Il Salterio raccoglie 150 salmi biblici, articolari in uno schema settimanale o quadrisettimanale. I libri d'ore contenevano preghiere, salmi, inni, ed erano i principali strumenti di formazione e di vita spirituale degli ecclesiastici, ma anche supporti per la devozione privata, in ambito nobile.


"Salterio", sec. XV ex, ms. 28, c. 210r

Il Salterio donato dal conte Anton Domenico Gamberini fu scritto alla fine del XV secolo da un copista di origine spagnola, Gonsalvo Fernandez de Heredia, che lavorò per committenti di prestigio quali Federico da Montefeltro, Mattia Corvino, Lorenzo de’ Medici. Fu miniato con probabibilità in una delle più importanti botteghe della Firenze del tempo, quella di Francesco Antonio del Chierico. Tale miniatore decorò per per Federico da Montefeltro una famosa Bibbia.

"Officio della Vergine", sec. XV ex., ms. 34, c. 27v

L’Ufficio della Madonna costituiva una parte importante dei libri d’ore. Questo Officio della Vergine, donato dall’imolese Giulio Cesare Ginnasi Poggiolini è databile attorno gli anni Settanta del XV secolo. Probabilmente realizzato a Bologna risente dell’influsso dello stile rinascimentale della miniatura ferrarese. A Bologna infatti lavoravano in quel periodo decoratori ferrarresi di grande rilievo quali Taddeo Crivelli e Martino da Modena.

"Salterio", sec. XV in., ms. 35, c. 338r

Il Salterio fu realizzato nei primi decenni del Quattrocento, probabilmente a Bologna, come suggerisce la presenza di San Petronio nel calendario. Esso presenta una decorazione semplice e diffusa, di ambito emiliano. Oltre a contenere i salmi per la liturgia delle ore presenta alcuni testi di Giovanni Crisostomo, sant’Agostino e sant'Antonio.


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