viaggio (Longanesi 1996, premio Selezione Campiello, superpremio Penne-Mosca 1996), Domani sarò re (Longanesi 1997), La città volante (Baldini & Castoldi 1999, finalista al Premio Strega, presentato da Dario Fo e Sebastiano Vassalli, in ristampa da Frassinelli ), Conclave (Frassinelli, 2001, ristampato da Barbera nel 2012, vincitore di numerosi e prestigiosi premi e tradotto in numerose lingue), L’erede (Frassinelli 2002, finalista premio Viareggio, premio Maria Cristina, tradotto in tedesco), Il signore degli occhi (Frassinelli 2004, tradotto in sloveno, premio Cala di Volpe), L’ombra del padre (Frassinelli 2005, tradotto in francese, premio Elsa Morante Isola di Procida), Qualcuno mi insegue (Frassinelli 2007), Le forbici di Solingen (Corbo 2007), Dopo primavera (Frassinelli, 2008), Mi spiacerà morire per non vederti più (Corbo 2010), D’amore non esistono peccati (Barbera 2012) e La trasparenza del buio (Bompiani, 2014).
Attualmente, dopo dodici anni di collaborazione esclusiva al "Corriere della Sera", scrive in Italia sulle pagine culturali di diversi quotidiani italiani fra i quali "Il Resto del Carlino", "La Nazione" e "Il Giorno" e all’estero su "The New York Times".

(www.roberto-pazzi.it)


apri

Date:

  • 18 luglio 2017 ore 21
versione stampabile