Mamma di latte, latte di mamma
La balia di casa e di campagna
Alle balie, donne “sane, buone et abili”, sono affidati gli esposti abbandonati all’ospedale con il compito di allattarli e di svezzarli in cambio di un contributo mensile. L’ospedale mantiene al suo interno una balia, al massimo due, detta “di casa”, che ha diritto, oltre al compenso mensile, a vitto e alloggio. La balia di casa allatta i bambini al loro arrivo in ospedale per un breve periodo che va da pochi giorni a un paio di settimane. Sono poi affidati, appena possibile, a una balia di campagna.
Terminato lo svezzamento la balia può decidere di restituire o di continuare a tenere presso di sé il bambino avuto in consegna. Il contributo mensile per il mantenimento per i primi due anni è stabile, mentre per gli anni successivi diminuisce gradualmente fino al raggiungimento del 14° anno di età. A partire da allora, è la famiglia a dover corrispondere un mensile per l’attività e i lavori che il ragazzino o la ragazzina svolgono. Attraverso modalità che cambiano nel tempo, l’ospedale esercita un controllo sulle balie e sui bambini a loro affidati: periodicamente o su segnalazione, il “visitatore degli esposti” va in visita alle famiglie affidatarie.
Per molto tempo vige la regola che ogni anno nella festa del Corpus Domini (a maggio o giugno) i bambini devono essere presentati dalla famiglia a cui sono stati affidati agli amministratori dell’ospedale che verificano “se sono ben tenuti, trattati e governati”.
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