La consuetudine della madre o del padre di lasciare oggetti e biglietti scritti tra le fasce dei bambini, prima della consegna all’Ospedale degli esposti, è antica e diffusa. Questo piccolo universo, formato da monete e medaglie spezzate, sacchetti di stoffa, nastri colorati, rosari, santini e bigliettini, costituisce i segni di riconoscimento: oggetti che hanno una funzione fondamentale in caso di successivo riconoscimento, perché identificano quel bambino o quella bambina. Il segno non è quindi solo un oggetto di affetto, di pietà o di portafortuna, ma è un vero e proprio elemento identificativo.

I segni si conservano insieme alla fede di battesimo e ad altri documenti, quando presenti, con cui il bambino entra in istituto. Sui documenti sono indicati il numero progressivo di ingresso e il numero della carta del Libro fedi in cui il bambino è stato iscritto al suo arrivo. Sui bigliettini sono spesso scritti i nomi che si desiderano dare al momento del battesimo o parole di preghiera con cui si chiede di prendere in custodia il piccolo. Quando gli esposti provengono da altri comuni, prima di iniziare il viaggio verso Imola, sono generalmente battezzati. Gli esposti provenienti dalla città e dal territorio imolese, invece, sono battezzati dal cappellano dell’ospedale al loro ingresso in istituto.

Monete e medaglie spezzate

Monete, soldi, denari e medaglie con immagini religiose

Oggetti devozionali

Croci, reliquie, santini, medaglie, ciondoli e spille con immagini sacre

Oggetti d’uso quotidiano

Monete, anelli, orecchini, cuffiette, fasce di stoffa, orologi da tasca, chiavi d’orologio, ritratti fotografici, amuleti porta fortuna come collanine rosse o di corallo o ciondoli a forma di artiglio o dente di lupo

Bigliettini

Bigliettini beneaguranti e con indicazione dei nomi per il battesimo

Brevi

Cuscinetti quadrangolari, circolari o cuoriformi come contenitori per reliquie, erbe, pagine stampate con Sacre scritture o con esorcismi. Secondo le credenze religiose e popolari erano talismani che dovevano rimanere sigillati per non perdere il potere “magico”


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