Di antica e nobile famiglia imolese, figlia del senatore Giovanni, prefetto a Napoli e a Milano, commissario civile per la Sicilia e ministro della Pubblica istruzione, Eugenia Codronchi Argeli riceve un’istruzione vasta e completa, linguistica, letteraria, filosofica e musicale. È giornalista brillante e prolifica, e con lo pseudonimo letterario di Sfinge, pubblica romanzi, raccolte di novelle, opere teatrali, monografie su personaggi celebri; nei suoi scritti si rivela maestra nell’analisi della società contadina romagnola come dell’alta società. Nella sua cospicua produzione letteraria spiccano le novelle, spesso legate alla descrizione dell’ambiente e della terra di Romagna, i romanzi, di impronta autobiografica e maggiormente aristocratica e gli scritti di identità femminile che la collocano tra le figure più significative del panorama letterario femminile dell’inizio del Novecento. Non interessata allo sperimentalismo letterario, Sfinge preferisce un modernismo di matrice più cautamente italiana, quasi pirandelliano: nella sua scrittura è frequente il riscontro delle ambiguità e degli atteggiamenti cautamente trasgressivi e ribelli tipici della sua epoca.

Alterna lunghi viaggi a soggiorni oltre che a Imola, a Bologna, a Palermo, a Napoli, per ampi periodi a Milano e a Roma. Frequenta i più noti circoli letterari del tempo, e ha occasione di conoscere e frequentare letterati tra cui Giosuè Carducci e Giovanni Pascoli, artisti e musicisti.

Negli ultimi anni della sua vita si ritira nella villa di famiglia a Coccapane, presso Castel San Pietro Terme, dove vive con l'amica Bianca Belinzaghi, scrittrice milanese conosciuta negli ambienti artistici e letterari con lo pseudonimo di Guido da San Giuliano.

Alla sua morte Eugenia Codronchi Argeli lascia per legato testamentario alla Biblioteca comunale di Imola la sua biblioteca, l'archivio di famiglia, le medaglie e le decorazioni, i ritratti e i cimeli storici dell'eredità paterna, vincolando la consegna alla morte delle sue due eredi: la sorella Eleonora e l'amica Bianca Belinzaghi.


Bim, Fondi iconografici

  • Luigi Orsini, Sfinge: Lettere intime, in “La Romagna nella storia nelle lettere nelle arti”, 1, 1904, pp. 204-205.
    17 L 3 5;
  • Luigi Orsini, Medaglioni romagnoli: Sfinge, in “La Romagna. Rivista mensile di storia e di lettere”, 3, 1906, n. 8, pp. 383-385.
    17 L 3 5;
  • Luigi Orsini, Novelle romagnole di Sfinge, s. l., s. n., 1912. Ritaglio estratto da “Il lavoro”, 10, n. 3344 (20 settembre 1912).
    19 Cart. 058 0053;
  • Alfredo Grilli, Sfinge: Novelle romagnole, in “La Romagna. Rivista di storia e di lettere, 10, 1913, n. 8, pp. 319-324.
    17 L 4 5;
  • Oreste Antognoni, Sfinge, in “L’attualità”, 3, 1915, n. 4-5, p. 6. Con ritratto fotografico
    12 B 6 Cart. 3 10;
  • Nino Podenzani, Sfinge, in “La fera d’sen Cassien", 13-15 agosto 1922. Con ritratto disegnato
    19 Cart. 082 0108;
    19 Cart. 028 0082 1;
    12 00B 006 003 009;
    19 Cart. 028 0082 2;
    9 01V 007 003 094;
  • Cleopatra Lorenzini, Sfinge, Voglio una stella!, in “Nuova antologia. Rivista di lettere, scienze ed arti”, 60, 1925, fasc. 1280, pp. 187-189.
    PERIODICI 00A 022;
  • Amleto Campagnoli, Saluto a Sfinge, s. l., s. n., 1934. Estratto da “Il diario”, n. 23 (9 giugno 1934).
    ORSINI 0794;
    19 Cart. 047 0036 2;
    19 Cart. 047 0036;
  • Giuseppe Fortunato Cortini, Eugenia Codronchi Argeli: Sfinge, Bologna, Stab. poligrafici riuniti, 1934. Estratto da “Il Comune di Bologna”, n. 9 (1934), 12.
    19 Cart. 097 0069;
    19 Cart. 080 0071 2;
    19 Cart. 044 0072/1;
    19 Cart. 044 0072/2;
    19 Cart. 080 0071;
  • Livia Sangiorgi, In memoria della contessa Eugenia Codronchi Argeli, s. l., s. n., 1934. Estratto da: “Il diario”, n. 23 (1934).
    19 Cart. 064 0006 2;
    19 Cart. 064 0006;
  • Luigi Orsini, Necrologio: Eugenia Codronchi Argeli "Sfinge", s. l., s. n., 1934. Estratto da: “Nuova antologia”, Roma 1 luglio 1934.
    19 Cart. 058 0083;
  • Luigi Orsini, Sfinge e la Romagna, in “La piê: rassegna di illustrazione romagnola", 20, 1951, n. 3-4, pp. 68-71.
    ORSINI PERIOD. 07 1951;
  • Dionisio Dall'Osso, Sfinge, ovvero del “noli me tangere”, in “Pagine di vita e storia imolesi”, 3, 1986, pp. 35-61.
    19 CART. B 00 00222;
  • Anna Santoro, Eugenia Codronchi (Sfinge), in Idem, Il Novecento: antologia di scrittrici italiane del primo ventennio, Roma, Bulzoni, 1997, pp. 59-84. Contiene i racconti: Il perdono, Un dolore inconfessabile.
    23 Y 00 07545;
  • Alessandra Chianese, Sfinge, un enigma letterario. Le raccolte di novelle, Napoli, Università degli studi, 1997/1998. Tesi di laurea in lettere moderne presentata alla Facoltà di lettere e filosofia.
    15 TESI 038 CHIAA;
  • Dionisio Dall'Osso, Sfinge o del “noli me tangere”: 2° parte (i romanzi), in “Pagine di vita e storia imolesi”, 4, 1990, pp. 131-150.
    IMOLESI 945 PAGDVE 4;
  • Dionisio Dall'Osso, Anita Garibaldi fu assassinata? Le indagini di Sfinge, in “Pagine di vita e storia imolesi”, 5, 1994, pp. 25-30.
    IMOLESI 945 PAGDVE 5;
  • Carla Cacciari, Giuliana Zanelli, Il filosofo e la Sfinge, in “Università aperta terza pagina” 11, 2001, n. 5, p. 22. Contatti di Eugenia Codronchi con Galvano Della Volpe.
    19 PER 00B 013 2001;
  • Dionisio Dall'Osso, Ricordo di Sfinge: Eugenia Codronchi Argeli, Imola, Associazione Giuseppe Scarabelli, 2001.
    19 SBN AB00 00606;
    IMOLESI 853.912 DALLD;
  • Antonio Castronuovo, Sfinge e gli aforismi, in “Pagine di vita e storia imolesi”, 9, 2003, pp. 85-92. Contiene: I miei pensieri, di Eugenia Codronchi Argeli.
    IMOLESI 945 PAGDVE 9;
  • Eugenia Codronchi scrittrice: Imola 1865, Coccapane di Castel San Pietro 1934, in Donne di Romagna: dall'antichità ai giorni nostri, a cura di Pierfrancesco De Robertis, Bologna, Poligrafici editoriale, 2006, p. 34.
    IMOLA ER 920.72 DONDR;
  • Luciana Tufani, Una Sfinge imolese: Eugenia Codronchi, in “Leggere donna”, n. 151, aprile 2011, pp. 24-26.
    PERIODICI 00B 135;
  • Serena Bersani, Eugenia Codronchi Argeli, una scrittrice femminista tra Ottocento e Novecento, in Idem, 101 donne che hanno fatto grande Bologna, illustrazioni di Giovanna Niro, Roma, Newton Compton, 2012, pp. 203-204.
    23 X 00 05180.

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