Vite di esposti
Giuseppe, Maria, Felicita, Romeo
Giuseppe
I genitori naturali riconoscono il figlio abbandonato
Giuseppe è portato dall’Ospedale di Lugo a Imola il 3 febbraio 1861 con un ricco corredino e con la metà di una moneta di rame del valore di 10 tornesi napoletani, legata con nastro di seta tricolore, come segno di riconoscimento. Nel marzo 1862 Giovanni e Francesca di Lugo, che si erano sposati il 27 gennaio precedente, chiedono all’ospedale che il loro bambino di nome Giuseppe, lasciato l’anno prima, sia riconosciuto come loro figlio legittimo e come prova presentano l’altra metà della moneta. Il 13 aprile Giuseppe è riconsegnato ai genitori che si obbligano a mantenerlo e a educarlo cristianamente.
Maria
La famiglia adotta la bambina
Nasce a Castel del Rio nel 1896. A due anni è a balia a Casola Valsenio, dove i coniugi Pietro e Giovanna, vicini di casa, si affezionano, ricambiati, alla bambina. Nel 1903 l’ospedale affida a loro Maria. Nel 1905 si trasferiscono a Sidney in Australia, manifestando in quegli anni il desiderio di adottare la bambina. Nel 1914 la famiglia rientra in Italia diretta a Città di Castello. Durante la traversata in nave per Genova, Maria conosce il cameriere Oscar di Pola. Si innamorano e Oscar raggiunge Maria a Città di Castello per sposarla. Inizialmente favorevoli all’unione, Pietro e Giovanna si oppongono e per forti dissapori Maria rientra a Imola nel 1915. A novembre, ricuciti i rapporti, riparte per Città di Castello. L’8 maggio 1916 con decreto della Corte d’appello di Perugia Maria è adottata da Pietro.
Felicita
Il matrimonio
Abbandonata nella ruota dell’Ospedale di Massa Lombarda all’alba del 4 luglio 1891, è portata a Imola. Nel 1893 è affidata a balia ad Assunta che nel 1901 si trasferisce da Castel Bolognese a Faenza. A 18 anni è tessitrice nello Stabilimento di Luigi Lama di Faenza, quando il 5 dicembre 1909 il titolare muore. Nel suo testamento Lama lascia eredi i suoi 186 operai, tra cui Felicita, con il vincolo che gli operai costituiscano la società anonima per azioni “Cotonificio Luigi Lama fu Silvestro”, passando da dipendenti a soci. Il 7 aprile 1910 il Consiglio di tutela degli esposti delibera che la ragazza può aderire alla costituzione della società. Il 27 dicembre 1911 Felicita sposa Giovanni, ebanista. Il brefotrofio aveva acconsentito al matrimonio, perché ancora minorenne. Fino a quel momento aveva vissuto con Assunta.
Romeo
L’emancipazione
Nasce a Imola nel giugno 1895. Nel 1905 è riportato al brefotrofio dalla famiglia affidataria per il suo carattere irrequieto. A 11 anni è avviato al mestiere di calzolaio prima con Giacomo, detto lo Svizzero, e poi con Raffaele, ma “la condotta del fanciullo è pessima: svogliato, fannullone e nottambulo, à istinti di poco rispetto e di attaccabrighe; occorrendo dà di mano anche al trincetto”. Nell’ottobre 1907 è affidato a Maria di Imola. Nel 1910 è mandato al Riformatorio di Pisa da dove scrive a sua “madre” Maria e all’ospedale: desidera ritornare in libertà, trovarsi un lavoro ed essere un onesto cittadino. Nel 1912 ritorna a Imola. Nel marzo 1914 è riaffidato a Maria e pochi giorni dopo è emancipato dall’ospedale.
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